Perù e Bolivia - Cuzco


  Il mattino del 17 agosto, si lascia Arequipa e, con un volo, si raggiunge Cuzco, l'antica capitale dell'impero Incas, che si trova nella depressione di una valle a 3400 m di quota, circondata da montagne su tre lati. Sorge nel cuore delle Ande a 560 km da Lima in linea d'aria ma a 1126 km per strada. Il suo nome in lingua quechua significa ombelico e quindi centro del mondo. Fu fondata in un anno imprecisato, fra il 1100 e il 1200, da alcune tribù quechua provenienti dal lago Titicaca e la leggenda parla di un mitico fondatore, Manco Càpac il primo Inca, e della sorella e sposa Mama Ocllo, figli del Sole, che con i loro seguaci si fermarono qui dopo l'atteso prodigio di una verga d'oro che, lanciata sul suolo, sprofondò nella terra. Da qui cominciò poi l'espansione della civiltà incaica e da qui si diramarono le grandi strade che collegavano le quattro regioni dell'impero, il Tahuantisuyu. I primi europei che arrivarono a Cuzco furono tre spagnoli inviati da Pizarro nel 1533, per raccogliere l'oro del riscatto di Atahualpa, e videro una città favolosa con il Coricancia, o Recinto d'Oro, che comprendeva il Tempio del Sole ricoperto di placche d'oro da cui gli Spagnoli asportarono 700 lastre. Oggi templi e palazzi incas sono stati coperti dalle chiese e dai conventi costruiti dai conquistatori, ma i resti delle costruzioni incaiche sono stati scoperti dopo il terremoto del 1950, quando, crollate le mura spagnole che li ricoprivano, sono rimaste in piedi le strutture originarie costruite dagli Incas con criteri antisismici.

  Anche a Cuzco il centro della città è la Plaza des Armas, la più grande, con la Cattedrale sul lato nord-est, costruita fra il 1650 e il 1654 sul luogo del Quishuarcancha, il palazzo dell'VIII Inca Viracocha. Sulla destra si trova la chiesa El Triunfo, più piccola ma più antica, fondata dal domenicano Vincente Valverde dopo aver celebrato la prima messa su un altare di pietra. Sul lato sud-est della piazza sorge la chiesa della Compagnia di Gesù, uno dei più bei santuari barocchi del Perù, costruita sulle fondamenta del palazzo dell'Inca Huayana Càpac, detto Amarucancha o recinto del serpente.

 

CUZCO - PLAZA DES ARMAS

A sinistra, la Cattedrale con, alla sua destra, la chiesa di El Triunfo.
A destra, la Chiesa della Compagnia di Gesù con, alla sua destra, l'Università di S. Antonio.
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  Numerosi sono a Cuzco i palazzi degli Inca, perché ogni nuovo imperatore costruiva il suo. Sulla destra della chiesa c'è la facciata barocca dell'Università di S. Antonio, un antico collegio e noviziato dei Gesuiti.
  Dietro la piazza, nell'angolo nord-ovest, si può raggiungere il terrazzo di S. Cristobal, in posizione dominante, da cui si ha una vista panoramica di Cuzco con la Plaza des Armas.
  Tornati sulla Piazza, sulla destra della Cattedrale, in fondo c'è Calle Hatun Rumiyoc, dove si può osservare una muraglia incaica che apparteneva al palazzo dell'Inca Roca (il sesto), trasformato dopo la conquista in abitazione degli arcivescovi di Cuzco e oggi sede del Museo dell'Arte religiosa.

CUZCO - PANORAMA E MURA

A sinistra, la città e Plaza des Armas viste dal terrazzo di San Cristobal.
A destra, Calle Hatun Rumiyoc con la muraglia incaica appartenuta al Palazzo dell'Inca Roca.
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  In questo muro si può ammirare un enorme masso perfettamente incastrato a secco con gli altri secondo la tecnica poligonale inca; la pietra ha sulla faccia in vista 12 angoli

Via Loreto

 

  Sulla sinistra della chiesa della Compagnia di Gesù, via Loreto è una delle più affascinanti strade della Cuzco preispanica (vedi foto al centro). Le mura ai lati sono ancora quelle originali del tempo degli Incas; il muro a sinistra nella foto apparteneva all'Amarucanchia e ora fa parte del complesso della Compagnia (in fondo si vede una delle torri della chiesa), il muro a destra faceva parte dell'Acclahuasi di Cuzco, il luogo dove le sacerdotesse del Sole, selezionate fra tutti i ceti sociali per le loro qualità, erano educate per tre anni dall'età di 12 anni per imparare i riti e tessere le vesti di lana di vigogna destinate all'Inca. Dopo questo periodo erano presentate al sacerdote del Tempio del Sole ed eventualmente all'Inca e diventavano Acclas (Scelte). Il muro oggi fa parte del convento di Santa Caterina.
  Da via Loreto si raggiunge il luogo di uno dei più famosi edifici sacri dell'impero incaico: il Coricancia, o Recinto d'Oro, che comprendeva il Tempio del Sole dedicato alla massima divinità degli Incas e ricoperto da placche d'oro.
  Dopo la conquista, sul Tempio fu costruito il convento e la chiesa coloniale dell'ordine di Santo Domingo de Guzman, ma, con il terremoto del 1950, fu scoperto il muro a profilo curvo che faceva parte del Tempio. Con il restauro dopo il terremoto si sono ricostruiti alcuni degli antichi ambienti.
  All'interno del Tempio del Sole erano conservate le mummie degli Incas su troni d'oro e sulle pareti curve c'era la raffigurazione del Sole come disco d'oro, quello della Luna come disco d'argento, Venere e le Pleiadi e altre costellazioni.
  Il muro, oggi spoglio, è costruito con pietre di andesite perfettamente levigate e unite a secco con estrema precisione, che provano l'alto grado di perfezione raggiunto dagli architetti incaici.

CONVENTO DI SANTO DOMINGO E CORICANCIA

A sinistra, l'esterno del Convento di Santo Domingo con la sagoma curva del Tempio del Sole.
A destra, il muro interno del Tempio del Sole dopo il restauro.
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Convento De la Merced - Chiostro.

 

  Il Coricancia occupava un'area a forma di quadrilatero di 400 m di lato, lungo il fiume Huatanay, oggi scomparso, e, oltre al Tempio del Sole, comprendeva altri templi e il famoso Giardino d'Oro che stupì i conquistatori per l'eccezionale collezione di oggetti d'oro raffiguranti alberi, piante, fiori, insetti, gruppi di lama, tutto in omaggio al dio Sole di cui l'oro era il simbolo. Gli altri templi erano dedicati alla Luna, a Venere, alle Pleiadi, al Fulmine e all'Arcobaleno. Nel tempio della Luna, rivestito di placche d'argento, si conservavano i corpi mummificati delle Collas, le spose dell'Inca.
  Cuzco è ricca di edifici religiosi, chiese e conventi, tutti in un'elegante architettura coloniale con ricche collezioni di quadri. Dalla Plaza des Armas, prendendo Via Marqués Mantas, dal lato della Compagnia di Gesù, s'incontra la chiesa e il convento della Merced, uno dei più antichi del Perù, fondato nel 1536 e ricostruito dopo il terremoto del 1650. Il chiostro è in stile rinascimento e barocco con galleria a due piani che espone grandi quadri della scuola di Cuzco. Nella cripta della chiesa sono conservate le spoglie di Diego de Almagro, padre e figlio, ambedue giustiziati a distanza di 4 anni, nel 1538 e nel 1542, durante le guerre civili fra i conquistadores, e anche la spoglia di Gonzalo Pizarro fatto giustiziare nel 1548, per la sua rivolta, dal rappresentante del re di Spagna, Pedro de la Gasca. All'ingresso del chiostro, una lapide ricorda la spedizione di Diego de Almagro (padre) per la conquista del Cile nel 1535.
  Più avanti, è la chiesa di S. Francesco del 1545, sulla piazza omonima, che ha l'aspetto massiccio di una fortezza con campanile a torre. Su un lato della piazza, verso via di Santa Chiara, c'è un elegante arco coloniale.

PIAZZA E CHIESA DI S. FRANCESCO

A sinistra, la chiesa di S. Francesco.
A destra, l'arco coloniale in fondo a Via di Santa Chiara, sulla sinistra della piazza.
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  Il convento annesso alla chiesa di S. Francesco ha pure un chiostro, con galleria rinascimentale a due piani, che espone quadri della scuola di Cuzco.
  Cuzco ricorda, con la casa museo di epoca coloniale e una statua, uno dei suoi figli più famosi: Garcilaso de la Vega el Inca, nato a Cuzco nel 1539, figlio di un capitano spagnolo e una principessa inca della famiglia di Huayana Càpac, che in Spagna scrisse "Los Comentarios reales de los Incas".

PIAZZA E CHIESA DI S. FRANCESCO

A sinistra, il chiostro del convento di S. Francesco.
A destra, statua di Garcilaso De la Vega.
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SACSAHUAMAN: LA FORTEZZA DI CUZCO

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Panorama di Cuzco dalla Fortezza di Sacsahuaman.

 

  A 3 km dal centro della città, ma in posizione dominante su una terrazza naturale calcarea e con una stupenda vista sulla valle di Cuzco, si trova un'impressionante fortezza capolavoro dell'architettura difensiva incaica. La visita si fa con la guida in auto.
  La fortificazione è costituita da una triplice cinta di mura a terrazze, alte 15 m, e il perimetro ha un andamento a zic-zac per facilitare la difesa da eventuali assalitori.
  Gli ingressi sono solo tre, attraverso massicce porte trapezoidali, e le muraglie sono realizzate con immense pietre poligonali che s'incastrano perfettamente e sono lavorate con tale maestria da non lasciare fra loro nemmeno lo spazio per inserire la lama di un coltello.
  I massi più grandi si trovano nella cinta più bassa e sono pesanti decine di tonnellate. Il più grande è alto 8,54 m e si presume pesi 361 tonnellate. La pietra è di calcare, estratta da cave vicine e lavorata con attrezzi litici.
  La fortezza era dominata da tre grandi torri e una di queste era cilindrica e conteneva una cisterna, dove arrivava l'acqua attraverso condotti sotterranei che sfruttavano il principio dei vasi comunicanti.
  Sacsahuaman è più di una semplice fortezza militare, è una vera cittadella fortificata e in pratica l'intera popolazione di Cuzco vi si sarebbe potuta rifugiare in caso di pericolo.

 

FORTEZZA DI SACSAHUAMAN

A sinistra, la triplice cinta muraria della Fortezza.
A destra, una delle porte d'ingresso di forma trapezia.
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  Si ritiene che la costruzione della fortezza sia iniziata nel 1438, sotto il IX Inca Pachacuti, e continuata sotto il suo successore Tupac Ypanqui. Il lavoro durò 70 anni e, secondo lo storico Cieza de Leon, furono impiegati 20000 lavoratori per estrarre, lavorare e collocare i giganteschi megaliti.

FORTEZZA DI SACSAHUAMAN

A sinistra, vista parziale delle rovine della fortezza.
A destra, fondazioni di una delle torri circolari dove arrivava l'acquedotto.
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  Sulla spianata davanti alla fortezza, al tempo degli Inca si tenevano cerimonie religiose e ogni anno, per la festa del solstizio d'inverno del 14 giugno, detta Inti Raymi o Festa del Sole, c'era una grande sfilata rituale.
  Quando nel 1536 scoppiò la rivolta fomentata da Manco II, il nuovo Inca eletto da Francisco Pizarro, da 100 a 200 mila indios assediarono Cuzco e occuparono la fortezza, ma gli Spagnoli, al comando di Hernando Pizarro, la ripresero e qui resistettero fino ad agosto, quando l'assedio fu tolto. Fu durante l'assalto alla fortezza che fu ucciso da una pietra Juan, il più giovane dei fratelli Pizarro. La fortezza fu in gran parte distrutta dagli Spagnoli durante e dopo la rivolta del 1536.

 


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