Namibia - L'estremo nord


  Per un lungo tratto, fino alla foce, il fiume Kunene segna in parte il confine fra la Namibia e l'Angola. Dal 1975, anno dell'indipendenza dell'Angola dal Portogallo, fino al 1989, questo confine è stato teatro di continue infiltrazioni dei guerriglieri SWAPO cubani. Il governo sudafricano contrastò a lungo l'indipendenza della Namibia temendo il formarsi di un governo ostile. Solo nel dicembre del 1988 (South West African People's Organization) che si opponevano al controllo del Sudafrica sulla Namibia sostenuti militarmente anche da contingenti fu sottoscritto un accordo fra i governi del Sudafrica, dell'Angola e di Cuba per la smilitarizzazione della Namibia. Seguì il progressivo ritiro delle truppe sudafricane e l'intervento di una missione ONU dal marzo 1989 all'aprile 1990. 

   Il Campo si trova sulla riva sinistra del Kunene a circa 80 km dalla foce. La riva opposta è terra angolana e c'è la catena dei monti Hartmann ai piedi della quale scorre il fiume. Il paesaggio è suggestivo per il contrasto fra le rocce brulle e la ricca vegetazione lungo le rive. L'operatore turistico possiede sul posto dei fuoribordo con cui, il mattino dell'8 agosto, si compie una navigazione fra le due rive. 

FRONTIERA CON L'ANGOLA

A sinistra, il fiume Kunene dalla riva sinistra.
A destra, scie del fuoribordo sull'acqua.

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FRONTIERA CON L'ANGOLA

A sinistra, sosta su una spiaggia.
A destra, panorama sul fiume.

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  Dopo il giro sul fiume, con i fuoristrada si esplora l'area della valle di Hartmann e si ha la fortuna di incontrare un orice a distanza ravvicinata. Gli orici sono antilopi tozze dal mantello grigio pallido, il volto con una macchia nera bordata di bianco e due corna a spirale, diritte come spade, presenti in ambedue i sessi. Gli animali sono rari e sparsi su una vasta area. Dopo la fine della guerriglia, la fauna è in leggero aumento, anche se è difficile fare un censimento. In questa zona sembra che ce ne siano un centinaio per tipo: orici, springbok, una piccola antilope che salta, e struzzi. Pochi sono anche i predatori: iene, sciacalli e genette, simili ai gatti con il mantello macchiato; non ci sono avvoltoi. 

VALLE DELL'HARTMANN

A sinistra, una pianta di canfora.
A destra, un orice semi nascosto
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  Si prosegue lungo la valle e si osserva una piramide di roccia basaltica abbastanza erosa, prova delle origini vulcaniche della valle. Si ritrova il corso del Kunene e si segue fino a tornare al campo, dove si possono osservare da vicino le belle corna di un orice. 

 

VALLE DELL'HARTMANN

A sinistra, piramide di roccia basaltica. 
A destra, di nuovo il corso del Kunene.

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VALLE DELL'HARTMANN

A sinistra, ancora il corso del Kunene. 
A destra, corna di orice al campo.

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  Si pernotta ancora una volta al campo e, il mattino del giorno dopo, 9 agosto, si lascia il campo per il piccolo aeroporto, dove ci attendono i piper per ricondurci al Sarusas Camp, sul letto del fiume Khumib. Alla partenza sono le 10:45 e s'impiegheranno 45 minuti di volo. Si fotografano gli altri due piper che ci accompagnano. 

RITORNO AL SARUSAS CAMP

Foto degli altri due piper.

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