Namibia - Parco Etosha: da Halali a Namutoni e Ritorno


  Il mattino del 15 agosto, si lascia Halali e si riprende il percorso in direzione est, verso Namutoni. Il primo incontro è, nei dintorni del Goas Pan, con un gruppo di storni dal piumaggio blu iridescente (Lamprotornis splendidus) sui rami di un'acacia, dove hanno trascorso la notte. Più avanti una giraffa in libertà fra la vegetazione. 

VERSO NAMUTONI

A sinistra, un gruppo di storni blu sui rami di un'acacia.
A destra, una giraffa.

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  Durante la mattinata, lungo il percorso si assiste alla cattura di una giraffa, da parte del personale del Parco. Sembra che si debba trasportare in un altro parco della Namibia a scopo di ripopolamento. La giraffa era stata individuata con un elicottero, inseguita con i fuoristrada, accalappiata e atterrata, e infine bendata. Uno speciale rimorchio era infine arrivato sul posto per il trasporto. Nelle prime due foto, il personale del Parco, con le corde che la tengono prigioniera, guida la giraffa bendata a salire sul veicolo, dove è legata per il trasporto. L'elicottero attende la fine dell'operazione. 

VERSO NAMUTONI

A sinistra, la giraffa, bendata, è guidata verso il veicolo del trasporto.
A destra, la giraffa sale sul veicolo.

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VERSO NAMUTONI

A sinistra, la giraffa è legata all'interno del veicolo di trasporto.
A destra, l'elicottero si prepara alla partenza dopo l'operazione.

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  Nelle vicinanze di Namutoni, si arriva al Chudob Pan, una riserva permanente di acqua molto frequentata dagli animali che si alternano continuamente sulle sue rive per abbeverarsi. In meno di un'ora si può osservare un vasto campionario di animali zebre, giraffe, orici, kudu, che non si attardano più del necessario, sempre guardinghi e pronti alla fuga. Il kudu è una grossa ed elegante antilope, alta al garrese 140-150 cm, con bellissime corna a spirale aperte solo nei maschi e sottili strisce bianche sui fianchi. 

CHUDOB PAN

Gli animali si avvicendano continuamente sulla riva della riserva d'acqua.

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CHUDOB PAN

A sinistra, orici e faraone.
A destra, giraffe vicine all'acqua.

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  Vicino al Chudob Pan si scopre la carcassa di un elefantino sorvegliato da una leonessa. L'elefantino è probabilmente morto per cause naturali perché il 50% dei piccoli, dopo lo svezzamento e nei primi tre anni di vita, muore per malnutrizione o malattie o ucciso dai leoni. Sembra che la carcassa attiri altri predatori, infatti, poco distante s'incontra uno sciacallo dal dorso nero e dello stesso colore è la punta della coda. Più tardi si tornerà nello stesso posto e si noterà che l'elefantino è stato in parte divorato, e intorno vi sono leoni e sciacalli. Si rivede anche la leonessa poco distante. 

DINTORNI DI CHUDOB PAN

A sinistra, carcassa di un elefantino con una leonessa.
A destra, uno sciacallo.

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DINTORNI DI CHUDOB PAN

A sinistra, leoni e sciacalli intorno alla carcassa dell'elefantino.
A destra, di nuovo la leonessa.

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  Fra gli uccelli si osserva il Coracias caudatus della Famiglia delle Coracide, uno degli uccelli più colorati delle regioni tropicali africane, lungo 36 cm dal becco alla coda, con il petto lilla, le ali bordate di blu e due lunghe penne nella coda. Più avanti, un tucano dal becco giallo del Sudafrica (Tockus leucomelas), lungo 55 cm dal becco alla coda, con le ali nere macchiate di bianco e il becco a banana. 

 

DINTORNI DI CHUDOB PAN

A sinistra, il Coracias caudatus.
A destra, un tucano dal becco giallo.

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  Lasciato il Chudob Pan, si raggiunge il Bloubokdraai Pan, un altro stagno permanente in una zona ricca di vegetazione, dove sono numerose le giraffe e molte si affollano vicino all'acqua. Notare come sia difficile per loro raggiungere l'acqua con il lungo collo senza allargare molto le gambe anteriori. 

BLOUBOKDRAAI PAN

A sinistra, la testa di una giraffa che esce dalla vegetazione.
A destra, giraffe che bevono.

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  Nel pomeriggio si giunge Namutoni, il terzo campo attrezzato del parco per i turisti. Nel periodo coloniale, questo era un piccolo forte con una stazione di polizia. Nel gennaio del 1904 fu attaccato da più di 500 Owambo e i pochi difensori riuscirono a fuggire la notte seguente. Il fortino fu preso e distrutto. Nel 1907 fu costruito un secondo forte che, nel 1914, fu occupato dalle forze sudafricane e divenne stazione di polizia del nuovo governo. Nel 1947, fu restaurato, dichiarato monumento nazionale e infine aperto ai turisti nel 1957. 
  Si assiste al tramonto dal forte e si pernotta. 

NAMUTONI

A sinistra, l'antico Forte Namutoni, ultimo campo attrezzato.
A destra, tramonto dal forte.

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  Il giorno 16 agosto, si lascia Namutoni e si fa l'ultimo percorso verso l'uscita orientale del Parco distante 11 km. Ci si ferma in località Tsumcor, dove è stata creata una vasca artificiale alimentata da una pompa e, lungo il canale, sostano a bere numerosi animali, zebre, orici, giraffe e kudu. Questo è l'ultimo saluto al parco di Etosha. 

VASCA ARTIFICIALE DI TUMCOR

Questo canale artificiale è l'unica riserva d'acqua per gli animali della zona.

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Il Ritorno

 
Lago Otjikoto.

 

Superato il Von Lindequist Gate, si riprende la B1 verso la città di Tsumeb, dopo circa 100 km, una delle più importanti città minerarie della Namibia. Qui c'è una miniera di rame la cui profondità scende sotto il livello del mare. Di formazione vulcanica, vi si trova una grande varietà di minerali e si sono prelevati esemplari unici dalle forme splendide distribuiti a molti musei naturali fra cui lo Smithsonian di Washington. Prima di raggiungere Tsumeb, s'incontra il piccolo lago Otjikoto, profondo circa 36 m che si è formato in seguito allo sprofondamento di una caverna dolomitica. Molta dell'acqua utilizzata dalla città di Tsumeb proviene da questo lago. 
  Si fa sosta a Tsumeb per il pranzo e si prosegue sulla B1 per raggiungere Windhoek nel tardo pomeriggio. Il viaggio termina con la cena e il pernottamento al Continental Hotel. Il gruppo si scioglie e si salutano la guida e i compagni di viaggio. Io rimango ancora un giorno Windhoek con un altro pernottamento.

  Il mio volo è il mattino del 18 agosto diretto a Maun in Botswana, dove il viaggio prosegue con un diverso programma. 

 

FINE NAMIBIA




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