Zaire - Lubumbashi


Lubumbashi è il capoluogo della regione amministrativa dello Shaba (ex Katanga) ed è il più grande centro dell'industria mineraria dello Zaire. Si trova a 1260 m di quota vicino al confine con lo Zambia. La città fu fondata dai Belgi nel 1910, durante il periodo coloniale, con il nome di Elizabethville, in onore della regina Elisabetta, moglie del re Alberto I del Belgio, prosperò con lo sviluppo dell'industria mineraria del rame e diventò presto la seconda città del Congo, dopo Léopoldville, e capitale amministrativa del Katanga. Il centro della città fu riservato alla popolazione bianca e a sud fu creato il quartiere indigeno. Nel 1933, ebbe un'amministrazione indipendente. Dopo la guerra, nel 1954-55, i belgi fondarono l'Università e, nel 1957, Elizabethville divenne una città autonoma con l'elezione dell'amministrazione municipale cui partecipò tutta la popolazione. La richiesta d'indipendenza da parte della maggioranza congolese sfociò presto nella dichiarazione di secessione del Katanga e allo scoppio della guerra civile del 1960-63, guidata da Moise Tshombe. L'intervento dell'ONU pose fine alla secessione del Katanga nel 1963 e, dopo la presa di potere di Mobutu, nel 1966 Elizabethville divenne Lubumbashi e nel 1872 il Katanga prese il nome di Shaba. Con Mobutu si è avuta la nazionalizzazione dell'Union Minière e, nel 1967, fu creata la Società Nazionale Gecamines (Generale des Carrieres et des Mines). La crisi economica ha portato nuove tensioni nella provincia. Due tentativi di colpi di stato, nel 1975 e '78 furono repressi nel sangue. Altri problemi sono stati causati dalla guerriglia al confine con l'Angola che sosteneva i ribelli katanga. Un attacco di diverse migliaia di guerriglieri entrò in profondità minacciando il centro minerario di Kolwezi, dove erano concentrate le miniere di rame e cobalto, e massacrando molti residenti europei. Mobutu chiese l'aiuto internazionale e subito ottenne, da Belgio, Francia e Marocco, l'invio di truppe di pronto intervento che respinsero rapidamente l'invasione. Nel maggio 1990, tre mesi prima del viaggio, le proteste studentesche, che reclamavano il riconoscimento dei loro rappresentanti, dopo le promesse di Mobutu di introdurre il pluralismo, furono represse brutalmente dalla polizia provocando più di un centinaio di morti e devastando il campus. Molti studenti fuggirono per sottrarsi agli arresti e l'ordine imposto è ancora apparente. I giornali hanno riferito sull'apertura di un'inchiesta internazionale.  

  Io arrivo a Lubumbashi nella tarda mattinata del 24 agosto dopo circa due ore di volo e alloggio all'Hotel Karavia (Sheraton) circondato da un parco che affaccia su Le Lac Municipal in vista della città. 

LUBUMBASHI - DAL PARCO DELL'HOTEL KARAVIA

Le Lac Municipal dal parco dell'Hotel e vista della città.

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Abitazioni sulla riva opposta del lago.

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Un banano nel parco.

 

  L'Hotel fornisce un pullman per il trasporto degli ospiti in centro e ritorno a orari stabiliti. Mi danno le solite raccomandazioni di evitare le fotografie in pubblico. La città, per il suo carattere industriale e commerciale, offre poco al turista e manca un'organizzazione. Ci sono uno zoo e il Museo della Città, vi sono laboratori artigianali che hanno una lunga tradizione artistica con lavori di rame a sbalzo e colorati a fuoco e mobili di legni intagliati, su ordinazione. 
  Per prima cosa ho l'urgenza di fissare il mio viaggio di ritorno a Roma. Ho un biglietto chiuso del volo Kinshasa-Roma il mattino del 29 agosto e dovrei essere a Kinshasa al più tardi il 28 con un pernottamento. Nell'Hotel c'è un ufficio per le prenotazioni, ma mi consigliano di rivolgermi a quello della compagnia aerea, in centro. Nel pomeriggio faccio la mia prima visita in centro approfittando del pullman dell'Hotel. Il pullman ferma nella piazza principale e sono circondato da venditori di oggetti di artigianato: maschere africane di legno e oggetti di malachite, il minerale che ha fatto ricco il paese. Trovo gli uffici della compagnia aerea e un impiegato gentile è pronto a risolvere i miei problemi. Scopro così che il mio aereo da Kinshasa, nella mattina del 29, parte proprio da Lubumbashi la sera prima. La soluzione migliore sarebbe quindi partire il 28 sera. Bisognerà, però, annullare il vecchio biglietto ed emetterne uno nuovo pagando la tratta aggiuntiva; questo deve essere autorizzato da Kinshasa. Lascio il mio numero della camera d'albergo per informarmi quanto prima sui risultati. Lasciato l'ufficio, trascorro il mio tempo girando per i negozi e osservando. Apparentemente non c'è polizia nelle strade, vi sono gruppi di giovani e noto una certa animosità verso tutti gli stranieri, forse è un misto di rabbia e frustrazione. L'atmosfera è un po' pesante a Lubumbashi, risente ancora dei disordini dello scorso maggio. Infine riprendo il pullman per tornare in albergo. 
  Il giorno dopo ritorno in centro per visitare il Giardino Zoologico e il Museo della Città. Il primo si trova fra Boulevard Kamanyola e la Route Kipushi, dove sta l'ingresso; è vasto ma mal tenuto. Vi sono scimmie, serpenti, uccelli e coccodrilli. Nelle foto si vedono un coccodrillo e un alligatore. 

LUBUMBASHI CENTRO - ZOO

A sinistra, un coccodrillo.
A destra, un alligatore.

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  Il Museo della città è interessante per la sezione etnografica e mineraria, ma il miglior museo mineralogico si trova nella città di Likasi, presso gli uffici della Gecamines, dove c'è una raccolta unica di campioni minerari. Tornato in albergo, trovo un messaggio dall'ufficio della compagnia aerea: mi avverte che il biglietto aereo è pronto. 

  Domani è domenica e ritirerò il biglietto dall'agenzia lunedì 27. Mi resta solo di telefonare in Italia per avvertire del mio ritorno. Il problema è sempre lo stesso: non ci sono collegamenti telefonici diretti, ma in Ricezione dicono che si può trovare un intermediario. Il giorno dopo, domenica, mi avvicina uno sconosciuto che mi propone il collegamento dietro compenso e vuole essere pagato in anticipo. Io non mi fido perché, se la linea cade durante il collegamento, mi può chiedere di pagare una seconda volta. Accetto di pagare solo se la telefonata va a buon fine. Propongo di chiedere alla signora della Ricezione, che conosce ambedue, di fare da arbitro. Consegno a lei il denaro e lei lo consegnerà all'intermediario a telefonata avvenuta. L'accordo è raggiunto ed io ritorno in camera in attesa del collegamento. Tutto procede bene e faccio la mia telefonata. 
  Gli ultimi due giorni sono di riposo. Lunedì ritiro il biglietto e acquisto un paio di maschere africane e alcuni oggetti di malachite, nel tempo rimanente rivedo i miei appunti di viaggio. La partenza avviene regolarmente il 28 sera.  

 

FINE ZAIRE




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