Turchia - Da Alanya a Mersin


Da Alanya a Mersin si completa tutta la costa della Panfilia fino al confine con la Cilicia e, ad Anamur, si raggiunge il punto più meridionale della costa mediterranea della Turchia, di fronte all’isola di Cipro. A nord la fascia dei monti del Tauro piega più a sud e le coste dopo Alanya diventano scoscese; la strada scende verso il mare nei golfi, dove sono concentrati gli abitanti e le piantagioni, e risale per superare i rilievi, dove la costa diviene più ripida. Protetta dai monti a nord, questa è la parte più calda della Turchia e vi abbondano le piantagioni di banane. Dopo Anamur la costa risale verso nord e da Silifke, dove c’è un altro bivio per Konya e la Cappadocia, si ritrova una zona pianeggiante con spiagge basse e sabbiose.  
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La costa dopo Alanya - Serre e banane

 

La strada costiera diventa sempre più accidentata per i rilievi che arrivano a picco sul mare fra folte pinete e, a intervalli, si aprono in ampie radure coltivate con serre e bananeti nei piccoli golfi, dove si scende fino al mare. Dopo 130 km, si arriva al punto più meridionale della costa ad Anamur, antica cittadina in una pianura alluvionale che i Romani chiamarono Anemurium. La città fu importante al tempo dei Romani e dei Bizantini per il suo porto, all’interno ci sono un’area archeologica e un’acropoli, oltre a una necropoli fenicia, ma la cosa più interessate è il castello di Mamure che si trova circa 5 km a est. Questo castello è uno dei più imponenti di tutta la Turchia. Le sue origini sono del III secolo, ma fu ricostruito prima dai crociati nel 1198 e poi nella forma attuale dai Selgiuchidi nel 1221. Subì infine alcune trasformazioni dagli Ottomani nel XVI secolo.

ANAMUR - FORTEZZA DI MAMURE

A sinistra, Fortezza di Mamure, bastioni sul lato mare.
A destra, Fortezza di Mamure bastioni sul lato di terra.

Il castello si trova su un promontorio sulla riva del mare. La cinta muraria conserva le merlature e le opere di difesa ed ha 39 torri e 3 cortili. Sul lato di terra vi sono delle poderose torri e un fossato. Salendo sui cammini di ronda e sulla torre est, quella dell’ingresso, si ha una vista quasi completa della fortificazione. In uno di cortili interni c’è una piccola moschea selgiuchide del 1221, costruita dopo la partenza dei crociati e ancora utilizzata dai fedeli del luogo.

ANAMUR - FORTEZZA DI MAMURE

A sinistra, fortezza di Mamure, cammini di ronda sulle mura.
A destra, fortezza di Mamure, vista dalla torre est.
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Riprendendo la strada costiera, dopo circa 30 km, dietro la cittadina di Bozyazi, si vede il castello di questo nome sulla cima di una collina. Si continua fino a Silifke da cui partono gli aliscafi per l’isola di Cipro.

BOZYAZI E SILIFKE

A sinistra, castello di Bozyazi.
A destra, Silifke, piccolo porto degli aliscafi per Cipro.
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Castello di Silifke.

 

Silifke il cui nome deriva da Seleukeia, città fondata dal capostipite dei seleucidi, Seleuco I Nicator, si trova sulla piana alluvionale del fiume Göksu (antico Calicadno) e da una collina è dominata da un castello i cui resti sono di epoca tardo bizantina, anche se le fondamenta sono molto più antiche. Nelle vicinanze di Silifke annegò nel 1190 l’imperatore Federico Barbarossa mentre era in viaggio con la Terza Crociata.
Da Silifke si fa una deviazione verso nord per raggiungere il sito archeologico di Olba, città di origine hittita, che fu fondata da Seleuco I Nicator nel II secolo a.C. ed era luogo sacro a Zeus; sotto i Romani prese il nome di Diocaesarea. La strada per Olba è panoramica fra colline calcaree, uliveti e vigneti e abitati rurali di contadini e pastori, pinete e camping; s'incontrano a tratti antichi monumenti tombali. Dopo 27 km, vicino al villaggio di Uzuncaburc c’è il sito di Olba, vicino alle case e non recintato.

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Olba- Propilei all'ingresso.
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Olba - Teatro romano scavato nella roccia.

 

Entrando da est, c’è un gruppo di 5 colonne con resti di trabeazione che rappresentano i propilei; vicino è il teatro romano scavato nella roccia che risale al II secolo a.C. e poteva contenere 2500 spettatori.
Più avanti, sul lato nord, c’è una monumentale porta romana a tre arcate, inserita una volta nella cinta muraria della città; sul lato opposto sorgono i grandiosi resti del tempio di Zeus Olbios costruito dal fondatore della città nel 295 a.C. ed è l’edificio corinzio più antico dell’Asia Minore. Il tempio è costituito da 30 colonne corinzie scanalate, alcune decorate con fregi. All’estremità ovest del sito ci sono i resti del santuario di Tyke, la dea Fortuna: 5 colonne di marmo con capitelli corinzi e una trabeazione. Fu costruito nel I secolo a.C. sulle fondamenta di un santuario più antico.

UZUNCABURC - ANTICA OLBA

A sinistra, Porta romana a tre arcate.
A destra, Tempio di Zeus Olbios.
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UZUNCABURC - ANTICA OLBA

A sinistra, resti del tempio di Tyke, 5 colonne corinzie e trabeazione.
A destra, frammento di trabeazione decorata.
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Narlikuyu - Valle dell'Inferno.

 

Ritornati a Silifke si riprende la litoranea verso est e, dopo 20 km si raggiunge l’abitato di Narlikuyu (baia della melagrana); vicino si possono visitare delle strane formazioni geologiche, voragini prodotte dal crollo delle volte di grotte carsiche.

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Narlikuyu - Valle del Paradiso scendendo.

 

La prima si chiama Cehennem Deresi (Valle dell’Inferno) ed è una cavità recintata accessibile solo mediante scale di corda, fotografata solo dall'alto. La leggenda vuole che Zeus vi precipitasse il gigante Typhon dopo averlo sconfitto, ma dopo lo mise nell’Etna.
La seconda voragine, di dimensioni eccezionali, è detta Cennet Deresi (Valle del Paradiso) ed è resa accessibile da una scalinata scavata nella roccia che permette di scendere sul fondo coperto da una ricca vegetazione. Il luogo, nell’antichità era frequentato da pellegrini e c’era un tempio dedicato a Zeus; nel V secolo, in epoca bizantina, fu costruita nel fondo una chiesa dedicata alla Madonna e dietro la chiesa, la cavità prosegue più stretta.

NARLIKUYU - VALLE DEL PARADISO

A sinistra, Valle del Paradiso con la piccola chiesa bizantina.
A destra, Valle del Paradiso, una vista dal fondo.
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Pochi chilometri più a est, vicino al villaggio di Kizkalesi, s'incontrano due castelli medievali, uno sul mare, su uno scoglio a 200 m dalla spiaggia, e uno sulla riva. Il castello sullo scoglio di roccia è chiamato “della fanciulla” per una leggenda secondo la quale un re vi aveva relegato la figlia cui una veggente aveva predetto che sarebbe morta per il morso di un serpente. La predizione si avverò lo stesso perché un serpente vi arrivò dentro un canestro di frutta. La storia ci dice che il castello fu fatto costruire dal re armeno Leone II e fu rimaneggiato poi dai Selgiuchidi. Il secondo castello è detto di Korikos, fu costruito da un principe armeno nel XII secolo e, per la sua ampia cinta muraria, fu usato come approdo commerciale sicuro da Genovesi e Veneziani. I due castelli una volta erano collegati da una diga.

KIZKAKESI - DUE CASTELLI

A sinistra, Kizkalesi, castello su uno scoglio, o "della fanciulla".
A destra, castello di Korikos sulla costa in vista di quello di Kizkalesi.
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Proseguendo ancora per circa 50 km, si passa per Mersin, dove inizia la Cilicia.

 

 

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