Ucraina e Danubio - Bratislava


 
Alle ore 16:00, di domenica 16 settembre, si approda a Bratislava, a 1869 dalla foce, sotto il grande castello reale che rimonta al IX secolo, ricostruito più volte, ultimamente nel 1953 in stile Rinascimento, dopo l’incendio del 1811. 
Bratislava è stata capitale del regno di Ungheria sotto gli Asburgo dal 1536 al 1783, quando Budapest era occupata dai Turchi. Il primo insediamento è stato celtico nel 200 a.C., dal I al IV secolo fece parte del confine difensivo romano lungo il Danubio. Gli Slavi arrivarono fra V e VI secolo e la città fece parte del regno della Grande Moravia che raggiunse la sua massima espansione sotto il regno di Svätopluk (871-894) che unificò territori appartenenti oggi anche a Serbia, Croazia, Romania, Ucraina, Polonia e Germania. Questo grande stato fu smembrato per opera dei magiari nel X secolo. Il castello sotto i magiari fu rifatto in stile rinascimentale nel 1562 poi, nel 1682, divenne barocco e fu dimora reale con Maria Teresa d’Austria. Rimasta sempre sotto la dominazione dell’Austria, prima, e dell’Ungheria, durante il duplice impero, senza poter rivendicare la propria identità linguistica, la Slovacchia raggiunse la piena indipendenza, con capitale Bratislava, solo nel 1993, dopo la scissione dalla federazione cecoslovacca, ed è ora entrata nell’area euro. 

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Bratislava - Il Castello reale sulla collina dell'acropoli celtica.

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Bratislava – Il Danubio che bagna la città.

Il castello massiccio, a pianta rettangolare con quattro torri angolari, domina la città vecchia e il Danubio da una collina che era l’acropoli celtica. Dall'alto si possono vedere i ponti sul Danubio che attraversa la città con ambedue le rive che appartengono alla Slovacchia. Fra i più lontani è un ponte ad arco, l’Apollo Bridge, costruito nel 2005, uno dei simboli della nuova Bratislava del 2000.  
  Alle 17:00, si lascia la nave per la visita alla città. Si sale al Castello e si attraversa la porta d’ingresso alla spianata; davanti alla facciata, c’è la statua equestre di bronzo di re Svätopluk della Grande Moravia su una base di granito alta 7,8 m. Guardando in basso il Danubio, il ponte più vicino è il Novi Most, vicino alla riva destra, con un unico pilone che porta alla sommità un ristorante con una piattaforma panoramica. 

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Bratislava – Porta d'ingresso alla spianata del Castello.
Bratislava – Facciata del Castello - Statua equestre di re Svätopluk.
Il Danubio ai piedi del Castello – Il ponte sulla sinistra è il Novy Most.

 
Si scende poi nel centro della città storica, dove si trovano la cattedrale di San Martino, con il campanile alto 85 m, e un’antica casa ebrea, ricostruita per ricordare il quartiere ebraico devastato in epoca nazista. In una strada c’è una targa pavimentale che indica il luogo, dove sorgeva una delle porte delle fortificazioni abbattute nel 1777. Una statua rappresenta il busto di Anton Bernolák (1762-1813), un sacerdote che per primo ha codificato la lingua nazionale degli slovacchi.
 
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Bratislava Centro - Cattedrale di San Martino e quartiere ebraico.

Bratislava Centro - Targa di bronzo delle fortificazioni municipali.

Bratislava Centro - Statua di Anton Bernolák (1762-1813).


  Le strade del centro sono strette e affollate, in fondo a una di queste, c’è la Porta di San Michele, unica rimasta delle quattro antiche porte gotiche del XIV secolo e infine la piazza Principale, "HLAVNÉ NÁMESTIE", cuore del centro antico, ristrutturata nello stile originario, e luogo di manifestazioni pubbliche e mostre d’arte. 

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Bratislava Centro - Una strada.

Bratislava Centro - Porta di San Michele, unica rimasta delle quattro.

Bratislava Centro - Piazza Principale, cuore del centro antico.


Alle ore 19:00 circa, si è di nuovo sulla nave pronta a riprendere la navigazione verso Budapest. Al km 1850 dalla foce, dopo solo 23 km di percorso in Slovacchia, si attraversa la frontiera con l'Ungheria. Tutttavia, il solo ramo principale del Danubio, con il nome di Gabcikovo Kanal, largo 500 m e fra due alti argini, ancora per 38 km, appartiene alla Slovacchia, fino alla chiusa e alla centrale di Gabcikovo. Altri rami secondari del Danubio con una portata più modesta, scorrono oltre l'argine destro, in territorio ungherese, formano una riserva naturale e si ricongiungono al corso principale dopo la diga. 
A mezzanotte circa, si passa la chiusa che ha un dislivello fra 18 e 22 m ed è lunga 275 m e larga 34.

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