Perù e Bolivia - Machu Pichu


La città inca di Machu Pichu (la Montagna Vecchia) era sconosciuta agli Spagnoli e le sue origini e la sua storia non erano note; forse era stata scoperta occasionalmente da cercatori d'oro, infatti, è stata trovata saccheggiata. La prima notizia sicura era venuta dall'esploratore francese Charles Wiener che, raccogliendo indicazioni delle popolazioni locali, aveva riportato il nome del sito in una sua mappa tracciata nel 1875. Le rovine della città di Machu Pichu sono state scoperte dall'archeologo americano Hiram Bingham della Yale University, mentre era alla ricerca dell'ultima capitale degli Incas: Vilcabamba la Vieja, città di cui si erano perse le tracce, dopo che era stata conquistata dagli Spagnoli il 24 giugno 1572 ponendo fine alla resistenza degli indios, iniziata con la rivolta di Manco Inca del 1536. La presenza delle rovine gli fu indicata dalle tribù quechua che vivevano nella zona e Bingham, guidato da un meticcio, il 24 luglio del 1911, salì la Montagna Vecchia, dove trovò degli indigeni che coltivavano alcuni terreni a terrazze. Vicino, seminascoste dalla selva, Bingham scoprì sulle pendici del picco le rovine di una città, edifici, templi e palazzi incaici collegati da scalinate. Bingham ritornò negli Stati Uniti lasciando delle squadre a disboscare le rovine e poi vi tornò più volte conducendovi campagne di scavi fino al 1915. La città non era Vilcabamba la Vieja, ma la più fantastica delle città perdute. Gli archeologi datano la maggior parte degli edifici al periodo del nono Inca, Parachuti (1438-1471), ma nulla di sicuro si sa sulla sua destinazione, se fosse una città fortificata contro le tribù della selva, o un centro religioso consacrato al Sole, o una delle residenze preferite dell'Inca. Certo la sua difficile accessibilità e il fatto che la sua costruzione non era ancora finita la rendeva dipendente da un regolare approvvigionamento lungo le vie di comunicazione da Cuzco e, quando l'impero collassò, fu abbandonata e presto fu invasa dalla selva. La memoria fu rimossa dagli abitanti per il comportamento persecutorio delle autorità spagnole, ma rimasero in funzione le terrazze agricole, unica fonte di sussistenza delle tribù locali.

Dalla stazione ferroviaria ai piedi di Machu Pichu, dei minibus trasportano i turisti fino all'ingresso della zona archeologica, su una strada di terra battuta in rapidi tornanti aperta nel 1948, nota come il "sentiero di Hiram Bingham", perché seguiva il percorso tracciato dallo scopritore. La visita dura l'intera giornata e, a sera, si ritorna a Cuzco in ferrovia. Dal piazzale di arrivo, a circa 600 m dal fondo valle, si può osservare in basso, sul lato est, il fiume e la stazione e, salendo ancora più in alto, il grandioso e selvaggio cañon fra le alte colline arrotondate dall'erosione e coperte dalla lussureggiante vegetazione della selva.

LA VALLE DELL'URUBAMBA DAL SITO DI MACHU PICHU

A sinistra, la stazione ferroviaria sul fiume.
A destra, il selvaggio cañon dell'Urubamba.
   

 

La scarpata della montagna fuori dalla città è coperta da terrazze agricole che permettevano agli abitanti di avere un'area coltivabile per le loro esigenze, ma era limitata al sostentamento di non più di 750 persone.




Le terrazze coltivate.

Panorama di Machu Pichu.

 

La più splendida visione d'insieme della città si ha da una terrazza detta Mirador, sopra la zona agricola e a fianco dalla strada incaica che raggiungeva la città, collegandola con Cuzco e passando per le stazioni di rifornimento, i Tambos, distanziati fra loro da 8-16 km. La città, a circa 2300 m s.l.m., si pone fra due precipizi, a est e a ovest, circondata in basso dal fiume che forma un'ansa, e la superficie coperta è approssimativamente lunga 700 m e larga 500.

 


Ingresso principale della città.

 

Il centro della città è la grande piazza (Intipampa) che si vede nella foto. A sinistra, è la Città Alta (Hanan) e a destra, la Città Bassa (Hurin). Il complesso di edifici in primo piano è quello dell'Inca e nel fondo si solleva la cima dell'Huyana Pichu (il Giovane Picco), orientato a nord.

 


Vista della città bassa.

 

Dalla strada incaica ai piedi del Mirador, si può raggiungere l'ingresso principale della Città Alta oppure si può seguire, a quota più bassa, la strada moderna delle rovine che attraversa le terrazze agricole e arriva alla Città Bassa, arrampicata sul ripido pendio in una prospettiva di terrazze e vie gradinate. Salendo poi una lunga scala, che separa la zona delle terrazze agricole da quella dei palazzi, si arriva all'ingresso principale della città, costituito da una grande porta trapezoidale in grossi blocchi di granito perfettamente connessi. Sopra l'architrave è un grosso anello di pietra che doveva servire per la chiusura della porta.
Arrivati al livello dell'Intipampa, la piazza principale dedicata al Sole (Inti) e luogo delle grandi cerimonie, guardando a destra sul lato orientale, ci sono edifici che non hanno finestre affacciate sulla piazza e si è supposto che fossero destinati alle acclahuasi, le Vergini del Sole dedicate all'Inca. Sulla sinistra (a occidente) invece si solleva il complesso degli edifici sacri della città su un rilievo con una serie di terrazze concentriche. Vi si trova il Tempio Principale e, più in alto, l'Intihuatana, l'Osservatorio Solare che ha al centro un monolito, i cui quattro spigoli sono esattamente orientati sui quattro punti cardinali, e porta una protuberanza verticale, uno gnomone, che al mezzogiorno del solstizio d'estate non lascia nessuna ombra e quindi è inclinato secondo la latitudine del luogo.

CENTRO CERIMONIALE E SACRO

A sinistra, la Piazza dedicata al Sole (Intipampa) e gli edifici orientali.
A destra, la collina con il tempio principale.
 


Il Tempio Principale ha le mura parzialmente sconnesse per i terremoti, sette nicchie in alto e un altare in basso formato da tre enormi blocchi di granito con il più grande al centro. Vicino si trova il Tempio delle Tre Finestre con tre identiche grandi aperture trapezoidali che si affacciano verso oriente.

L'AREA DEI TEMPLI

A sinistra, il Tempio Principale.
A destra, vista dal Tempio delle Tre Finestre.
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Dall'Osservatorio Solare si ha un'altra spettacolare vista della valle dell'Urubamba verso occidente, dal lato opposto alla stazione ferroviaria.

 

LA VALLE DELL'URUBAMBA

La Valle dell'Urubamba vista dall'Osservatorio Solare.

 


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