Namibia - Parco Etosha: da Okahandja ad Halali


  Il mattino del 13 agosto si parte con i fuoristrada per il Parco di Etosha prendendo l'autostrada B1 diretta a nord. La B1 attraversa tutta la Namibia, da sud, sul confine con il Sudafrica per Città del Capo, fino all'Angola a nord. Lasciata Windhoek, dopo 71 km, si raggiunge Okahandja, da cui si diparte la B2 per Swacopmund e Walvis Bay. Si prosegue sulla B1, attraversando una savana interrotta da modesti picchi vulcanici, e ci sono ancora 168 km per Otjiwarongo. Qui si fa sosta per il pranzo e si visita un allevamento di coccodrilli per la produzione delle pelli. 

DA OKAHANDJA A OTJIAWARONGO

A sinistra, picchi vulcanici.
A destra, allevamento di coccodrilli.

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  Si riparte lasciando la B1 e si prende la strada che scende verso la depressione di Etosha di 6000 kmq, una volta occupata da un lago poco profondo alimentato dal fiume Kunene che poi cambiò il suo corso e lo ridusse a un deserto di sale ora generalmente asciutto e, solo nei periodi e negli anni di eccezionale piovosità, si riempie di acqua per non più di un metro. Intorno a questo gigantesco stagno, l'Etosha Pan, si trova il Parco Nazionale di Etosha, di 22900 kmq, recintato da una rete alta 6 m. 

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Okaukuejo - Torre panoramica.

 

  Nella lingua degli Ovambo, Etosha significa grande area bianca per il sale che ricopre la depressione, tuttavia durante tutto l'anno vi sono molti punti con sorgenti e riserve di acqua perenni che attirano gli animali e gli uccelli acquatici. Il Parco fu fondato nel 1907, in epoca coloniale e si estendeva per circa 100000 kmq costituendo la più grande riserva faunistica dell'Africa. Nel decennio 1960 il parco è stato ridotto alle dimensioni attuali e recintato per garantirne la conservazione. 
  L'ingresso occidentale del Parco di Etosha, l'Anderson Gate, si raggiunge dopo 188 km da Okahandja e, dopo 18 km, si arriva a Okaukuejo, centro amministrativo del parco che è anche uno dei tre principali centri turistici attrezzati. Qui c'è un lodge a bungalow, ristorante, piccolo museo e negozi. Vicino all'ingresso una vecchia torre di guardia è anche un punto panoramico da dove si possono osservare gli animali, a volte anche i rinoceronti, che vengono a bere in uno stagno sempre illuminato di notte. 

OKAUKUEJO

A sinistra, vista del parco dalla torre panoramica.
A destra, elefanti che bevono al crepuscolo
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  Il mattino del 14 agosto inizia l'esplorazione del parco con i fuoristrada che seguono buone piste sterrate. Il percorso che ci attende, circa 130 km, segue il bordo meridionale dell'Etosha Pan da Okaukuejo a Halali e infine a Namutoni, i tre principali campi attrezzati per i turisti. Il paesaggio è coperto da una rada vegetazione per l'alta salinità, alcune specie si sono adattate e formano arbusti che costituiscono il nutrimento degli animali. Le specie arboree sono il mopane dalle foglie verdi a farfalla e diversi tipi di acacie, cibo preferito dalle giraffe. Nonostante l'aspetto desertico, stupisce l'abbondanza di animali erbivori a cominciare da elefanti, zebre, giraffe, le numerose specie di antilopi, gnu, hartebeest, kudu, orici e gli springbok. Non mancano naturalmente i leoni. Il parco è reso ospitale per le numerose riserve d'acqua perenni, alcune artificiali, che s'incontrano lungo il percorso. 
  Gli elefanti sono numerosi intorno a Okaukuejo e subito se ne incontrano diversi. Sono dell'unica specie vivente in Africa, la Loxodonta africana, il più grande mammifero terrestre vivente che sa adattarsi a tutti i climi, anche desertici purché trovi l'acqua. In Namibia s'incontrano branchi che percorrono lunghe distanze per ritrovare le rare sorgenti. S'incontra poi uno gnu isolato, la grande antilope dalla testa bovina, il cui nome richiama il suo caratteristico grido. In una macchia si vede un gruppo di faraone (Numida meleagris) che ha una protuberanza sulla testa, come un elmetto. Sono uccelli di abitudini terrestri, ordine delle Gallinacee, con il piumaggio fitto grigio scuro picchettato di bianco, lunghi 40-70 cm e pesanti 700-1600 grammi, vivono nelle savane e in luoghi semidesertici.  

DINTORNI DI OKAUKUEJO

A sinistra, un elefante isolato.
A destra, una famiglia di elefanti.

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DINTORNI DI OKAUKUEJO

A sinistra, uno gnu isolato.
A destra, un gruppo di faraone.

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  Si arriva al bordo della grande distesa di Etosha Pan, deserto di sale che biancheggia a perdita di vista in località Homob, e si prosegue verso Halali lungo una pianura coperta da piccoli ciuffi di erbe che si popola subito con un branco di springbok, piccola antilope diffusa nell’Africa meridionale. Il suo nome afrikaans significa antilope che salta, alta 70-90 cm al garrese, pesa fino a 40 kg, il mantello è marrone chiaro sul dorso, bianco nel ventre ed ha due strisce scure in ambedue i fianchi. Il nome scientifico è Antidorcas marsupialis e il nome della specie fa riferimento a una piccola tasca di pelle (marsupio) che va dal dorso alla coda e, sollevandosi, forma una specie di ventaglio. Quando è eccitato o in pericolo, si esibisce in una serie di salti inarcando il dorso e aprendo il ventaglio, quando corre, arriva a 80 km/ora. Insieme agli springbok c'è anche un branco di gnu. 

VERSO HALALI

A sinistra, il deserto salato Etosha Pan. 
A destra, un branco di springbok.

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VERSO HALALI

A sinistra, uno springbok che salta inarcando il dorso.
A destra, gnu e springbok insieme.

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  Proseguendo, la vegetazione si fa più ricca con arbusti più alti e si trova un branco di zebre (Equus zebra), zebre di montagna diffuse in Sudafrica e Namibia con le strisce più sottili marroni e nere. 

 

VERSO HALALI

Gruppi di zebre di montagna.

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  All'intero di un'altra macchia più fitta si scoprono due hartebeest (animali resistenti), nome dato dai boeri agli alcelafi (Genere: Alcelaphus), grosse antilopi dalla testa allungata, il mantello bruno-scuro e corna verticali a spirale presenti in ambedue i sessi. 

 

VERSO HALALI

Antilopi del genere Alcelafi.

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  Si giunge infine allo stagno Goas, riserva d'acqua vicino a Halali, e qui si ritrovano gli elefanti che migrano da nord a sud della grande depressione, nella stagione delle piogge, da fine ottobre a inizio marzo, durante l'estate. Nella stagione secca, invece, si concentrano a sud, dove vi sono sempre riserve d'acqua anche artificiali. 

HALALI - STAGNO GOAS

A sinistra, un branco di elefanti sulla riva dello stagno.
A destra, un'elefantessa con il cucciolo.

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  Halali è il secondo centro turistico attrezzato del parco e qui si trascorre il resto del pomeriggio e si pernotta.


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