Ucraina e Danubio - Odessa


Raggiunta Odessa per via aerea il 13 giugno, con pernottamento all'Hotel Odessa, il mattino di domenica 14, si assiste all’arrivo della M/n Marshall Koshevoy che attracca al molo del Porto Antico dove si trova anche la Stazione Marittima. L’imbarco avviene nella mattinata e, dopo le formalità e l’assegnazione delle cabine si scende a terra con la guida per una prima visita panoramica della città. 


Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire
Odessa: Porto Commerciale . Odessa: Porto Antico . Arrivo della M/n Marshall Koshevoy alla Stazione
Marittima del Porto Antico (dall'Hotel Odessa).

La zona di Odessa era stata occupata dagli Ottomani nel 1525 ed è rimasta turca fino alla guerra russo-turca del 1787-91 voluta da Caterina di Russia la Grande. Nel 1789 il generale Grygory Petemkin, favorito della zarina, conquistò la fortezza turca che qui sorgeva. Dopo la sua morte, nel 1794, iniziarono i lavori per la fondazione della nuova città. Il suo rapido sviluppo, nello stile neo classico di Pietroburgo, richiamò folle di lavoratori e fu nominato, primo governatore, il duca di Richelieu, nipote del famoso cardinale francese e profugo durante la rivoluzione. Alla fine del 1800, Odessa era diventata il porto commerciale più grande della Russia, per volume di traffico. Durante la guerra di Crimea fu pesantemente bombardata dalle flotte francesi e inglesi. Nel 1905, dopo la guerra russo-giapponese, vi iniziò la rivoluzione operaia a seguito dell’ammutinamento della corazzata Potemkin, reso celebre dal film del regista russo Eisenstein del 1925, che ambientò una drammatica scena nella lunga gradinata che scendeva sul mare. Odessa fu risparmiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, ma nel 1941 i partigiani resistettero a lungo, contro Tedeschi e Romeni nelle catacombe cittadine. Conquistata la città, nella notte del 22 ottobre, i Romeni furono responsabili del massacro, per rappresaglia, di 5000 civili, in maggioranza ebrei; in seguito furono uccisi altri 20000 civili. La città fu liberata dall’Armata Rossa nell’aprile 1944.

 
Clicca per ingrandire
Molo del Porto Antico: scultura che rappresenta Odessa neonata. La Scalinata Potemkin di 192 gradini che una volta scendeva fino alla baia.

La visita alla città inizia dal molo del Porto Antico che è un’aggiunta recente, insieme alla Stazione Marittima, all’Hotel Odessa, il più grande della città, e alla rete stradale e ferroviaria che corre lungo la fronte del porto. Sul molo è una scultura moderna in bronzo che rappresenta Odessa Neonata. Con un sottopassaggio si attraversa l’autostrada e si arriva ai piedi della Scalinata Potemkin di 192 gradini che una volta scendeva direttamente sulla baia dal centro neo-classico e residenziale della città. La Scalinata è quella della scena drammatica nel film "La Corazzata Potemkin" di Eisenstein. Sul fianco c’è una funicolare gratuita che evita ai cittadini la fatica del percorso a piedi. La piazza, che si trova sulla sommità, ha al centro il monumento al primo Governatore, duca di Richelieu, in toga da antico romano. Dalla piazza si vede il molo del Porto Antico con l’Hotel Odessa. 

Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire
Accanto alla Scalinata, la
funicolare gratuita per salire
senza fatica.
Statua del duca di Richelieu,
primo governatore di Odessa
sul Bulvar Prymorsky, sopra
la Scalinata.
Dalla gradinata, vista del Molo del Porto Antico con
l'Hotel Odessa.
 
Dai due lati del monumento partono due rami opposti del bulvar Prymorsky, fiancheggiato da acacie bianche, simbolo di Odessa. Lungo il ramo sinistro, verso sud-est, vi sono antichi palazzi nobiliari di stile neo-classico dalle facciate semplici, ma lussuosi internamente. S'incontra uno scavo archeologico con alcuni resti dell’antica colonia greca di Olvia (città felice). Il nome di Odessa deriva invece per errore da quello di un’altra colonia greca, Odessos, che però è stata localizzata in Bulgaria, a circa 1000 km da qui. All’estremità del boulevard, si raggiunge una piazza con il Palazzo Municipale, antico palazzo della Borsa, con ampio colonnato classico sulla fronte e in alto le sculture del Giorno e della Notte, la prima con gli occhi aperti e l’altra chiusi. Davanti al palazzo è il busto di Puskin con la scritta “cittadino di Odessa”; il massimo poeta russo era stato qui esiliato per i suoi epigrammi e vi scrisse molte delle sue opere. Sul lato sinistro del palazzo si trova un cannone di ghisa, trofeo della guerra di Crimea, e sul lato destro un indicatore di direzioni con gli orientamenti di tutte la città gemellate a Odessa (per l’Italia c’è Genova). Prendendo la strada a destra si raggiunge Piazza dei Tre Musei Archeologico, della Marina e della Letteratura), quindi seguendo la Lanzheronivska si passa accanto al Teatro dell’Opera, un gioiello della città, costruito nel 1880-90, in stile eclettico barocco viennese, e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. 
 
Clicca per ingrandire " Clicca per ingrandire
Facciata del palazzo municipale e in alto le
sculture del Giorno e della Notte.
Statua di Puskin nominato Cittadino di Odessa. Cannone di ghisa, trofeo della guerra di Crimea.

 

Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire
Albero con le direzioni di tutte
le città gemellate con Odessa.
Piazza dei Tre Musei: Museo Archeologico. Teatro dell'Opera in stile eclettico  barocco
viennese.

Tutta questa zona monumentale di Odessa ha subito nel tempo lenti cedimenti che hanno provocato fratture negli edifici storici costringendo al rinforzo delle fondamenta dagli anni 1960 e ancora recentemente. Si è dovuto ricorrere all’uso di palificazioni profonde fino a 600 m per raggiungere il terreno solido. Il sottosuolo calcareo di Odessa è attraversato, infatti, da circa 100 km di gallerie artificiali che si estendono in periferia, dette Katakombi, usate per estrarre il materiale da costruzione della città fin dalle sue origini. Questa rete di gallerie è stata usata durante l’ultima guerra dai partigiani durante la lotta di resistenza e si può anche visitare.

Si completa la visita alla città con un percorso in pullman nell’area sud, dove vi sono ampi parchi che rendono Odessa una delle più verdi d’Europa, con 18 mq di verde per abitante. Si passa su viale Panteleymonivska vicino alla chiesa ortodossa di San Pantaleo, simile a San Basilio di Mosca. Costruita da monaci greci, nel 1800 fu chiusa dai sovietici e recentemente restaurata. Vicino alla stazione ferroviar ia sorgono un grande obelisco e un complesso abitativo del periodo sovietico. Si arriva a est in vista del mare, al monumento del Marinaio Ignoto, un obelisco sempre presidiato da una Guardia d’onore formata dagli alunni di tutte le scuole che si avvicendano ogni settimana, sotto la guida d'istruttori militari. 

Clicca per ingrandire clicca per ingrandire Clicca per ingrandire
Zona sud di Odessa: Chiesa ortodossa di San
Pantaleo del XIX secolo simile a San Basilio di
Mosca.
Zona sud di Odessa: obelisco e complesso abitativo
del periodo sovietico.
In vista del mare, monumento
al Marinaio Ignoto con guardia
d'onore degli alunni delle scuole.

 

Tornando verso il porto, si passa lungo il viale Peobrazhenska, asse ovest delle città, per visitare la Cattedrale della Trasfigurazione (Peobrazhensky), la chiesa più importane di Odessa, fatta distruggere da Stalin e ora ricostruita (ma non finita). La facciata esterna ha sovrapposto un campanile con alto pinnacolo visibile in città anche a grande distanza e sul transetto c’è una grande cupola. All’interno vi sono due chiese. L’inferiore, è quella invernale, finita e visitabile, la superiore, estiva, non è ancora finita. 

Questa è l’ultima tappa della visita e si torna a bordo per il pranzo. 

Si ritorna in città altre due volte, il pomeriggio del 14 e la mattina del 15 con due passeggiate dedicate ai luoghi più caratteristici del centro cittadino che sono riassunte nel seguito. 

S'inizia dalla sommità della Scalinata Potemkin, percorrendo poi il bulvar Prymorsky verso l’estremità occidentale fino al palazzo Vorontsov che fu il terzo Governatore della città ed era uno degli uomini più ricchi della Russia. Dietro il palazzo fu costruito un portico colonnato, un Miramare, che a quel tempo aveva la bella visione del golfo ma oggi offre quella deludente del Porto Commerciale. Da qui, attraversato un ponte, si raggiunge via Gogolya dedicata al grande scrittore ucraino (1809-1852) e si percorre verso sud. 

 

Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire
Giardini di Città: fontana e Chiosco della Musica.
Statua del musicista Leonid Utesov, seduto su una
panchina, che aveva introdotto la musica jazz.
La Sedia: oggetto che ricorda
un famoso racconto.
 

Sulla sinistra si incontra un palazzo di stile eclettico del 1901 costruito dall'architetto Boadek. Più avanti, sulla facciata di un’altra casa, si trova il busto di Nikolaj Vasilevic Gogol, vissuto qui dal 1850 al 1851, da cui il nome della strada. Via Gogolya finisce su viale Majakovskij dedicata al famoso poeta russo sovietico (1893-1930). Più avanti si entra nei Giardini di Città, un parco sempre affollato con una fontana e un chiosco per la musica e diversi strani monumenti fra cui quello del musicista Leonid Utesov, seduto su una panchina, che nel decennio 1930 aveva introdotto in Ucraina la musica jazz. Sotto la statua c’è la scritta: “Per gratitudine, Odessa”. Su un piedistallo isolato c’è anche una Sedia che ricorda il famoso racconto “delle 12 sedie”, una delle quali conteneva un tesoro, e delle peripezie per trovarla con sorpresa finale (fu trovata in un museo costruito con il tesoro scoperto nella sedia).

Lasciati i giardini, si rientra nel centro cittadino e si visita il grande Centro Commerciale Atena inaugurato il 2 settembre 2004, dopo il suo completamento. Vi si trova una targa per ricordare la catastrofe aerea del 17/12/1997, dove perirono i meccanici ucraini che vi avevano lavorato. Si ritorna percorrendo la strada pedonale Deribasovskaya che dai Giardini di Città si dirige a est e incrocia l'Ekaterininskya. Queste sono le due principali arterie del centro, ricche di edifici, ristoranti e negozi. Proseguendo a est, si passa in vista del Teatro dell’Opera, piazza dei Tre Musei e del Palazzo Municipale e, seguendo il ramo orientale di bulvar Prymorsky, si torna alla Scalinata Potemkin e da qui a bordo. 

Il pomeriggio di lunedì 15/06, alle ore 17:00, la M/n Marshall Koshevoy lascia il porto di Odessa per Sebastopoli. 

Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire
La M/n Marshall Koshevoy lascia il porto di Odessa.
La M/n Marshall Koshevoy esce dal porto di Odessa.
La M/n Marshall Koshevoy passa accanto al Faro.
 
 Alle 19:15, nel salone dello Sky Bar, sul ponte più alto di poppa, si tengono il brindisi di benvenuto e la presentazione del Comandante della nave, con gli ufficiali e lo Staff degli accompagnatori.
 

Indice |Info | Stampa | Permalink