Zaire - Bukavu


Bukavu è il capoluogo della regione amministrativa del Sud Kivu, all'estremità meridionale del lago di Kivu e al confine con il Ruanda, in una posizione panoramica e pittoresca digradante verso il lago, dove la costa forma tre lingue di terra. Trovandosi a 1500 m di quota, ha un clima mite ed è diventata città residenziale dotata anche di scuole superiori, centri di ricerca in agronomia e industrie farmaceutiche. 

  Arrivo a Bukavu la sera del giorno 10 e prendo alloggio all'Hotel Résidence all'inizio dell'Ave Président Mobutu, nel centro dell'area residenziale e in posizione dominante sul lago. Il lago di Kivu (kivu significa lago in lingua bantu) costituisce, insieme al lago Alberto e Edoardo, l'arco occidentale della Rift Valley e sono tutti di origine vulcanica. Kivu ha un emissario subito a est di Bukavu, che ha nome Ruzizi e segna il confine con il Ruanda, scorre verso sud e sbocca nel lago Tanganica. Poiché Kivu si trova a quota 1500 m, mentre il livello del Tanganica è a soli 780 m, il Ruzizi è interrotto da numerose cascate e scorre in una gola profonda. Il Kivu ha una superficie di 2700 kmq e una profondità di 480 m, non c'è pesce nel lago per le esalazioni vulcaniche che rendono impossibile la vita. In profondità vi sono grandi quantità di anidride carbonica e metano disciolti, provenienti da emissioni vulcaniche o per decomposizione di materiali organici. In condizioni normali, questi gas rimangono disciolti in modo stabile per la bassa temperatura e la pressione nel fondo. Eruzioni o sommovimenti tellurici del fondo possono provocare una degassificazione esplosiva che rappresenta un rischio potenziale per questa regione densamente popolata. Si ricorda il caso del lago Nyos del Camerun che, nell'agosto del 1986, ha emesso una grande nube di anidride carbonica provocando la morte per asfissia di 1700 persone nei villaggi vicini e di un gran numero di animali. 
  Il giorno dopo posso scattare diverse foto dal terrazzo dell'Hotel Résidence sulla città e sul lago. A Bukavu ha sede il Peace Corps Training Center, centro di addestramento di un'associazione di volontari, creata negli Stati Uniti dal presidente americano John F. Kennedy nel 1961, per lavorare nei paesi in via di sviluppo, insegnando nei villaggi le tecniche per migliorare la vita, l'igiene e l'agricoltura. I volontari hanno un contratto di due anni e fanno un periodo di addestramento di 10 settimane, metà negli USA e metà nel paese ospite, come a Bukavu. 

BUKAVU E IL LAGO DI KIVU

A sinistra, l'insenatura più a ovest fra le prime due penisole.
A destra, la penisola più a ovest è quella più lunga ed è percorsa dall'Ave Président Mobutu.

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BUKAVU E IL CENTRO DEI PEACE CORPS

Due viste della seconda penisola con il Centro di Addestramento dei Peace Corps.

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  Bukavu si trova vicino al Parco Nazionale di Kahuzi-Biega, distante circa 30 km a nord-ovest, sulla stessa strada che porta all'aeroporto. Il parco di 700 kmq è famoso perché è uno degli ultimi rifugi dei gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei) che qua si possono avvicinare. La sua visita era uno dei principali scopi della sosta a Bukavu e mi sono affrettato a interpellare l'agenzia turistica locale. Una regolare prenotazione era impossibile in tempi brevi, ma mi consigliano di farmi accompagnare sul posto con un certo anticipo all'orario d'ingresso (ore 9:00) e c'è probabilità di farsi accettare anche in sovrannumero, trattandosi di una sola persona. Normalmente si formano gruppi di non più di 8 persone per ogni famiglia di gorilla da avvicinare e si è accompagnati da almeno due guardie. Ho preso quindi accordi con l'autista di un taxi, indicatomi nell'albergo, per essere accompagnato, il giorno dopo ai cancelli d'ingresso per le ore 8:00 e attendermi per il ritorno. Era mia intenzione di riprovare ancora una volta il giorno seguente qualora il primo tentativo fosse fallito.  
  Il resto della giornata è trascorso camminando in centro e lungo l'Ave Président Mobutu. La città è tutta costruita con case basse immerse nel verde. 

PARCO NAZIONALE KAHUZI-BIEGA

  Il mattino del giorno 12 agosto, lascio l'albergo alle ore 7:00 con la macchina già prenotata il giorno prima. Si percorrono 24 km sulla strada per l'aeroporto, si gira quindi a sinistra su una strada di terra battuta che porta all'ingresso del parco dopo 7 km. Non ci sono problemi per aggregarmi a uno dei gruppi. Cambio la pellicola nella camera fotografica inserendone una di ASA 400 perché nella foresta la luce sarà scarsa. Si entra nel parco poco dopo le 9:00 seguendo le guide, ma ci sono già altri che cercano le piste dei gorilla e avvisano con dei richiami. Fino alle 10:30 non c'è traccia di gorilla. L'allarme arriva alle 11:00: è stato individuato un gruppo di gorilla. Sono necessari ancora circa 30 minuti di cammino nella boscaglia e ci si avvicina al punto indicato. La guida ci dice che c'è un maschio dominante, certo vi sono femmine e cuccioli ma si nascondono nel folto. Il movimento dei rami nella macchia tradisce la presenza di un animale poi, improvvisamente compare il volto del gorilla, ci ha visto, ma non sembra infuriato. Rapidamente si nasconde fra i rami; ci si sposta e si rivede di spalle. 

 

PARCO DI KAHUZI-BIEGA

A sinistra, il maschio dominante di un gorilla.
A destra, lo stesso gorilla di spalle.

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  Il gorilla rimane di spalle per un poco, mostrando il suo possente dorso con riflessi argentei, poi si alza e scende per la scarpata in fondo alla quale c'è un ruscello. Si è costretti a seguirlo fino quasi al fondo della scarpata, dove si ferma a masticare rami. Si cerca un migliore punto di osservazione e finalmente compare la testa ben visibile. 

 

PARCO DI KAHUZI-BIEGA

A sinistra, il gorilla sempre di spalle. 
A destra, il gorilla si alza e scende nella scarpata mostrandosi di fianco.

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PARCO DI KAHUZI-BIEGA

In ambedue le foto è ben visibile la testa del gorilla.

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  Finalmente il gorilla sembra abituarsi alla nostra presenza. Nonostante la sua taglia, non incute paura per l'espressione quasi umana del volto e l'occhio curioso e intelligente. Nell'ultima sequenza di quattro foto, si mostra quasi completamente mentre sceglie teneri rami da masticare. Si è osservato a lungo: gli occhi sono marrone, il pelame lungo e scuro, argenteo sul dorso. Il gorilla appartiene al genere dei Primati e alla famiglia delle scimmie antropomorfe e il nome della sottospecie di montagna è Gorilla beringei beringei.  

 

PARCO DI KAHUZI-BIEGA

Due foto con il gorilla ben in evidenza cha raccoglie rami di cui cibarsi.

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PARCO DI KAHUZI-BIEGA

Nelle ultime due foto il gorilla sembra veramente soddisfatto.

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  Finita la visita, si lascia il parco e si riprende l'auto per il ritorno. Attraversando un villaggio, dove si tiene un mercato, il mio tentativo di scattare qualche foto provoca proteste, cosa che conferma l'insofferenza alla curiosità dei turisti. Si prosegue senza fermarsi e più avanti si riprende un pastore con le sue bestie. 

 

RITORNO A BUKAVU

A sinistra, mercato in un villaggio.
A destra, un pastore con i suoi animali.

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PARTENZA DA BUKAVU

  Con i gorilla si può considerare finito il soggiorno in Bukavu e ora si tratta di stabilire la tappa successiva. Dalle informazioni dell'agenzia turistica, verso il nord c'è da vedere il Parco Nazionale di Virunga la cui visita si può organizzare da Goma, città sul lato nord del lago di Kivu. Il territorio dei pigmei inizia con la foresta dell'Ituri e, per incontrarli, il punto consigliato più vicino e facile da raggiungere è la cittadina di Beni, nel Nord Kivu. Poiché non si possono combinare i due percorsi, do la precedenza a Beni. Una piccola compagnia locale, la AirLift, collega Bukavu a Beni e c'è un volo il mattino del 14. Come si vede il programma del viaggio si definisce giorno per giorno ed è chiaro che i tempi sono aleatori e più lunghi.


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