Ultimi Viaggi - La Costa Meditarranea: da Cesarea ad Akko



  Il Parco Archeologico di Cesarea, 50 km a nord di Tel Aviv, è l'area occupata dai resti di questa città che, dal I secolo a.C. fino al XIII d.C., era stata una delle più importanti dall’antichità, con un porto paragonato per i suoi traffici ad Alessandria d’Egitto e ad Antiochia. Dopo il saccheggio del sultano mamelucco Baybars del 1265 la città fu abbandonata e sparì ricoperta dalla sabbia. Fu solo dopo la guerra del 1948 che si ritrovarono i resti della città e sono iniziate allora le opere di scavo e ricostruita la storia della città. 
  Erode il Grande la fondò fra il 25 e il 13 a.C., su un insediamento fenicio del III-IV secolo a.C., e la dedicò al suo protettore Ottaviano Augusto chiamandola Caesarea. Erode fece compiere colossali lavori per la creazione di un porto protetto da frangiflutti, di un grandioso palazzo, un Teatro e un Ippodromo. Dopo la morte di Erode, Cesarea divenne capitale della Giudea romana e fu sede del governatore romano. Il ritrovamento di un’iscrizione fra le rovine di un tempio dimostra che Ponzio Pilato fu prefetto di Cesarea fra il 26 e il 36 d.C.. Nel Teatro di Cesarea furono giustiziate dai Romani migliaia di prigionieri ebrei, dopo la prima rivolta giudaica del 66-70 d.C. e la distruzione di Gerusalemme, e ancora nel 117 dopo la rivolta di Simon Bar Kochba. Raggiunse la sua massima prosperità sotto i Bizantini nel VI secolo. Andò in rovina quando fu conquistata dagli Arabi nel 640. Nel 1101 fu conquistata dai crociati, ma questi preferirono fortificare i porti di Giaffa e San Giovanni d’Acri e Cesarea fu ricostruita solo in parte, poi arabi e crociati si alternarono e nel 1066 il Saladino la prese e distrusse le sue fortificazioni. I resti delle attuali fortificazioni sono quelle erette nel 1251, durante la sesta crociata, da Luigi IX di Francia. La sconfitta dei crociati da parte dei mamelucchi di Baybars, nel 1961, chiuse la storia della città che fu abbandonata.

 

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Cesarea - Muro romano-bizantino che chiude l'area
archeologica.

  L’area archeologica è chiusa da un muro romano-bizantino, oltre si ha una prima visione del Palazzo di Erode, che affaccia sul mare, e del Teatro. Il Teatro è stato restaurato e utilizzato per manifestazioni. Fra Teatro e Palazzo vi sono le rovine di un tempio e qui è stata trovata la lapide del periodo tiberiano che porta un’incisione incompleta e le parole “Tiberium (Pon)tius Pilatus (praef)ectus”. Sono state trovate molte colonne e con esse si è ricostruita una parte del palazzo su un promontorio vicino al mare in vista del porto. Il palazzo di Erode fu usato poi dal governatore romano. Fra gli altri ritrovamenti c'è una testa di leopardo che era un simbolo dei mamelucchi arrivati molto più tardi. L’Ippodromo, parallelo alla spiaggia del mare, è lungo 450 m e largo 90 ed ha al centro la spina e le mete. Il palco delle autorità si trova vicino alla meta meridionale, dove si poteva vedere il momento più spettacolare della corsa intorno alla meta. Nel periodo bizantino (IV-VI secolo), dopo la fine delle competizioni, la pista fu invasa da nuove strutture e uno studio stratigrafico ha permesso di analizzare e datare costruzioni e demolizioni per ricostruire la storia del sito. 

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Cesarea - Vista del Palazzo di Erode il Grande
sul mare.
Cesarea - Teatro Romano.
Cesarea - Lapide con riferimento al prefetto
romano Ponzio Pilato.

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Cesarea - Ricostruzione del Palazzo di Erode con
colonne rialzate.
Cesarea - Testa di leopardo, simbolo di
Baybars, capo dei Mamelucchi.
Cesarea - Vista dell’Ippodromo con il palco
delle autorità e la meta.

 

  Dietro l’Ippodromo vi sono le Terme di Erode, alimentate da un acquedotto che veniva dal monte Camino, e vi sono diversi mosaici, fra cui uno a coda di pavone. Più avanti è l’area del palazzo del governatore bizantino, dal tempo di Giustiniano, e poi delle autorità arabe fino agli Omayyadi. Si arriva poi al luogo, dove c’erano i moli dell’antico porto di Sebastos, ormai tutto interrato. Di questo c'è un disegno che ne ricostruisce la mappa. L'imperatore Augusto aveva mandato ingegneri romani per assistere gli architetti di Erode nel progetto. Secondo le tecniche romane i moli erano costruiti direttamente sul mare su grandi zattere su cui si fabbricavano le strutture in pietra che così affondavano con il loro peso fino a poggiare sul fondo. L’ingresso del porto, in direzione ovest, è oggi aperto sul mare. 

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Cesarea - Particolare delle Terme di Erode,
l'acqua arrivava con un acquedotto dal monte
Camino.
Cesarea - Mosaico a coda di pavone delle
terme di Erode.
Cesarea - Area del palazzo del Governatore
bizantino.

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Cesarea - Antichi moli del porto romano ormai
interrato.
Cesarea - La pianta del porto di Cesarea detto Sebastos.
Cesarea - Ingresso del Porto Antico aperto sul mare, verso ovest.

 

  Nell’area interrata del porto antico si trovano i resti di una chiesa crociata, iniziata dal re Luigi IX di Francia e rimasta incompleta. Una moschea ottomana è molto più recente. 

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Cesarea - Resti della chiesa crociata di Luigi
IX, del XIII secolo.
Cesarea - Minareto e moschea ottomana.
Cesarea - Resti di acquedotto romano proveniente
da Monte Camino.
 
  Finita la visita, si lascia l’area archeologica, si passa vicino ai resti dell’acquedotto romano del tempo di Erode, che alimentava le terme di Cesarea.

 

HAIFA

  Lasciata Cesarea, si procede per Haifa, 100 km circa a nord di Tel Aviv, che è stata il primo porto al tempo del mandato britannico e oggi è il secondo, per traffici, dopo quello di Ashdod, ed è anche un importante centro industriale di Israele. La città è anche una delle più piacevoli, per la sua posizione sulle pendici del monte Carmelo e i suoi famosi giardini Baha’i, dove si trova la sede mondiale della religione Bahai. Non era stata mai una città importante fino al periodo delle crociate, quando fu distrutta, e ricominciò a crescere solo all’inizio del XIX secolo dopo la campagna di Napoleone. All’inizio del 1900, aveva 100000 abitanti, in grande maggioranza arabi palestinesi, e, con lo sviluppo delle ferrovie, il porto naturale di Haifa cominciò a essere favorito. Dopo la prima guerra mondiale e il mandato britannico della Società delle Nazioni, il porto divenne il principale del paese e lo sviluppo del sionismo ne fece il punto di arrivo degli immigrati ebrei. Nel 1947 si ebbero disordini e vittime fra i palestinesi e gli ebrei. Nella guerra d’indipendenza, fu la prima roccaforte ebraica dello stato di Israele e i soldati israeliani fecero evacuare circa 80000 palestinesi che non tornarono più in Israele. Adesso la popolazione è in larghissima maggioranza ebraica, con una minoranza di arabo-cristiani, arabo-musulmani, drusi e pochi seguaci della religione bahai, tutti cittadini israeliani. Bahai è una religione monoteista sorta in Iran a metà del XIX secolo come corrente dell’islam sciita e conta 7 milioni di fedeli sparsi in duecento parti del mondo. Il fondatore era un nobile persiano che soffrì prigione ed esilio, ha avuto un Predecessore morto in Persia nel 1850, chiamato il Bab (Porta), e i fedeli attendono in futuro altri profeti. 


  Durante l’ultima guerra con il Libano, Haifa ha subito attacchi terroristici da parte degli Hezbollah con lanci di razzi dal Libano. L’economia della città, inizialmente orientata all’industria pesante, si è andata riconvertendo alle attività di elevata tecnologia che sfruttano le risorse umane e non le materie prime, di cui tutto il paese è povero. Fra le università di Haifa, c’è quella famosa di ingegneria, centro degli sviluppi più avanzati. 
  La visita della città parte dal monte Carmelo, dove si trova la città Alta, ai piedi della quale si ha il magnifico panorama della città bassa, fino al porto, e della città media, quella sulle pendici, dove si stendono i Giardini Baha’i. Nei Giardini si trova il Monumento Funerario del Bab, un edificio cilindrico con cupola progettato da un architetto canadese. I Giardini sono disposti in 19 terrazze (numero magico), splendidi e ben curati con prati, agrumeti e composizioni floreali geometriche, ornati con statue e fontane. 

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Haifa - Panorama di Haifa e del golfo.
Haifa - Particolare dei giardini di Baha’i sulle pendici del Monte Carmelo.
Haifa - I giardini Baha’i visti dall'ingresso.

 

  Le strade che scendono al porto sono tortuose, molte delle abitazioni sono nello stile Bauhaus. La strada più lunga e diritta, che parte dall’ingresso dei Giardini Baha’i e scende fino al porto, è la Ben Gurion Avenue, dove si trova il quartiere noto come Colonia Tedesca, centro cittadino e dello shopping. 

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Haifa - Una casa nello stile Bauhaus del decennio 1930.

Haifa - Altra casa nello stile Bauhaus.

>Haifa - La Ben Gurion Avenue fino al porto.

 

AKKO

  Finita la visita di Haifa, alle 15:00 circa, si prosegue ancora verso nord per la vicina Akko, chiamata Acri, o San Giovanni d’Acri dai Crociati. Questa si trova circa 18 km da Haifa in una stretta lingua di terra orientata a sud. Prima della visita si fa la sosta per il pranzo. 

  Dal tempo dei Fenici, Akko fu sempre un porto importante. Presa da Alessandro Magno, passò ai Tolomei, poi ai Seleucidi e infine ai Romani con Pompeo. Nel 636 fu presa dagli arabi che la tennero fino ai crociati. Divenne capitale del Regno Crociato di Gerusalemme dal 1104 fino al 1291 con qualche interruzione. Molto è ancora rimasto della città crociata. Distrutta dai mamelucchi nel 1261, i livelli inferiori della cittadella crociata furono riempiti dalle macerie e dalla sabbia e gli ottomani costruirono la fortezza sopra questi resti. Dopo il ritiro di Napoleone, dal 1800 al 1814, il Pascià al-Jazzar (soprannominato il macellaio per le sue crudeltà) costruì poderose mura dal lato di terra, a nord e a est, che si sono conservate fino ad oggi. Durante il mandato britannico, la fortezza funzionò come prigione per arabi ed ebrei. Vi fu rinchiuso Moshe Dayan; Begin organizzò una fuga liberando alcuni prigionieri. Dopo l’indipendenza del 1948, la città vecchia è rimasta abitata dagli arabi, mentre cresceva la nuova città ebraica a nord delle mura di al-Jazzar. Gli scavi sotto la fortezza ottomana hanno riscoperto la cittadella crociata sotterranea e le sale dei Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni. Nel 2002, l’UNESCO ha dichiarato Akko Patrimonio dell’Umanità. 
  La visita comincia dalla Cittadella che è diventato Museo della Resistenza Ebraica e vi si possono visitare i luoghi, dove fu girato il film Exodus del regista Otto Preminger, nel 1960. Nell’atrio d’ingresso c’è un ficus centenario, segue un grande cortile intorno al quale sono state scoperte le sale dei Cavalieri, prima sepolte dalla sabbia. Il governo israeliano ha restaurato tutte le sale che sono state aperte al pubblico. Per mantenere la stabilità delle strutture superiori, le sale dei cavalieri sono state puntellate da sostegni di acciaio. Sono stati scoperti il Refettorio, una cripta e un tunnel che porta all’esterno. 

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Akko - Ficus centenario all'ingresso della Cittadella.
Akko - Cittadella - Struttura ottomana XVIII secolo su fondamenta dei crociati.
Akko - Città sotterranea sepolta e restaurata: una sala dei Cavalieri.

 

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Akko - Città sotterranea con le sale dei Cavalieri.
Strutture di sostegno.
Akko - Città sotterranea con le sale dei Cavalieri: Cripta dei Crociati.
Akko - Città sotterranea con le sale dei Cavalieri: Refettorio dei Crociati.

 

  Dall’esterno si può vedere la finestra a grate fatta saltare per permettere la fuga dei prigionieri ebrei che a loro volta avevano fatto saltare un altro passaggio per raggiungerla. Per favorire la fuga era stato anche occupato un vicino Bagno turco (Hammam). Una mappa della città mostra la posizione di tutte le strutture descritte. 

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Akko - La finestra della fuga sulle mura
della prigione.
Akko - Il Bagno Turco vicino al luogo della fuga.
Akko - Mappa della città.
 
  La visita prosegue avvicinando la Moschea di al-Jazzar, costruita nel 1781 all’interno di un grande cortile porticato a cupole. Nell’interno, si dice che conservi i peli della barba di Maometto. Si prosegue lungo il suq della città vecchia sempre affollato, colorato e odoroso di spezie. 

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Akko - Moschea al-Jazzar costruita nel 1781 in stile turco-ottomano.
Akko - Interno - Vi si conservano i peli della barba di Maometto.
Akko - Bazar - Banco delle spezie.
 
  Si prosegue fino a raggiungere Piazza Venezia, dietro il porto, centro della città crociata e poi turca. Il campanile e i palazzi sono del periodo ottomano. Nella zona del porto ci sono un’altra moschea e un grande caravanserraglio (Khan el Omdan), quest’ultimo è una struttura a due piani con cortile interno porticato, dove al piano terreno si tenevano gli animali e al primo piano stavano i mercanti. Il porto è affollato di barche che tornano al mattino con la pesca. Su un lato c’è un antico ancoraggio, detto porto Pisano. 

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Akko - Torre dell’orologio di Piazza Venezia.
Akko - Caravanserraglio.
Akko - Porto con le barche.
 
  Finita la visita, a sera si scende al Palm Beach Hotel, un moderno edificio cilindrico alla periferia della città, per il secondo pernottamento.

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