Ucraina e Danubio - Sul Dniepr: Kherson e Zaporozhye


Al mattino di venerdì 19/06 la M/n Marshall Koshevoy si trova già dentro l’estuario del fiume Dniepr e naviga, risalendo la corrente, verso l’interno dell’Ucraina. Il primo tratto del percorso si svolge nel basso corso del fiume, dal mare a Zaporozhye lungo 330 Km, e la prima tappa è il porto marittimo e fluviale di Kherson che si raggiunge nel primo pomeriggio. Durante il percorso si osservano i particolari delle rive, il traffico di navi da carico e di battelli e i gabbiani che, essendo il mare ancora vicino, inseguono la nostra nave. 

Kherson fu fondata nel 1778 dal maresciallo Grygory Potemkin per volere di Caterina II e il suo nome è una contrazione di quello della colonia greca Chersonesos di Tauris, fondata 2500 anni fa sulla costa sud-occidentale della Crimea. La città è stata sempre importante per i suoi cantieri navali, dai quali è uscita la flotta russa del Mar Nero, per le industrie meccaniche e per il controllo del traffico da e per il Mar Nero. Nella provincia di Kherson è nato il rivoluzionario bolscevico Leone Trotsky. A monte di Kherson si trovavano delle rapide, sparite dopo la costruzione della diga di Kakhovka che ha rialzato il livello del fiume. Dopo, vi sono altre quattro dighe prima di Kiev, per rendere il fiume completamente navigabile fino alla capitale.  Nella seconda metà del XV secolo i cosacchi ucraini si erano stanziati nelle steppe intorno al basso corso del Dniepr e formarono delle comunità militari indipendenti sempre in lotta contro i Tatari e i Turchi, creando una cultura locale gelosa della loro indipendenza.  Nel pomeriggio, dopo l’arrivo a Kherson, si fa un’escursione con un battello a un villaggio di pescatori percorrendo un ramo secondario del Dniepr e, nel villaggio, si possono gustare alcune specialità locali ucraine. Il ritorno è allietato da musiche e canti ucraini in costume.    Tornati a bordo della M/n Marshall Koshevoy, alle ore 18:00 si lascia il porto di Kherson risalendo il fiume verso Zaporozhye.    Dopo cena, lo staff ha organizzato nello Sky Bar una presentazione dei costumi usati nelle feste delle tradizioni locali ucraine, con la partecipazione di croceristi volontari.  Durante la notte la nave attraversa la chiusa di Kakhovka e si porta a monte nella seconda più grande riserva d’acqua del Dniepr creata dallo sbarramento artificiale: sono 2155 kmq che hanno modificato profondamente il letto del fiume.  Il mattino di sabato 20/06 la M/n Marshall Koshevoy, che ha percorso durante la notte tutta la Riserva Kakhovska, è già attraccata al porto di Zaporozhye, capitale dell’omonima provincia, dopo aver percorso 330 km dalla foce sul Mar Nero. 
  Il nome della città significa “oltre le rapide”, una serie di sette cascate, distribuite su 40 km in una valle di granito, che sono sparite dopo la costruzione della grande diga di Dniproges. In passato la città è stata la capitale dei Cosacchi Zaporogi che nel XVI secolo avevano creato un accampamento fortificato (sich) nell’isola di Khortytsya e, fino alla conquista russa, mantennero qui autonomia e indipendenza. Nel momento della loro maggiore potenza, avevano un esercito di 20000 uomini e osarono sfidare il sultano turco nel 1676. Dopo la conquista dell’Ucraina, Caterina II fece distruggere la fortezza cosacca nel 1775 e l’opera di russificazione portò alla decadenza della cultura cosacca. Durante il periodo sovietico, fra il 1927 e l932, Lenin diede sviluppo alla città con la costruzione della diga Dniproges, lunga 760 e alta 36 m e con l’impianto idroelettrico più grande dell’Ucraina. A monte è stato creato un lago artificiale di 420 kmq, largo da 3 a 1,5 km, e il Dniepr è stato reso navigabile tutto l’anno. 
  Alle ore 10:00 si fa un giro della città in pullman percorrendo la strada principale, la prospettiva Lenina che segue il fiume per 10 km fino in vista della diga Dniproges dove si trova l’area industriale. Qui, si trova una grande statua di Lenin. Un massiccio ponte collega all’isola di Khortytsya, luogo delle glorie cosacche, da cui anche si vede la grande diga, ma una volta si potevano ammirare le rapide. 

  Porto di Zaporozhye, dove è attraccata la Marshall Koshevoy,


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Estuario del Dniepr: le rive. Estuario del Dniepr: cantiere. Estuario del Dniepr: idrometro.

 

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Estuario del Dniepr: nave da trasporto. Estuario del Dniepr: gabbiano in volo. Estuario del Dniepr: arrivo al porto di Kherson.

 

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Si parte dal porto di Kherson per un'escursione. Verso il villaggio dei pescatori: case lungo la riva. Verso il villaggio di pescatori: ninfee sull'acqua .

 

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Villaggio dei pescatori. Canti ucraini. Ritorno al porto di Kherson e partenza per Zaporozhye.


  Tornati a bordo della M/n Marshall Koshevoy, alle ore 18:00 si lascia il porto di Kherson risalendo il fiume verso Zaporozhye.
  Dopo cena, lo staff ha organizzato nello Sky Bar una presentazione dei costumi usati nelle feste delle tradizioni locali ucraine, con la partecipazione di croceristi volontari.
  Durante la notte la nave attraversa la chiusa di Kakhovka e si porta a monte nella seconda più grande riserva d’acqua del Dniepr creata dallo sbarramento artificiale: sono 2155 kmq che hanno modificato profondamente il letto del fiume.

  Il mattino di sabato 20/06 la M/n Marshall Koshevoy, che ha percorso durante la notte tutta la Riserva Kakhovska, è già attraccata al porto di Zaporozhye, capitale dell’omonima provincia, dopo aver percorso 330 km dalla foce sul Mar Nero.
  Il nome della città significa “oltre le rapide”, una serie di sette cascate, distribuite su 40 km in una valle di granito, che sono sparite dopo la costruzione della grande diga di Dniproges. In passato la città è stata la capitale dei Cosacchi Zaporogi che nel XVI secolo avevano creato un accampamento fortificato (sich) nell’isola di Khortytsya e, fino alla conquista russa, mantennero qui autonomia e indipendenza. Nel momento della loro maggiore potenza, avevano un esercito di 20000 uomini e osarono sfidare il sultano turco nel 1676. Dopo la conquista dell’Ucraina, Caterina II fece distruggere la fortezza cosacca nel 1775 e l’opera di russificazione portò alla decadenza della cultura cosacca. Durante il periodo sovietico, fra il 1927 e l932, Lenin diede sviluppo alla città con la costruzione della diga Dniproges, lunga 760 e alta 36 m e con l’ impianto idroelettrico più grande dell’Ucraina. A monte è stato creato un lago artificiale di 420 kmq, largo da 3 a 1,5 km, e il Dniepr è stato reso navigabile tutto l’anno.
  Alle ore 10:00 si fa un giro della città in pullman percorrendo la strada principale, la prospettiva Lenina che segue il fiume per 10 km fino in vista della diga Dniproges dove si trova l’area industriale. Qui, si trova una grande statua di Lenin. Un massiccio ponte collega all’isola di Khortytsya, luogo delle glorie cosacche, da cui anche si vede la grande diga, ma una volta si potevano ammirare le rapide.

 

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Costumi tradizionali ucraini. Costumi tradizionali ucraini. Costumi tradizionali ucraini: foto di gruppo.

 

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Porto di Zaporozhye, dove è attraccata la Marshall Koshevoy.

 

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Statua di Lenin vicino alla diga di Dniproges da lui voluta. Area industriale vicino alla diga con vista dell'invaso. Ponte prima della diga che collega con l'isola di Khortytsya.


   L’isola, dal 1965 è diventata una riserva di 2690 ettari e vi si trova il Museo Storico dei Cosacchi Zaporogi che raccoglie tutte le memorie della storia e cultura cosacca, fra cui il busto dell’ultimo Atamano, Kalniscevskj (1690), armi, vesti e oggetti trovati negli scavi dell’isola e dei dintorni. Vi si trova anche un tronco di quercia del 4000 a.C. di 8,5 tonnellate, lungo 9,5 m e del diametro di 2 m. 

 

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Museo storico dei cosacchi: tronco di quercia del 4000 a.C. di 8,5 ton. Museo storico dei cosacchi: Kalniscevskj, ultimo Atamano dei Cosacchi (1690). Museo storico dei cosacchi: sciabole cosacche (jagatan) del 1600-1700.


 Con l'indipendenza, la storia e le tradizioni cosacche sono state rivalutate e nella zona meridionale dell’isola è stata ricostruita, nel 2007, una parte del sich per girare un film sull’epopea cosacca e c’è anche un anfiteatro, dove si organizzano spettacoli del folclore cosacco; qui, si tornerà nel pomeriggio per assistere a uno di questi. Tornando al porto, ci si ferma a piazza Maiakowskj con una bella fontana circondata da strane statue di pietra, una delle quali rappresenta un cosacco ubriaco. 

 

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Zona del porto - Piazza Maiakovskj - Fontana con statue di pietra. Piazza Maiakovskj - Statua che rappresenta un cosacco ubriaco. Spiaggia vicino al porto.


  Nel pomeriggio, alle 14:30, si torna all’isola di Khortytsya per assistere allo spettacolo cosacco. Si entra nel recinto fortificato (sich) circondato da una palizzata di legno e con l’ingresso sormontato da una torretta di guardia. All’interno vi sono una dozzina di abitazioni con il tetto di paglia e una chiesa ortodossa. Un piccolo anfiteatro con sedili di legno è il luogo dello spettacolo presentato dall’atamano con i suoi cavalieri cosacchi che mostrano la loro abilità in una serie di esercizi di destrezza a cavallo, con la lancia e con la frusta. 

 

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Ingresso al sich con la torretta di guardia (vista dall'esterno). L'Atamano chiama i suoi cosacchi per iniziare lo spettacolo. Il saluto.

 

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Esercizi con la lancia. Esercizi a cavallo. Scena finale.


Dopo il rientro a bordo, alle 17:00 la M/n Marshall Koshevoy, lascia il porto di Zaporozhye con destinazione Kiev da cui dista 536 km. In circa mezzora si arriva alla diga Diniproges e si entra nella chiusa per superare il dislivello di 36 m. Le fotografie riprese mostrano le fasi del passaggio. Si entra in uno stretto canale fra due alte pareti di cemento oltrepassando le porte d'ingresso. Il canale termina all’altra estremità con le porte di uscita chiuse. La nave è ammarata e si chiudono le porte di entrata isolandola. A questo punto si fa entrare nella chiusa l’acqua da monte. Il livello si solleva insieme alla nave fino a portarsi in equilibrio con quello superiore. Si possono così aprire le porte di uscita e la nave riprende la sua navigazione oltre la chiusa.

 

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La M/n Marshall Koshevoy si dirige verso la chiusa
di Diniproges.
La M/n Marshall Koshevoy è entrata nella chiusa. Si apre la chiusa e la M/n Marshall Koshevoy riparte.

 


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