Turchia - La Cilicia - Da Mersin a Gaziantep


La Cilicia è la regione sud-orientale della Turchia formata dalle pianure alluvionali di tre fiumi che scendono dai contrafforti dei monti del Tauro che qui risalgono verso nord-est. I fiumi sono il Tarsus (antico Cydnos), il Seyan (Sarus) e il Ceyan (Pyramos). L’abbondanza di acqua e le precipitazioni hanno favorito lo sviluppo dell’agricoltura e specialmente la produzione del cotone che ha sostituito la pastorizia. La prima città che s'incontra è Mersin, sul mare, capoluogo di provincia con più di 1,5 milioni di abitanti e principale porto mediterraneo della Turchia con raffinerie e industrie e un moderno grattacielo da 52 piani, albergo e centro commerciale, che è l’edificio più alto della Turchia.

Mersin non ha particolari attrattive turistiche e storiche e si prosegue per Tarso (Tarsus) sul fiume omonimo, città ben nota per aver dato i natali a S. Paolo e che per questo conserva alcuni ricordi dell’Apostolo. In una piazzetta si trova un pozzo profondo 38 m davanti alla cosiddetta Casa di S. Paolo, che la tradizione vuole gli siano appartenute, ed è luogo di pellegrinaggi. In un altro edificio dedicato all’Apostolo è stata restaurata la Kilise Camii, l’antica chiesa di S. Paolo di architettura armena.

TARSO - RICORDI DI S. PAOLO

A sinistra, pozzo di S. Paolo per tradizione appartenuto all'Apostolo.
A destra, all'interno dell'edificio è stata restaurata la chiesa di S. Paolo.

 

La tappa successiva, che si raggiunge nel pomeriggio, è Adana, capitale della Cilicia e quarta città della Turchia per popolazione (2,5 milioni), dopo Istanbul, Ankara e Izmir, che si trova al centro della fertile pianura del fiume Seyan ed ha un aeroporto e un’università. Nel 1995, è finita la costruzione di una grandiosa moschea con 6 minareti, la seconda dopo di quella di Istanbul.

ADANA - LA GRANDE MOSCHEA

A sinistra, la nuova Moschea di Adana a 6 minareti, seconda dopo quella di Istanbul.
A destra, interno della grande Moschea.

   


Si trascorre il resto della giornata in città e si pernotta in albergo.
Il giorno dopo, 2 aprile, si parte per Antakya, l’antica Antiochia, nella valle del fiume Asi (antico Oronte), che viene dal vicino confine della Siria a est, e sbocca nel Mediterraneo in territorio turco. Nel 300 a.C., Antiochia è stata capitale del regno seleucide e nel II secolo divenne un grande centro di affari del Medio Oriente con 500000 abitanti che rivaleggiava con Alessandria d’Egitto. Nel I secolo d.C. fu il principale centro di diffusione del cristianesimo poi, dopo la sua affermazione, si contrappose a Roma come centro dell’arianesimo. La città fu distrutta due volte dai terremoti, nel I secolo a.C. e nel 526 che fece più di 200000 vittime. Dopo la prima Crociata divenne capitale di un principato retto dal normanno Boemondo di Taranto, dopo tornò sotto Bisanzio. Nel 1268, fu distrutta dai mamelucchi e rimase musulmana. Dopo la prima guerra mondiale rimase sotto tutela francese fino dopo la rivoluzione turca quando, nel 1939, con un referendum popolare, fu annessa allo stato turco.

 

ANTAKYA E L'ORONTE

A sinistra, Antakya dal ponte sull'Oronte.
A destra, un tratto del fiume Oronte che attraversa la città.

   

 La città non ha più nulla del suo glorioso passato; d'interessante ha un famoso Museo archeologico con una preziosa raccolta di mosaici pavimentali e parietali di case romane provenienti dalla stessa Antakya e da altre città vicine, oltre a sarcofagi romani e reperti hittiti. Il cortile è stato ricostruito come quello di una casa romana e vi sono molti reperti del periodo ellenistico e romano.

ANTAKYA - MUSEO ARCHEOLOGICO

A sinistra, cortile del Museo ricostruito come una casa romana.
A destra, sarcofago romano.

   

 

ANTAKYA - MUSEO ARCHEOLOGICO

A sinistra, Sala dei Mosaici: un mosaico parietale di casa romana.
A destra, Sala dei Mosaici: mosaico pavimentale.

 

 

ANTAKYA - MUSEO ARCHEOLOGICO

A sinistra, Sala dei reperti hittiti: leoni di pietra.
A destra, Sala dei reperti hittiti: ingresso con gradini e due teste di leoni.

 


Nei dintorni della città vi sono molti castelli costruiti durante le crociate. Alla periferia, sul monte Staurlo o Montagna della Croce, in una grotta naturale c’è una chiesa rupestre che secondo la tradizione è stata fondata da S. Pietro e qui i fedeli si chiamarono per la prima volta Cristiani. Si tratterebbe quindi della prima chiesa della cristianità. La grotta fu scoperta dai crociati quando occuparono la città, ebbe una facciata conservata dai restauri e, nel 1983, è stata dichiarata dal Vaticano luogo sacro. Da monte Staurlo c'è il miglior panorama della città.

MONTE STAURLO

A sinistra, chiesa rupestre di S. Pietro, prima chiesa cristiana.
A destra, panorama della città.

 


Dopo la visita della città si riparte nel pomeriggio per Gaziantep nell’Anatolia orientale, nell'interno, poco a nord del confine con la Siria a circa 800 m di quota. La città è molto antica, nota dal tempo dei principati hittiti del I millennio a.C. e poi annessa all'impero assiro; dopo essere stata romana e bizantina fu occupata dai selgiuchidi nel secolo XI, poi dominata a lungo dalla vicina città siriana di Aleppo. Dopo la fine della prima guerra mondiale rimase sotto amministrazione francese fino al 1921.
La sera si pernotta a Gaziantep.
Il mattino dopo, 3 aprile lunedì, ultimo giorno del viaggio, si fa una breve visita della città. Su uno sperone roccioso, in parte anche collina artificiale, c’è un castello costruito al tempo di Giustiniano nel VI secolo e poi rifatto dai Selgiuchidi nei secoli XI e XII. Ai piedi del castello c’è l’area del mercato e delle officine artigiane che lavorano il rame e l’ottone. La città si trovava sulla via della seta ed ha conservato un caravanserraglio del 1400 con un bel cortile porticato di recente restauro.

GAZIANTEP

A sinistra, il castello del tempo di Giustiniano rifatto dai selgiuchidi.
A destra, caravanserraglio del 1400 restaurato di recente.

 

La città ha anche un importante museo archeologico con una raccolta di steli funerarie e rilievi hittiti e ospita i mosaici recuperati dalla città romana di Zeugma che due anni fa è stata ricoperta dall’acqua di una diga costruita sull’Eufrate. Purtroppo, il museo è chiuso essendo lunedì e si può visitare solo il cortile, dove sono esposte numerose steli funerarie hittite e romane.

GAZIANTEP - MUSEO ARCHEOLOGICO

A sinistra, cortile del Museo, steli funerarie.
A destra, cortile del Museo, colonne ioniche e scultura hittita di basalto raffigurante un leone.

   


Il viaggio lungo la Riviera Mediterranea della Turchia finisce all’aeroporto di Gaziantep. Dopo aver salutato e ringraziato la guida, si prende il volo per Istanbul e dopo quello per Roma.

 

FINE RIVIERA MEDITERRANEA

 

 



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