Ucraina e Danubio - Sebastopoli


Martedì 16/06, alle ore 9:00 circa, la M/n Marshall Koshevoy entra nella baia di Sebastopoli, la maggiore delle 38 baie che costituiscono il porto della città e formano una serie di fiord di calcare, marna e depositi marini conchigliferi. La M/n Marshall Koshevoy attracca a fianco di una nave gemella nel Terminale Marittimo. 

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La M/n Marshall Koshevoy entra nel porto di
Sebastopoli.
La M/n Marshall Koshevoy si avvicina all'approdo. La M/n Marshall Koshevoy farà l'attracco accanto a
una nave gemella.
 
  La prima città nel sito di Sebastopoli fu fondata da coloni greci con il nome di Chersoneso Taurica nel V secolo a.C., divenne romana e, sotto Bisanzio, fu capoluogo della Crimea. Dopo la conquista di Bisanzio da parte dei Turchi, nel 1433, rimase possedimento dei Genovesi, ma finì distrutta dai Turchi. La città fu rifondata da Caterina II dopo aver annesso la Crimea alla Russia nel 1783 e divenne porto militare della flotta russa del Mar Nero. Durante la guerra di Crimea (1854-55) fu completamente distrutta dai bombardamenti inglesi, francesi e turchi. Divenuta base della marina sovietica dopo il 1920, nella seconda guerra mondiale, fu rasa al suolo dai Tedeschi nel 1942, dopo un assedio di 250 giorni. La città fu liberata dall’Armata Rossa il 9 maggio del 1944. Oggi esistono pochi edifici costruiti prima del 1945. Gli accordi con la Russia, dopo l’indipendenza, permettono alla flotta russa di mantenere la loro base a Sebastopoli fino al 2017, ma la città non è più interdetta come al tempo dei sovietici ed è diventata uno dei centri turistici più frequentati ogni anno. 

 

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Museo del Panorama dove è rappresentato il primo giorno dell'assedio
di Sebastopoli nella guerra di Crimea (18giugno 1855).

 

  La visita della città con pullman inizia dalla collina storica al centro della città, che conserva i ricordi della Guerra di Crimea nel Museo del Panorama, un edificio circolare con un grande dipinto disposto lungo il muro interno. I reperti autentici dell’assedio, trinceramenti e batterie, in primo piano creano una realistica prospettiva nella scena; questa riproduce gli avvenimenti del 18 giugno 1855 quando i difensori di Sebastopoli respinsero il primo assalto di Inglesi e Francesi alla fortezza. Il quadro ha uno sviluppo di 115 m e un’altezza di 14 e rappresenta la scena alla luce del mattino con un orizzonte di 10-20 km su 360 gradi intorno alla collina Malakhov. Dietro il primo piano con i materiali tridimensionali, il fondo dipinto riproduce la scena con più di 4000 figure umane. La prima versione del Panorama è stata realizzata in tre anni nel 1901-04 dal pittore russo Rouband, fondatore della scuola di pittura dei panorami. Il modello fu preparato a Monaco, mentre a Sebastopoli si costruiva l’edificio, e l’opera fu presentata il 27 maggio 1905. Il Panorama fu gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale. Il 25 giugno 1942, un incendio distrusse un terzo del dipinto, ma le parti rimanenti furono salvate. Dopo la guerra, il Panorama fu ricostruito e riaperto il 16 ottobre 1954. 

  Le scene rappresentano episodi della giornata con personaggi reali. In una, al posto di soccorso, si riconosce il chirurgo N. Pirogov, che per la prima volta usò l’anestesia durante la guerra di Crimea. In un’altra, su un bastione, un gruppo di ufficiali osserva la battaglia, mentre a destra è scoppiato un incendio e, dietro il bastione, l’infermiera P. Grafova applica una fasciatura a un ferito. In una terza si svolge l’attacco delle truppe inglesi al terzo bastione e, al centro del combattimento, si distingue il generale S. Khrulev su un cavallo bianco. 

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Il chirurgo N. Pirogov al posto di soccorso della
collina Malakhov.
Su un bastione, un gruppo di ufficiali osserva la
battaglia, a destra è scoppiato un incendio e, dietro
il bastione, l’infermiera P. Grafova fascia un ferito.
L’attacco delle truppe inglesi al terzo bastione e, al centro, il generale S. Khrulev su un cavallo bianco.

Dietro l’edificio del Panorama si stende il Parco del 4° Baluardo con il monumento commemorativo sormontato da un elmo russo e una stele a ricordo di Leone Tolstoi che partecipò alla guerra di Crimea e in quest'occasione scrisse i “Racconti di Sebastopoli”, con cui iniziò la sua carriera di scrittore. C’è anche la ricostruzione dei bastioni con i cannoni dell’epoca. 


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Parco del Baluardo - Monumento al Baluardo
sormontato da un elmo russo.
Stele a Leone Tolstoi che partecipò alla guerra
e scrisse i "Racconti di Sebastopoli".
Ricostruzione del 4° baluardo.

 

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Porto militare - Navi da guerra russa. Porto militare - Un sommergibile della flotta russa.

 

Si ritorna in pullman costeggiando la profonda Baia Sud, dove si trovano ormeggiate le navi della Flotta Russa del Mar Nero insieme a quelle ucraine. Si percorre la via Lenina fino al punto nord con altri ricordi della Guerra di Crimea. S'incontrano il monumento all’Ammiraglio Nakhimov, difensore della città, morto durante la guerra, la Colonna dell’Aquila monumento simbolo su uno scoglio davanti alla riva, con un’aquila che tiene nel becco le chiavi della città, a ricordo delle navi russe che si autoaffondarono all’ingresso del porto per bloccare la flotta nemica, e il Colonnato neoclassico di fronte al mare con la data 1856, dove passarono anche le truppe sovietiche alla liberazione nel 1944.

 

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Monumento all'Ammiraglio Nakhirnov
morto nella guerra di Crimea.
Colonna dell'Aquila con le chiavi della città, commemora
le navi russe autoaffondatesi davanti nel 1854 per bloccare
la flotta nemica.
Colonnato neoclassico del 1856, dove passarono
anche le truppe sovietiche alla liberazione, nel 1944.

 

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Cattedrale: in stile bizantino
IX-X secolo.
Cattedrale: vi sono sepolti gli ammiragli morti
durante la guerra di Crimea.


  Si fa infine una sosta alla Cattedrale ortodossa salvatasi dalle distruzioni di Stalin perché la sua croce era un riferimento per le navi che si avvicinavano. In stile bizantino del IX-X secolo, è costruita in marmo di Carrara e vi sono sepolti gli ammiragli morti durante la guerra di Crimea.

  Nel pomeriggio si fa un’escursione nell’interno della penisola di Crimea, a Bakhcisarai, l’antica capitale del Khanato dei Tatari di Crimea, che fu stato autonomo fra il XV e il XVIII secolo ma vassallo dell’impero ottomano, fino alla conquista russa del 1783. Dopo la conquista, i russi iniziarono le persecuzioni contro i Tatari che emigrarono in massa in Turchia. In parte tornarono con l’avvento dei sovietici, ma nel 1944 Stalin li deportò in Uzbekistan accusandoli di collaborazionismo. Solo con Kruschev, nel 1989, ebbero il permesso di tornare. Sono rimaste però tensioni sociali e razziali. 
  La città si trova circa 40 km a nord-est di Sebastopoli e, lungo il percorso, si attraversano una regione calcarea e una valle attraversata dal fiume Cernaia, luogo noto nella guerra di Crimea perché vi combatterono gli Italiani. Si trovano qui antiche cave di pietra del tempo dei Romani, dove si mandavano i condannati ai lavori forzati. Vi fu condannato San Clemente e vicino è sorto un monastero del secolo VIII a lui dedicato. Cirillo e Metodio raccolsero le sue spoglie e le portarono Roma, dove si trovano nella basilica con il suo nome. 

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Zona calcarea nella valle del fiume Cernaia, luogo storico della guerra
di Crimea.
Monastero del secolo VIII dedicato a San Clemente che qui fu
condannato sotto Nerva ai lavori forzati.

  Bakhcisarai conserva l’antico palazzo del Khan, risparmiato da Caterina II che lo visitò nel 1787 e ammirò la sua raffinata eleganza. Il suo nome significa “palazzo giardino” e vi sono passati 48 Khan in 360 anni. Palazzo e minareti furono completati nel XVI secolo con l’opera di architetti persiani, ottomani e italiani. Dall’ingresso nord, si entra in un grande cortile. A destra si passa nel cortile degli ambasciatori e, attraverso una porta magnificamente decorata da un artista italiano con motivi del rinascimento veneziano, si entra nella sala delle udienze e dei giudizi
(Sala Divan), dove si riunivano il Khan e i nobili. 
 
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Bachcioasarai: capitale del potente Khanato di
 Crimea fra il XV e XVIII secolo. - Palazzo dei Khan.
Bachcioasarai: Palazzo dei
Khan Ingresso degli
Ambasciatori.
Bachcioasarai: Palazzo dei Khan Sala del Divan
usata per udienze e giudizi.

  Un’altra sala è la piccola moschea privata del Khan con il mirab in direzione della Mecca, poi la sala della Fontana delle lacrime, fatta costruire dall’ultimo Khan di Crimea per il suo amore non corrisposto a una donna dell’harem che si era suicidata. Alexander Puskin, quando visitò il palazzo nel 1720, conobbe la storia, e ne scrisse un poema. Separata dal palazzo e parte dell’harem è la Torre del Falco, dove il Khan teneva i suoi falchi e, in alto, c’è un osservatorio, dove le donne potevano vedere ma restare invisibili. Nelle stanze dell’harem sono raccolti oggetti e arredi originali del periodo dei Khan. Sul lato sinistro del grande cortile, vi è la Moschea principale con due minareti, i bagni e il cimitero dei Khan e dei loro parenti. Il palazzo fu usato come ospedale durante la guerra di Crimea. 

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Palazzo dei Khan Fontana
descritta da Puskin che venne
qua nel 1720.
Palazzo dei Khan - Torre del Falco  dove si
custodivano i falchi del Khan.
Palazzo dei Khan - cortile interno con due
minareti
 
  Finita la visita, si torna a Sebastopoli e a bordo della nave per la cena. 
  Si trascorre infine una piacevole serata nell’Auditorio del Museo della Marina ascoltando il Concerto del Gruppo della Marina di Sebastopoli, fondato nel 1932, che esegue canzoni di marinai e soldati e danze russe e ucraine, parte di un vasto repertorio che ha girato il mondo. 

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Concerto della Flotta del Mar Nero
L'orchestra: musica e canti.
Concerto della Flotta del Mar Nero - Danze. Concerto della Flotta del Mar Nero - Danze.
 
  Si rientra alle 23:30 e la nave salpa alle 24:00 per Yalta. 

 


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