Perù e Bolivia - Da Cuzco a Machu Pichu


Da Cuzco, in auto con la guida locale, inizia un percorso nei dintorni toccando luoghi Incas dal fascino misterioso, in un ambiente tropicale alle sorgenti della selva amazzonica. Circa 4 km da Cuzco, subito dopo Sacsahuaman, si trova Kenko, un santuario rupestre a anfiteatro con altare centrale costituito da un monolito di 5,9 m di altezza che aveva in origine le fattezze di un puma e doveva rappresentare Viracocha, il dio creatore, ma poi fu sfigurato dagli Spagnoli che vedevano in lui un simbolo d'idolatria da distruggere.

KENKO - SANTUARIO RUPESTRE

A sinistra, vista dell'anfiteatro con l'altare.
A destra, l'altare con il monolito.
   

 


Lama.

 

Nei dintorni sono numerosi i lama che pascolano, un animale dai mille usi per gli Incas che ne diffusero l'allevamento e ne fecero una delle basi della loro economia. Il lama è un camelide come il guanaco, che è il suo progenitore, e l'alpaca e la vigogna, che sono più piccoli. Il lama pesa al massimo 400 kg, porta un carico pari alla metà del suo peso per 10-20 km il giorno, ed è adatto all'ambiente andino percorrendo piste fino a quote di 5000 m. La sua lana è grassa e può essere usata per panni grossolani e cordami. Anche lo sterco, come si fa per quello dei cammelli, era usato dagli indios per combustibile una volta disseccato.
A 7,3 km da Cuzco, lungo l'antica strada per Pisac, si trova Puca Pucarà, o Fortezza Rossa, che controllava l'accesso alla capitale e qui i viaggiatori dovevano pagare un pedaggio in natura. La fortezza si trova sulla sommità di una collina ed è formata da torri e terrazze di pietra rossiccia, da cui il nome.
Poco più distante da Puca Pucarà si trova Tambomachay, un insieme di costruzioni a terrazze sovrapposte, in numero di tre, con una fontana alimentata da una sorgente calda opportunamente canalizzata. Secondo la tradizione, questo era uno dei soggiorni dell'Inca noto come i "Bagni dell'Inca". La vicina fortezza di Puca Pucarà era occupata dalla Guardia dell'Inca, quando questi soggiornava a Tambomachay.


DINTORNI DI CUZCO

A sinistra, Puca Pucarà, la Fortezza Rossa.
A destra, Tambomachay, i Bagni dell'Inca.
   

 

Sulla strada per Pisac si può ammirare poi la magnifica valle di Vilcanota, la valle sacra degli Incas che conserva ancora gli argini di pietra originali, per difendersi dalle inondazioni del fiume. La valle prosegue con il nome di valle dello Yucay e poi dell'Urubamba, il fiume di Machu Pichu.
Si giunge a Pisac, 34 km a nord-est di Cuzco, sulla riva destra del Rio Vilcanota. Le rovine della città inca, con le loro terrazze agricole, si trovano su un massiccio roccioso. Ai piedi è situato l'attuale borgo di origini coloniali, noto per il suo tradizionale mercato della domenica frequentato da una pittoresca folla di indios e meticci.

DINTORNI DI CUZCO

A sinistra, la valle di Vilcanota.
A destra, Pisac e il mercato.
   

 

Circa 80 km da Cuzco, su uno sperone roccioso che difendeva l'entrata di una gola sul Rio Urubamba, si trova un'impressionante fortezza incaica detta Ollantaytambo o "Casa di Posta di Ollantay". Dopo aver conquistato la zona nel 1440, sotto il regno del IX Inca Parachuti, il luogo fu fortificato per interdire l'accesso verso Cuzco dalla valle dell'Urubamba, alle turbolente tribù della selva, mai completamente domate.


DUE VISTE DELLA FORTEZZA DI OLLANTAYTAMBO

   

 


Ollantaytambo - Il Tempio delle 10 Finestre.

 

All'arrivo degli spagnoli, nel 1536, la fortezza non era ancora completata, come dimostravano i numerosi monoliti abbandonati e non completamente squadrati. Le pietre della costruzione provenivano da una cava di là dal fiume e si possono immaginare le difficoltà superate dai costruttori per trasportare monoliti da 30 tonnellate, prima giù dalla cava fino al fiume e poi, attraverso il fiume e su per la montagna. La fortezza è realizzata a terrazze per contenere il terreno e con numerosi posti di osservazione distribuiti lungo la montagna. Si è pensato che certi ambienti fossero adibiti a prigioni, ma la cosa non è attendibile perché gli Incas usavano solo pene corporali per punire i delitti. La fortezza era anche un luogo sacro perché gli Incas veneravano le montagne. Una delle costruzioni è detta il Tempio delle Dieci Finestre con una bellissima porta trapezoidale e 10 nicchie pure trapezoidali, su un muro costruito con la tecnica dei blocchi poligonali. In questa fortezza si rifugiò l'Inca Manco II, dopo il fallito assedio a Cuzco del 1536, e respinse sanguinosamente l'attacco degli Spagnoli guidati da Hernando Pizarro. Quando nel 1537 arrivarono i rinforzi degli uomini di Diego Almagro di ritorno dalla spedizione in Cile, Manco abbandonò la fortezza e si ritirò nelle montagne della Cordigliera di Vicabamba, dove continuò la resistenza.

Con la visita della fortezza di Ollantaytambo, finiscono i dintorni di Cuzco e da qui a Machu Pichu, seguendo la gola dell'Urubamba, c'è tutta una serie di santuari-fortezze e città di pietra quasi sospese nel vuoto a 450 m sopra il livello del fiume collegati da strade di pietra. L'Urubamba prosegue in un bassopiano coperto da foreste tropicali, dove inizia il bacino dell'Amazzonia, si unisce quindi al Rio Apurimac, e si trasforma nel Rio Ucayali, infine forma il Rio delle Amazzoni, dopo la confluenza con il Rio Marañon presso Iquitos.



Ponte sospeso sul fiume Urubamba.

 

Al tempo degli Incas tutti i fiumi, che si trovavano sul percorso della rete stradale, erano attraversati da ponti sospesi e, solo per piccole campate, si usavano ponti di pietra a sbalzo. I ponti sospesi erano realizzati con robusti cavi vegetali, intrecciati a mano usando le fibre dalla Cabuya, una pianta del genere agave da cui oggi si estrae la sisal. I cavi dovevano essere rifatti almeno ogni due anni. Il più famoso dei ponti sospesi degli Incas era quello sull'Apurimac, lungo 45,5 m a un'altezza vertiginosa su una gola, e finiva sulla riva sinistra, mentre la strada proseguiva in gallerie lunghe 75 m. Il ponte fu costruito nel 1350 sotto il VI Inca, Roca, fu usato per tutto il periodo coloniale e anche durante la Repubblica. Fu abbandonato solo nel 1890.

Oggi l'unico collegamento praticabile da Cuzco a Machu Pichu è una linea ferroviaria a un solo binario lunga 114 km che richiede tre ore e mezzo di viaggio. Il 20 agosto, partendo da Cuzco, il treno si arrampica sui fianchi della montagna che domina la città a nord, seguendo un percorso a zig-zag e alternando i due sensi di marcia. Attraversa l'altopiano fino al borgo di Anta e quindi scende nella valle dell'Urubamba, vicino alla fortezza di Ollantaytambo, seguendo poi la riva destra del fiume fino alla stazione terminale, ai piedi della montagna granitica di Machu Pichu. Lungo il tragitto si possono osservare le bianche vette del Nevado Salcantay (6271 m).

SULLA FERROVIA PER MACHU PICHU

A sinistra, la valle dell'Urubamba in vista del Nevado Salcantay.
A destra, attesa per la coincidenza con il treno dalla direzione opposta.
   

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