Turchia - Instanbul, Porta dell'Oriente


  Istanbul è oggi una città di 15 milioni di abitanti a cavallo del Bosforo nel punto, dove esso sbocca nel mare di Marmara. Le origini risalgono al VII secolo a.C. come colonia greca di Megara e il primo insediamento con l'acropoli fu proprio sulla collina del Corno d'Oro. Ebbe il nome di Bisanzio, da Byzas il mitico fondatore. La sua posizione strategica le permetteva di controllare il passaggio del Bosforo e il flusso dei commerci. In successione Sparta, Atene, Tebe e infine la Macedonia ne ebbero il controllo, dopo vennero i Romani, ma i limiti della città rimasero gli stessi fino a Settimio Severo che, nel 193 d.C., la distrusse a seguito di una ribellione e la ricostruì nel 203 includendo tutta l'attuale area di Topkapi. L'11 maggio del 330 Costantino dichiarò Bisanzio nuova capitale dell'Impero romano ed estese la città su altre sei colline chiamandola Nova Roma e poi Costantinopoli. Con la morte dell'imperatore Teodosio, Costantinopoli diventò la capitale dell'impero di oriente e con Giustiniano (527-565) raggiunse l'apice della sua grandezza. Giustiniano rafforzò il suo potere, rinnovò i codici, allargò e pacificò i confini dell'impero e fece erigere la chiesa di Santa Sofia dedicata alla Sapienza Divina, sulle fondamenta del Foro di Augusto e del tempio di Apollo e Artemide. Dopo Giustiniano, iniziò la decadenza dell'impero bizantino, dal secolo VIII al IX l'impero fu sconvolto dalla lotta iconoclastica in due fasi, dal 726 al 775, sotto il regno di Leone III e di Costantino V, e dall'815 all'842. Poi si ebbero lo scisma con la chiesa di Roma e la creazione della chiesa ortodossa. Il progressivo crollo dell'impero iniziò con l'arrivo in Persia dei Turchi selgiuchidi che, convertitisi all'Islam e presa Bagdad nel 1055, estesero il loro dominio fino all'Anatolia. Iniziò il periodo delle crociate che vide Costantinopoli in un ruolo secondario fino a essere conquistata e saccheggiata dai Crociati della IV nel 1204. L'impero era finito e Costantinopoli, ormai isolata, fu conquistata nel 1453 dai Turchi ottomani del sultano Mehmet (Maometto) II. Santa Sofia fu trasformata in moschea, la città assunse il nome di Istanbul, nome greco che significa città dei musulmani, e l'impero ottomano durò fino al suo crollo politico e militare dopo la prima guerra mondiale e la deposizione del sultano (1922). Dal crollo nasceva la Repubblica turca il 23 aprile 1923 e Istanbul perdeva il suo ruolo di capitale a vantaggio di Ankara.  
Clicca per ingrandire  
Spina dell'Ippodromo
e Obelisco.
Clicca per ingrandire  
La Cisterna di Giustiniano.
  Della città romana è rimasto ben poco, c'è il luogo dell'ippodromo di Settimio Severo ingrandito da Costantino, sulla cui spina Teodosio collocò un piedistallo e l'obelisco di Thutmosi III del 1400 a.C., proveniente da Karnak e alto 29 m. L'Ippodromo era il luogo delle corse del circo e il centro della vita pubblica. Lungo 400 m, poteva contenere 100000 spettatori, fu il luogo della rivolta di Nike contro Giustiniano nel 532, repressa nel sangue da Belisario e, nello stesso posto, il sultano Mahmut II fece massacrare i giannizzeri nel 1826. Vicino l'Ippodromo si trovava il palazzo imperiale sulle cui fondamenta fu costruita la Moschea blu. Del periodo di Giustiniano è la grande cisterna di Yerebatan, una vera basilica sotterranea, detta anche "palazzo inghiottito", di 70 x 140 m, retta da 336 colonne di riutilizzo, fatte venire da Calcedonia in Bitinia. La cisterna era alimentata dall'acquedotto di Valente costruito nel IV secolo, di cui rimane un tratto al centro del Corno d'Oro. Del periodo bizantino sono rimasti lunghi tratti di mura che circondavano tutta la penisola del Corno d'Oro e che furono poi rinforzate dai sultani.  


I MUSEI


Clicca per ingrandire  
Topkapi: Plastico del Palazzo.
  I sultani, iniziando da Mehmet II, costruirono Topkapi, residenza imperiale e centro del potere, sulla collina dell'acropoli, il promontorio che guarda il mare di Marmara. Topkapi è un complesso di edifici, rimaneggiati e abbelliti fino a metà del 1800, circondati da mura e con 4 cortili. Al centro del primo cortile, occupato anche dai servizi e arsenali e luogo delle parate e degli alloggiamenti dei giannizzeri, è la residenza del sultano oggi trasformata in museo. 
Clicca per ingrandire  
Topkapi
Plastico del complesso del museo.
  Vi si entrava attraverso la Porta del Saluto, fra due torri, fatta costruire da Solimano il Magnifico nel 1524; sulla sinistra sono gli edifici più importanti con la Sala del Divano, il Consiglio di stato, poi c'è il complesso dell'Harem, dove vivevano le donne e gli eunuchi, gli appartamenti del sultano e la sezione riservata ai suoi figli detta la "gabbia d'oro". Sulla destra c'è il lungo edificio delle cucine del palazzo, dove ora si trova una grande collezione di ceramiche. I tesori degli ottomani sono raccolti in altri edifici. C'è anche un ristorante con vista sul Bosforo. 

TOPKAPI: BAB-I-SELAM O PORTA DEL SALUTO

Clicca per ingrandire
  Questa è la porta monumentale da cui si accede al secondo cortile e alla zona residenziale del Topkapi, oggi tutta adibita a museo. Lo stile si richiama a quello dei castelli europei che Solimano aveva ammirato durante le sue campagne nei Balcani e in Ungheria.

MUSEO TOPKAPI: SALA IMPERIALE E TRONO

Clicca per ingrandire
  La sala è del 1700 decorata con ceramiche blu di Nicea. Il trono detto sofasi, da cui la parola sofà, era largo e profondo per sedersi a gambe incrociate.

MUSEO TOPKAPI: IL TESORO

Clicca per ingrandire
  Questo è il pugnale del sultano Mahmud V (1730-1754) che fu inviato in dono a Nadir Shah dell'Iran, ma non fu consegnato, perché il destinatario nel frattempo era stato detronizzato, e quindi ritornò al tesoro ottomano. Il pugnale è in oro con tre grossi smeraldi incastonati nell'impugnatura. Un altro gioiello unico della collezione è il Diamante Cucchiaio, con una pietra da 86 carati al centro e 49 brillanti intorno, montati in oro.

MUSEO TOPKAPI: PANORAMA SUL BOSFORO

Clicca per ingrandire
  Questa è la terrazza del ristorante del museo che guarda verso l'ingresso del Bosforo. Dove inizia lo stretto, si distinguono i due piloni che sostengono il ponte sospeso che lo attraversa. Questo è il primo dei ponti sul Bosforo costruito nel 1973, lungo 1420 m e alto 64 m. Un secondo ponte fu costruito nel 1989.

  All'interno del primo cortile del palazzo Topkapi si trova il Museo Archeologico la cui costituzione risale al 1881 e raccoglie reperti classici provenienti da varie parti dell'impero ottomano e in particolare dal Libano e da Sidone. Tra i pezzi più importanti, il supposto sarcofago di Alessandro Magno del IV secolo a.C. con scene di caccia e lotta fra Persiani e Greci. 

  Museo è pure la basilica di Santa Sofia che conserva all'interno anche le modifiche della sua trasformazione in moschea.  
 La basilica di Santa Sofia (Hagia Sophia) fu inaugurata dall'imperatore Giustiniano nel 537 e fu un'opera imponente e un capolavoro di architettura e di statica, fu eretta sul luogo delle rovine di quella di Costantino, distrutta da un incendio nel 404, e di quella a 5 navate di Teodosio II, distrutta durante la rivolta di Nike del 532. 

MUSEO DELLA BASILICA DI SANTA SOFIA

Clicca per ingrandire
  L'esterno è ora appesantito da contrafforti e dagli edifici aggiunti nei secoli successivi, ma dall'interno si ha un'impressione di leggerezza osservando la grandiosa cupola di 31 m di diametro e alta 56 m dal suolo, sorretta intorno da una serie di semi cupole e dai loggiati.

  Un altro gioiello bizantino, secondo solo a Santa Sofia, è il museo Kariye, nome turco dato alla chiesa e al monastero di S. Salvatore in Chora, dove Chora voleva dire in greco fuori le mura, perché allora fuori dalla cinta di Costantino. Il complesso fu trasformato in moschea nel XVI secolo, mosaici e dipinti furono imbiancati, ma si sono conservati e sono stati riportati alla luce durante i restauri del 1948 e 1958. Le origini della chiesa sono del secolo XI, ma fu rifatta e abbellita all'inizio del 1300 sotto i Paleologi e di questo periodo sono i dipinti e i mosaici più belli che si rifanno all'arte antica con forme già rinascimentali nelle raffigurazioni ed espressioni del viso, nella sagoma dei corpi, nelle pieghe degli abiti e negli sfondi delle scene. 
Clicca per ingrandire  
S. Salvatore: Dormitio Virginis (mosaico).




LE MOSCHEE


  Lo splendore dell'impero ottomano è ancora vivo nelle due grandi moschee: la prima quella di Solimano il Magnifico, costruita fra il 1550 e il 1557 dal famoso architetto Sinan, e considerata la più bella e la più perfetta, la seconda è la Moschea Blu fatta costruire dal sultano Ahmet I nel 1609 da un architetto allievo di Sinan, unica con 6 minareti come quella della Kaaba alla Mecca che, per mantenere il primato, ne aggiunse uno. 

MOSCHEA DI SOLIMANO VISTA DAL TOPKAPI

Clicca per ingrandire
  La moschea di Solimano domina da uno dei 7 colli la riva ovest del Corno d'Oro con le sue cupole e i 4 alti minareti che hanno in complesso 10 balconcini, gli anni di regno di Solimano all'epoca della costruzione. L'architetto Sinan, il Michelangelo turco, la costruì in 7 anni, dal 1550 al 1557, e prese a modello Santa Sofia, ma la cupola è più piccola, 27 m di diametro e alta 48 m.

MOSCHEA DI SOLIMANO, VISTA DAL CORTILE

Clicca per ingrandire
  Come in Santa Sofia, la cupola centrale è sorretta da altre semi cupole e strutture esterne e l'interno si presenta ampio e leggero. Alla cupola si deve anche l'acustica perfetta dell'interno. Alla moschea sono annessi una scuola coranica, un ospedale, alloggi per i pellegrini e in un cortile si trovano le tombe di Solimano, della favorita Roxelana e dello stesso architetto Sinan.

LA MOSCHEA BLU

Clicca per ingrandire
  Questa moschea si trova di fronte a Santa Sofia con cui doveva rivaleggiare, ebbe il nome di Moschea Blu per la decorazione interna fatta con 20000 piastrelle di maiolica blu di Nicea che ricoprono le parti inferiori delle pareti e i matronei. Dei 6 minareti che circondano la moschea, se ne vedono solo 4 perché gli altri due sono fuori campo, sulla destra.

LA MOSCHEA BLU VISTA DAL CORTILE

Clicca per ingrandire
  Come si vede la configurazione architettonica è simile a quella di Solimano perché l'architetto Mehmet che la costruì era allievo di Sinan.

Clicca per ingrandire  
Bazar delle spezie.
Clicca per ingrandire  
Bazar coperto (Foto 1999).
  Le ricchezze dell'oriente si scoprono nei bazar, fra cui il bazar delle spezie o bazar egiziano e il bazar coperto, dove ogni corporazione aveva la sua strada. 
  Nel 1800 Istanbul fu raggiunta dalla ferrovia e la stazione terminale sul Corno d'Oro fu il punto di arrivo dell'Orient Express. 
  L'edificio della stazione è stato conservato con i suoi ricordi della Belle Epoque e trasformato in ristorante. 


GLI ALTRI QUARTIERI DI ISTANBUL


Clicca per ingrandire  
La Città Nuova e la Torre di Galata.
Clicca per ingrandire  
Il secondo ponte sospeso sul Bosforo.
  A nord del Corno d'Oro, separati da questo da un braccio di mare ma ancora sulla riva europea del Bosforo, si trovano i quartieri della Città Nuova che iniziarono a svilupparsi in epoca bizantina per opera dei mercanti genovesi. Durante l'impero ottomano divenne la zona delle delegazioni e dalle ambasciate degli stati europei. Il punto più caratteristico è la torre di Galata, costruita dai Genovesi nel XIV secolo, che era la torre più settentrionale della cinta muraria. 
  Il Bosforo separa la parte europea da quella asiatica di Istanbul che è la più popolosa; è attraversato da due ponti sospesi, il primo ponte si trova all'imbocco del Bosforo, è visibile dal Corno d'Oro e congiunge direttamente i quartieri europei con quelli asiatici; il secondo ponte, nella figura, è più arretrato ed è anche il più lungo; fu costruito nel 1989. 

POESIA DI ORHAN VELI
ASCOLTO ISTANBUL

Per completare si riporta la poesia di Orhan Veli (1914-1950) che esprime il suo sentimento di amore per la città.

Istanbul ascolto, stando con gli occhi chiusi. 
Una leggera brezza spira, assai dolcemente, 
Cullando dai lontani alberi fonde e foglie, 
Tutto vicino è immoto, mentre tendo l'orecchio. 
Remota la campana tintinna dell'acquaiolo, 
Di Istanbul io resto, silenzioso, in ascolto. 

Istanbul ascolto, stando con gli occhi chiusi. 
E passano, e li odo, uccelli migratori, 
Lassù nel cielo in fitte file tutto un gridio. 
I pescatori salpano le reti traboccanti, 
I piedi d'una donna nell'acqua sono immersi, 
Di Istanbul io resto, silenzioso, in ascolto. 

Istanbul ascolto, stando con gli occhi chiusi. 
Le volte del bazar son fresche, tanto fresche, 
Mahmut Pascià di gente è brulicante, 
Di tubanti piccioni son pieni i suoi cortili. 
Rumori di martelli salgono su dai moli, 
Nel dolce vento fluttuano odori di sudore. 
Di Istanbul io resto, silenzioso, in ascolto. 

Istanbul ascolto, stando con gli occhi chiusi. 
Uno yali con le ombre dei vuoti imbarcaderi, 
Serba nella memoria le ebbre gioie di un tempo, 
Nel brontolio dei venti del Sud, ora placati. 
Di Istanbul io resto, silenzioso, in ascolto. 

Istanbul ascolto, stando con gli occhi chiusi. 
Una bellezza viene avanti sul marciapiede; 
Lazzi, canzoni, frizzi, ironiche ballate. 
Dalla mano le cade un oggetto - una rosa. 
Di Istanbul io resto, silenzioso, in ascolto. 

Istanbul ascolto, stando con gli occhi chiusi. 
Batte un uccello le ali attorno alla tua veste, 
E so se la tua fronte è fresca o calda appena, 
Se le tue labbra sono umide oppure secche, 
Bianca e grande la luna si leva di tra i pini, 
I battiti del tuo cuore tutti li percepisco, 
Istanbul ascoltando. 





TERREMOTO AD ISTANBUL


  Il 17 agosto 1999, durante il primo viaggio, un disastroso terremoto ha colpito la Turchia con epicentro vicino a Izmit, 70 km a sud-est di Istanbul, e magnitudine 7,4 gradi Richter. Istanbul non ha subito danni rilevanti, ma l'area dell'epicentro, densamente abitata e industrializzata, ha subito effetti disastrosi. I morti hanno superato i 15000, è scoppiato un incendio nelle vicine raffinerie di Tupras, domato in cinque giorni e mezzo, e una frattura con dislocamento di 4 m si è formata nella base navale e i cantieri di Gölcük; per i danni alle autostrade si sono interrotte le comunicazioni fra Istanbul e Ankara. La regione era a rischio perché interessata da una faglia spezzata in tanti segmenti che si stende per 1000 km, parallela al Mar Nero, e passa nel Mar di Marmara a solo 30 km da Istanbul. L'ultimo terremoto si è avuto nel 1967, non lontano da Izmit, ed era stato preceduto da altri cinque terremoti che erano migrati verso ovest lungo la faglia. 
  La Turchia è una nazione molto sismica perché si trova fra due faglie: quella Nord Anatolia, lungo il Mar Nero, e quella Sud-Est Anatolia, lungo il Mediterraneo orientale. Nella prima avviene uno scorrimento verso ovest della placca araba rispetto a quella euro-asiatica, nella seconda avviene la subduzione e quindi la compressione verso nord della placca africana contro quella araba dell’Anatolia. 



Indice |Info | Stampa | Permalink