Sud Africa - La Garden Route da Cape Town a Port Elizabeth


  Il mattino del 22 maggio si presenta una nuova guida con macchina privata per l'ultima fase del viaggio: un percorso nel tratto più orientale della provincia Western Cape, da Cape Town a Port Elizabeth noto come la Garden Route. Si attraverserà un'area che occupa la fascia fra l'oceano e i monti del Piccolo Karoo, nota per i magnifici panorami, i ricordi storici, dalla scoperta alla colonizzazione boera, e le attrazioni naturali e turistiche. La guida, un bianco di lingua inglese, si faceva comprendere facilmente e aiutava la sua esposizione con un programma al computer in Power Point che presentava pagine con fotografie e dati sulla storia e i luoghi attraversati; è stato la fonte di molte delle informazioni riportate nel seguito.
  Si parte subito imboccando l'autostrada N2 che, nel primo tratto, costeggia la False Bay formata dalla Penisola del Capo. Si fanno due soste: una per riprendere la False Bay da un rilievo e la seconda per un campo di protee.

INIZIO DELLA GARDEN ROUTE

A sinistra, la False Bay formata dalla Penisola del Capo.
A destra, un campo di protee.

Si prosegue verso Swellendam, 220 km a sud di Cape Town. Questa è una delle più antiche città del Sudafrica, fondata dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali, che conserva molti antichi edifici nello stile olandese del Capo e si raggiunge la città in meno di tre ore. Questa è attraversata dal fiume Breede il più lungo della Provincia, l'unico a essere navigabile fino a 35 km dall'estuario, a Malgas, dove le navi scaricavano le loro mercanzie. A monte, è stata costruita una diga che ha regolato la portata del fiume e creato una riserva. Venti km a sud della città, diversi operatori turistici hanno sfruttato le rapide del fiume per il rafting con gommoni speciali. La valle del Breede attraversa da ovest a est la regione a clima mediterraneo, nota per la produzione dell'uva e del vino. A Swellendam si trova un Museo del periodo anglo-boero con case e arredamenti tipici che sembrano congelati nel tempo.

SWELLENDAM

A sinistra, edificio principale del Museo Anglo-Boero di Swellendam.
A destra, ricostruzione di un villaggio.

 

  Si riprende il cammino e, dopo pochi chilometri si lascia la N2 e si prende a sinistra salendo i primi monti del Piccolo Karoo, la catena dei Langeberg. La strada sale rapidamente superando il Tradouws Pass aperto nel 1873, uno dei tanti difficili tratti delle strade che attraversano il Piccolo Karoo costruiti dai condannati ai lavori forzati nella seconda metà del 1800. Si prosegue verso Ladismith che si trova a oltre 2000 m di quota attraversando spettacolari formazioni rocciose appartenenti alla catena più a nord degli Swartberg.

IL PICOLO KAROO

A sinistra, paesaggio di rocce dopo il Tradouws Pass.
A destra, particolare delle rocce vicino a Ladismith.


  Ladismith è una piccola città con una prospera comunità di agricoltori e allevatori che producono latte vino e frutta. Non ci si ferma a Ladismith, che ha preso il nome di una certa signora Smith, e si prosegue verso est, per circa 100 km, alla volta di Oudtshoorn, la città principale del Piccolo Karoo, dove si pernotterà.

 
Ricostruzione di un villaggio di khoi-san

 

  Il giorno dopo, 2 maggio, è dedicato alla visita delle maggiori attrazioni della città di Oudtshoorn: le Cango Caves, grotte calcaree alle pendici della catena dello Swartbergs, 29 km a nord, e una delle più grandi fattorie di struzzi che hanno fatto la sua ricchezza. Le Cango Caves, che si sviluppano con un percorso di più di 4 chilometri, si sono formate nel sottosuolo calcareo le cui origini rimontano al Precambriano e, per la loro antichità, sono uniche almeno in Africa. Sembra siano state scoperte da un agricoltore locale nella seconda metà del 1700, ma erano note fin dall'età della pietra dai khoi-san che le utilizzarono come riparo e vi lasciarono molti dipinti, oggi quasi scomparsi. All'ingresso delle grotte c'è, infatti, la ricostruzione di un accampamento di boscimani. Per la visita, vi sono due percorsi autorizzati con le guide, il primo è quello normale, che è anche quello più scenografico, il secondo, si avventura in passaggi per cunicoli particolarmente difficili. Le foto sono state riprese nel percorso normale.

CANGO CAVES

A sinistra, una cascata di stalattiti.
A destra, una grande sala della Grotta.

  Dopo la visita alle Cango Caves si torna a Oudtshoorn posta in una fertile valle fra le montagne, tappa privilegiata della Garden Route, a metà strada fra Cape Town e Port Elizabeth e a 50 km dal mare. Il suo territorio è una delle regioni del vino e di altri prodotti agricoli, ma ha fatto la sua fortuna con l'allevamento degli struzzi e l'esportazione delle loro piume molto richieste dalla moda europea fra la fine del 1800 e gli inizi del 1900. Intorno alla città si trovano diverse fattorie di allevamento e ci si ferma a visitare la più grande. S'incrocia prima un branco di struzzi lungo la strada, si vede poi la villa del proprietario, nel tipico stile olandese del Capo, e si riprendono altri struzzi anche a distanza ravvicinata.

OUDTSHOORN - FATTORIA DEGLI STRUZZI

A sinistra, una folla di struzzi ha invaso la strada.
A destra, la villa del proprietario.

 

OUDTSHOORN - FATTORIA DEGLI STRUZZI

A sinistra, un gruppo di struzzi.
A destra, testa di uno struzzo.

 

  Nel pomeriggio si lascia Oudtshoorn si scende a sud verso Mossel Bay, che dista circa 50 km, per riprendere la statale N2 verso Port Elizabeth. Mossel Bay è stata così chiamata per l'abbondanza di frutti di mare che vi trovarono i primi europei. Il primo a fermarsi qui fu Bartolomeu Dias il 3 febbraio del 1488, dopo essere passato per il Capo di Buona Speranza. Per il cinquecentesimo anniversario del suo sbarco, nel 1988, a Mossel Bay è stato inaugurato il Bartolomeu Dias Museum Complex che si trova nel centro cittadino e non si può mancare di visitare.
  La sezione Marittima del museo è dedicata a Dias e vi si trova la fedele riproduzione della sua caravella costruita nei cantieri di Lisbona con i fondi raccolti da donazioni private e dalla comunità portoghese del Sudafrica. Pochi sono stati i cambiamenti apportati al progetto originale, ma è stata equipaggiata con moderni sistemi di navigazione. La nave è lunga 23,5 m e larga 6,62 con due alberi e due vele latine. Fu chiamata Bartolomeu Dias e varata nel luglio 1987. Partì da Lisbona per rifare lo stesso viaggio di Bartolomeu Dias, al comando di Emilio de Sousa, un sudafricano discendente di portoghesi, con un equipaggio di 17 uomini, 7 Sudafricani e 10 Portoghesi, lo stesso numero dell'originale. Arrivò a Mossel Bay il 3 febbraio 1988 dopo 3 mesi di navigazione, mentre l'originale aveva impiegato 6 mesi. La nave è esposta ora nel museo in una sala, dove si può osservarla da vicino.

MOSSEL BAY

A sinistra, arrivo a Mossel Bay da Oudtshoorn.
A destra, Museo a Bartolomeu Dias con la riproduzione della sua caravella.
   

 

 
Zona costiera del Wilderness National Park.

 

  Lasciata Mossel Bay, si prosegue sulla N2 verso est lungo la costa passando vicino alla città di George, più interna, famosa per i suoi campi di golf. Da qui inizia un percorso panoramico che attraversa il Wilderness National Park, un ecosistema acquatico che si sviluppa su 18 km di costa, comprende fiumi, estuari e laghi, e finisce a Knysna, città che si affaccia sulla laguna omonima.
  Il percorso può essere goduto dai turisti anche con una ferrovia a vapore, ancora funzionante sul tratto George-Knysna, con soste intermedie che non segue il tracciato della N2.
  La laguna di Knysna comunica con l'oceano Indiano attraverso una stretta bocca protetta da grandi scogliere calcaree. Intorno a Knysna si trova una della più grandi foreste naturali del paese.  

KNYSNA E LA LAGUNA

A sinistra, Knysna e il porto sulla laguna.
A destra, vista della laguna di Knysna che sbocca sull'oceano Indiano.
   

  A Knysna avviene il secondo e ultimo pernottamento sulla Garden Route.
  Il giorno dopo, 24 maggio, lasciata Knysna, si riprende il viaggio verso Port Elizabeth. Passata la Plettenberg Bay, inizia il Tsitsikamma National Park che prosegue in una fascia lungo una costa rocciosa per circa 80 km. Il parco, che in lingua Khoi-San significa luogo ricco di acqua, è una delle riserve marine più grandi e ricche dell'Africa. La riserva è attraversata dallo Storm River che qui ha la sua foce. Si lascia la N2, che si sposta all'interno, e si entra nell'area del Parco. S'incontra un ponte ad arco, che attraversa il Bloukrans River, usato dagli amanti degli sport estremi. Ci si lancia dall'alto legati a una fune elastica che trattiene nella caduta facendo oscillare in verticale; è detto Bungee Jump. Si prosegue quindi verso la foce dello Storms River, dove si trova un ponte sospeso che lo attraversa. Da questo punto inizia un lungo percorso a piedi per gli amanti del trekking, detto Otter Trail, che dopo 10 km raggiunge il Bloukrans Bridge, luogo del Bungee Jump, e finisce dopo altri 20 km.

TSITSIKAMMA NATIONAL PARK

A sinistra, ponte ad arco sul Bloukrans River da dove si lanciano gli appassionati del bougee jump.
A destra, ponte sospeso sullo Storms River da dove parte il percorso dell'Otter Trail per gli appassionati di trekking.

 

  Nel pomeriggio si riprende la N2 per Port Elizabeth, città con un porto importante nella regione del Capo Orientale che dista da Cape Town 800 km. Il percorso della Garden Route finisce all'aeroporto.
  Durante le pause del viaggio si sono avuti dalla guida alcune informazioni e commenti sulla situazione attuale del Sudafrica. Nessuno rimpiange i tempi dell'apartheid perché alla società multirazziale non c'è alternativa, ma le differenze di razza e di colore influenzano ancora nei rapporti sociali e nel lavoro magari in senso opposto a quello di una volta. Molti bianchi, che magari hanno contribuito alla caduta del razzismo, sono emigrati delusi e c'è una progressiva riduzione della popolazione bianca. Dopo poco più di dieci anni dal cambiamento ci sono ancora tanti problemi, la criminalità è ancora diffusa e cresce la corruzione. Ne risente il turismo ma, a livello personale, la guida si ritiene soddisfatta del lavoro perché le regioni del Capo sono turisticamente privilegiate.

Alle 19:20 c'è il volo per Johannesburg con arrivo alle 20:50 e pernottamento allo stesso Sandton Hilton.

IL RITORNO

 
Lesedi Village - Gruppo Zulu
 
Lesedi Village - Gruppo Zulu

 

  Il 25 maggio è l'ultimo giorno di permanenza in Sudafrica. Poiché il volo per Roma è previsto per le 22:20, l'agenzia ha messo a disposizione una macchina con autista per passare la giornata al Lesedi Cultural Village nei dintorni della Sun City, dove si può pranzare e assistere alle danze del folklore africano.

 

  Al termine della giornata si torna al Sandton Hilton e si attende il trasferimento in aeroporto. Seguono le formalità d'imbarco e la partenza alle ore 22:20. L'arrivo a Roma è alle 08:10 del giorno dopo.

 

FINE SUDAFRICA




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