Ucraina e Danubio - Yalta


Alle ore 7:00 del giorno mercoledì 17/06, la M/n Marshall Koshevoy è già attraccata al porto di Yalta, nel fondo di una piccola baia. Sulla banchina passa il lungomare Lenina, la strada più frequentata della città, fra le foci di due piccoli fiumi: il Bystraya a est, e il Vodopadnaya a ovest. Dietro c'è un anfiteatro naturale formato da rilievi che la proteggono dai venti, coperti da una florida vegetazione. Si fanno le prime foto nei dintorni del porto e della nave. 

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Porto di Yalta - La banchina sul Lungomare Lenina. Porto di Yalta - Dintorni. Porto di Yalta - La M/n Marshall Koshevoy attraccata.

In origine, Yalta fu colonia greca, nel medioevo fu frequentata da mercanti veneziani e genovesi. Nel 1475, fece parte del Khanato di Crimea e, nel 1783, passò alla Russia. Nel 1825, lo zar Alessandro I acquistò la tenuta di Livadija, a 19 km da Yalta, per farne la sua residenza, nel sud della Crimea, fu costruita una strada con Sebastopoli e la città non fu più isolata. Con Alessandro II divenne centro di villeggiatura dell’aristocrazia russa e da allora è diventata la Perla della Crimea. Il suo clima caldo e secco d’estate la rendeva ideale come località terapeutica per curare la tubercolosi. Anche Cecov si rifugiò qui per questo motivo. Nel XX secolo, il regime sovietico vi costruì sanatori e spiagge e la destinò alle cure mediche dei lavoratori modelli. Fu occupata dai tedeschi fra il 1941 e il 1944. Nel 1945 (4-11 febbraio), entrò nella storia per essere stata scelta come sede della Conferenza di Yalta, fra Stalin, Churchill e Roosevelt, e decidere il destino dell’Europa e del mondo al termine, ormai prossimo, della Seconda Guerra Mondiale. 

 

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Villaggio di Alupka - Palazzo del conte Mikhail Vorontsov.

 

La prima escursione si fa al villaggio di Alupka, sul mare, 16 km circa a ovest di Yalta, dove si trova il palazzo del conte Mikhail Vorontsov, governatore della Crimea, progettato da architetti inglesi e costruito fra il 1828 e il 1846 usando una pietra locale più dura del granito. Ha la facciata rivolta verso la terraferma in stile eclettico Tudor, mentre quella rivolta sul mare è in stile arabo-indiano. Ai piedi del palazzo, un parco di 40 ettari scende fino al mare. Il palazzo, durante la Conferenza di Yalta, fu la residenza di Churchill e ora è diventato un museo. Le sale hanno arredamenti originali dell’ottocento. Uscendo sul lato del parco si può ammirare il grande portale di stile orientale e sulla destra, dietro il palazzo, osservare la mole imponente del monte Ay-Petri che fa da fondale. 
Poco distante dal palazzo del conte, si trova il centro di degustazione Massandra per apprezzare i vini della Crimea. Il conte Vorontsov fu il primo a creare nella zona un’azienda vinicola che vendeva anche all’estero. Da allora i vini della Crimea sono diventati famosi e hanno vinto molti premi. Uno dei migliori è il moscato Pietra Rossa.  

 

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Palazzo Vorontsov - Sala da ballo di 150 mq con arredamenti originali ottocento. Palazzo Vorontsov, lato parco: grande portale di stile orientale. Palazzo Vorontsov, lato parco: vista del monte Ay-Petri.

 

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Casa museo di Anton Cecov: esterno. Casa museo di Anton Cecov: arredi originali.
 
Nel pomeriggio si fa una visita alla Casa museo di Anton Cecov in via Kirova 112, la strada per Sebastopoli. Lo scrittore, venuto a Yalta negli ultimi anni della sua vita, aveva acquistato il terreno e costruito una villa, dove trascorse gran parte degli ultimi 5 anni per curare la tubercolosi di cui era affetto e qui lavorò alle sue opere. Qui ricevette i suoi amici tra cui Gorky e Tolstoi. Il giardino nasconde quasi l'edificio e non si può fare a meno di pensare al dramma "Il giardino dei ciliegi" su cui lavorò mentre vi soggiornava. La casa è rimasta come lui l’ha lasciata. 
  La guida ci accompagna poi in una passeggiata lungo la città. Il lungomare di via Lenina è il principale, alberato e sempre affollato, dove sono concentrati ristoranti e negozi e tutte le attrazioni kitsch della città come le grandi moto Harley Davidson per i turisti che vogliono essere fotografati a bordo. In uno slargo vi sono le statue di bronzo di Cecov e la moglie. Imboccando via Kirova, si raggiunge la cattedrale ortodossa Alexander Nevsky in stile neo-bizantino curata nei minimi particolari. 

 

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Lungomare Lenina: statue di bronzo di Cecov e la moglie. Cattedrale ortodossa Alexander Nevsky in stile neo-bizantino. Cattedrale Alexander Nevsky: particolare.

 

Dopo cena un’altra passeggiata ci porta alla periferia ovest, nel Parco Primorsky, frequentato di sera per le numerose attrazioni notturne e le fontane luminose che sollevano i getti al ritmo di musiche classiche. 

 

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Parco Primorsky: fontane luminose. Parco Primorsky: fontane luminose. Parco Primorsky: fontane luminose. 

 

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Palazzo Livadia: residenza estiva dello zar Nicola II e sede della Conferenza di Yalta. Palazzo Livadia: foto ufficiale dei tre Grandi alla Conferenza di Yalta.

 

  Il giorno seguente, giovedì 18/06, si parte per l’escursione al Palazzo Livadia, 19 km circa, a ovest di Yalta. La tenuta era stata acquistata dallo zar Alessandro I nel 1800 e il palazzo attuale è stato costruito nel 1911 come residenza estiva per l’ultimo zar Nicola II, in stile Rinascimento italiano, tutto in marmo bianco, e per questo è chiamato Palazzo Bianco. Zar e famiglia vi soggiornarono solo per quattro stagioni prima dell’arresto da parte dei bolscevichi nel 1917 e l’esecuzione nel 1918. Oltre che per i ricordi dei Romanov, il palazzo è importante per essere stato scelto da Stalin come sede della Conferenza di Yalta dal 4 all’11 febbraio 1945. Dopo essere stato usato dai Romanov, Lenin lo aveva adibito a casa di cura, fu usato come dacia da Stalin e, dopo l’occupazione dei Tedeschi e la Conferenza, è stato adibito a centro di Climatoterapia. Oggi il palazzo è diventato un museo sia della Conferenza, della quale ha mantenuto nella forma originale le stanze, dove si sono svolte le fasi cruciali con documenti e foto, sia della famiglia Romanov, nelle sale degli appartamenti privati del primo piano, che conservano fotografie ed effetti personali della famiglia dello zar.  
  Entrati nel Parco, s'incontra la cappella dei Romanov, dove è venerata la famiglia dell’ultimo zar, essendo stata beatificata dalla chiesa ortodossa. Su un leggero rilievo compare la grande facciata del Palazzo Bianco. L’ingresso dei visitatori è sul lato destro, più corto. All’interno si trova il cortile delle Delegazioni, dove sono state scattate le foto a conclusione della conferenza e, intorno, le sale a essa dedicate. La prima è quella della Tavola Rotonda intorno alla quale sedevano i tre Grandi, Stalin, Roosevelt e Churchill, poi la Sala Bianca con il grande tavolo rettangolare, dove si tenevano le riunioni con gli staff. Al primo piano, nella sala di ricevimento dello zar, si tenevano le riunioni fra Roosevelt e Stalin per l’area del Pacifico. Infine la Sala della Firma dei Trattati. 

 

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Palazzo di Livadia - Cortile delle foto per le Delegazioni. Palazzo di Livadia - La Tavola Rotonda per i tre Grandi. Palazzo di Livadia - Sala e Tavolo della Firma dei Trattati.

 

I partecipanti alla Conferenza erano 770. Nelle trattative, Stalin si trovava in condizioni di vantaggio con le truppe sovietiche a 60 km da Berlino, mentre gli Americani stavano ancora a 770 km. Stalin ottenne naturalmente il controllo di tutte le aree che sarebbero state occupate dall’Armata Rossa al termine del conflitto. Dopo Yalta e la capitolazione della Germania, seguì la Conferenza di Potsdam, dal 7 luglio al 2 agosto, sempre nel 1945. 

 

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Gaspra - Nido delle Rondini: castello sulla scogliera costruito nel 1912
per il capriccio di un magnate.
Il Nido delle Rondini ripreso dalla Marshall Koshevoy dopo la
partenza da Yalta.

 

Prima di tornare a Yalta, si raggiunge la cittadina di Gaspra, 10 km circa più a ovest, e, su una scogliera a picco sul mare, si può vedere un minuscolo castello medievale, detto Nido delle Rondini, costruito nel 1912 per il capriccio di un magnate, sempre fotografato da tutti i turisti. 
Tornati a bordo, alle 13:00 la M/n Marshall Koshevoy toglie gli ormeggi e salpa a ovest verso la foce del Dniepr.

La navigazione prosegue lungo le coste della Crimea occidentale ripassando al largo di Sebastopoli e si osserva il profilo della costa fino al tramonto. 

 

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La costa al largo di Sebastopoli. La costa al largo di Sebastopoli. Tramonto sul Mar Nero.

 


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