Perù e Bolivia - Arequipa


 

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Vista del vulcano Chachami dall'aereo.

 

Arequipa nel sud del Perù, a più di 1000 km da Lima, è la seconda città del paese, ma con una popolazione molto inferiore. Si trova in una fertile valle circondata da montagne a circa 2400 m ed ha il cielo sempre blu durante l'inverno australe, trovandosi sopra la coltre di nubi che copre i deserti della costa. Giace ai piedi di un gigantesco vulcano spento di 5800 m, il Misti, dalla forma perfettamente conica ed è dominata da due massicci, pure di origine vulcanica: il Chachami di 6000 m e il Pichu Pichu di 5700 m. Il 13 agosto, arrivando da Lima con l'aereo, si passa vicino al Chachami, a nord della città, e se ne può ammirare la mole modellata dall'erosione. 

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Il fiume Chili dal Ponte Nuovo.

 

Arequipa fu fondata il 15 agosto del 1540 da Manuel de Carvajal e, proprio nel periodo della visita, ricorre l'anniversario della città sempre festeggiato da sfilate del folclore locale. La regione era stata occupata dalle tribù di lingua Aymaràs e, nella loro lingua, il luogo della fondazione era indicato come Ari Quepa che significa "dietro il picco della montagna" con chiaro riferimento al monte Misti. La conquista degli Incas avvenne nel 1170 per opera di Myta Càpac, il quarto Inca, e la popolazione si mescolò alle tribù di lingua Quechua. 

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Vista della città dal Ponte Nuovo.

 

La città è sempre stata ricca specie nel periodo coloniale, quando era sulla strada dell'argento, che veniva dalle miniere del Potosì, e anche oggi è considerata la capitale economica del sud. Il suo patrimonio storico e artistico ne fanno anche una delle mete del turismo; è stata chiamata "la città bianca" per i suoi edifici costruiti in pietra vulcanica bianca, detta sillar, ed ha mantenuto il suo aspetto coloniale. Sul lato ovest del centro storico, scorre il Chili, un modesto fiume, uno dei tanti che scorrono nelle valli che circondano la città perché questa regione è ricca di acque, che vengono dalle sorgenti delle montagne e ne fanno un'oasi, nonostante la quasi totale assenza di piogge durante l'anno. Il terreno è fertile e la temperatura oscilla tutto l'anno fra 10 e 25 gradi centigradi. 
Venendo dall'aeroporto, si attraversa il Chili sul Ponte Nuovo, a nord-ovest del centro, e si può avere una prima visione panoramica della città. Si scoprono così i campanili della Cattedrale e le cupole del Monastero di S. Catalina.

AREQUIPA - PLAZA DES ARMAS

A sinistra, la Cattedrale la cui grande facciata occupa un intero lato della piazza.
A destra, una visione della piazza con i portici a due piani che la circondano su tre lati.
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Plaza des Armas - Una venditrice di limoni.

 

Il cuore della città è Plaza des Armas, con l'immensa facciata e i due campanili della Cattedrale che occupano tutto il lato nord. Questa è la terza cattedrale perché la prima, del 1656, fu distrutta da un incendio nel 1844 e, dopo la ricostruzione, fu nuovamente distrutta dal terremoto del 1868. 

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Casa di Ricketts - Facciata.

 

La sua facciata è neoclassica, come la scena di un teatro greco, e neoclassica è pure la grande piazza sempre affollata, una delle più belle del Perù, circondata da portici a due ordini. 
Fra le case coloniali più antiche c'è la casa di Ricketts, la più bella della città per il suo stupendo portale scolpito che porta anche il monogramma della Compagnia di Gesù, nella parte superiore del frontone. 

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Chiesa della Compagnia di Gesù.

 

La chiesa più antica è quella della Compagnia di Gesù, detta "La Compañia", costruita fra il 1590 e il 1660, ma la facciata è più tarda, del 1698, in stile barocco e con una profusione di sculture, presa poi ad esempio per la costruzione della cattedrale di Puno sul lago Titicaca. 
Alla sinistra della chiesa, c'è un chiostro del 1728, il cui portico ha i pilastri decorati con maschere di cherubini, ghirlande, rose e frutti tropicali. 
Quasi tutte le chiese di Arequipa appartenevano a ordini religiosi e avevano quindi annesso un convento con chiostro. 

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Chiesa della Compagnia di Gesù - Il Chiostro.

Il monastero più grande, perfettamente conservato dopo quattro secoli, è quello di Santa Catalina che forma una vera cittadella, completamente cinta da un alto muro perimetrale che la isola dal resto della città. Il monastero fu costruito nel 1580 e ingrandito nel secolo successivo ed era occupato da monache provenienti dalle migliori famiglie spagnole che destinavano al convento le seconde figlie. Le monache portavano una ricca dote e avevano una vita agiata, accudite da serve e schiave, e tenevano anche dei ricevimenti. Nel 1871 però le autorità religiose inviarono come superiora una monaca domenicana che instaurò una regola ferrea, trattenendo solo le suore che intendevano rispettarla.


MONASTERO DI SANTA CATALINA

A sinistra, il Chiostro delle Novizie con le sue volte affrescate rappresentanti le Litanie.
A destra, il Chiostro Maggiore.
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Santa Catalina - Plaza Zodocover.
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Santa Catalina - Via Cordoba.

 

Dal 1970 le monache si sono ritirate nell'ala nord del complesso e hanno aperto il resto al pubblico, non essendo più in grado di mantenerlo. 
All'interno il monastero racchiude, oltre alla chiesa e ai chiostri, tutti i servizi indispensabili alla vita di una comunità monastica, incluso un piccolo quartiere, con abitazioni, strade e piazze, ora aperto al pubblico. 

Il Monastero di Santa Catalina si può considerare l'edificio religioso coloniale più interessante del Perù, copre più di 20000 mq di superficie ed è affascinante percorrere le sue strade e le sue piazze nella luce del sole che fa risaltare i colori brillanti o visitare gli ambienti del vecchio convento. 
Lo stile architettonico predominante è quello Mudejar, d'influenza moresca, diffuso in Spagna, ma che raramente si trova negli edifici coloniali.

FOLKLORE E DINTORNI


Il 15 agosto, per l'anniversario della fondazione (quest'anno è la 439° ricorrenza), la città organizza una sfilata cui partecipano gruppi provenienti da diverse province. S'inizia con la banda dei cadetti della scuola militare, seguono poi le sfilate in costume, le danze tradizionali delle tribù Aymaràs nei loro attuali costumi e i carri allegorici, fra questi c'è uno che porta un condor, il maestoso uccello delle Ande che si può ancora osservare, nel suo habitat naturale, sulle montagne intorno ad Arequipa.

ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELLA CITTÀ

A sinistra, la Banda dei Cadetti della Scuola Militare.
A destra, le danze delle tribù Ayamaràs.
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ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELLA CITTÀ

A sinistra, sfilata in costumi coloniali.
A destra, carro con un Condor imbalsamato.
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La Chiesa di Yanahuara.
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Piazza principale di Yanahuara.

 

La città di Arequipa è divisa in 8 province e 107 distretti, ciascuno con amministrazione autonoma, e vi si trovano molti luoghi panoramici e interessanti architetture coloniali. 
A nord-ovest del centro cittadino (circa 7 km), su una collina, si trova il vecchio quartiere di Yanahuara che ha un'antica chiesa barocca del 1750, opera degli artisti della scuola locale, e sulla piazza crescono delle magnifiche palme, pur essendo a 2400 m di quota. 
Stupendi panorami si ammirano nei dintorni con lo sfondo del vulcano Misti e del massiccio del Pichu Pichu a est e si possono vedere i terreni terrazzati e i canali del tempo degli Incas ancora utilizzati. 
Il terrazzamento era necessario per facilitare le coltivazioni e contrastare l'erosione, la rete d'irrigazione permetteva di sfruttare l'acqua in modo razionale, ma queste tecniche furono solo perfezionate dagli Inca, perché erano già note e praticate da tutte le popolazioni preincaiche della costa, dai Nazca ai Mochica e ai Chimu.

DINTORNI DI AREQUIPA

A sinistra, Distretto di Sabandia - El Mulino Blanco e nel fondo il vulcano Misti di forma conica.
A destra, Distretto di Yumina - Terreni coltivati a terrazze dal tempo degli Incas e nel fondo il vulcano Pichu Pichu.
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