Perù e Bolivia - Puno e il Lago Titicaca



Ferrovia da Cuzco a Puno Lungo il Vilcanota.

 

  La città di Puno, capoluogo del dipartimento omonimo, si trova sulle rive del lago Titicaca, il più alto del mondo, a 3812 m s.l.m.. Dista da Cuzco circa 400 km verso sud ed è collegata a essa mediante ferrovia. Partendo da Cuzco il mattino del 22, la ferrovia segue la valle del rio Vilcanota salendo, dalla quota di 3400 m di Cuzco, fino a quella massima del Col de la Raya di 4313 m, che rappresenta lo spartiacque fra il bacino amazzonico e il versante del lago Titicaca, poi scende lentamente fino a Puno alla quota del lago. Il percorso è coperto in 9 ore e 50 minuti a una velocità media di 40 km. Essendo la ferrovia a unico binario, il treno sosta nei luoghi di corrispondenza per i treni che transitano in direzione opposta. Circa a metà percorso si arriva al punto più alto, sul passo de la Raya, e si discende quindi verso Puno. A 46 km da Puno c'è un'ultima sosta a Juliaca, importante centro commerciale e nodo ferroviario, dove la linea si biforca e, attraverso le Ande, giunge ad Arequipa.
  Puno è stata fondata il 3 novembre 1668 dal viceré conte de Lemos, con il nome di San Carlos de Puno, in omaggio al re di Spagna Carlo II, e si sviluppò grazie alle miniere di argento sfruttate nella zona durante tutto il periodo coloniale. Oggi è una vivace cittadina con circa 50000 abitanti, in maggioranza Ayamaràs che frequentano i suoi mercati e animano le manifestazioni folcloristiche durante le numerose festività. Dal suo porto partono tutte le escursioni sul lago Titicaca e si svolge il regolare collegamento con Guaqui, sul lato boliviano del lago, che rappresenta una via privilegiata di traffico con la Bolivia.


FERROVIA DA CUZCO A PUNO

A sinistra, stazione di Combapata (113 km da Cuzco), fermata di corrispondenza con il treno che transita nella direzione opposta.
A destra, il Passo della Raya che segna il punto più alto del percorso alla quota di 4313 m.
   

 

  A Puno c'è una moderna Università, chiamata Universidad tecnica del Altipiano, che è una delle più complete del Perù. Il monumento coloniale più importante della città è la sua cattedrale sulla Plaza des Armas, con la bella facciata in pietra del 1717, affiancata da due torri massicce, e una decorazione fra il plateresco rinascimentale e il barocco, espressione dell'arte meticcia che, dal 1600 al 1700, ha fatto scuola sotto l'impulso della Compagnia di Gesù, in tutta la regione del Titicaca, come anche ad Arequipa.


PUNO

A sinistra, il mercato di Puno.
A destra, la Cattedrale sulla Plaza des Armas.
   

 

  Il lago Titicaca è il più grande lago dell'America Meridionale, vasto 8330 kmq e diviso fra Perù e Bolivia; è di forma molto irregolare lungo più di 200 km e non più largo di 66 e la sua profondità va da 20 a 280 m, ma è molto variabile da un anno all'altro. Le acque, leggermente salate, sono state sempre molto ricche di pesci e le trote, introdotte in epoca moderna, si sono enormemente moltiplicate facendo regredire le altre specie. Le coste sono in parte alte e in parte basse e paludose, particolarmente a nord di Puno, dove si trovano vaste aree ricoperte da canne palustri dette "totora", usate dalle popolazioni del lago per costruire imbarcazioni con cui esercitano la loro attività di pescatori.

LAGO TITICACA

Barche di totora usate dai pescatori.
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  Ammassi di totora formano anche delle isole flottanti, ancorate sul fondo dalle radici e abitate da una misera popolazione di pescatori, che ha costruito su di esse dei villaggi. Vi sono circa 70-80 isolotti, dove vivono circa 1500 persone. Queste isole rimontano a una tradizione antica di 1000 anni e gli attuali abitanti sono discendenti da un'antica popolazione, gli Uros, una volta disseminata sulle Ande del Perù, Bolivia e Argentina del nord e diffusi fino alle coste del Pacifico. Respinti dalle popolazioni agricole in epoca preispanica, finirono con il rifugiarsi sulle rive del lago Titicaca. Al tempo degli Incas furono perseguitati per la loro difficoltà a integrarsi poi, in epoca coloniale, si sono mescolati alle comunità ayamaràs e, nel secolo scorso, sono in pratica spariti come gruppo etnico. I costumi e le tradizioni degli Uros si sono conservate, ma la lingua originale si è completamente perduta, sostituita da quella ayamarà che è dominante nella regione.
  Si possono visitare le isole più grandi dove, oltre alla pesca, gli abitanti esercitano un piccolo artigianato tessendo stoffe in lana di alpaca in vivaci colori, che vendono alle popolazioni della costa e direttamente ai numerosi turisti.

ISOLE FLOTTANTI DEGLI UROS

A sinistra, capanne su una delle isole.
A destra, il piccolo mercato delle donne ayamaràs nell'isola principale.
   

 


DINTORNI DI PUNO

  Nei dintorni di Puno, sulla strada per Juliaca e poi girando a sinistra per Atuncolla, si raggiunge la zona di Sillustani che si protende nella laguna di Umayo. Qui si trovano sparsi un gran numero di monumenti funerari a forma di torre, detti Chulpas, in gran parte anche di origine preincaica, studiati solo in piccola parte dagli archeologi. Prima dell'arrivo degli Incas, nella zona vivevano le tribù dei Colla, il cui centro era Hatuncolla (hatun significa grande), a pochi chilometri da Sillustani, dove oggi c'è il villaggio di Atuncolla. I Colla furono infine assoggettati dagli Incas che, come al solito, li integrarono e ne assorbirono la cultura. Da allora i Colla continuarono a erigere Chulpas con le nuove tecniche incas, ma destinati a tombe dei nobili incas. Le Chulpas preincaiche erano costruite invece con pietre non lavorate e ammassate in forma di torri circolari, ricoperte da stucco che è scomparso con il tempo.

SILLUSTANI E LE CHULPAS

A sinistra, l'area di Sillustani con i monumenti funerari e in fondo la laguna Umayo.
A destra, Chulpas preincaiche.
   

 

  Fra le costruzioni preincaiche c'è anche un recinto quadrato, formato da grossi monoliti, che doveva essere adibito a tempio. Le Chulpas del periodo incas usano la tecnica dei nuovi conquistatori con blocchi levigati e connessi a secco.


SILLUSTANI: RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI

A sinistra un tempio preincaico con grossi monoliti.
A destra una Chulpa del periodo incaico detta del Serpente per la figura scolpita in alto.
   

 


Chulpa dell'Iguana.

  La maggior parte delle torri funerarie, anche se costruite in modo solido, è in rovina e la causa principale sono le folgori che, durante i frequenti temporali si abbattono sulle strutture più elevate e spaccano i blocchi di pietra.


Coppia di Chulpas, dette del Re e della Regina.

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