Ucraina e Danubio - Da Budapest a Mohacs


Il mattino di lunedì 17 settembre alle ore 8:00, la Vivaldi, che nella notte ha percorso da Bratislava circa 180 km verso est ed ha cambiato direzione di novanta gradi puntando verso sud per altri 220 km in Ungheria, è in avvicinamento alla capitale Budapest.  
Budapest è nata nel 1873 dall’unione delle due città: Buda, a occidente, sulla riva destra del Danubio, e Pest a oriente, sulla riva sinistra. Buda divenne capitale dell’Ungheria nel 1247 e sede del palazzo reale. Pest fu occupata dai Turchi nel 1526 e Buda 15 anni dopo. Dopo la riconquista da parte degli Asburgo nel 1686, Pest divenne il centro amministrativo e s’ingrandì superando Buda. L’unificazione avvenne dopo la creazione dell’Impero Austro-Ungarico (1867). 
Alle ore 9:00 circa di lunedì 17 settembre, la nave approda sulla riva sinistra (Pest) fra il Ponte Elisabetta, a nord, e il ponte Verde, o della Libertà, a sud, già ponte di Francesco Giuseppe. Sulla riva destra, in corrispondenza del Ponte della Libertà c’è il grande edificio dell’Hotel Gellert, famoso per i bagni termali, e subito a destra inizia la Collina Gellert da dove sgorgano le acque calde. Sulla vetta della collina si vede la statua della Libertà alta 36 m costruita per commemorare la liberazione sovietica dall’occupazione nazista nel 1945. Dopo il 1990, la statua è stata dedicata a tutti i caduti per la libertà e l’indipendenza dell’Ungheria.
 
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Budapest – Riva sinistra (Pest) – Ponte Elisabetta
(a nord).

Budapest – Riva sinistra (Pest) – Ponte Verde o della Libertà (a sud).

Budapest – Dalla nave, sulla riva destra (Buda) Hotel Gellert.


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Budapest – Ponte delle Catene, il più antico della città.

Budapest – Sul ponte delle Catene da Pest a Buda.

 

Alle 10:00 circa, si parte per la visita della città. Il pullman raggiunge il Ponte delle Catene, il più antico della città, inaugurato nel 1849, che riunì per la prima volta le due città di Buda e Pest. Il ponte ha la campata centrale, lunga 200 m, e quelle di estremità sospese con catene a due piloni. Fatto saltare dai Tedeschi per fermare l’avanzata dei sovietici, è stato poi ricostruito. Si attraversa il ponte passando a Buda e si sale alla Collina del Castello, cuore dell’antica città, dove si trovava la residenza dei re d’Ungheria. Nulla è rimasto delle antiche residenze del XIV secolo distrutte dai Turchi e durante la riconquista. I nuovi palazzi imperiali in stile neoclassico ricostruiti con l’Impero Austro-Ungarico sono ora utilizzati come musei.  
Più a nord, si sosta a Piazza della Santa Trinità con la chiesa di Mathias dedicata alla Madonna. Era in origine del XIII secolo e fu chiamata con il nome di Mattia Corvino, re dal 1458 al 1490, che aveva portato l’Ungheria all’apice della sua potenza. Trasformata in moschea dai turchi, fu ricostruita nel XIX secolo in stile neogotico con un alto campanile. Davanti alla chiesa si trova la Colonna della Trinità o della Peste per la fine delle epidemie nel 1709-10. 
Intorno alla piazza, in posizione panoramica sul Danubio si trovano i Bastioni dei Pescatori che ricordano le antiche fortificazioni della Corporazione dei pescatori nel medioevo. Distrutti dalle guerre, nell’ultima ricostruzione, in stile neogotico e neoromanico, hanno eretto sette torri rappresentanti le sette tribù magiare che hanno fondato l’Ungheria nel IX secolo.

 

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Buda - Piazza Santa Trinità - Chiesa di Mathias e campanile.

Buda - Colonna della Peste davanti alla Chiesa di Mathias.

Piazza Trinità - In vista del Danubio i Bastioni dei Pescatori.


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Pest - Piazza degli Eroi - Museo delle Belle Arti.

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Pest - Piazza degli Eroi - Monumento e Colonna del Millennio.


Si scende dalla Collina del Castello e si torna a Pest, attraversando il Ponte delle Catene, e si raggiungono, a nord-est, il parco municipale di Varosliget e la Piazza degli Eroi, una delle più importanti di Budapest, dove si trova il Museo delle Belle Arti e, al centro, il Monumento del Millennario con le statue dei sette capi tribù che hanno creato l’Ungheria. La costruzione era iniziata nel 1896, in occasione della celebrazione del millenario della fondazione, quando l’Ungheria faceva parte dell’Impero austro-ungarico, ma fu completato nel 1929. Il monumento è costituito da una colonna sormontata dalla statua dell’Arcangelo Gabriele e, davanti, un cenotafio dedicato ai caduti per la libertà dell’Ungheria. Intorno alla colonna vi sono le sette statue a cavallo dei capi tribù guidati da Arpad, il fondatore. Ai lati della colonna principale vi sono due arcate semicircolari di colonne con le statue di personaggi della storia ungherese.  
Finita la visita, alle 13:00, si torna alla nave. Nel pomeriggio, c’è tempo libero per visite individuali. Si è avvertiti che l’Ungheria non è ancora in zona Euro e il cambio ora vale 1 euro = 284 fiorini. Si sceglie di visitare prima il vicino Mercato Coperto di Pest, un grande edificio cominciato nel 1894 e finito nel 1897, vicino al Ponte della Libertà. Dopo i danni delle guerre è stato restaurato nel decennio 1990. Al piano terra vi sono gli stand ricchi e colorati dei prodotti alimentari, frutta, carni, salumi. Al piano superiore vi sono banchi di stoffe, souvenir e una grande varietà di prodotti tipici ungheresi.

 

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Pest – Mercato Centrale – Corridoio centrale.

Pest – Mercato Centrale – Mercato della frutta.

Pest – Mercato Centrale – Prodotti vegetali.


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Pest - Basilica di Santo Stefano.


Dopo il Mercato, seguendo la mappa, si raggiunge nel centro di Pest la Basilica di Santo Stefano, dedicata al re Stefano I d'Ungheria venerato come santo fondatore dello Stato e della Chiesa ungherese (Sant’Etienne), nell'anno 896. 
Progettata nel 1850 in stile neorinascimentale, è stata completata nel 1906 e consacrata alla presenza dell’Imperatore Francesco Giuseppe I. Nel 1938, novecentesimo anniversario della morte di Santo Stefano, è stata elevata al rango di Basilica minore. Si può solo ammirarla dall’esterno perché è usata per concerti. Si torna alla nave per la cena. 

Dopo cena, alle 20:30 si torna in città per assistere a uno spettacolo di musiche e danze ungheresi.

 
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Musiche e danze ungheresi.
Musiche e danze ungheresi.
Musiche e danze ungheresi.

Si è di ritorno alle 22:30 e la nave riprende la navigazione verso Kalocsa.

LA PUSZTA A KALOCSA

 

Il mattino di martedì 18 settembre, la Vivaldi è ammarrata al piccolo approdo vicino alla città di Kalocsa sulla riva sinistra del Danubio, circa 140 km a sud di Budapest e a 1516 km dalla foce. Nella zona non ci sono ponti che attraversano il Danubio e qui c’è un traghetto che fa il collegamento fra le due sponde. 


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Approdo di Kalocsa sulla puszta ungherese.

Approdo di Kalocsa - Un traghetto collega le due sponde.

Approdo di Kalocsa - Il traghetto si allontana dalla riva.


Alle ore 9:00 i pullman ci accompagnano in una fattoria dell’interno, nella puszta (grande pianura) ungherese per assistere a uno spettacolo dei cavalieri magiari. Questi sono chiamati csikos, equivalente dei nostri butteri, e vestono il loro tradizionale costume ungherese. Da un palco destinato ai visitatori, si seguono gli esercizi di abilità dei csikos nel maneggio della frusta, che fanno schioccare, e quando la usano al galoppo per colpire dei bersagli. Mostrano le loro capacità acrobatiche guidando un gruppo di cavalli e stando in equilibrio con i piedi su due di essi.

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Fattoria nella puszta - Un csikos (buttero) nel costume ungherese.

Fattoria nella puszta - Un csikos fa schioccare la frusta con il cavallo ai suoi piedi.

Fattoria nella puszta - Un csikos guida un gruppo di cavalli stando in equilibrio su due di essi.


  Segue una visita alla fattoria su un carro trainato da cavalli, si vedono buoi e cavalli al pascolo, si scende per vedere le stalle e i buoi aggiogati ai carri. 

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Visita alla fattoria - Buoi e cavalli al pascolo.

Visita alla fattoria - Le stalle - Un cavallo.

Visita alla fattoria - Buoi aggiogati a un carro.


Dopo si raggiunge la città di Kalocsa che è sede di un antico arcivescovado, uno dei quattro della chiesa cattolica in Ungheria. La cattedrale e il palazzo arcivescovile sono stati ricostruiti nel 1700 dopo le guerre. La diocesi ha una ricca biblioteca e una mostra dei tesori diocesani. Il territorio è un centro importante per la produzione della paprica con un museo dedicato. Si visita un’antica casa ricostruita 60 anni fa e trasformata in museo con una raccolta etnografica. Davanti, sono un pozzo tradizionale e un palo simbolico. 

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Kalocsa centro - Casa Museo con raccolte etnografiche.

Kalocsa centro - Interno della casa Museo - Una stufa di ceramica.

Kalocsa centro - Casa Museo - Particolare del tetto.

MOHACS

Il ritorno alla nave è alle 12:30 e subito la navigazione riprende alla volta di Mohacs. La Vivaldi passa sotto due ponti di ferro e incrocia un’altra nave. Alle 17:00 circa, si approda a Mohacs sulla riva destra. Anche qui c’è un traghetto che collega le due rive opposte. 

 

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In navigazione verso Mohacs - Ponte di ferro.

In navigazione verso Mohacs - S'incrocia una nave.

Mohacs - Un traghetto collega le due rive.

 

Mohacs, vicina alla frontiera serba, è nota per la battaglia che ebbe luogo nelle sue vicinanze contro l’armata di Solimano il Magnifico, nel 1526, e la disastrosa disfatta degli Ungheresi in cui morì il re Luigi II e segnò l’occupazione di quasi tutta l’Ungheria. 
Nel pomeriggio c’è del tempo libero per fare una passeggiata in città. L’abitato ha un aspetto moderno, tutto ricostruito e restaurato negli ultimi 10-20 anni. Nella piazza principale c’è il Municipio in stile arabeggiante, la cattedrale con una grande cupola e un modesto memorial della battaglia, con lapidi dedicate ai caduti e una statua di Luigi II d’Ungheria in armatura medievale. 

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Mohacs – Piazza principale – Municipio.

Mohacs – Piazza principale – Duomo.

Mohacs – Piazza principale – Memorial della battaglia.


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