Turchia - La Costa Egea e l'Anatolia Occidentale


Numerosissimi sono i centri archeologici d'impronta greca, ellenistica e romana sulla fascia occidentale dell'Anatolia che si affaccia sull'Egeo e alcune hanno avuto una storia più lunga fino al periodo bizantino e oltre, come Efeso. 

PERGAMON

La più a nord è la zona archeologica di Pergamo, vicino alla moderna Bergama, ma a 40 km dal mare. La città si sviluppò nel periodo ellenistico sotto Lisimaco, generale di Alessandro Magno, e Filiterio che lo sostituì e fondò uno stato indipendente. Con Attalo I, che si proclamò re nel 241, iniziò la dinastia degli Attalidi. Eumene II (197-159 a.C.), alleato dei Romani, estese il regno fino alla Cappadocia e alla Cilicia sconfiggendo i Galati, popolazioni di galli celti che nel IV secolo avevano invaso l'Anatolia. 

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Podio dell'Altare di Zeus

 

A seguito di questa vittoria nell'acropoli di Pergamo furono costruiti il grande tempio di Zeus con un altare monumentale, il Teatro e il Santuario di Atena. A Eumene II si deve anche la costruzione di una grande biblioteca con 200000 volumi che doveva gareggiare con quella di Alessandria d'Egitto. Poiché l'Egitto vietava l'esportazione del papiro, a Pergamo fu usata per la scrittura la pelle conciata di agnello e capretto e in seguito anche di asino, che prese il nome di pergamena. 

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Tempio di Adriano sulla città alta

Il figlio di Eumene II, Attalo III, rimasto senza eredi, nel 133 lasciò il regno ai Romani e Pergamo divenne la capitale della provincia di Asia; con Augusto fu però sostituita da Efeso e cominciò a decadere. Nel 1300, con l'arrivo degli Ottomani, la vecchia città fu abbandonata e ai piedi delle colline sorse la nuova Bergama. Nel 1873 l'ingegnere tedesco Karl Humann scoprì l'altare di Zeus con i bassorilievi della centauromachia che dovevano esaltare la vittoria sui Galati. Tutto l'altare si trova ora nel museo di Pergamo a Berlino e qui è rimasto solamente il podio. 

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La Via Sacra che porta all'Asklepeion

Sotto la collina dell'Acropoli si trova l'Asklepeion, il santuario di Asklepio dio della medicina, che si raggiunge dalla Via Sacra lunga circa 800 m, fiancheggiata da porticati e negozi e per questo detta via Tecta. L'Asklepeion era un centro terapeutico, come quello di Kos ed Epidauro da cui provenivano i sacerdoti. Alla fama del santuario contribuì Galeno (129-200 d.C.) nato a Pergamo che, dopo Ippocrate, è considerato il più famoso medico dell'antichità e fu medico anche dell'imperatore Marco Aurelio. Ciò che rimane del santuario è di epoca imperiale, vi sono un grande cortile rettangolare porticato di 110 x 130 m, un teatro da 3500 posti e il tempio di Asklepio, dove erano curati i malati con fonti sacre e piscine. Da qui un percorso sotterraneo portava al tempio di Telesforo, dio della guarigione e figlio di Asklepio. 

ASKLEPEION DI PERGAMO - IL TEATRO

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Il teatro aveva sempre una funzione importante nei santuari perché le rappresentazioni erano tenute in onore del dio. Qui in particolare le rappresentazioni avevano uno scopo terapeutico per sollevare il morale dei pazienti e indurre all'ottimismo con temi gioiosi.

 

ASKLEPEION DI PERGAMO - TEMPIO DI TELESFORO

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Il tempio di Telesforo, dio della guarigione, era l'ultima tappa del percorso terapeutico dei pazienti. La terapia iniziava con la cura del sonno, durante la quale i sogni dovevano suggerire al paziente il percorso. Le cure si basavano su metodi naturali, erbe medicinali, cure termali, fanghi e diete. I pazienti erano esaminati prima di essere accettati e quelli incurabili non avevano acceso al santuario perché questo era interdetto alla morte.

 

EFESO

Nel II millennio a.C. nell'area di Efeso, oggi Selcuk, vivevano i Carii che avevano fondato un santuario dedicato a Cibele, dea dell'abbondanza. Intorno al 1000, dopo l'invasione dorica, arrivarono i coloni greci che portarono il culto di Artemide e questo ben presto si fuse con quello di Cibele. Nel VII secolo i Lidi estesero la loro influenza fino alla costa egea e, dopo la sconfitta di Creso da parte dei Persiani nel 546, subentrò l'influenza persiana. Efeso rimase sempre prospera e il santuario di Artemide, più volte distrutto e ricostruito, fu sempre un polo di attrazione religiosa e culturale. Dopo Alessandro Magno, Efeso entrò nell'orbita di Pergamo ma Augusto, nel 13 d.C., la nominò capitale della provincia di Asia al posto della stessa Pergamo. Con il cristianesimo Efeso divenne un centro di diffusione della nuova religione. S. Paolo vi predicò e la tradizione vuole che S. Giovanni Evangelista venisse a Efeso con Maria che qui morì. Giustiniano fece costruire sulla collina dell'Artemision la basilica di S. Giovanni e Teodosio tenne a Efeso il terzo concilio ecumenico del 431 che dichiarò eretico Nestorio e sancì Maria Madre di Dio. Dopo Giustiniano iniziò la decadenza per l'insabbiamento del porto prodotto dai detriti del Piccolo Meandro, la città si concentrò intorno alla basilica di S. Giovanni e vi si formò una cittadella che fu fortificata anche dai Turchi selgiuchidi e dagli Ottomani. Il sito archeologico dell'antica Efeso è rimasto sempre uno dei più vasti e meglio conservati, ma ciò che resta è di epoca romana imperiale del II-III secolo d.C.. 

EFESO - ODEON ALL'INGRESSO DELL'AREA ARCHEOLOGICA

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Si entrava a Efeso per la strada che veniva da Magnesia, nella valle fra monte Koresos e monte Pion. S'incontra l'agorà civile porticata e, sulla destra, l'Odeon appoggiato alla collina alla maniera greca.

 

EFESO - PIAZZA DI DOMIZIANO E MONUMENTO A MEMMIO GAIO NIPOTE DI SILLA

A destra, frontone di marmo con la figura di Nike, dea della Vittoria.
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EFESO - VIA DEI CURETI E IN FONDO LA BIBLIOTECA DI CELSO

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La via dei Cureti è la strada principale di Efeso che scende verso il porto, fiancheggiata da monumenti e da edifici importanti.

 

EFESO - TEMPIO DI ADRIANO

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Adriano visitò due volte la città e fece bonificare il porto; il tempio fu costruito in suo onore e nel fregio sono riportate le leggende sulla fondazione della città, quella di Androclo a seguito di una profezia dell'oracolo di Delfi e quella per opera delle Amazzoni.


Una biblioteca fu eretta in onore del proconsole Celso, governatore dell'Asia, ed era la più grande dell'antichità, dopo quelle di Alessandria e di Pergamo. I manoscritti andarono perduti in un incendio nel 263 durante l'invasione dei Goti. 

EFESO - BIBLIOTECA DI CELSO

 

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Un grande teatro fu costruito a Efeso al tempo di Lisimaco, aveva 10000 posti e un'acustica eccezionale; i Romani alzarono il livello delle gradinate e della scena e portarono la capacità a 25000 spettatori. 

EFESO - TEATRO GRANDE

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Ogni anno vi si teneva un festival in onore di Artemide al termine del quale la sua statua era portata fino al porto e immersa. S. Paolo, che qui predicò il cristianesimo, fu contestato dagli orafi che fabbricavano statuine di Artemide e dovette lasciare la città.

 

EFESO - LA VIA DEL PORTO

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Davanti al Teatro una grande via colonnata portava al porto La strada fu costruita nel 400 d.C. sotto l'imperatore Arcadio e per questo è chiamata via Arcadiana. Da allora il mare si è spostato di altri 8 km per i detriti depositati dal piccolo Meandro.

 

EFESO - CHIESA DI MARIA

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La chiesa dedicata a Maria nasce alla fine del II secolo dalla tradizione che la madre di Cristo sia morta a Efeso portatavi da S. Giovanni Evangelista. La chiesa fu ingrandita al tempo di Teodosio che, nel 431, vi tenne il concilio in cui si affermò il dogma di Maria madre di Dio.

A nord-est del sito archeologico romano e a nord dell'attuale sito di Selcuk, sorse su una collina la nuova città fortificata nel periodo bizantino. Ai piedi della collina sono stati trovati i resti dell'Artemision, il santuario di Artemide. Il primo grande complesso fu costruito nel VI secolo a.C. con il contributo del re di Lidia Creso, nel 356 fu completamente distrutto da un incendio appiccato da un folle, Erostrato che voleva essere ricordato. Fu ricostruito più grande e più bello e divenne una delle 7 meraviglie del mondo, aveva 120 colonne e alle sculture lavorarono Prassitele e Scopa. Fu distrutto ancora sotto Nerone e nel 263 d.C. dai Goti, infine, abbandonato con Teodosio, fu saccheggiato per riutilizzarne i materiali. Se ne persero le tracce e la sua posizione fu localizzata solo nel 1874.  

EFESO - COLLINA DI SELCUK E CITTADELLA

La figura a sinistra mostra una delle tre porte della Cittadella, detta la Porta della Persecuzione per un bassorilievo interpretato come una scena di persecuzione dei cristiani.
La figura a destra mostra all'interno della cittadella i resti della basilica di S. Giovanni voluta da Giustiniano e la fortezza bizantina. La basilica fu trasformata in moschea dai Turchi selgiuchidi nel 1230 e distrutta da un terremoto nel 1500.
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PRIENE, MILETO E DYDIMA

Priene e Mileto si trovavano nell'antichità sul mare, nel golfo di Latmos, che nel tempo è stato interrato dai detriti portati dal fiume Meandro. Priene, che si trova ormai a 15 km dal mare, fu fondata dai Greci come Efeso, ma quello che rimane è del periodo ellenistico. La città si presenta a scacchiera secondo lo schema classico, codificato da Ippodamo di Mileto nel V secolo. Il tempio di Atena si trova sulla terrazza dell'agorà e alle spalle il monte Micale, la sua costruzione nel IV secolo a.C. è attribuita a Pitea, lo stesso che costruì il mausoleo di Alicarnasso (odierna Badrum). 

PRIENE - TEMPIO DI ATENA

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Il tempio si affaccia ora sulla valle del fiume Meandro, dove un tempo arrivava il mare. Il tempio fu fatto costruire da Alessandro Magno, quando già il mare e il porto si erano spostati, ed è rimasto incompiuto. Il tempio e la città sono stati distrutti dai terremoti, specie quelli dei secoli XI e XII.

 

PRIENE - IL TEATRO

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Il Teatro, costruito nel IV secolo a.C. per le feste a Dioniso, aveva una capacità di 5000 spettatori. Come si vede, la prima fila di posti, destinata alle autorità, aveva sedili di marmo con schienale e poltrone singole.

 

Il Buleuterion era il luogo di riunione della Bulé, l'assemblea formata da un consiglio ristretto di membri eletti dai cittadini. Era coperto da un tetto ligneo.

PRIENE - IL BULEUTERION

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Mileto, più a sud di Priene, è la più antica delle colonie ioniche, fondatrice a sua volta di altre colonie nel Mediterraneo e nel Mar Nero. Nel VII e nel VI secolo fu la più importante fra le colonie della confederazione ionica ed ebbe anche una supremazia culturale, perché patria di Talete, Anassimandro e Anassimene. Nel 499 fu a capo della rivolta delle città della Ionia contro i Persiani, ma dovette soccombere; rifiorì dopo le guerre persiane. Nel periodo ellenistico entrò nell'orbita di Pergamo e poi dei Romani. Decadde nel medioevo per l'insabbiamento del porto. Ciò che rimane è del periodo ellenistico e romano e la struttura urbanistica segue i canoni dell'architetto Ippodamo, gloria della città e costruttore del Pireo. 

MILETO - IL TEATRO

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Il teatro è il monumento meglio conservato di Mileto. In origine è del IV secolo a.C., fu modificato e dedicato ad Augusto nel I secolo d.C.; è più grande di quello di Efeso. Sulla collina sopra il teatro fu costruito un fortino bizantino al tempo delle crociate (1100-1200), poi rinforzato dai Selgiuchidi.

 

MILETO - TERME DI FAUSTINA

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Le Terme furono dedicate a Faustina, moglie di Marco Aurelio ed è una tipica costruzione romana. Il doppio arco è dovuto a una modifica successiva.

 

MILETO - PORTICO IONICO E GINNASIO

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Il Ginnasio per i Greci era il luogo di addestramento militare dei cittadini e dietro il portico (stoa) si trovavano le palestre e le vasche per lavarsi. I Romani ampliarono il Ginnasio e aggiunsero le terme.

 

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Didyma - Tempio di Apollo
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Didyma - Cortile sacro del Tenpio di Apollo.

Dydima era collegata a Mileto da una via sacra di 20 km, non era una città, ma il santuario di Apollo e un luogo di culto prima ancora dell'arrivo dei Greci. La prima costruzione è quella del VII secolo a.C., al tempo di Creso, e l'oracolo era importante come quello di Delfo. 

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Didyma - Rilievo della Medusa nel Tempio di Apollo.

 

Il santuario fu distrutto da Dario a seguito della rivolta della Ionia e poi ricostruito. Ciò che è rimasto è del periodo ellenistico, poi ristrutturato sotto Adriano.

AFRODISIA, PAMUKKALE E HIERAPOLIS

 

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Aphrodisia - Agorà.

 

 

 

 

Lasciata la costa e dirigendosi verso l'interno, lungo la valle del Meandro e sulla strada per Denizli, poi deviando a sud dopo Nazilli, s'incontra il sito di Aphrodisia, luogo famoso dal VII secolo a.C. per il santuario dedicato ad Afrodite. Prima ancora sul posto esisteva un luogo di culto dei Carii dedicato a Cibele e prima ancora a Ishtar, divinità assira-babilonese. Afrodite assorbì i culti precedenti e il santuario, insieme alla fertilità della terra nella valle del Meandro e alla presenza di cave di marmo pregiato a nord-est, contribuì allo sviluppo della città. Nel I secolo a.C. si formò una scuola di scultori che esportò opere in tutto l'impero romano e a Roma stessa. Fu ammirata da Silla e da Cesare e poi da Augusto e Adriano che la ricostruì. In epoca bizantina il tempio di Afrodite fu trasformato in chiesa e la città fu sede vescovile con il palazzo e una cinta di mura. 
Il Teatro fu rifatto dai Romani sotto Marco Aurelio e Antonino Pio che rifece la scena a due piani e 5 aperture, manca la summa cavea crollata durante un terremoto nel IV secolo; aveva 10000 posti. 

 

 

AFRODISIA - IL TEATRO E LO STADIO

Il teatro, a sinistra, si è conservato quasi integro perché rimasto interrato fino agli scavi del 1870.
A destra, è il grande stadio lungo 270 m e largo 34 m. Anche questo è ben conservato ed è circondato da mura bizantine; vi si tenevano competizioni sportive e venationes.
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AFRODISIA - TETRAPYLON DEL TEMPIO DI AFRODITE

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Il tempio di Afrodite, ricostruito da Adriano nel II secolo, fu trasformato in chiesa nel V secolo con il palazzo vescovile. Del tempio è rimasto, sul lato orientale, il bellissimo portale di accesso al recinto sacro con quattro colonne. Vicino, si trova la tomba dell'archeologo Prof. Kenan T. Erim (1929-1990) che per 30 anni lavorò in questo sito.

 

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Le bianche colline di Pamukkale.

 

Lasciata Aphrodisia, si giunge, vicino a Denizli, alle bianche cascate pietrificate di Pamukkale (castello di cotone) un paesaggio fantastico prodotto da sorgenti termali calcaree che, scorrendo in superficie, depositano carbonato di calcio bianchissimo formando terrazze e cascate pietrificate. 
Anticamente si credeva che qui fossero le porte degli inferi. 
Vicino a Pamukkale sorgeva Hierapolis fondata da Pergamo nel 190 a.C., accanto alla sorgente calda sacra ad Apollo, e sede di un oracolo. Hierapolis divenne un centro importante per la lavorazione della lana e, con i Romani, un centro termale per le proprietà curative delle acque. 
L'area archeologica è costituita da una necropoli di età ellenistica e dalla città romana ricostruita al tempo di Domiziano dopo uno dei frequenti terremoti. 
La città ebbe il suo massimo sviluppo sotto i Severi, fra il II e III secolo d.C., fu abitata fino all'arrivo degli Ottomani, ma abbandonata dopo il terremoto del 1334. 

HIERAPOLIS - LA NECROPOLI E LE TERME

Nella necropoli si trovano diverse tipologie di tombe: con tumulo a volta, come nella figura a destra, costruite su un podio oppure ipogee. Le tombe a tumulo sono simili a quelle etrusche e per molto tempo si è supposto che gli Etruschi provenissero dalla Lidia. La presenza di sorgenti calde e di manifestazioni vulcaniche faceva pensare che vicino ci fosse un ingresso all'Ade. 
 Il complesso delle terme nella figura a destra è della fine del II secolo d.C. e dopo fu trasformato in chiesa.
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HIERAPOLIS - LA CITTÀ ROMANA E IL TEATRO

La figura a sinistra, mostra la via colonnata e la porta di Domiziano, sul lato nord-ovest, costruita da Frontino che fu Magister Aquarum e autore del trattato De Aqueductum. 
La figura a destra, mostra il teatro che risale al tempo di Adriano e fu restaurato sotto i Severi, con una scena a 5 porte rialzata con colonnato e ricca decorazione. L'orchestra è ribassata perché i Romani la usavano per i giochi gladiatori.
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