Botswana - Territorio e Storia



  La Repubblica di Botswana è nata con l'indipendenza ottenuta dal Regno Unito il 30 settembre 1966, dopo essere stata protettorato britannico, con il nome di Bechuanaland, dal 1885, al tempo della spartizione dell'Africa. Con elezione a suffragio universale, fu costituita la prima Assemblea Nazionale, nominando presidente il capo del partito maggioritario. La superficie complessiva dello stato è di 581700 kmq, poco più grande della Francia. Confina a nord con Zambia e Namibia, a ovest ancora con la Namibia, a sud e sud-est con il Sudafrica, a nord-est con lo Zimbabwe. Fiumi perenni si trovano lungo i confini, come il Limpopo, che lo separa dal Sudafrica al confine sud-orientale, e il Chobe che lo separa dalla Namibia, lungo il tratto orientale del dito di Caprivi. L'Okavango, che proviene dagli altipiani dell'Angola con il nome di Cubango, attraversa il Dito di Caprivi e alimenta le grandi paludi finendo con un delta interno a nord del Kalahari. Il Botswana è attraversato dal tropico del Capricorno ed è costituito da un grande altopiano di circa 1000 m di altitudine formato dai depositi alluvionali derivati dall'erosione delle catene montagnose che si trovano a est e a ovest. I depositi sabbiosi del Kalahari hanno uno spessore di 50 m. Circa 6 milioni di anni fa, la regione era attraversata da quattro fiumi, provenienti dagli altipiani dell'Angola, compreso l'alto corso dello Zambesi. Questi si riunivano a sud e confluivano nel Limpopo che oggi finisce nell'oceano Indiano. Movimenti tettonici deviarono lo Zambesi verso est e isolarono il corso del Limpopo a sud-est. Il flusso degli altri fiumi formò un lago interno grande come il Caspio; con il tempo il flusso delle acque si ridusse ancora, il lago si disseccò formando una distesa desertica dal nome di Makgadikgadi Pans e rimase l'Okavango a formare il suo delta interno solitario alimentando un grande ecosistema di fauna e flora che si espande e si ritira ogni anno, da quasi 20000 kmq, a metà luglio, a 9000 kmq a fine ottobre. Le piogge di marzo-aprile in Angola fanno ingrossare il fiume, l'onda di piena inizia da giugno e comincia a diminuire da luglio, il minimo va da novembre a marzo. Nell'area vi sono infrastrutture attrezzate per i turisti e il punto di arrivo è la città di Maun, con aeroporto internazionale, attraversata dal Thamalakane River, una delle ultime propaggini del delta. 
  A nord-est del delta, scorre il fiume Chobe lungo il confine del Dito di Caprivi appartenente alla Namibia, fino alla sua confluenza con lo Zambesi, dove si toccano quattro nazioni (Botswana, Namibia, Zambia e Zimbabwe). Sulla sua riva destra, territorio del Botswana, si trova il Parco Nazionale del Chobe, creato nel 1967 dopo l'indipendenza, che copre 11000 kmq ed ha una grande concentrazione di animali. A sud del delta, si stende il deserto del Kalahari con la Central Kalahari Reserve di 52000 kmq, grande area protetta coperta da bassa vegetazione, habitat per un gran numero di animali, erbivori e predatori, e abitata da una piccola comunità di un migliaio di indigeni San stazionari, oggi a rischio di estinzione per la scoperta dei diamanti in questa regione. Nell'angolo sud-occidentale si trova il Gemsbock National Park, al confine con il Sudafrica, dove prosegue con il Kalahari Gemsbock National Park. Questi parchi, che costituiscono una delle aree più incontaminate dell'Africa, prendono il nome dall'orice (orix gazella), l'antilope qui più diffusa, chiamata gemsbock in afrikaans e inglese per la sua somiglianza allo stambecco. Vi sono molte altre riserve private lungo i confini e una fascia di terreno agricolo di 350 km lungo il Limpopo al confine con il Transvaal, unica area fertile del paese. 
  La maggiore ricchezza mineraria del Botswana sono i diamanti scoperti nel decennio 1980 nella Central Kalahari Reserve, il cui sfruttamento è stato dato in concessione a una società controllata in parti uguali dallo Stato e della DeBeers sudafricana. Divenuto il più grande esportatore di diamanti di qualità, il Botswana ricava da essi il 70% degli introiti di tutte le sue esportazioni. La zona è stata militarizzata e i nativi allontanati. Le proteste dei nativi hanno messo in moto un conflitto ancora aperto presso l'Alta Corte dello Stato. 

  La più antica popolazione del Botswana, come di tutta l'Africa australe, è quella dei San, nomadi cacciatori-raccoglitori, uno dei rami più antichi dell'Homo sapiens presente da tempi remoti nel Kalahari, che hanno lasciato esempi di arte rupestre al confine con la Namibia datati circa 100000 anni fa e considerati Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. Le tribù bantu arrivarono in Botswana, portandovi la tecnologia del ferro e l'agricoltura, alla fine del II secolo d.C.. Nei secoli successivi l'etnia bantu dominante divenne quella degli Tswana, pastori e contadini, e dal loro nome derivò quello moderno della nazione, come terra del popolo Tswana. Il nome fu trascritto come Chuana dagli inglesi e la regione fu chiamata Bechuanaland. Altre etnie bantu erano gli Shona e gli Ndebele, ultimi arrivati, che avevano portato problemi di convivenza. Altri scontri si ebbero con i boeri del Transvaal negli ultimi decenni del 1800. Con la spartizione dell'Africa nel 1850, si creò il protettorato britannico del Bechuanaland che divenne parte della rete di dominion del Commonwealth britannico in Africa. Questa comprendeva la Colonia del Capo, l'Unione Sudafricana, creata nel 1910, e la Rhodesia a nord-est, divenuta colonia del Regno Unito nel 1923. L'idea di Cecil Rhodes di collegare per ferrovia Città del Capo con il Cairo non è stata mai realizzata. Dopo la seconda guerra mondiale, l'istituzione dell'apartheid in Rhodesia e Sudafrica portò allo sviluppo separato degli stati e il Botswana, nel 1964, ottenne un autogoverno a base democratica che si ispirava alle istituzioni tribali come i concili dei villaggi. Nel 1965, seguì la stesura della costituzione, le prime elezioni e l'indipendenza del Botswana il 30 settembre 1966. Fu scelta capitale Gaborone, piccolo centro coloniale nel sud-est del paese, sul percorso della linea ferroviaria che congiunge Città del Capo a Bulawayo, in Zimbabwe. Lungo la stessa linea ferroviaria, vicino alla frontiera con lo Zimbabwe, sorge la città di Francistown, seconda per abitanti, che aveva preso il nome da Daniel Francis, cercatore d'oro inglese divenuto concessionario di diverse licenze minerarie. La lingua ufficiale del Botswana è l'inglese, ma la maggioranza parla il setswana, la lingua dell'etnia dominante. Il primo presidente è stato Seretse Khama, ex re di una tribù tswana, rimasto fino alla sua morte, nel 1980. Le elezioni avvengono ogni cinque anni, il Presidente è eletto in modo indiretto e presta giuramento il candidato del partito che ha ottenuto la maggioranza dei seggi nell'Assemblea Nazionale. La Camera dei Capi rappresenta le otto principali tribù ed è costituita da 5 membri eletti dal Presidente, 22 membri eletti su designazione delle province e gli otto capi delle tribù che sono membri a vita. 
  Negli ultimi due decenni del XX secolo, l'economia del paese ha avuto un elevato tasso di crescita per i proventi dalle miniere di diamanti e lo sviluppo del turismo. Dall'inizio del nuovo secolo si è assistito a una crisi demografica e sociale dovuta alle conseguenze dell'infezione HIV/AIDS che hanno colpito un terzo della popolazione riducendo drasticamente l'aspettativa di vita, dai 64 anni del 1990 ai 50 nel 2000. L'aumento di mortalità fra gli adulti ha avuto effetti negativi sull'economia. Come risposta a quest'emergenza, il Botswana è stato il primo fra i paesi africani a iniziare un programma di trattamenti con antiretrovirali. 


 

IL VIAGGIO

  Il viaggio in Botswana, nell'agosto del 1991, è stato il seguito di quello in Namibia, dello stesso anno, ed è iniziato con il trasferimento aereo dalla capitale Windhoek della Namibia all'aeroporto internazionale di Maun, in Botswana, punto privilegiato per la visita delle Riserve, nel delta dell'Okavango e in altri parchi nazionali. 

  La visita dei parchi si fa mediante piccoli aerei a 6 posti, tipo Cessna, che collegano i vari aeroporti posti nelle vicinanze dei campi attrezzati per i turisti. L'itinerario, organizzato dall'agenzia di viaggio, prevedeva prima la visita del Delta con una sosta di tre notti alla Riserva Moremi su uno dei rami maggiori dell'Okavango. Si risaliva quindi il fiume fino al Campo Okavango per un'altra sosta di tre notti. Come terza e ultima tappa, da un vicino aeroporto, si raggiungeva quello di Kasane, nel Parco Nazionale del fiume Chobe, al confine con la Namibia. Qui era previsto un soggiorno di due notti per visitare la savana e il fiume del parco. Il 24 agosto il ritorno passava per Maun, Gaborone e Johannesburg per l'ultimo volo. 
  Si riporta una mappa con i luoghi visitati. 

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