Zaire - Kinshasa


  Kinshasa è il nome dato alla città di Léopoldville, già capitale del Congo Belga dal 1920, dal Colonnello Mobutu, dopo il suo colpo di stato del 1965, confermandola capitale. Il nome derivò dall'antico villaggio di pescatori, detto Kinchassa, che sorgeva in questo luogo, prima della fondazione di Léopoldville da parte di Morton Stanley. Durante lo Stato Libero del Congo, governato dal Re Leopoldo II, e fino al 1920, la capitale era stata la città di Boma, porto del Basso Congo. 
  Kinshasa si trova sulla riva sinistra del fiume Congo, prima che inizino le cateratte, a ovest del Pool Malebo, un allargamento del fiume con una grande isola. Da questo punto il fiume comincia a essere navigabile. Sulla riva opposta si trova la città di Brazzaville, capitale della Repubblica del Congo. Già nel 1960 Kinshasa era diventata la città più popolosa dell'Africa Centrale con 400000 abitanti e, con il suo territorio, oggi costituisce una provincia. Nel 1990 aveva già circa 4 milioni di abitanti ed era una città con grandi Boulevard e dal traffico caotico. La zona residenziale è il Gombé lungo il fiume, il centro, cinque chilometri a sud, lungo l'Avenue Kasavubu, è il quartiere africano più frequentato dagli artisti e dai gruppi musicali "Congo", lo stile che ha influenzato tutto il resto dell'Africa nera. 

  Il viaggio nello Zaire inizia con l'arrivo a Kinshasa, il mattino del 3 agosto dopo un volo notturno da Roma. Dall'aeroporto ho raggiunto l'Hotel Intercontinental con un taxi e ho preso contatto con l'agenzia turistica locale. L'offerta è stata piuttosto deludente: era disponibile la visita di una giornata alle cascate di Zongo, sul fiume Inkisi verso Inga. Per il resto del paese erano utilizzabili solo collegamenti aerei con i voli interni. La visita dei parchi nazionali si poteva organizzare sul posto. Per il momento, prenoto per il giorno dopo la visita alle cascate di Zongo e prendo accordi con una persona del luogo che si offre di accompagnarmi per la visita della città e risolvere gli altri problemi. Una sgradevole sorpresa è apprendere che non è possibile telefonare in Italia per avvertire la famiglia del mio arrivo, è la prima dimostrazione della situazione caotica del paese, i collegamenti telefonici privati sono facili solo con la Francia. Alle mie insistenze il direttore dell'albergo mi promette di fare qualcosa. Passa così la prima giornata. 
  Il giorno dopo, con guida e fuoristrada si parte in direzione di Inga, la zona degli impianti idroelettrici. Dopo un tratto di strada asfaltata di 82 km, si passa su una strada sterrata e dopo 50 km si raggiungono le cascate del fiume Inkisi, ramo di sinistra dello Zaire. Zongo è il nome del villaggio vicino alle cascate. Le cascate si scoprono a distanza dalla nube di acqua nebulizzata che si solleva. Vicino c'è un villaggio turistico residenziale con un punto di ristoro, ora poco frequentato. Dallo sbarramento della diga di Inga a monte, gran parte dell'acqua dello Zaire è fatta defluire sull'Inkisi e, a distanza, si vedono i tralicci delle linee elettriche che partono dalla centrale. 

CASCATE DI ZONGO

A sinistra, il villaggio turistico vicino alle cascate.
A destra, oltre le colline, a nord, si vedono i tralicci che partono dalla centrale elettrica.

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  Ci si avvicina all'alveo del fiume e poi ai bordi della cascata che impressiona con la sua massa d'acqua. 

 

CASCATE DI ZONGO

A sinistra, alveo del fiume Inkisi, ramo di sinistra dello Zaire.
A destra, la cascata dell'Inkisi.

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CASCATE DI ZONGO

Altre due viste della cascata.

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  Si rimane tutta la giornata in prossimità delle cascate e nel tardo pomeriggio si torna a Kinshasa.  

  Il direttore dell'albergo non ha ancora trovato il mezzo di farmi telefonare ma assicura che lo troverà. Comincio a capire che si deve ricorrere all'economia parallela. La mattina dopo, incontro la mia guida della città, entriamo in un bar per discutere e gli offro la colazione, mi rendo conto che questa è una consuetudine negli affari. La guida è una persona affabile e disponibile. Mi parla anche della crisi economica del paese. Gli impiegati governativi guadagnano l'equivalente di 20-30 dollari USA e non hanno assistenza sanitaria né sistema previdenziale. Dato l'alto costo della vita, la corruzione è molto diffusa. Chiedo se è possibile, dal porto, fare un percorso sul fiume per vedere il panorama della città, mi risponde che c'è solo un servizio di battelli e traghetti, due volte al giorno per Brazzaville, ma gli stranieri seguono le procedure per attraversare la frontiera, conviene quindi fermarsi almeno una notte nella Repubblica del Congo e tornare il giorno dopo. Decido di fare questa diversione prima di lasciare Kinshasa. Poiché la mia prossima tappa dovrà essere Kisangani, dove si trovano le prime cateratte dello Zaire, la mia guida propone di usare i battelli commerciali che fanno questo percorso sul fiume, ma i tempi sono lunghi e preferisco farmi accompagnare all'agenzia delle linee aeree interne e prenoto il volo per il giorno 9. Ottengo anche informazioni su orari e costi dei voli interni. Nel pomeriggio torno in albergo e finalmente posso telefonare in Italia tramite un intermediario che non compare fisicamente, naturalmente c'è un "cadeau" da pagare. Decido di dedicare i prossimi due giorni alla visita di Brazzaville attraversando il fiume Congo. Comunico la mia decisione alla Ricezione dell'albergo e prenoto per le notti del 7 e 8 agosto, al mio ritorno. 

VISITA A BRAZZAVILLE

  La mattina del 6 agosto, la mia guida mi accompagna al porto. La procedura d'imbarco è lenta, gli stranieri non possono esportare valuta locale, ero stato informato e avevo conservato una modesta cifra da lasciare ai controllori. Le due città distano 3,5 km e il tragitto dura circa venti minuti. Posso fotografare così Kinshasa che si allontana e Brazzaville che si avvicina. 

 

DAL TRAGHETTO PER BRAZZAVILLE

Due viste di Kinshasa che si allontana.

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DAL TRAGHETTO PER BRAZZAVILLE

Due viste di Brazzaville in avvicinamento con il suo edificio più alto detto Torre Nabemba.

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  Brazzaville è stata fondata, nel settembre 1980, dall'esploratore Pierre Savorgnan de Brazza e il territorio fu messo sotto la sovranità francese stipulando un trattato con il re del luogo, Makoko, in competizione con l'azione svolta da Morton Stanley, agente di re Leopoldo II del Belgio, sulla riva sinistra del fiume Congo. La città divenne la prima capitale del Congo Francese dopo la Conferenza di Berlino del 1884. Durante la seconda guerra mondiale e l'occupazione tedesca della Francia, la città fu scelta dal Gen. De Gaulle come capitale della Francia Libera e, nel 1944, vi tenne una conferenza per discutere il futuro delle colonie francesi. Il Congo ebbe l'indipendenza nel 1960; nel 1968, si affermò il Partito Congolese dei Lavoratori (PCT) e la nazione prese il nome di Repubblica Popolare del Congo. Nonostante i numerosi colpi di stato e l'indirizzo marxista del partito unico, furono mantenuti buoni rapporti economici con la Francia. Nel 1990, Brazzaville, con solo 600000 abitanti, era un'oasi di pace se paragonata alla vicina Kinshasa con il suo alto tasso di criminalità e la sua crisi economica. La ricchezza della nazione è dovuta ai suoi giacimenti di petrolio e all'esportazione del legno prodotto dalle grandi foreste pluviali del nord-est. Il benessere è concentrato solo nelle grandi città, le strade sono pessime e il paese non è autosufficiente nemmeno per l'alimentazione. Dopo il 1992, il governo iniziò la transizione a una forma di governo più democratica con elezioni fra più partiti e il nome fu cambiato in Repubblica del Congo. Non cessarono tuttavia violenze e rivolte fino agli inizi del nuovo secolo. 

  Dopo lo sbarco, prendo alloggio al M'Bamou Palace Hotel. Dal terrazzo, si vede l'edificio più alto della città, un grattacielo di 106 m e 30 piani di uffici, detto Torre Nabemba dal nome del monte più alto della nazione. Nel pomeriggio, con auto e guida, si fa un giro nella zona più caratteristica della città, il quartiere di Poto-Poto sulla destra dell'Avenue de la Paix. C'è un piccolo mercato e una famosa scuola di pittura africana di soggetti astratti. In una sala di esposizione si possono ammirare molti di questi quadri che sono posti anche in vendita. 

BRAZZAVILLE

A sinistra, dal M'Bamou Palace Hotel, la Torre Nabemba, l'edificio più alto della città.
A destra, quartiere Poto-Poto, sala di esposizione della Scuola di pittura.

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Cateratte del Congo

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Laboratorio delle maschere

 

  Il mattino dopo, con la stessa auto e guida, si esce dalla città sulla strada che segue il corso del fiume verso ovest. Le rapide iniziano poco dopo la fine dalla città. Si fa sosta a un laboratorio artigiano d'intagliatori del legno con sala di esposizione e vendita. 

  Proseguendo lungo la riva, s'incontrano squadre di cavatori di pietre che accatastano sassi di varie forme e dimensioni destinati alle costruzioni. 

A OVEST DI BRAZZAVILLE

A sinistra, cateratte del Congo.
A destra, cavatori di pietre.

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  Si torna in città e, nel pomeriggio, si lascia l'albergo per prendere il traghetto per Kinshasa. Non ci sono contrattempi all'arrivo e torno all'Intercontinental.

 

ULTIMO GIORNO A KINSHASA E PARTENZA

  Il giorno dopo, 8 agosto, è l'ultimo giorno della mia permanenza a Kinshasa. Il volo per Kisangani è fissato per la mattina del 9 e bisognerà partire dall'albergo prima dell'alba. Ritrovo la mia guida della città e si dedica la giornata al quartiere africano per qualche acquisto, in particolare cassette di musica "Congo". Gli abitanti non amano essere fotografati, anche nei mercati. Nelle grandi città tutto è considerato area d'interesse nazionale ed è proibito fotografare. Teoricamente i turisti possono chiedere e ottenere un permesso di fotografia, ma non è mai chiaro dove e a chi chiederlo e quali sono i limiti di validità. Non ci sono problemi, invece, nei parchi nazionali. Evito quindi di fotografare. La guida mi assicura che fuori Kinshasa i turisti sono accolti meglio e la gente è più amichevole. 

  La mattina dopo, lascio senza nostalgie la capitale dello Zaire con il volo per Kisangani. 


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