Turchia - Antalya


Si dedica la giornata del 28 marzo alla visita di Antalya, capoluogo della regione, che ha più di 1,5 milioni di abitanti e si trova nel punto più profondo del golfo omonimo circondato a nord dai monti ancora innevati del Tauro. L’antico porto di pescatori negli anni ’80 si è trasformato in un porto turistico importante, ma senza traffico commerciale per le sue dimensioni ridotte. Il centro storico, con impronte romane, bizantine e selgiuchidi, ha mantenuto il suo ultimo aspetto ottomano anche se ristrutturato in modo più accogliente e si trova subito a est dell’antico porto. Le origini Antalya sono nel 158 a.C. quando fu fondata dal re di Pergamo Attalo II che le assegnò il nome di Attaleia. Raggiunse il suo massimo splendore sotto i Romani, fu bizantina e selgiuchide e divenne un centro commerciale con il nome di Atalia cioè grotta nera. Fu importante come punto d'imbarco durante le crociate e finì poi sotto gli Ottomani. La città moderna si è espansa intorno al nucleo originale verso l’interno e sui due lati.


Antalya - Museo Archeologico - Ingresso.

Il Museo di Antalya è uno dei più ricchi della Turchia e si trova sulla costa occidentale della città oltre il Parco di Ataturk e vicino alla spiaggia di Konyaalti. La sua visita introduce alla preistoria e agli aspetti archeologici ed etnografici della regione. I reperti più antichi sono quelli paleolitici della grotta di Karain a 30 km da Antalya, che fu occupata dall’uomo di Neanderthal di 60000 anni fa, poi una tomba del periodo calcolitico del 2500 a.C. con scheletro contenuto in un vaso e reperti del bronzo antico, del III e II millennio a.C., fino all’età del ferro con molti ritrovamenti tombali. In ordine cronologico segue l’esposizione di oggetti del periodo greco ellenistico con vasi ionici e la sala della statuaria romana con statue d'imperatori e divinità. Ci sono poi numerosi preziosi sarcofagi romani e non mancano i più antichi rilievi hittiti. Si passa alle icone bizantine, alla raccolta numismatica e all’arte islamica e ottomana. L’ultima sezione è quella etnografica con costumi, strumenti musicali e oggetti della vita comune. Nel cortile del Museo sono raccolti frammenti e sculture di valore di provenienza diversa.

MUSEO ARCHEOLOGICO

A sinistra, tomba con scheletro del periodo calcolitico. A destra, vasi ionici del periodo greco-ellenistico.
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MUSEO ARCHEOLOGICO

A sinistra, sarcofago del periodo romano. A destra, rilievi hittiti.
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La visita alla città parte da Piazza Indipendenza con il Monumento ai caduti della lotta di liberazione del 1920-23. Dal terrazzo della piazza si ha una visione panoramica sulla città vecchia con i suoi minareti e la moschea. All’interno della città vecchia, il monumento più caratteristico è l’Yivli Minar, con il fusto scanalato in mattoni rossi, alto 37 m. Fu eretto nel XIII secolo dal sultano selgiuchide Alaeddin (1239-36) ed è divenuto il simbolo della città. 

LA CITTÀ DA PIAZZA INDIPENDENZA

A sinistra, Piazza Indipendenza e al centro Monumento ai caduti (1920-23). A destra, vista della Città vecchia da Piazza Indipendenza e l'Yivli Minar.
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  L’ingresso alla città vecchia è dalla Porta di Adriano, sul lato est dell’antica cinta muraria che circondava città e porto. Iniziata dai Romani e ricostruita e rinforzata più volte da Bizantini e Selgiuchidi, la Porta di Adriano fu costruita in occasione della visita di Adriano alla città nel 130 a.C., ha tre arcate affiancate da due torrioni ed è ben conservata.
  Attraversando la città dalla porta di Adriano verso il mare si possono osservare le antiche case con strutture lignee esterne in gran parte restaurate. Le vecchie abitazioni stanno subendo un processo di ristrutturazione e conversione in alberghi e luoghi di ritrovo. Si riporta la foto di una di queste case. Alcuni monumenti hanno subito nel tempo diverse trasformazioni, prima tempio romano, poi chiesa bizantina nel V secolo e infine moschea nel XIII secolo durante il periodo selgiuchide.

LA CITTÀ VECCHIA

A sinistra, Porta di Adriano ingresso alla Città vecchia. A destra, antica casa con strutture lignee da ristrutturare.
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  L’estremità meridionale della città si affaccia sul mare con un’alta scogliera, dove rimangono resti di opere di difesa con antichi cannoni. L'opera più antica è la torre Hidirlik che forse è stata nel passato mausoleo, torre di avvistamento e faro. Da qui si può ammirare l’estremità del golfo di Antalya in un arco di alte scogliere.

LA CITTÀ MERIDIONALE AFFACCIATA AL MARE

A sinistra, Città vecchia a sud del porto, un punto di difesa con vecchi cannoni. A destra, Torre Hidilik a sud del porto che domina il mare e la scogliera.
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  Spostandosi a nord si accede all’area del porto protetto dalle antiche mura dalle quali si può osservare dall’alto, si scende poi al livello dei moli affollati di barche e velieri per le crociere turistiche.

PORTO ANTICO E MODERNO

A sinistra, il Porto Turistico con le barche da diporto visto dall'alto. A destra, il porto moderno visto dall'alto con un veliero di foggia antica per le crociere lungo la costa.
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  Il resto della città non offre altri luoghi interessanti, ma negli immediati dintorni ci sono due cascate formate dal fiume Düden. Otto km a est della città il fiume precipita direttamente sul mare dall’alto di una scogliera formando una spettacolare cascata (la cascata inferiore) osservabile dal parco Genclik. Il Düden è un fiume carsico che viene dai monti del Tauro, scende in grotta e dopo forma altre cascate fra cui quelle di Kursunlu a 18 km da Antalya all’ interno di un parco nazionale. Qui sono una serie di cascate di diverse altezze e di rapide, fra alberi secolari in un ambiente affascinante.

LE CASCATE DEL DÜDEN.

A sinistra, cascata di Karpuzkaldiran, salto completo dalla scogliera nel Parco Genklik.
A destra, cascata del Düden a Kursunlu.
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Finita la visita di Antalya e dintorni, si riprende la strada per l'albergo di Side, dove si pernotta.

 


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