Zaire - Parco Virunga: da Goma al lago Edoardo


 

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Goma - Hotel Masques.

 

  Arrivo all'aeroporto di Goma la mattina del 17 agosto e alloggio in centro, all'Hotel Masques, dove si ferma il pullman dall'aeroporto. La cittadina di Goma è il capoluogo della regione amministrativa del Nord Kivu, all'estremità nord del lago e a 1500 m di quota, come Bukavu, da cui dista 100 km in linea d'aria, gode quindi di un clima temperato. Si trova circa 15 km a sud del vulcano Nyiragongo, circondata dai campi di lava prodotti dalle sue frequenti eruzioni, ed ha una popolazione di circa 70000 abitanti (1990). Il confine con il Ruanda è solo 2 km a est, oltrepassato il quale, si trova la piccola città di Gisenyi, molto frequentata dai turisti. M'informano che, appena oltrepassata la frontiera, c'è un posto telefonico internazionale da cui è possibile chiamare anche l'Italia. Non perdo l'occasione e, con un taxi, mi faccio accompagnare alla frontiera da cui telefono finalmente, per la seconda volta, in Italia. 
  Tornato in albergo, cerco l'agenzia turistica per organizzare la visita del Parco Nazionale di Virunga. Goma è il punto di partenza per queste escursioni nel Parco, che comincia 95 chilometri a nord. Le escursioni hanno la durata di tre giorni e partono quasi giornalmente a bordo dei mini-bus che portano ciascuno quattro persone. La visita si limita alla parte meridionale del parco fino al lago Edoardo e ritorno su un percorso diverso. Prenoto un posto per il giorno dopo, 18 agosto. 

 

 

LUNGO I MONTI VIRUNGA

  La mattina del 18 si lascia Goma a bordo del mini-bus su una strada di terra battuta in cattivo stato che costeggia, in direzione nord, la catena dei vulcani lungo il confine con il Ruanda. Si passa accanto al Karisimbi che è il più alto della catena (4507 m) e in fase quiescente, comune a Ruanda e Zaire e spesso coperto di neve.  

VULCANO KARISIMBI

Due foto del più alto vulcano ora quiescente e parzialmente coperto da nuvole. Il vulcano ha una forma conica quasi perfetta.

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  In totale i monti Virunga comprendono le vette di otto vulcani dei quali solo due sono attivi, il Nyiragongo e il Nyamuragira, ambedue nello Zaire e vicini a Goma. Sul lato Ruanda, il Karisimbi e il Bisoke, comuni ad ambedue i paesi, sono inclusi nel Parco Nazionale dei Vulcani, luogo protetto per la conservazione dei gorilla di montagna. L'ultimo è il monte Mikeno, che è il più antico della catena, perché formatosi nel Pleistocene 1,8 milioni di anni fa), e appartiene interamente allo Zaire. Gli altri tre vulcani sono più a nord e si trovano al confine fra Ruanda e Uganda. 
  Superato il villaggio di Rutshuru, la strada si allontana dai vulcani e attraversa una vasta zona, dove si coltiva in prevalenza caffè. Questa era una volta proprietà di una famiglia belga e si chiamava Domain de Katelé. Dopo ancora 33 km si raggiunge il villaggio di Rwindi, l'abitato più vicino al parco. Più avanti si attraversa l'ingresso del parco che dista da Goma 95 km. Dalla partenza sono trascorse circa tre ore e mezzo. Sul cartello d'ingresso è in evidenza l'acronimo IZCN (Institut Zaïrois pour la Conservation de la Nature) l'ente preposto alla tutela della natura che gestisce tutti i sette parchi nazionali del paese.  

ARRIVO AL PARCO VIRUNGA

A sinistra, capanne della piantagione di caffè detta Domain de Katalé.
A destra, ingresso del Parco Nazionale di Virunga.

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  Il parco è stato creato nel 1929 e copre 7900 kmq. Si estende lungo i confini del Ruanda, a sud, e dell'Uganda, a nord, abbraccia più di metà del lago Edoardo, ribattezzato Idi Amin in omaggio al dittatore dell'Uganda, amico personale di Mobutu, e finisce con il settore nord comprendente la catena del Ruwenzori e del monte Hoyo, dove si trovano i pigmei Bambuti. Il lago Alberto, più a nord, diviso fra Zaire e Uganda, ha preso il nome di Mobutu Sese Seko. Il Virunga è il parco più frequentato e meglio attrezzato dello Zaire. 

 

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Babbuino con il suo piccolo.

 

  Attraversato il cancello d'ingresso, si percorrono ancora 33 km (circa un'ora di strada) per raggiungere il centro residenziale turistico Rwindi che è anche quartier generale delle guardie del parco. Si cena e pernotta qui nel lodge attrezzato. Nelle vicinanze del lodge si fotografa un babbuino femmina con il suo piccolo. 
  Dal campo si dipartono le piste per la visita del parco. L'area a sud del lago Edoardo è attraversata dalle valli di due fiumi, ambedue immissari del lago, il Rwindi e il Rutshuru. Prima della fine del Pleiocene anche il lago di Kivu faceva parte del bacino idrico del Rutshuru, ma un'eruzione aveva creato uno spartiacque. Il lago Edoardo (Idi Amin) ha un unico emissario a nord, il fiume Semliki, che scarica le acque nel lago Alberto, a sua volta tributario del Nilo Bianco e costituisce il terzo ramo delle sorgenti del Nilo. Questo ramo è però più corto di quello costituito dal lago Vittoria con il suo immissario Kagera che ha le sorgenti nel Burundi, mentre il Rutshuru ha le sorgenti in Uganda con un percorso di soli 850 km. 

  Il giorno dopo si parte alle 6:30 dal lodge imboccando la pista Kabirizi, nella valle del Rwindi. Le ore del mattino sono le più favorevoli per incontrare la fauna del parco. La zona è frequentata dai leoni, i più grandi predatori dell'Africa (Pantera leo), infatti, s'incontra un leone e una leonessa e, poco dopo, un'antilope cobo dell'Uganda, mantello marrone e le corna sagomate a lira, e una coppia di antilopi topi, dal pelame rossiccio, macchie nere sui fianchi e le corna ricurve all'indietro, insieme al loro piccolo. 

PISTA KABIRIZI

A sinistra, un leone.
A destra, una leonessa.

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PISTA KABIRIZI

A sinistra, un'antilope cobo dell'Uganda. 
A destra, una coppia di antilopi topi con un piccolo.

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  S'incontra un raro esemplare di cicogna del Senegal con il becco a sella, un trampoliere alto più di un metro e mezzo dal piumaggio bianco e nero e un massiccio becco rosso interrotto da una specie di sella nera, il suo nome scientifico è Ephippiorhynchus senegalensis. Più avanti c'è un gruppo di avvoltoi a terra che sono sempre indice della presenza di una preda nelle vicinanze. 

 

PISTA KABIRIZI

A sinistra, una cicogna del Senegal.
A destra, un gruppo di avvoltoi.

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  Poco distante, infatti, si trova una leonessa che sbrana un preda. 

 

PISTA KABIRIZI

Una leonessa intenta a sbranare una preda.

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  Si giunge al fiume Rwindi, dove si vedono i primi ippopotami, e si attraversa sull'unico ponte metallico costruito sul fiume. Dopo, s'imbocca la pista Rutshuru, lunga 48 km e si passa nella valle del fiume omonimo. Nella pianura, che digrada verso il fiume, si trova una mandria di bufali. 

SI ATTRAVERSA IL RWINDI

A sinistra, un ippopotamo con un piccolo nel fiume Rwindi.
A destra, mandria di bufali nella valle del Rutshuru.

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  Lungo il Rutshuru si trova la massima densità d'ippopotami e vi transitano anche gli elefanti durante le loro periodiche migrazioni da nord a sud e viceversa. Scendendo verso la riva, si scoprono le ossa di un ippopotamo sorpreso dai leoni a pascolare fuori dall'acqua e divorato. L'Ippopotamus amphibius è una delle poche specie dell'Africa. Gli ippopotami vivono in gruppi vicino alle rive e nelle lagune, stanno tutto il giorno in acqua e difficilmente la lasciano per tenere sempre bagnata la pelle, facile a screpolarsi con il calore; in genere salgono a riva per pascolare, solo nelle ore notturne. 

PISTA RUTSHURU

A sinistra, ossa di un ippopotamo sorpreso a pascolare e divorato dai leoni.
A destra, vista dall'alto di un'ansa del Rutshuru.

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  Si continua a osservare a distanza il fiume e gli ippopotami con il teleobiettivo, poi si scende e ci si avvicina alla riva. Da breve distanza si riprendono un bufalo e un ippopotamo. 

ANSA DEL RUTSHURU

Ippopotami sulla riva con teleobiettivo.

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LUNGO LA RIVA DEL RUTSHURU

A sinistra, un bufalo.
A destra, un ippopotamo che pascola.

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  Si continua a seguire il corso del fiume fino al punto in cui si allarga formando un acquitrino, lo stagno Bogugu. Qui si ammassano gli ippopotami in gran numero, cercando refrigerio nel fango. 

 

STAGNO BUGUGU

A sinistra, lo stagno Bogugu con la massa d'ippopotami immersi.
A destra, la testa di un ippopotamo che emerge vicino.

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  Si prosegue sulla pista Rutshuru in un ultimo tratto di savana, dove s'incontra ancora una leonessa e, nel pomeriggio, si raggiungono infine il lago Edoardo (Idi Amin) e il villaggio di pescatori Vitshumbi dove si pernotterà. 

 

STAGNO BUGUGU

A sinistra, una leonessa nella savana. 
A destra, le barche nel porto dei pescatori a Vitshumbi.

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  Il villaggio di Vitshumbi si trova nel punto più meridionale del lago Idi Amin, in piena area protetta del parco. La presenza di quest'abitato nel parco è stata consentita per mantenere una tradizione culturale e anche per motivi economici perché i pescatori, che vi abitano da lungo tempo, gestiscono un'attività redditizia. La pesca del tilapia, un tipo di pesce persico dalle carni eccellenti, esportato salato ed essiccato, costituisce la fonte principale di guadagno per gli abitanti. 


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