Ultimi Viaggi - Il Lago di Tiberiade e le Regioni del Nord-Est



Il Lago di Tiberiade, o Mare di Galilea, è la più grande riserva idrica di Israele alimentata dalle acque del Giordano, le cui sorgenti si trovano nel Golan, ed è anche il suo emissario che prosegue fino al Mar Morto. Il lago ha una superficie di 166 kmq, è lungo 21 km e largo 13 ed ha un perimetro di 53 km. Si trova oggi a 214 m sotto il livello del mare e, per usarne l'acqua a scopo d'irrigazione, è necessario pomparla oltre questo dislivello. Il lago si trova, infatti, nella grande fossa tettonica formatasi per il distacco fra la placca africana e quella asiatica. In passato si è avuta attività vulcanica che ha lasciato intorno rocce basaltiche. 
Tiberiade è anche la città principale sulle rive del lago che si è sviluppata al tempo di Erode Antipatro, figlio di Erode il Grande, per la presenza di sorgenti calde. La città, dopo la seconda rivolta ebraica e l’esilio degli ebrei da Gerusalemme, divenne centro di studi rabbinici, dove fu trascritta la Mishnah l'antica legge orale degli ebrei ortodossi. 
Nella città vi sono diversi grandi alberghi fra cui l’Hotel Leonardo, dove si è preso alloggio. Le spiagge soffrono del problema dell’inquinamento e in massima parte sono aree private e luoghi di ritrovi. La tradizione delle terme si è mantenuta fino ad oggi come centri curativi. 
Il Lago di Tiberiade è stato il luogo della predicazione di Gesù che, fra i pescatori del lago, scelse alcuni degli apostoli: Pietro e il fratello Andrea, Giacomo e il fratello Giovanni e poi Luca. 
La mattina del 1° maggio è dedicata alla visita di questi luoghi. Seguendo la riva ovest del lago da Tiberiade, in direzione nord, si passa per Magdala, la città natale di Maria di Magdala, che fu discepola di Gesù e fu testimone della sua crocifissione e resurrezione. 
Si arriva quindi a Tabgha, il luogo delle Sette Fonti (Heptapegon) con un parco, dove si trova la chiesa del miracolo dei Pani e dei Pesci. All'esterno, sul lato dell'abside c'è una roccia che, al tempo di Gesù, faceva da approdo per i pescatori ed era lambita dall'acqua del lago. Nel 1980-82, la chiesa è stata ricostruita a tre navate, con una struttura basilicale come le prime chiese cristiane, sul posto di una chiesa bizantina del V secolo, distrutta nel 614 durante l’invasione persiana. Gli scavi sul sito, del 1932, hanno scoperto quasi intatto il pavimento della chiesa bizantina con un mosaico di notevole valore artistico che rappresenta una palude con uccelli acquatici e una cesta di pani con due pesci, simbolo del miracolo di Gesù. La chiesa bizantina aveva al centro, vicino l'altare (Mensa Cristi), un blocco di roccia dove, secondo la tradizione, si era seduto Gesù con i suoi discepoli portando due pani e due pesci che poi aveva moltiplicato per la folla dei suoi seguaci. La roccia è rimasta anche al centro della moderna chiesa, che include anche i mosaici ed è preceduta da un nartece, dove si trova una delle sette sorgenti. In questo stesso luogo e vicino alla stessa roccia è avvenuto l'episodio del Primato di Pietro, dove Gesù preparò il desinare agli apostoli, dopo la pesca miracolosa, e conferì a Pietro il primato (secondo Giovanni 21,1-19).
 
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Tabgha – Chiesa dei Pani e dei Pesci. - Dietro, l'antica scogliera approdo dei pescatori.
Tabgha – Interno della Chiesa dei Pani e dei Pesci – La roccia è quella del miracolo.
Tabgha – Chiesa dei Pani e dei Pesci – Nartece con una delle sette sorgenti

 

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Monte delle Beatitudini. - La chiesa dove Gesù ha proclamato le otto Beatitudini.

 

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Vista del Lago dal Monte delle Beatitudini.

Più a nord si trova il Monte delle Beatitudini, il luogo dove Gesù tenne il sermone della Montagna proclamando le otto Beatitudini (secondo Matteo). Sulla collina sorge la moderna chiesa di forma ottagonale del 1930 e, all’interno sulle otto facce, sono riportate le otto beatitudini. Nella prima Gesù chiama beati i poveri di spirito distaccati dalle ricchezze, e nell'ottava i perseguitati per causa di giustizia e ad ambedue promette il regno dei cieli. Le altre sei beatitudini riguardano gli afflitti per i mali del mondo, i miti che non hanno risentimenti per i torti ricevuti, quelli che hanno fame e sete di giustizia, i misericordiosi per amore di Dio, i puri di cuore che stanno lontani dal peccato e gli operatori di pace. 
La collina degrada ad anfiteatro fino alla riva del lago e ne offre una bella vista. 
L’ultima tappa nel percorso di Gesù sul lago di Tiberiade è Cafarnao il villaggio, dove predicò nella sinagoga (secondo Marco e Matteo). Nel luogo c’era la casa di Pietro che nel quarto secolo divenne un luogo sacro (Domus ecclesiae) e nel quinto secolo fu trasformata in una chiesa ottagonale. Il villaggio, dopo la conquista araba, intorno al 700, fu distrutto e abbandonato. Nel 1894 i francescani acquistarono il sito e restaurarono la sinagoga. Il sito è oggi zona archeologica con i resti del villaggio in pietra basaltica nera locale. 
All’ingresso del sito si trova un blocco di marmo scolpito che rappresenta l’Arca dell’Alleanza montata su ruote. Sopra la casa di Pietro, con i resti della chiesa ottagonale del quinto secolo, è stata costruita una chiesa ottagonale sopraelevata, con pavimento di vetro al centro che permette di vedere sotto. La facciata della sinagoga, ricostruita dai francescani, è in pietra bianca della Galilea che contrasta con il basalto nero del villaggio. 
La sala interna della sinagoga ha l’ingresso a sud e, accanto, stava l’armadio della Torah; i fedeli, una volta entrati, si rivolgevano verso l’ingresso. 

 
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Lago di Tiberiade – Cafernao – Architrave con Arca
dell’Alleanza montata su ruote.
Cafernao – Facciata della sinagoga ricostruita,
sotto, resti del villaggio in basalto nero.
Cafernao.
Interno della sinagoga ricostruito.

A Cafarnao si trova un pontile per l’imbarco sui battelli che fanno la spola tra le due sponde del lago e qui si attende un battello per andare sul lato sud-orientale al kibbutz Ein Gev, attraversando il lago. Il percorso impiega circa un’ora. 

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Lago di Tiberiade
Il battello lascia il pontile di Cafernao.
Lago di Tiberiade
Si avvicina la costa orientale e il kibbutz Ein Gev.
Lago di Tiberiade
kibbutz Ein Gev – Piccolo lago.

Ein Gev è stato creato il 6 luglio 1937 al tempo del mandato britannico, come un insediamento recintato con una torre essendo vicino al confine con la Siria, e subì attacchi durante la guerra arabo-israeliana del 1948. La minaccia dal confine cessò solo dopo la conquista del Golan nella guerra del 1967. Oggi il kibbutz comprende 250 membri ed ha mantenuto la sua funzione d'impresa agricola. I kibbutz sono nati come società agricole socialiste per lo sviluppo di aree da colonizzare e per esigenze di sicurezza nazionale. Nei kibbutz si sono sviluppate le tecniche d'irrigazione più moderne, quelle a goccia. Negli ultimi anni si sono dedicati anche ad attività industriali e di alta tecnologia. 
Con Tiberiade e Cafernao, Ein Gev è uno dei tre terminali per i collegamenti attraverso il lago, che oggi sono sempre più frequentati dal turismo. 
Si pranza a Ein Gev e, nel pomeriggio, si ritrova qui il pullman e si riparte verso il nord per visitare le sorgenti del Giordano e il confine con la Siria. 

LE SORGENTI DEL GIORDANO E IL NORD-EST

Lasciato il Lago di Tiberiade, si prosegue verso l’estremo nord della Galilea, dove sono le sorgenti del Giordano e le cascate di Banias, in una Riserva Naturale sotto il monte Hermon da cui hanno origine. Le principali sorgenti che affluiscono nel Giordano sono il Dan, che ha la maggiore portata d’acqua, il Banias, che proviene dallo scioglimento delle nevi del monte Hermon attraverso la sua struttura carsica, e lo Snir, che è il più lungo dei tre. Questa rete di corsi d’acqua attraversa paesaggi affascinanti, luoghi frequentati in tutti i periodi dell’anno. Particolarmente interessante è il Parco di Banias per la presenza dei resti dell’antica Cesarea di Filippo, centro del culto di Pan, da cui il nome di Panias, trasformato in Banias nella pronunzia araba. Quando nel 20 a.C. Augusto affidò la regione a Erode il Grande, questi costruì un tempio ad Augusto e, vicino, una città che si chiamò Cesarea Banias che, con il figlio Filippo, divenne Cesarea di Filippo. A Banias c'è una parete rocciosa e, sulla sinistra, una grotta, dalla quale nell’antichità sgorgava parte dell’acqua delle sorgenti. Sulla roccia c’era un tempio rupestre che i Greci, arrivati con Alessandro Magno, avevano dedicato a Pan, dio dei boschi e dei pastori, e ad altre divinità, come la ninfa delle montagne Echo, moglie di Pan, a Hermes, padre di Pan, e alla ninfa Maia, madre di Hermes. Sulla destra si vede un resto di colonna greca. Con i romani si aggiunsero altri culti come quello di Nemesis, la dea della vendetta e della giustizia imperiale romana. Il tempio ad Augusto fu costruito davanti alla grotta e a destra un tempio a Zeus. C'è una ricostruzione del Santuario. 


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Riserva e sorgenti di Banias
Vista della rupe dedicata a Pan con la grotta.
Riserva e sorgenti di Banias
Tempio rupestre.
Riserva e sorgenti di Banias
Ricostruzione del Santuario di Pan.

 

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Riserva e sorgenti di Banias
Cascatelle sotto la grotta di Pan.
Riserva e sorgenti di Banias
Acque della sorgente.

 

Nel periodo cristiano e bizantino (dal IV al VI secolo) i culti pagani cessarono e i templi andarono in rovina. Gli scavi archeologici sono stati condotti dall’Autorità delle Antichità di Israele e i ritrovamenti hanno permesso di ricostruire riti e particolari del santuario. 
Scendendo, si vede in prospettiva la grotta di Pan e parte della parete del tempio rupestre e sotto le cascatelle di Banias e altre vasche nel terrazzamento. 

Lasciato il santuario di Banias, si sale verso le alture del Golan e il monte Hermon, che è la montagna più alta di Israele con i suoi 2224 m, e dove si trova l’unico impianto sciistico israeliano. Ai piedi del Monte Hermon, a un’altitudine di 815 m, si trova la fortezza di Nimrod che ha preso il nome da un personaggio biblico, figlio di Cam e quindi nipote di Noè, che fu un grande cacciatore e da cui iniziò il regno di Babele. Fu citato da Dante nella Divina Commedia con il nome di Nembrot e giudicato colpevole per la Torre di Babele e la confusione delle lingue. La fortezza è costruita su uno stretto crinale circondato da profonde vallate. Il luogo era strategico perché controllava la città di Banias con le sue sorgenti e l’importante strada per Damasco. La fortezza era lunga 420 m e larga 150 e si ritiene sia stata costruita agli inizi del XII secolo dai sovrani di Damasco e a lungo contesa fra crociati e musulmani. Per un certo periodo fu occupata da una setta estremista sciita detta degli Assassini, attiva in Persia e Siria dal secolo XI. La setta usava persone singole o in piccoli gruppi per compiere omicidi mirati dei suoi nemici. Si ritiene che gli esecutori fossero drogati con hashish, da cui derivò il nome di assassini. 

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Monte Hermon
Vista della fortezza di Nimrod.
Monte Hermon
Vista della fortezza di Nimrod.
Monte Hermon
La Rocca di Nimrod.
 
All'inizio del XIII secolo la fortezza fu ingrandita e restaurata dal sultano mamelucco Baybars. Dopo il 1260 fu conquistata dai mongoli penetrati nella regione; nel 1400 fu usata come prigione e dopo abbandonata. Gli scavi nella fortezza non sono stati ancora completati.
 

I LUOGHI DELLA GUERRA DEL GOLAN

Alle cinque del pomeriggio, si giunge nei luoghi della battaglia del Golan, al confine con la Siria, avvenuta nel sesto giorno della Guerra Sei Giorni, prima di accettare la proposta ONU del cessate il fuoco, il 9 giugno del 1967. Fu l'ultima decisione del Governo israeliano per garantire la sicurezza di questa frontiera. La battaglia si svolse per la conquista delle postazioni siriane sulla Tel Fahr che dominava la Hula Valley. Il compito fu affidato al Battaglione Barak della Brigata Golani (fanteria corazzata israeliana), ma l'attaccò fu sferrato da piccoli gruppi di combattenti che salirono da ovest sotto il fuoco siriano, mentre altri attaccavano da nord cercando di prenderli alle spalle. La battaglia durò tre ore fino alla conquista della postazione. Vi furono 32 morti, compreso il comandante del battaglione, e 20 combattenti hanno ricevuto medaglie al valore. Le difese siriane erano in trincea, le zone intorno erano minate e, anche oggi, fuori dalle strade, sono rimaste ancora insicure, come indicato dai cartelli. Si può esplorare una delle trincee sotterranee. 
Il posto è diventato un Memorial con cartelli descrittivi, una mappa dei percorsi e i riconoscimenti delle autorità al valore delle truppe, espressi anche da Yitzhak Rabin. 

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Collina Fahr (Tel Fahr)
Una trincea sotterranea dei siriani.
Collina Fahr (Tel Fahr)
Mappa delle fortificazioni e descrizione dello scontro.
Collina Fahr (Tel Fahr)
Segnali di pericolo per le mine.
 
  A sera si torna a Tiberiade, dove si pernotta per il secondo e ultimo giorno.

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