Namibia - Territorio e storia



  La Repubblica di Namibia, con capitale Windhoek, è uno stato dell'Africa meridionale indipendente del 21 marzo del 1990, con una superficie complessiva di circa 825000 kmq, meno di tre volte l'Italia. Confina a nord con l'Angola, da cui è separata a ovest dal fiume Kunene fino alla sua foce e più a est da un tratto dell'Okawango, a nord-est con lo Zambia e lo Zimbabwe a est con il Botswana, a sud con il Sudafrica, separata dal fiume Orange fino alla foce. A ovest è bagnata dall'oceano Atlantico. Fra le nazioni del mondo, ha una delle più basse densità di popolazione, circa 2 abitanti per kmq, seconda solo alla Mongolia, perché la maggior parte del suo territorio è occupata dai deserti aridi del Namib e del Kalahari. Il Namib, da cui la nazione ha preso il nome, occupa il 15% della sua superficie ed è uno dei più antichi del mondo, formatosi più di 80 milioni di anni fa. Occupa la fascia costiera, partendo dalla città di Luderitz, a sud, e per una lunghezza di oltre 1300 km verso nord, con una larghezza fra 80 e 200 km. Vi sono le dune più alte del mondo e formazioni rocciose con canyon prodotti dall'erosione. Il Kalahari, il più grande deserto di sabbia rossa dell'Africa meridionale e occupa la parte sud-occidentale della Namibia. Il paese è dominato da un altopiano centrale da nord a sud, con altitudine compresa fra 1000 e 2000 m, che a sud-est degrada verso il deserto del Kalahari. Una particolarità geografica, ereditata dal periodo coloniale, è la presenza di uno stretto corridoio che, dall'estremità nord orientale, si allunga per 450 km verso est raggiungendo il fiume Zambesi. Questo corridoio è stato frutto di un accordo del 1990, fra l'Impero Tedesco e il Regno Unito, per dare accesso alla colonia tedesca al fiume Zambesi, ed ha preso il nome di Dito di Caprivi, quello del cancelliere tedesco che lo aveva promosso. Il corridoio è attraversato dal fiume Okavango e dal Kwando che dall'Angola passano nel Botswana. 
  Data la scarsità di precipitazioni, gli unici fiumi perenni sono quelli ai confini o che lo attraversano in parte: il Kunene, l'Okavango, il Kwando, lo Zambesi e l'Orange. All'interno vi sono solo letti di torrenti che rimangono asciutti per anni. Il clima costiero è condizionato dalla corrente fredda del Benguela, diramazione della corrente antartica, che sale verso nord sulla costa occidentale del Sudafrica e della Namibia mantenendo basse le temperature anche d'estate e raffreddando masse d'aria umida che provocano intense nebbie mattutine lungo la costa e nell'interno fino a 30-40 km, mentre i venti caldi e secchi che vengono da est le sovrastano, intrappolandole. L'apporto di umidità contribuisce al sostentamento della vita animale e vegetale nel deserto del Namib. Il paese è attraversato dal tropico del Capricorno. A nord del tropico, i massimi termici si raggiungono in primavera (settembre-ottobre) e c'è una stagione piovosa, in estate, da fine ottobre a inizio marzo, nella zona di Etosha e nel dito di Caprivi. Negli altipiani centrali il clima è tropicale secco, ma intorno alla capitale Windhoek, per la maggiore altitudine, il clima è più fresco e umido. A sud del tropico, i massimi si raggiungono in estate e il clima è subtropicale desertico. 
  La Namibia è occupata da vasti parchi naturali protetti, diversi per habitat, classificazione e gestione. Alcuni sono riserve faunistiche, come il Parco Nazionale dell'Etosha, nel nord, il più importante, con una superficie di 22900 kmq, formato in gran parte dall'Etosha Pan, una depressione salina di circa 6000 kmq. Altri come la Skeleton Coast, nel nord-ovest lungo l'oceano, e il Fish River Canyon, interno nell'estremo sud, sono aree naturali di particolare interesse storico o geologico. C'è infine il Namib-Naukluft National Park, lungo la costa sud-occidentale, che fa parte del deserto del Namib ed è il più grande Parco Nazionale africano con 49700 kmq di superficie, più grande della Svizzera. Fondato nel 1907 durante il periodo coloniale tedesco, è un deserto di sabbie arancioni, per gli ossidi di ferro, e ospita animali adattati alle sue difficili condizioni ambientali, dai più piccoli, insetti e serpenti, a quelli di media taglia, come iene e sciacalli, e una grande varietà di uccelli lungo le lagune costiere. 
  Il sottosuolo della Namibia è ricchissimo di materie prime ed è fra i primi paesi al mondo per la produzione di diamanti di alta qualità estratti nella regione costiera, a sud di Luderitz, per un totale di 1,5 milioni di carati l'anno. I giacimenti sono di tipo alluvionale prodotti dall'erosione, durata milioni di anni, dei fiumi che hanno attraversato i giacimenti kimberlitici, sorgenti primarie dei diamanti, costituiti dagli antichi camini di vulcani che hanno portato in superficie il magma da 150-200 km di profondità in cui si erano formati. Un altro minerale importante e strategico è l'uranio con una delle più grandi miniere del mondo nei pressi di Swakopmund, vicino alla costa. Altri minerali sono piombo, zinco, stagno argento, ecc. 
  La Namibia è abitata da un mosaico di popoli di lingue e costumi diversi che hanno conservato un vario patrimonio culturale. Vi sono 13 etnie principali; le più antiche, che appartengono al ceppo Khoi-San, sono i San e i Nama e sono diffusi nel Kalahari. I San sono stati i primi abitatori dell'Africa australe, cacciatori e raccoglitori e poi allevatori e agricoltori, avevano una lingua basata sui suoni a schiocco, e furono chiamati boscimani (uomini del bush) dalle prime popolazioni europee del Sudafrica. I Nama erano pastori nomadi divisi in tribù e diffusi in tutta l'Africa australe e la loro lingua è stata una delle più diffuse, ma oggi parlano in maggioranza l'afrikaans, la lingua dei Boeri bianchi sudafricani. Le etnie di ceppo Bantu più note sono gli Ovambo, gli Herero e gli Himba migrati dal nord, e diffusi nelle regioni centro settentrionali della Namibia. Gli Ovambo si fermarono nell'area dei laghi di Etosha e poi si divisero in tribù, ognuno con un proprio dialetto. Gli Herero arrivarono in Namibia nel 1550 dal fiume Kunene, erano allevatori e finirono con lo stabilirsi nella zona nord-occidentale dalla Namibia. Nel XVIII secolo alcune tribù migrarono a sud, ma si scontrarono con i Nama che li scacciarono, possedendo armi da fuoco, e le tribù si dispersero. Nel contatto con gli europei, le donne Herero hanno adottato vesti di foggia vittoriana, gonna lunga a campana con molte sottogonne, blusa stretta fino al collo e un cappello a forma di corna di vacca. Gli Himba erano in origine un sottogruppo degli Herero, pastori nomadi che, nel XIX secolo, coinvolti nelle guerre fra Herero e Nama, migrarono nel nord-ovest della Namibia e passarono in Angola. Non ebbero contatti con i coloni tedeschi e mantennero i loro costumi e tradizioni differenziandosi dagli Herero. Tornarono quindi in Namibia, dove costituiscono una minoranza di circa 12000 persone dispersa nel nord-ovest. 
  Poche sono le città importanti che hanno avuto parte nella storia dal paese. La più grande è Windhoek, la capitale, sull'altopiano centrale, centro di tutta la rete di comunicazione, stradale e ferroviaria e dell'economia del paese. Sulla costa atlantica, si trova Walvis Bay, la baia della balena, scoperta da Bartolomeo Dias nel 1487 e divenuta base dei balenieri nel XVIII secolo. Il nome attuale derivò dagli Olandesi nel 1793. Nel 1878 il territorio di Walvis Bay fu annesso dagli Inglesi alla Colonia del Capo e da quel momento fece parte dell'Africa del Sud. Dopo la prima guerra mondiale, la Lega delle Nazioni la cedette al Sudafrica. Con l'indipendenza della Namibia, la baia rimase sotto il Sudafrica fino al 1994 con le vicine Isole dei Pinguini. Walvis Bay è l'unico grande porto adatto alle petroliere ed ha un bacino di carenaggio. A nord, sulla foce dello Swakop si trova la città di Swakopmund che divenne il porto della colonia tedesca con una tipica architettura coloniale. La quarta città è Luderitz, Angra Pequena dei Portoghesi, che nel 1883 fu acquistata dal commerciante Adolf Luderitz che le assegnò il suo nome, ma non ebbe fortuna e dopo la città si dedicò alla pesca. Altre città sono capoluoghi di provincia o centri della rete autostradale. Vi sono ottime strade asfaltate per circa 5000 km e circa 2000 km di linee ferroviarie a scartamento ridotto. Strade non asfaltate e piste sterrate collegano tutti i centri abitati. La rete aeroportuale si è sviluppata nel periodo coloniale prima per le esigenze politiche e commerciali e recentemente con lo sviluppo del turismo. 

  I navigatori Portoghesi scoprirono per primi le coste della Namibia che divennero presto tristemente famose per il numero di naufragi causati dalle nebbie e dalle scogliere e il suo deserto, arido e inospitale, fu detto Costa degli Scheletri. La storia della Namibia comincia con i primi insediamenti degli europei sulla costa; gli Olandesi nella baia di Walvis nel 1793 e i Portoghesi ad Angra Pequena, poi acquistata da Adolf Luderitz e dichiarata tedesca. Nella spartizione dell'Africa, con la Conferenza di Londra del 1884, la Namibia, allora conosciuta con la denominazione Africa del Sud Ovest, fu assegnata come protettorato all'impero tedesco con il nome di Africa Tedesca del Sud Ovest escludendo l'enclave di Walvis Bay annessa dagli Inglesi alla Colonia del Capo. Nel 1890, divenne colonia tedesca con la definizione dei confini e l'aggiunta del Dito di Caprivi, in seguito all'accordo fra Gran Bretagna e Germania. Nella nuova colonia si stabilì un gran numero di Tedeschi per sfruttare le risorse agricole e dell'allevamento, sequestrando ai nativi le migliori terre e il bestiame. Questo provocò la prima rivolta, quella dei Nama nel 1893-94. La rivolta maggiore fu quella degli Herero nel 1904 cui si unirono i Nama, prima loro tradizionali nemici, e gli Ovambo. Distrutte le fattorie e massacrati i coloni, l'amministrazione coloniale chiese aiuti e arrivarono rinforzi comandati dal generale von Trotha con l'ordine di annientare l'insurrezione. Sconfitti sul campo, gli insorti furono inseguiti nella regione del Kalahari e decimati dalla sete e dalla fame. Questo fu considerato il primo genocidio del XX secolo. Una parte attraversò il confine con il Botswana e vi si stabilì. La popolazione degli Herero si ridusse al 25% e i Nama al 50%. Gli Ovambo, rimasti più a nord, sfuggirono al genocidio e oggi costituiscono l'etnia più numerosa (circa 641000). 
  Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale il governo di Londra incaricò il primo ministro sudafricano, Louis Botha, di invadere la vicina colonia tedesca e questi preparò una forza di spedizione di 50000 uomini. Nei primi scontri del settembre 1914 i sudafricani subirono una sconfitta, l'anno successivo ripresero l'avanzata, conquistarono la capitale Windhoek senza combattere e spinsero sempre più a nord le ultime resistenze fino alla loro resa nel luglio 1915. Nel 1920 la lega delle Nazioni diede al Sudafrica il mandato di amministrare l'Africa del Sud Ovest. Quando nel 1946 fu sciolta la Lega delle Nazioni e sostituita dalle Nazioni Unite, il Sudafrica instaurò la segregazione razziale (apartheid) e, nel 1966 le Nazioni Unite ritirarono il mandato concesso, ma il Sudafrica non abbandonò la regione. In attesa della sua indipendenza, con una risoluzione del 1968, le Nazioni Unite diedero al paese il nome di Namibia. Iniziò la lotta armata della South West Africa People's Organization (SWAPO) che infiltrò guerriglieri dalla frontiera dell'Angola. L'Angola divenne indipendente nel 1975 e le azioni s'intensificarono in Namibia. La liberazione di Nelson Mandela, nel febbraio 1990, segnò la fine dell'apartheid in Sudafrica, la Namibia ebbe l'indipendenza il 21 marzo 1990 e il ritiro di tutte le truppe fu completato all'inizio del 1991. Secondo la costituzione del 1990, il potere esecutivo è affidato al Presidente della Repubblica, eletto con suffragio universale ogni 5 anni. Il Parlamento è bicamerale con Assemblea eletta ogni 5 anni e un Senato regionale eletto ogni 6 anni. Il paese è diviso in 13 regioni con capitale Windhoek, le lingue ufficiali sono afrikaans, inglese e tedesco. L'economia dipende soprattutto dall'attività mineraria, dalla pesca, con la sua industria di conservazione, e dall'allevamento del bestiame. 
  La diffusione dell'epidemia HIV/AIDS in Namibia è una delle più alte del mondo, cresciuta in particolare dopo l'indipendenza, ed è una delle maggiori cause di morte con conseguente riduzione dell'aspettativa di vita. Più del 10 % dei bambini sotto i 18 anni è orfano di almeno uno dei genitori per HIV. Il basso reddito della popolazione, non permette l'uso delle costose terapie che bloccano il progresso della malattia.  


 

IL VIAGGIO

  Il turismo di gruppo in Namibia si era già diffuso nel decennio 1980 organizzato da agenzie private che avevano ottenuto concessioni governative. Non è stato difficile da Roma inserirsi in un gruppo che partiva il 6 agosto dalla capitale Windhoek. Per essere all'appuntamento, è stato necessario fare tappa a Johannesburg e poi raggiungere Windhoek con un altro volo, il 5 pomeriggio. La prima parte del viaggio, di sei giorni, è stata dedicata alla visita dell'area nord occidentale del Namib con la Scheleton Coast e l'interno del deserto lungo i canyon e i letti asciutti dei fiumi, raggiungendo anche il fiume Kunene al confine con l'Angola. Nelle diverse tappe sono stati utilizzati voli con i piper forniti dall'Agenzia e percorsi con fuoristrada. Il programma prevedeva anche l'incontro con le minoranze etniche Himba e Herero nei loro villaggi. Dopo questi sei giorni, si è è fatto ritorno in volo a Windhoek per la visita della capitale. Il giorno dopo, si è avuto il trasferimento con fuoristrada per il Parco Nazionale di Etosha. La visita ha occupato altri cinque giorni, incluso il ritorno a Windhoek e un ultimo pernottamento. 




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