Sud Africa - Città del Capo e Dintorni


Si atterra all'aeroporto internazionale di Città del Capo alle 15:40 del 21 maggio 2000, provenienti da Hoedspruit nella Provincia di Limpopo, dopo la visita al Kruger Park. Dopo le operazioni di sbarco, c'è il trasferimento, con macchina privata e guida, all'hotel Villa di via Granger. Il programma dell'agenzia non prevede una sosta in città e una visita ai suoi dintorni e, in questo capitolo, si presentano documentazioni e foto tratte dalla mia precedente visita a Cape Town nell'aprile 1975.

La prima città nella Penisola del Capo, detta poi Cape Town, fu fondata nel 1652 dall'olandese van Riebeeck della Compagnia delle Indie Orientali (VOC), per creare una base di appoggio permanente per la Compagnia. In poco tempo vennero gruppi di coloni olandesi e poi rifugiati ugonotti provenienti dalla Francia. Si creò una colonia agricola autosufficiente che per circa 150 anni si estese nei dintorni creando altri insediamenti e, con l'arrivo di schiavi e altri coloni dai possedimenti olandesi, formò una popolazione mista (coloured), da cui derivò la popolazione del Capo. Tutti parlavano un dialetto, detto olandese del Capo, che si trasformò, all'inizio del 1800, in una vera lingua detta afrikaans. Dopo la conquista dell'Olanda da parte di Napoleone, Città del Capo fu occupata dagli inglesi e, dal 1814,l'intero insediamento boero divenne possedimento della Gran Bretagna, con il nome di Colonia del Capo. Dopo l'occupazione britannica, i coloni boeri, aspirando all'indipendenza, iniziarono le loro migrazioni verso il nord-est (voortrekker), creando gli stati liberi dell'Orange, del Transvaal e del Natal, che furono infine tutte annesse alla corona britannica dopo le guerre boere (1902). Nel 1910, anche la Colonia del Capo fu inglobata nell'Unione Sudafricana. Dopo la sua liberazione, Nelson Mandela tenne il suo primo discorso a Città del Capo.

 

 
Table Mountain and Devil's Peak

Nel 2000 Città del Capo aveva circa 2,8 milioni di abitanti ed era la terza città del Sudafrica, dopo Johannesburg e Durban, capitale della Provincia occidentale del Capo (Western Cape) e capitale Legislativa del Sudafrica. Un gran numero dei suoi abitanti vive ancora nelle township dei dintorni, dove prima vigeva la segregazione, e la loro integrazione sociale ed economica non è stata ancora raggiunta.
Nell'aprile del 1975, arrivando in città dall'aeroporto lungo l'autostrada N. 9, ho visto per la prima volta la Montagna della Tavola, che domina Città, e il Picco del Diavolo isolato. La Table Mountain è di granito e arenaria, alta 1086 m, e spesso avvolta da nubi. Fa parte del Parco Nazionale con questo nome insieme con altre riserve naturali della Penisola del Capo fino alla punta di Buona Speranza. Dalla mia permanenza a Città del Capo sono tratte le due foto del centro con l'arteria principale, la Adderley Street, e l'edificio della Town Hall (Municipio); ambedue hanno nello sfondo la Montagna della Tavola.

CAPE TOWN

A sinistra, l'arteria principale, Adderley Street, con lo sfondo della Montagna della Tavola.
A destra, il City Hall con lo stesso sfondo.
   

 


Panorama di Cape Town dalla stazione della Funivia

La cima della montagna si raggiunge facilmente grazie alla funivia inaugurata nel 1929. La stazione terminale ai piedi della montagna si raggiunge dalla Tafelberg Road e da qui si ha anche una vista panoramica della Città.
Salendo sulla funivia, si gode il magnifico panorama del vicino Picco del Diavolo, della costa atlantica lungo la Penisola del Capo e della parete di roccia fino alla sommità con la stazione di arrivo.
S'impiegano 5 minuti per raggiungere la cima. La funivia è chiusa in condizioni di tempo cattivo e, poiché a quell'altezza le condizioni meteorologiche possono cambiare rapidamente, una sirena avverte i visitatori se devono affrettarsi per la discesa.

TABLE MOUNTAIN CABLEWAY

A sinistra, il Devil's Peak dalla Funivia.
A destra, il panorama della costa atlantica dalla Funivia.
   
A sinistra, dalla Funivia verso la Table Mountain.
A destra, s'incrocia l'altra cabina a metà strada dalla stazione di arrivo.
   

Un'altra escursione da Cape Town è stata organizzata per raggiungere il Capo di Buona Speranza all'estremità meridionale della Penisola del Capo che separa le fredde acque della costa atlantica da quelle più calde della baia (la False Bay) sul lato est, provenienti dall'oceano Indiano. Questo è il punto dove i due oceani s'incontrano. La penisola è riserva naturale e vi sono circa 60 km da percorrere dal centro città. L'escursione ha richiesto un intero pomeriggio, il percorso ha molti punti panoramici lungo la costa a strapiombo sul mare e s'incontrano diversi babbuini allo stato libero. Si riprende l'ultimo tratto della penisola e, dalla strada, si scopre l'antico faro. Dal piazzale del Faro si vede l'estrema punta del Capo.

VERSO IL CAPO DI BUONA SPERANZA

A sinistra, un babbuino allo stato libero lungo la Penisola del Capo.
A destra, l'ultimo tratto della Penisola del Capo.
   
A sinistra, l'antico Faro all'estremità della Penisola.
A destra, dal piazzale del Faro, vista della punta estrema.
   

Un'intera giornata (di domenica) è stata dedicata alla visita della piccola riserva privata di High Noon in una vallata circondata da montagne, 110 km circa a est di Cape Town, vicino alla cittadina di Villersdorp. Nella vallata, dal tempo della colonizzazione boera, si erano sviluppate numerose fattorie con orti e frutteti che ora mettono in pratica metodi della moderna agricoltura per selezionare i prodotti. Negli ultimi decenni le famiglie hanno collaborato alla creazione di una riserva privata aperta al pubblico che, partendo da un centro di accoglienza, offre un percorso in una varietà di ambienti naturali, dove osservare fiori tipici, animali selvatici allo stato libero, inclusi alcuni predatori in cattività in una zona recintata. La regola è di non disturbare gli animali e di circolare dentro macchine chiuse. Lo scenario è bello e selvaggio, durante l'inverno la valle si ricopre di neve e le strade possono diventare impraticabili.
Al centro di accoglienza forniscono una mappa, dove le strade sono contrassegnate da colori con diversi livelli di sicurezza, vi sono anche percorsi pedonali e punti panoramici. Nel centro c'è una voliera con molti pappagalli e si fotografa il più grande. Poi si scoprono le tipiche abitazioni di architettura olandese. S'inizia quindi un percorso per cogliere i punti panoramici della vallata.

RISERVA DI HIGH NOON

A sinistra, un pappagallo.
A destra, tipiche abitazioni dei coloni olandesi.
   

 

RISERVA DI HIGH NOON

A sinistra, monti che circondano la valle.
A destra, vista della vallata.
   

Si raggiunge l'estremità più orientale della riserva, dove si comincia con giardini e frutteti, poi gli animali delle fattorie e quelli allo stato libero. Le protee sono i fiori endemici del Sudafrica con una grande varietà di specie.

RISERVA DI HIGH NOON - PROTEE

A sinistra, una Protea cynaroides.
A destra, una Protea nerifolia.
   

 

RISERVA DI HIGH NOON - ANIMALI

A sinistra, buoi dal manto rosso e dalle enormi corna.
A destra, una zebra di montagna.
   

 

RISERVA DI HIGH NOON - ANIMALI

A sinistra, un eland da vicino, grande antilope sudafricana.
A destra, uno struzzo maschio dal tipico piumaggio nero.
   

Da ultimo si avvicina il recinto dei predatori in cattività e, vicino all'ingresso, un addetto al parco mostra sul tetto di un auto due cuccioli di ghepardo, i soli nati in cattività. Il ghepardo (cheetah in inglese) è un animale in via di estinzione in Sudafrica; è il più veloce fra i predatori e può raggiungere per brevi tratti, in 100 m, la velocità di 80 km/ora. All'interno della sezione recintata si trovano ghepardi e leoni.

RISERVA DI HIGH NOON - PREDATORI

A sinistra, due cuccioli di ghepardo nati in cattività.
A destra, ingresso alla sezione recintata dei predatori.

   

 

RISERVA DI HIGH NOON - PREDATORI

Due ghepardi: si distinguono dai leopardi per le minori dimensioni e per le chiazze del mantello a punti circolari neri.

 

RISERVA DI HIGH NOON - PREDATORI

A sinistra, leoni durante il pasto.
A destra, un leone completa il suo pasto; sono scene da giardino geologico.
   

 Nel capitolo successivo si riprende l'itinerario del maggio 2000 con l'ultimo percorso guidato lungo la Garden Route, da Cape Town a Port Elizabeth.


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