Zaire - Kisangani


  Kisangani, chiamata Stanleyville in epoca coloniale, è il capoluogo della regione amministrativa dell'Alto Zaire e si trova sopra l'equatore, appena 0,5 gradi nord, e a circa 400 m di quota sulle rive del fiume Zaire (o Congo), 1700 km a monte di Kinshasa, un tratto interamente navigabile dalla fine delle rapide Boyoma. La città occupa ambedue le rive del fiume, ma la parte moderna si trova tutta sulla riva destra. Morton Stanley arrivò qua nel gennaio 1877, durante la sua seconda spedizione africana e vi creò una stazione con il suo nome. Kisangani era il nome di un'isola posta alla fine delle rapide, dove l'esploratore si fermò. Nel 1883 divenne il primo centro commerciale del re Leopoldo II del Belgio nel suo possedimento del Congo Libero. Poco dopo arrivarono gli emissari di Zanzibar per farne un centro del commercio di schiavi e dell'avorio. Dopo l'iniziale opposizione si venne a un accordo con il rappresentante di Zanzibar, Tippu Tip, che fu fatto governatore della regione e rimase fino al suo ritiro. Si ebbe quindi una maggiore diffusione dell'islam nella regione, testimoniata ora dalla presenza di una moschea costruita nel 1972, appena fuori città, sulla riva destra, in direzione delle rapide. Dal 1898, con il nome di Stanleyville, fu capitale di distretto nelle province dell'est. Nel 1958, da Stanleyville, Patrice Lumumba guidò il suo movimento per l'indipendenza; dopo le elezioni del 1960, scoppiò la crisi 1960-66, la città fu sotto il controllo di Antoine Gizenga, vice di Lumumba, mentre questo era capo del governo a Léopoldville. Dopo la morte di Lumumba, fu deposto anche Gizenga ma Kisangani per due anni (1966-67) fu alla mercé di ribelli e truppe ammutinate. 
  Kisangani è la terza città dello Zaire, dopo Kinshasa e Lubumbashi, con circa 400000 abitanti (1990) e un porto commerciale importante sulla via d'acqua verso la capitale. C'è anche una ferrovia verso sud per superare il tratto delle rapide. Si trova poco sopra l'equatore circondata da foreste pluviali. I collegamenti stradali sono verso il nord, la zona delle foreste, e verso il sud-est, la zona di Kivu e dei grandi laghi, ma sono tutti in pessime condizioni e questo frena lo sviluppo dell'economia. Una parte della popolazione vive di pesca per lunga tradizione ed ha costruito degli impianti rudimentali sulle rapide, vicino alla città, presso il villaggio di Wagenia, sulla riva sinistra. Kisangani ha avuto la prima università della Repubblica Democratica del Congo, fondata nel 1963, nel 1971 divenne parte dell'Università Nazionale dello Zaire, associata alle altre due università, quella di Kinshasa, fondata nel 1954 nel periodo coloniale, e quella di Lubumbashi che ha avuto origine nel 1955. Nel 1981 le tre università furono separate. 

  Arrivo a Kisangani il mattino del 9 agosto, dopo un volo di circa due ore e trenta minuti, e alloggio in città all'Hotel Zaire Palace, vicino agli uffici di Air Zaire. Le rapide con i caratteristici impianti di pesca sono la parte più interessante da visitare e mi danno indicazioni sul luogo d'imbarco, poi prendo contatto con l'agenzia aerea per prenotare un volo per Bukavu il giorno 11 e mi promettono una conferma. Il fiume non è lontano e c'è molta gente per strada, si scopre a distanza la posizione della moderna moschea con quattro minareti; il punto d'imbarco per Wagenia è vicino. Non ci sono problemi per trovare un battello e una guida per la visita. 

KISANGANI

A sinistra, la moderna moschea eretta nel 1972.
A destra, il punto d'imbarco sulla riva destra dello Zaire per attraversare il fiume.

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  Le rapide, che cominciano qui, proseguono per 125 km fino a Ubundu e le maggiori sono sette, chiamate ora cascate di Boyoma. A Ubundu il fiume prende il nome di Lualaba ed è navigabile fino a Kindu. Attraversato il fiume, si avvicinano gli impianti di pesca. Si tratta di una selva di tralicci formati da tronchi d'albero che dominano le rapide, fra la riva sinistra e gli isolotti rocciosi in mezzo al fiume, e a essi sono assicurate le reti e le trappole per i pesci. Tutta una piccola popolazione di pescatori vive di questo lavoro. Oltre alle reti, i pescatori usano dei grandi cesti di vimini che ricevono la corrente all'imboccatura e imprigionano il pesce. Il pesce più comune è il persico che qui è chiamato Capitaine. 

LE RAPIDE DI WAGENIA

A sinistra, il sistema di tralicci di legno che attraversano le rapide e reggono le reti dei pescatori.
A destra, i pescatori assicurano e distendono le reti ai tralicci.

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LE RAPIDE DI WAGENIA

Ambedue le foto mostrano i cesti conici di vimini disposti lungo la corrente per intrappolare il pesce.

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  Le rapide sono una successione di bruschi salti da cui l'acqua precipita a cascata e tratti in cui scorre tumultuosa. Gli impianti di pesca si susseguono a monte. Si trascorre il pomeriggio osservando l'attività dei pescatori e si assiste al tramonto. 

 

LE RAPIDE DI WAGENIA

A sinistra, il salto di una delle rapide che forma una cascata.
A destra, tramonto a Wagenia.

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  Il giorno dopo torno all'agenzia aerea. Mi dicono che c'è un volo anche oggi pomeriggio e decido di partire subito per avere più tempo a Bukavu. Ottenuta la prenotazione, ritorno in albergo per organizzare la partenza. Dopo il pranzo, un taxi mi porta all'aeroporto, in tempo per l'aereo. Il volo dura circa un'ora. 


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