Turchia - A Ovest di Antalya


La penisola a ovest del golfo di Antalya era l’antica Licia citata da hittiti ed egiziani. Nel III secolo a.C. si era formata una confederazione di città sul modello greco che finì con il comprendere 23 città con un santuario di Apollo e Artemide a Xantos, capitale della Licia. C’erano 6 città importanti: Tlos, Xanthos, Pinara, Patara, Olimpo e Myra e quest’ultima è la prima tappa dell’itinerario che parte da Antalya in direzione ovest.
 

Cima innevata del Tahtalic.

Il mattino del giorno 27 si lascia l'albergo per iniziare la visita della Riviera dalla penisola a ovest di Antalya, scendendo lungo la costa ovest del golfo, dove si gode uno spettacolare paesaggio fra il mare e le pendici dei monti coperti di foreste. All’interno c’è un vasto parco naturale sui rilievi dei monti del Tauro occidentali. Dopo 42 km si arriva all’altezza di Kemer, stazione balneare e porto di barche, dopo altri 12 km si passa vicino all’antica Phaselis, un tempo grande porto commerciale. Verso l’interno si ha la visione della cima innevata del Tahtalic, alto 1400 m, dove si trova una stazione sciistica. Giunti all’estremità sud della penisola la strada gira a ovest. Si passa per Kumlucia, zona agricola con serre per la coltivazione di primizie ortofrutticole, nota per la festa del pomodoro a giugno. Si è un po’ all’interno ma in posizione elevata e a sud-ovest si domina la costa con il golfo e la città di Finike.

PENISOLA DI ANTALYA A OVEST DEL GOLFO

A sinistra, panorama dalla strada. A destra, Kamlucia, panorama con il golfo di Finike.


Oltrepassata Finike dopo 25 km, si raggiunge la valle del Demre vicino alla quale si trova il sito archeologico dell’antica Myra.
Su una grande parete rocciosa a picco appaiono le facciate scavate sulla pietra delle camere sepolcrali di una grande necropoli rupestre che rimonta al V secolo a.C., facciate d'ispirazione greca che richiamano quelle delle case di abitazione e dei templi. Le tombe sono allineate su piani diversi e le più importanti e le più antiche stanno in alto.

SITO ARCHEOLOGICO DI DEMRE

Panoramica della Necropoli rupestre sulla parete di roccia.

 

Tomba rupestre alla base della roccia
Altra tomba accessibile.

 

Due di queste tombe si possono osservare da vicino perché alla base della roccia. Una ha scolpito sul frontone due guerrieri, un’altra si può osservare anche all’interno e al centro della camera si trova un pozzo che serviva per i riti.
Nell'area archeologica e del teatro vi sono molti esempi di maschere teatrali e decorazioni scolpite su blocchi di architravi di marmo.
Sulla destra della necropoli rupestre si trova il grande teatro di epoca romana, ricostruito dopo il sisma del 141 d.C., nel periodo in cui la città aveva raggiunto il suo apogeo. Il teatro è poco visibile a distanza, ma entrando si può osservare la cavea che è in buono stato di conservazione con 38 file di gradini, capace di 9000 spettatori, ed ha lunghe gallerie a volta.

SITO ARCHEOLOGICO DI DEMRE

A sinistra, trabeazione con maschere teatrali di epoca romana. A destra, architrave con maschera e volute.

 

SITO ARCHEOLOGICO DI DEMRE

A sinistra, Teatro Romano, vista della cavea.
A destra, Teatro Romano, altra vista della cavea.
 

Dall’alto della cavea si possono osservare in dettaglio anche molti particolari della necropoli rupestre. A poca distanza da questo sito c’è la collina dell’acropoli di Myra, anche questa del V secolo a.C., ma con mura più esterne di epoca bizantina, quando la città ebbe un altro periodo di sviluppo e fu sede arcivescovile.

SITO ARCHEOLOGICO DI DEMRE

Due particolari delle Tombe rupestri visti dal Teatro romano.

 

Chiesa di S. Nicola, ritratto.
Chiesa di S. Nicola: dipinti in un'abside.

L’abitato bizantino di Myra si trova più vicino al mare e nel IV secolo vi fu vescovo Nicola, oggi noto come S. Nicola di Bari, che aveva partecipato al concilio di Nicea del 325 quando aveva combattuto l’eresia di Ario. Morto forse nel 350, esiste una sua biografia del IX secolo. A Myra c’è una chiesa di S. Nicola che risale al V secolo, distrutta dagli Arabi nel VII-VIII secolo, ricostruita dai Bizantini nel secolo XI e completamente rimaneggiata nel 1800. La chiesa ha pianta a croce greca con un bel pavimento di marmo e ingresso a sud. A ovest ci sono i resti dell’antico nartece con nicchie dipinte e in una di esse c’è la figura del Santo. In una navata laterale c’è un sarcofago detto “la Tomba del Santo”. Nel 1087 alcuni mercanti di Bari trafugarono parte delle ossa e li portarono a Bari di cui divenne il Patrono ed è festeggiato il 6 dicembre, giorno della sua morte. S. Nicola era venerato come protettore dei marinai, dei bambini e dei bisognosi. Al suo tempo era chiamato Nike Laos, cioè “vincitore del popolo” e il suo culto si diffuse nel nord Europa fino in Russia e prese il nome di Santa Klaus da cui derivò Babbo Natale.
L’area di Myra bizantina è vicina all’odierno abitato di Demre (Kale è il nome turco) sul mare e qui si trovano i cantieri per la manutenzione dei velieri usati per le crociere turistiche lungo la costa.
Lasciata Demre, sulla via del ritorno ci si ferma a Finike, dove si può ammirare l’affollato porto delle barche.

 

PENISOLA DI ANTALYA

A sinistra, Kale e cantieri per le barche. A destra, Finike e il porto delle barche.


  Finita la visita, si prende la strada del ritorno per pernottare nell'albergo di Side.  

 


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