Perù e Bolivia - La Bolivia - Da Tiahuanaco a La Paz



 

Il 25 agosto, si abbandonano Puno e il Perù attraversando la frontiera sul lago Titicaca e si entra in Bolivia, ma non s'interrompono i legami archeologici e storici con il Perù, anzi si scopre che le origini degli Incas sono proprio sul Titicaca boliviano e non lontano dal lago, si trovano le rovine di Tiahuanaco, la capitale di una delle più famose civiltà precolombiane.
La Bolivia ha avuto in comune con il Perù la preistoria e la storia, dagli Incas al dominio coloniale spagnolo, quando era chiamato Alto Perù o Charcas ed era sotto l'autorità del viceré di Lima. Il governo locale si trovava allora presso l'odierna città di Sucre vicina alle ricche miniere d'argento del Potosì. L'autorità spagnola s'indebolì durante le Guerre napoleoniche e l'indipendenza fu proclamata nel 1809, ma solo 16 anni dopo, il 6 agosto 1825, fu creata la Repubblica Boliviana, che prese il nome dal Libertador Simon Bolivar. La nuova nazione ebbe però 60 anni d'instabilità e debolezza politica con conseguenze fallimentari culminate nella Guerra del Pacifico (1879-83) contro il Cile, quando perdette il suo unico sbocco sul mare e le ricche miniere di nitrati della costa. La sua ricchezza economica rimase legata alla produzione mineraria dell'argento prima e dello stagno nel XX secolo, ma lo stato della popolazione indigena, che lavorava nelle miniere e nei latifondi, rimase deplorevole. Una nuova sconfitta della Bolivia, nella Guerra del Chaco (1932-35) contro il Paraguay, con pesanti perdite di vite umane e di territorio, produsse un periodo di rivolte da parte delle popolazioni indigene divenute ormai più consapevoli. Il Movimento Nazionalista Rivoluzionario (MNR), sorto nel 1951, portò la rivoluzione al potere nel 1952 con il presidente Victor Paz Estenssoro, che introdusse il suffragio universale, una riforma agraria, l'educazione nelle campagne e la nazionalizzazione delle miniere di stagno. Nel 1964 una giunta militare depose Estenssoro al suo terzo mandato, ma l'instabilità e i disordini continuarono. In questo periodo si ebbe la guerriglia diretta dall'argentino Che Guevara che finì ucciso nel 1967. Nel 1978 furono indette nuove elezioni ripetute nel 1979 e 1980 senza conclusioni e con accuse di brogli.
Seguirono altri 5 anni di colpi di stato e nel 1985, dopo un'ultima elezione e un ribaltamento di alleanze politiche, Estenssoro fu eletto Presidente per la quarta volta. In 4 anni si raggiunse una certa stabilità economica e sociale. Il successore Paz Zamora, nel 1989, proseguì nella stessa politica di riforme, nel 1993, il nuovo presidente Sanchez de Lozada privatizzò il 50% delle società di proprietà statale, dalle fonti di energia ai sistemi di comunicazione, e con il denaro sostenne il sistema delle pensioni suscitando però violente proteste. Ugo Banzer, eletto nel 1997 continuò la politica di privatizzazione, ma cominciò il declino dell'economia, crebbe la corruzione e aumentarono le proteste contro il governo sempre più impopolare. Banzer lanciò anche una campagna per sradicare la produzione e il commercio illegale della cocaina e in 4 anni ottenne un certo successo.

La Bolivia occupa circa 1,1 milioni di kmq, poco inferiore a quella del Perù, con una popolazione di 8,9 milioni di abitanti, meno di un terzo di quella del Perù, ed è divisa in 9 Dipartimenti. La metà occidentale è un vasto altopiano attraversato dalla Cordigliera Occidentale e dalla Cordigliera Reale, a oriente del Titicaca, con cime che superano i 6500 m. A oriente della zona andina si estende la zona amazzonica bassa, torrida, acquitrinosa, ricca di foreste e di fiumi.


IL TITICACA BOLIVIANO E TIAHUANACO

Clicca per ingrandire
Isola del Sole - Un Lama.

 

Da Puno, attraversando il lago Titicaca, in aliscafo, si passa la frontiera con la Bolivia sul lato sud del lago, dove s'incontrano una serie di isole e isolotti fra cui L'Isola del Sole, o Titicaca, che ha dato il nome al lago, e l'Isola della Luna, o Coati, vicine alla vasta penisola di Copacabana che divide la porzione meridionale più piccola, dal resto del lago.
L'Isola del Sole fu luogo sacro già prima dell'arrivo degli Incas. Le popolazioni Ayamaràs vi adoravano una roccia sacra, detta Titicaca o Titicala, ricoperta di placche d'oro e d'argento. Secondo la tradizione diffusa dagli Incas, fu proprio su quest'isola che il dio Sole creò la coppia reale di Manco Càpac e Mama Ocllo che doveva fondare Cuzco. Dopo che gli Incas ebbero conquistato tutta la regione, nel XIII secolo, vi fu eretto un tempio dedicato al Sole e l'Inca ebbe un palazzo con giardini, del quale sono stati trovati dei resti. Nella vicina isola della Luna vi era invece un'importante acclahuasi fatta costruire dall'Inca Tupac Yupanqui.

Nella cittadina di Copacabana sulla penisola, dove si approda venendo da Puno, vi è un celebre centro di pellegrinaggio in onore della Virgen Morena, la Vergine india cui è dedicato un santuario fatto costruire dal viceré conte de Lemos, lo stesso che ha fondato Puno.

Clicca per ingrandire
Copacabana - Benedizione delle macchine.

 

La statua di legno della Vergine di Copacabana fu scolpita da Francisco Tito Yupanqui, nipote dell'Inca Huyana Càpac. Agli inizi del 1800, dei commercianti indios andarono dalla Bolivia a Rio de Janeiro in Brasile portando con loro una piccola statua della Vergine di Copacabana e, prima di ripartire, eressero una chiesa vicino alla spiaggia di Rio, divenuta poi famosa con questo nome.
Sulla piazza del Santuario della Virgen Morena, a Copacabana sul lago Titicaca, il 25 agosto, c'è la curiosa cerimonia della benedizione delle macchine degli autotrasportatori che, per l'occasione, sono tutte bardate a festa e alla fine sono bagnate con fiotti di birra a titolo di buon augurio.

Circa 80 km via terra da Copacabana, in una grande vallata a 3800 m s.l.m., s'incontrano le rovine di Tiahuanaco, una delle più importanti città precolombiane, centro della grande civiltà che dominò tutto l'altopiano boliviano fra il 550 e il 950 e poi s'irradiò su tutta la regione andina del Perù, fino alla costa del Pacifico. La civiltà sparì fra il 1000 e il 1100, prima ancora dell'ascesa degli Incas, e le rovine di Tiahuanaco, il cui nome è di un fiume che alimenta il lago Titicaca, ma non si sa l'originale, erano note agli Incas, prima, e agli Spagnoli, dopo. Dalla metà del 1800 hanno attratto viaggiatori e archeologi, ma le prime ricerche più approfondite sono cominciate nel 1958 per iniziativa di Carlos Ponce Sangines che ha fondato il Centro de Investigaciones Arqueologicas de Tiahuanaco (CIAT). Le riprese aeree hanno individuato l'estensione della zona archeologica che copre un'area di 420 ettari, ma la parte monumentale si estende per un chilometro in direzione est-ovest e per 450 m verso nord-sud. Al suo massimo sviluppo, l'area urbana doveva avere da 30 a 60 mila abitanti e le costruzioni mostrano un grado di perfezione nella lavorazione della pietra superiore a quello di tutte le altre civiltà preincaiche.
Nell'area dei templi si trovano 3 edifici principali. Il più grande e centrale è il Tempio di Kalasasaya, un perimetro quadrangolare di 128 x 118 m circondato da mura in parte restaurate, con una porta monumentale sul lato est. Le mura sono in blocchi sovrapposti intervallati da grandi stele monolitiche. La pietra è andesite, una pietra dura che proviene dalla penisola di Copacabana, distante 150 km circa, altre pietre, calcare e basalto, provengono da almeno 40 km. In passato molto materiale è stato saccheggiato per riutilizzarlo in altre costruzioni

 

 

TIAHUANACO - TEMPIO DI KALASASAYA

A sinistra, il Muro nord del Tempio.
A destra, il Muro ovest con i canali dell'acqua piovana.
Clicca per ingrandire

 

 
 
Clicca per ingrandire 
Monolito Ponge.

 

Clicca per ingrandire
Monolito El Fraile. 
 
All'interno del perimetro, di fronte all'ingresso est, c'è un monolito in andesite scolpito in forme umane, detto Ponce in omaggio a Sangines. Un altro monolito più rovinato e dall'espressione ieratica si trova sul lato sud-ovest del recinto ed è stato chiamato El Fraile (il Monaco). 
Il più straordinario fra i resti del tempio è però la Porta del Sole, un monolito di andesite sagomato a forma di porta, alto 3 m, largo 4 e dallo spessore di 1,5 m, con un peso stimato di 10 tonnellate. Sulla sommità è scolpita la figura del Sole con una serie di raggi che emanano dalla sua testa, terminanti in piccole teste di puma, mentre le mani tengono due verghe con teste di condor alle estremità.
Questo simbolo si ritrova nei tessuti e nelle ceramiche del Perù preincaico fino alle coste del Pacifico, a prova della diffusione della cultura di Tiahuanaco.
La Porta del Sole è stata ritrovata abbattuta e spezzata per opera degli Spagnoli e in realtà non si sa, dove si trovasse in origine. Nel 1904 è stata sistemata, dove si trova oggi, nel lato nord occidentale del tempio.
Il secondo edificio importante è il Tempio Semisotterraneo, a circa una ventina di metri dalla porta est del Kalasasaya, in un recinto quadrato a livello più basso, e si vede bene scendendo all'interno dal suo ingresso sud. Le mura intorno, sempre in blocchi sovrapposti intervallati da steli verticali monolitiche, sono decorate con teste di pietra incassate nella muratura. Al centro del recinto si trovano tre monoliti isolati di arenaria scolpiti in bassorilievo con figure di animali (puma, serpenti) e antropomorfe. Il tempio è datato fra il 133 e il 374 d.C..
Il terzo edificio si trova a ovest del Kalasasaya ed è detto Putumi, o Palazzo dei Sarcofagi, di cui rimangono solo le fondazioni di un reticolo di camere.
 
Poco a sud del Kalasasaya si nota una collina a terrazze, rivestita con pochi blocchi di pietre e gradinate, alta circa 15 m su un'area di circa 180 x 140; è ciò che resta di un altro antico edificio detto Acapana. Al centro di questa specie di collinetta c'è una grande fossa lasciata dagli scavi.

Clicca per ingrandire
Porta del Sole.
 

TIAHUANACO - TEMPIO SEMISOTTERRANEO

A sinistra, il Tempio Semisotterraneo dall'interno con i monoliti - Oltre il muro si vede la porta d'ingresso al tempio di Kalasasaya.
A destra, particolare del muro nel Tempio Semisotterraneo con le teste di pietra incassate.
Clicca per ingrandire

 

LA PAZ, CAPITALE DELLA BOLIVIA

La Paz, capitale politica ed economica della Bolivia, fu fondata il 20 ottobre 1548 da Alonzo de Mendoza, dopo la scoperta di pepite d'oro nel fiume che scorre sul fondo del cañon, ed ebbe il nome di Pueblo Nuevo de Nuestra Segñora de la Paz. La storia della città è stata piuttosto turbolenta. Gli indios si ribellarono contro gli Spagnoli nel 1661 e nel 1780, la città fu uno dei principali centri della rivolta contro il dominio spagnolo dal 1809 al 1825 e fu sempre al centro di tutte le lotte di potere e sociali della nuova repubblica.
La Paz è la capitale più alta del mondo. Si trova nella depressione formata da un gigantesco bacino di erosione orientato approssimativamente da nord a sud ai piedi della Cordillera Real. Il centro della città si trova a circa 3600 m, la zona più bassa (Colacoto) tocca i 3200 mentre la più alta (El Alto), dove si trova l'Aeroporto Internazionale, arriva a 4200. La città moderna con il centro segue l'asse del cañon, mentre sul saliente est si trova la vecchia città coloniale il cui centro è Plaza Murillo, con il palazzo presidenziale, il Congresso e la Cattedrale. Sul saliente ovest si trovano la città meticcia e india con i suoi mercati e le botteghe di artigianato.
Da Tiahuanaco, arrivando a El Alto, si vede il panorama della città sovrastato dal ghiacciaio Illimani di 6996 m.

LA PAZ - PANORAMA ARRIVANDO DALL'AEROPORTO

A sinistra, il centro della città e la città india nel grande cañon.
A destra, ancora la città con lo sfondo del Nevado Illimani.
Clicca per ingrandire

 

Clicca per ingrandire
Calle Jaén - Casa di Murillo.

Clicca per ingrandire
Chiesa di San Francisco.

 

La visita a piedi del centro cittadino è piuttosto faticosa per l'altitudine e i notevoli dislivelli da superare fra le diverse aree. Della parte coloniale è interessante visitare, in Calle Jaén, la casa di Pedro Domingo Murillo, uno degli ispiratori della prima rivolta per l'indipendenza, il 16 luglio 1809. La rivolta fu soffocata e Murillo finì impiccato. Oggi la casa è stata trasformata in museo e contiene pitture coloniali e mobili d'epoca. La chiesa coloniale più bella è forse quella di San Francisco, nella piazza omonima, e faceva parte di un convento fondato dai francescani nel 1548. La sua facciata è nello stile barocco indio diffuso in tutto l'alto Perù da Cuzco ad Arequipa. A sinistra della chiesa si sale su Calle Sagarnaga che entra nel quartiere indio in cui ogni strada ha le sue specialità, dai poncho colorati agli oggetti di artigianato fino al mercato degli stregoni, dove si vendono prodotti destinati a tutte le malattie, insieme con amuleti e talismani dei più strani. Più su, in calle Buenos Aieres e dintorni, si trova il mercato di tutti i giorni frequentato da una folla colorata e vociante.
Tornando al centro lungo l'asse del cañon, su avenida Mariscal Santa Cruz e di seguito su Avenida 16 de Julio, si trovano i palazzi moderni, le banche e gli alberghi.

 

 

LA PAZ - LA CITTÀ INDIA E IL CENTRO

A sinistra, il mercato della città india a calle Buenos Aires.
A destra, il centro cittadino nell'Avenida 16 de Julio.
Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire

 

 

Salendo sul lato est del cañon fino a plaza Tejada Sorzano vicino allo Stadio, si può vedere il Museo all'aperto di Tiahuanaco, costruito all'inizio del 1900 da uno dei pionieri dell'archeologia boliviana, che propone una ricostruzione, in realtà poco fedele, del Tempio Semisotterraneo di Tiahuanaco con parti provenienti dal sito archeologico.

Clicca per ingrandire
Plaza Tejada - Museo Tiahuanaco all'Aperto.

 

DINTORNI DI LA PAZ

Scendendo fino all'uscita del cañon verso Calacoto, 12 km circa dal centro, s'incontra un paesaggio di rocce calcaree molto friabili e fortemente erose dagli agenti atmosferici. Un piccolo parco raccoglie un gran numero di esemplari di cactacee. Si attraversa un breve tunnel e si entra in una vallata con fantastiche formazioni prodotte dall'azione erosiva delle acque simili alle guglie delle cattedrali che danno al paesaggio un aspetto lunare. Per questo il luogo è stato chiamato valle della Luna.

LA PAZ - USCITA DEL CAÑON VERSO CALACOTO

Due viste del Parco dei Cactus.
Clicca per ingrandire

 

LA PAZ - LA VALLE DELLA LUNA

Due viste delle fantastiche formazioni erosive all'uscita del cañon.
Clicca per ingrandire


  Qui finisce la visita di La Paz. Il giorno dopo, 28 agosto, inizierà il ritorno dall'aeroporto della capitale boliviana, via Rio de Janeiro.

 

FINE PERÙ E BOLIVIA

 




Indice |Info | Stampa | Permalink