Ucraina e Danubio - Le Porte di Ferro


  Il mattino di venerdì 21 settembre il cielo è sereno e si prevede bel tempo. La giornata è dedicata al passaggio delle Porte di Ferro, come sono chiamati i sistemi di chiuse e centrali idroelettriche che superano le cataratte nel passaggio dalle montagne dei Carpazi meridionali ai Balcani, dove il Danubio ha scavato una profonda gola. 
  Al tempo dei Romani, nel I secolo a.C., il territorio dell'attuale Romania, sulla riva sinistra del Danubio, era occupato dal regno autonomo dei Daci. Nell'anno 87 d.C., era salito al trono Decebalo, il cui nome significava forte come dieci uomini. Dopo il primo tentativo di Domiziano di penetrare in Dacia e aveva ottenuto la pace con i Romani. Le ostilità ripresero con Traiano nel 101 e Decebalo fu ripetutamente sconfitto, ma mantenne il trono e fu costretto a limitare gli armamenti e accettare guarnigioni romane. Cercò una rivincita nel 105 attaccando le guarnigioni romane e attraversando il Danubio. Traiano reagì rapidamente, invadendo la Dacia, e, dopo la sconfitta definitiva del 106, Decebalo si uccise.  

  Alle ore 8:00 del mattino la Vivaldi si trova nei pressi di Donji Milanovac, sulla riva destra serba, a 993 km dalla foce. Il corso del Danubio curva verso nord, la gola si stringe tra alte rive fino a 100 m di larghezza, la corrente raggiunge la massima velocità e le navi sono costrette a passare singolarmente, poi torna ad allargarsi a Dubova. Sulla riva sinistra (Romania) vi sono strade e edifici si vede una piccola chiesa ortodossa su un promontorio. 

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Inizia la gola scavata dal Danubio fra Carpazi e Balcani.
Riva sinistra rumena - Strade e edifici sul ripido pendio.
Riva sinistra rumena - Chiesa ortodossa su un promontorio.

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Testa colossale di Decebalo re dei Daci.

 

  Poco dopo, compare il volto gigantesco di Decebalo, re dei Daci, scolpito sulla roccia, omaggio dei Rumeni al loro antico condottiero. La scultura fu eseguita nel 2004, è alta 40 m e sovrasta il percorso della nuova autostrada che costeggia la riva. 
  Poco più avanti, al km 965, a pelo d’acqua sulla riva destra serba, si scopre la Tabula Traiana con l’iscrizione dedicata all’imperatore al tempo delle campagne militari per la conquista della Dacia.  
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Tabula Traiana che commemorava la strada romana.

 

Commemorava la costruzione della strada che da Belgrado seguiva la riva destra del Danubio ed è stata in gran parte sommersa con la costruzione delle dighe. Anche la Tabula si trovava a un livello più basso di circa 50 m ed è stata sollevata per non essere sommersa. 
  Al km 954 dalla foce, si passa davanti alla città rumena di Orsova, dove il Danubio, occupa un ampio bacino e compie un angolo di circa 90 gradi verso sud-est avvicinandosi alla prima diga: la prima Porta di Ferro. La Derdap I (km 943), con le chiuse e la centrale idroelettrica, è stata finita nel 1971 in un programma congiunto fra Romania e Serbia. Il dislivello è di 34 m e le chiuse sono lunghe 310 m e larghe 34. 
  Alle 9:40 si è in attesa di entrare nella chiusa. Sulla riva sinistra rumena si vedono un’autostrada e una linea ferroviaria, sulla riva destra serba si vedono le linee elettriche della centrale. Dalle chiuse escono due navi da carico. Alle 10:40 si entra nella chiusa insieme a altre due navi, si chiudono le porte d'ingresso e inizia lo svuotamento del bacino. Raggiunto il livello minimo, si aprono le porte di uscita. Alle 11:20 la Vivaldi esce dalla chiusa e si può ora osservare la diga dal lato opposto.  

 

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Riva sinistra rumena, Città di Orsova sul Danubio.

Autostrada e ferrovia sulla riva sinistra rumena.

Linee elettriche serbe della centrale.

 

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La Vivaldi si muove per entrare nella Derdap I.

La Vivaldi è entrata nella chiusa.

Altre navi entrano nella chiusa.

 

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La chiusa è in fase di scarico con le porte serrate.

La chiusa è arrivata al livello minimo.

La Vivaldi si muove per uscire dalla chiusa.

 

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Si vede la diga a valle della chiusa.

Escono le altre navi.

Si riprende la navigazione fuori dalla chiusa.


  Dopo 12 km di navigazione si passa davanti alle città opposte di Kladovo (Serbia) e di Drobeta (Romania), a 931 km dalla foce. Questo è il luogo di un insediamento dei Daci, dove nel 103-105 l’imperatore Traiano fece costruire da Apollodoro di Damasco, il suo architetto preferito, il ponte sul Danubio, largo in quel punto 800 m, che poggiava su 20 pilastri in muratura su una lunghezza di 1135 m e reggeva una struttura ad archi di legno. Il ponte era fortificato e assicurava i rifornimenti alle legioni romane impegnate nella conquista della Dacia. 
  Mentre la nave prosegue la navigazione verso la seconda Porta di Ferro e, con grandi anse, il Danubio si orienta a sud, il Comandante invita i crocieristi per una visita alla Sala di Comando (Timoneria) per fornire alcune informazioni sulle caratteristiche tecniche della nave. Il comandante guida la nave dalla consolle mediante quattro cloche che agiscono sui propulsori per movimentarla in tutte le direzioni, anche lateralmente. Dalla postazione di comando si ha la visione diretta della prora nave e alcune telecamere permettono una visibilità a 360 gradi. In mancanza di visibilità vi sono gli schermi di due radar di navigazione e una mappa GPS satellitare che fornisce continuamente la posizione topografica della nave. 

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Visita alla centrale di comando - Quadro comando motori.

Indicatori dei due radar e la mappa di controllo GPS, al centro.

Postazione di comando nella direzione prora nave.


  Nel frattempo la nave si avvicina alla seconda Porta di Ferro (Derdap II) seguita da altre navi sulla stessa rotta. Alle 15:30, la Vivaldi e altre due navi entrano nella chiusa della Derdap II (km 863) che ha un dislivello di 15 m, 310 m di lunghezza e 34 di larghezza. Seguono le solite operazioni e, alle 16:10, si è fuori dalla diga. 

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La Vivaldi si avvicina alla Derdap II seguita da due navi. La Vivaldi è entrata nella Derdap II. Entra un’altra nave.

 

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Le porte sono chiuse e si scende di livello.

Al livello minimo, si aprono le porte.

La Vivaldi esce dalla Derdap II seguita da due navi.


Alle 17:00, si passa davanti alla bocca del fiume Timok (846 km dalla foce) sulla riva destra che segna il confine fra Serbia e Bulgaria. Il Danubio scorre ormai lentamente su un ampio letto con pendenza minima. Da questo momento sarà il confine comune fra Romania e Bulgaria e, dopo il km 790, orienterà il suo corso verso est. 

Si termina la serata con una cena di gala per festeggiare il passaggio delle Porte di Ferro. Durante la notte la nave percorre circa 300 km lungo il Danubio per raggiungere Ruse al km 495.


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