Ultimi Viaggi - Gerusalemme: la Città Vecchia



La storia di Gerusalemme inizia nel 997 a.C., quando David, re di Giuda, conquistò la città cananea dei Gebusei chiamata Jerushalaim e ne fece la capitale delle dodici tribù di Israele. David vi portò l’Arca dell’Alleanza, dove erano custodite le Tavole di pietra dei Dieci Comandamenti, ma morì prima di poter costruire il Tempio. Con il figlio Salomone, la città s’ingrandì fino a includere il Monte Moriah, luogo sacro degli Ebrei, perché quello del Sacrificio di Isacco, e qui Salomone iniziò la costruzione del Tempio nel 950. Morto Salomone, circa 17 anni più tardi, le 12 tribù si divisero e a Gerusalemme rimasero solo tre tribù fedeli alla stirpe di David. Nel 722 Gerusalemme si sottomise agli Assiri e non fu saccheggiata, ma nel 586 Nabucodonosor la distrusse con il Primo Tempio e deportò i suoi abitanti a Babilonia. La Cattività babilonese durò fino al 520, quando Babilonia fu conquistata dal re di Persia, Ciro, che permise il ritorno degli Ebrei e la costruzione del Secondo Tempio intorno al 520 a.C.. Con l’arrivo di Alessandro il Grande nel 331 iniziò il periodo greco che continuò prima con i Tolomei e poi con i Seleucidi. Questi cercarono l’ellenizzazione forzata degli Ebrei e introdussero il culto di Zeus nel Tempio, suscitando la rivolta dei Maccabei. Con la dinastia degli Asmonei, gli Ebrei riacquistarono l’indipendenza e riconsacrarono il Tempio. 
Nel 63 a.C. i Romani con Pompeo conquistarono Gerusalemme e nel 37 Augusto insediò Erode il Grande come re dei Giudei. La città aveva allora 50000 abitanti che durante le feste potevano triplicarsi. Morto Erode nel 4 d.C., i Romani presero il controllo della Giudea nominando dei governatori. Ponzio Pilato fu il quinto governatore e sotto di lui fu crocifisso Gesù intorno al 30 d.C.. Nel 66 scoppiò la prima guerra giudaica che durò quattro anni e finì con la distruzione del Secondo Tempio e la riduzione in schiavitù di molti ebrei da parte di Tito. Dopo la seconda guerra giudaica e l’ultima rivolta di Simon Bar Kochba, l’imperatore Adriano vietò ai Giudei di abitare nella nuova città di Aelia Capitolina, nata sulle rovine di Gerusalemme, il cui perimetro era quello dell’attuale Città Vecchia. 
Dopo l’editto di Milano del 313 che diede libertà di culto ai cristiani, iniziò una nuova era per Gerusalemme che divenne la Città Santa. La madre di Costantino, Elena, venuta in Palestina alla ricerca dei luoghi santi, diede inizio alla costruzione di chiese e basiliche e i pellegrinaggi riportarono Gerusalemme alle dimensioni dei tempi di Erode il Grande. Nel 335 ebbe inizio la costruzione della Basilica del Santo Sepolcro nel luogo, dove era stato sepolto Gesù e dove l’imperatore Adriano aveva fatto erigere un tempio a Venere e Giove. Nel 614, Gerusalemme fu presa e devastata dai persiani sasanidi di Corsoe II e poi ripresa dai bizantini nel 629. Nel 628, iniziò il predominio musulmano con l’invasione degli arabi guidati dal califfo Omar che fece di Gerusalemme una città santa dell’islam perché la collina del Tempio era il luogo dove Maometto era asceso in cielo. Il suo successore, nel 691, fece costruire sulla spianata la stupenda Cupola della Roccia dorata e Gerusalemme rimase, fino alla fine del X secolo, meta dei pellegrinaggi di ebrei, cristiani e musulmani. Nel 1009, il califfo Hakin iniziò le persecuzioni di ebrei e cristiani e la città fu poi chiusa a tutti i non musulmani. La prima crociata di Goffredo di Buglione, nel 1099, portò alla conquista cristiana di Gerusalemme che fu sottoposta a un bagno di sangue con il massacro della popolazione musulmana ed ebrea. La città divenne capitale di un Regno Latino e ripresero i pellegrinaggi. Nel 1187 i crociati furono sconfitti dal sultano Saladino e Gerusalemme tornò in mano musulmana; fu poi conquistata dai mamelucchi di Baybars nel 1263 e infine dagli ottomani nel 1516. Il secondo sultano, Solimano il Magnifico, eresse la nuova cerchia di mura della Città Vecchia, rimasta fino ad oggi. Gli ottomani regolarono i contrasti fra le diverse confessioni religiose sull’uso dei luoghi santi con un editto del sultano del 1852. Si stabilì il mantenimento dello “status quo” dei diritti esistenti nel 1767 e questa situazione è rimasta sostanzialmente valida fino ad oggi, garantendo la tolleranza fra i diversi gruppi religiosi. Un Editto di Tolleranza, promulgato nel 1856, permise a ebrei e cristiani di stabilirsi in città e fuori dalla cinta muraria. Cominciò un rapido incremento edilizio che fece sorgere l’attuale Città Nuova dal 1860 al 1880. 
Nel 1917, crollato l’impero ottomano, il trattato di pace assegnò alla Gran Bretagna il mandato sulla Palestina e Gerusalemme divenne capitale amministrativa del mandato. La Dichiarazione di Balfour e il riconoscimento dei diritti dei palestinesi inasprirono i nazionalismi delle due etnie. La proposta ONU della divisione della Palestina e di rendere internazionale Gerusalemme fu l’inizio della prima guerra arabo-israeliana del 1948 con la quale la Giordania conquistò la Città Vecchia e Gerusalemme Est, mentre gli ebrei rimasero in possesso della Città Nuova. La Guerra dei Sei Giorni del 1967 riunificò Gerusalemme sotto gli israeliani e fu dichiarata capitale di Israele, non riconosciuta dalla maggioranza delle nazioni che mantennero le loro rappresentanze diplomatiche a Tel Aviv.

 

DALLA PORTA DEI LEONI AL SANTO SEPOLCRO

La visita di Gerusalemme inizia il 3 maggio dalla Porta dei Leoni, o di Santo Stefano perché vicino vi fu lapidato, Stefano, primo martire cristiano. La Porta si apre sul lato est delle mura di Solimano, a nord della Spianata delle Moschee. Si trova di fronte al monte degli Ulivi e all’Orto dei Getsemani e da qui entrarono le truppe israeliane nella guerra dei sei giorni per conquistare la Città Vecchia. Sulla facciata della porta sono scolpite due coppie di leoni che in realtà sono leopardi, simbolo del sultano mamelucco Baybars. Attraversata la porta, sulla destra si trova la Chiesa di Sant’Anna, uno dei più begli edifici dei crociati, costruito sul luogo che, secondo la tradizione, era la casa di Gioacchino e Anna, genitori di Maria e quindi il luogo di nascita della Madonna. Oltre al suo valore architettonico, la chiesa ha un’ottima acustica e i pellegrini v'intonano canti religiosi. Vicino alla chiesa vi sono gli scavi degli antichi bagni di purificazione (Piscine Probatiche), dove era la vasca di Betesda citata dalle scritture. Qui si facevano i sacrifici e l’acqua era necessaria per purificare gli altari, si faceva anche un grande uso d'incensi provenienti dalla penisola arabica, trasportati con le carovane dei nabatei. 


Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire
Porta dei Leoni (Santo Stefano) di fronte al monte degli Ulivi.
Chiesa di Sant’Anna costruita dai crociati nel 1140.
Piscine probatiche (di purificazione).

 

Si prosegue sulla strada che viene dalla Porta dei Leoni e più avanti inizia la Via Dolorosa (Via Crucis), il percorso di Gesù dalla condanna al Calvario e fino al luogo della sua sepoltura. La strada si trova oggi nel quartiere musulmano mamelucco. Le varie tappe del percorso sono le Stazioni, contrassegnate da targhe, edicole e luoghi di culto. La Prima Stazione è il luogo dove Gesù fu giudicato, oggi occupato da una scuola islamica sul lato destro della strada, vicino a un arco del periodo di Adriano. La Seconda Stazione è il luogo della flagellazione, della presentazione al popolo (Ecce Homo) e dell’imposizione della croce indicati da targhe e da una cappella francescana. 

Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire
Da quest’arco (del periodo di Adriano), inizia la Via Dolorosa (Via Crucis): Prima Stazione. Targa della Seconda Stazione della Via Crucis, dove Gesù fu flagellato. Cappella francescana della Seconda Stazione, dove Gesù ricevette la croce.

La Terza Stazione è quella dove Gesù cadde per la prima volta, indicata da una piccola cappella polacca e da una scultura sulla porta, la strada fa una deviazione a sud e segue la Quarta Stazione segnata da una cappella armena, dove Gesù vide la madre fra la folla. Anche qui c’è una scultura sulla porta. Il percorso ritorna verso ovest alla Quinta Stazione, dove Gesù fu aiutato a portare la croce da Simone di Cirene, segnalata da un’iscrizione su una porta. 

Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire
Cappella della Terza Stazione, dove Gesù cadde per la prima volta. Cappella della Quarta Stazione, dove Gesù incontra la Madre. Cappella della Quinta Stazione, dove Gesù è aiutato dal Cireneo.

 

Un’iscrizione su una parete e una cappella greco-ortodossa indicano la Sesta Stazione, il luogo, dove la Veronica asciugò il volto di Gesù e lasciò sul panno l’impronta del suo viso (Vera Icona). Più avanti si entra nel suq musulmano e c’è la piccola cappella della Settima Stazione, dove Gesù cadde per la seconda volta. Appena visibile è l’Ottava Stazione, dove Gesù parlò alle donne. Si attraversa l’area occupata da una chiesa copta, da dove si vedono l’abside e la cupola della Basilica del Santo Sepolcro e, passando accanto alla Nona Stazione, dove Gesù cadde per la terza volta, si esce sul cortile della Basilica. La facciata, stretta fra gli edifici laterali, è quella costruita dai crociati nel XII secolo. Sulla destra c’era l’ingresso (ora chiuso) per la cappella sopraelevata del Golgota sormontata da una cupoletta. Questo era il luogo della prima chiesa costruita da Elena nel 326. Distrutta dal califfo Hakim, i crociati vi trovarono una piccola chiesa nel 1099 e costruirono l’attuale basilica nel 1149. Questa fu danneggiata e riparata più volte. Al tempo di Gesù, tutta l’area della Basilica era fuori dalle mura della città romana e il Golgota, luogo delle esecuzioni, era una collinetta rocciosa, dove c’erano delle grotte.  

Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire
Sesta Stazione, dove la Veronica asciugò il volto di Gesù. Il suq musulmano con le tre stazioni fino alla nona. La facciata della Basilica del Santo Sepolcro, che si trova nel Quartiere Cristiano.

 

Dall’ingresso principale, sulla sinistra, si entra nella Basilica, dove si trovano tutte le altre Stazioni fino alla quattordicesima che è il luogo del Sepolcro. A destra dopo l’ingresso, una ripida scala porta alla cappella del Golgota, dove Gesù fu spogliato delle vesti (decima Stazione), inchiodato alla croce (undicesima) e sollevato nel luogo della crocifissione (dodicesima). La cappella è divisa in due navate, quella destra è dei francescani, quella sinistra è greco-ortodossa ed è considerata il luogo della crocifissione. Nella stessa cappella c’è anche il luogo della deposizione e riconsegna del corpo alla Madonna (tredicesima). Lasciata la cappella del Golgota, si va nell’abside della Basilica, una grande rotonda al cui centro, sotto la cupola, è l’edicola del Santo Sepolcro dove i pellegrini fanno la fila per accedere alla Cappella del Sepolcro illuminata dalle candele (quattordicesima). 

Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire
Cappella del Golgota – Altare francescano.
Abside della Basilica: edicola del Santo Sepolcro.
Cappella del Santo Sepolcro illuminata dalle candele.

 

 

LA PORTA DI GIAFFA E LA CITTADELLA

Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire
Porta di Giaffa: porta ovest delle mura da cui partiva la strada per Giaffa.
Porta della Cittadella dei crociati costruita da Solimano.

Usciti dalla Basilica del Santo Sepolcro, si attraversa parte del quartiere cristiano sull’antico cardo romano che proviene dalla Porta di Damasco sulle mura di nord-ovest e, all’incrocio con il decumano, si gira a destra verso ovest fino ad arrivare alla Porta di Giaffa, la più occidentale, angolata a 90 gradi per facilitarne la difesa. Qui cominciava l’antica strada che portava al porto di Giaffa. Vicino sono le tombe degli architetti che hanno costruito le mura al tempo di Solimano il Magnifico, nel 945 dell’Egira musulmana (1538 del calendario gregoriano). Si deve notare che la trasformazione delle date gregoriane a quelle del calendario musulmano non si fa semplicemente sottraendo dalle prime 622 (data dell’Egira) perché il calendario musulmano è su base lunare. 

Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire
Cortile della Cittadella – Vista degli scavi. Cittadella - Vista della Città Vecchia dalla Torre di David.

Vicino alla Porta di Giaffa si trova la Cittadella dei crociati che era sorta in origine come palazzo di Erode il Grande nel I secolo a.C.; il palazzo fu usato dai governatori romani, con il quartiere della Decima Legione Fretensis il cui simbolo era un cinghiale, e fu distrutto nella rivolta del 66 d.C.. I bizantini scambiarono queste rovine per il monte Sion e il palazzo di David e vi costruirono una fortezza. La cittadella fu rinnovata da musulmani, crociati e da Solimano, cui si deve la porta d'ingresso. Alla torre più alta rimase il nome di Torre di David. Nel periodo ottomano fu sede della polizia turca e dopo mantenne questa funzione con gli Inglesi, i Giordani e gli Israeliani. All’interno della cinta di mura si vedono gli scavi. Dalla Torre di David, che è sede di un piccolo museo storico, si può ammirare il panorama della Città Vecchia. Si distinguono la cupola del Santo Sepolcro, il campanile della chiesa luterana del Redentore, la Cupola della Roccia e in fondo il Monte degli Ulivi. 
Si pranza al ristorante Casa Nova dei Padri Francescani all'interno delle mura, vicino alla Porta di Giaffa. 

LE CHIESE SUL LATO ESTERNO ORIENTALE E MERIDIONALE

Clicca per ingrandire
Mura di Solimano della città vecchia (lato nord).

Nel pomeriggio, alle 14:00 circa, si sale sul pullman vicino alla Porta di Giaffa e si gira da nord intorno alle mura di Solimano. Si arriva sul lato est alla base della collina degli ulivi e si entra nell’Orto dei Getsemani. Il nome deriva da una parola aramaica (Gath Shemani) che significa pressa per l’olio (frantoio), perché qui si trovavano i laboratori per la produzione dell’olio. Gli alberi di olivo sul monte e nell’Orto sono stati piantati più volte dal tempo di Gesù, perché l’olivo non vive più di 500-600 anni. Qui si trovava una grotta frequentata da Gesù e dai suoi discepoli e dove forse è stato arrestato (secondo Marco). Sul posto fu costruita una basilica da Teodosio (330), quindi una dai crociati (XII secolo) distrutta nel 614, e infine l’attuale Basilica delle Nazioni, progettata in stile classico dall’architetto Antonio Barluzzi e consacrata nel 1924. Per essere stata finanziata da 12 paesi, è stata chiamata la Basilica delle Nazioni. All’interno, ai piedi dell’altare, si trova un blocco di roccia, dove Gesù passò la notte alla vigilia del suo arresto e sudò sangue (secondo Luca), da questo derivò il nome di Basilica dell’Agonia. 

Usciti dall’Orto degli Ulivi, poco più a nord, si trova la chiesa greco-ortodossa del Sepolcro di Maria. Una tradizione vuole che Maria sia stata sepolta qui dai discepoli e la prima chiesa fu costruita da Teodosio II nel V secolo. L’attuale è quella dei crociati (XII secolo) ed è rimasta proprietà dei greco-ortodossi.  

Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire
Basilica dei Getsemani o delle Nazioni - Cupola e abside. Basilica delle Nazioni - Blocco di roccia ai piedi dell'altare, dove Gesù sudò sangue. Chiesa ortodossa del Sepolcro di Maria - Interno. L'attuale è dei Crociati (XII secolo).
 
Di fronte al lato sud-occidentale delle mura di Solimano sorge il Monte Sion, il luogo della cittadella gebusea conquistata da David nel 997. La città di David si estese poi a est occupando la collina di Ophel, dove ora si trova un parco archeologico che ha trovato 22 strati di insediamenti. Con Salomone, il centro religioso si spostò al Monte Moriah, dove sorse il Primo Tempio e il nome di Sion si estese a tutta la città di Gerusalemme, idealizzato durante l’esilio babilonese. 

Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire
Monte Sion – Cenacolo: il luogo è, per la tradizione, quello dell'Ultima Cena. Monte Sion – Cupola della Basilica della Dormizione di Maria.

Sul Monte Sion si trovano diversi luoghi sacri, sia ebrei, come la supposta Tomba di David, sia cristiani, come il Cenacolo. Ambedue si trovano nello stesso edificio che gli ottomani avevano usato come moschea ed era quindi interdetto agli altri culti. Ebrei e francescani ottennero una concessione dal sultano e si accordarono dividendo l’edificio in due parti, la stanza sottostante, ritenuta la tomba di David, fu data agli ebrei e la sala superiore a volte, in gotico angioino, del periodo crociato, ai cristiani. Il Cenacolo è considerato dai cristiani uno dei luoghi sacri più importanti, perché qui è avvenuta l’ultima cena fra Gesù e i suoi discepoli. Una prima chiesa, distrutta dai musulmani, fu ricostruita dai crociati e le pietre della sala hanno, infatti, i contrassegni di quell’epoca. La sala ebbe anche un mihrab, per la trasformazione in moschea. 

La sala della Tomba di David, abbastanza oscura, ha un cenotafio di pietra e forse i resti di una sinagoga del V secolo. Si usa oggi come sala di preghiera degli ebrei e, durante la visita, si ascolta un ebreo che suona la tromba cerimoniale (lo shofar, fatto con un corno di ariete) che annunzia l’arrivo del Messia. 
Vicino al Cenacolo si trova la basilica della Dormizione di Maria che si visiterà l'ultimo giorno.

 

IL QUARTIERE EBRAICO DELLA CITTÀ VECCHIA E IL MURO DEL PIANTO

Clicca per ingrandire
Porta di Sion – Questa è la porta più meridionale di Gerusalemme.

A nord del Monte di Sion si trova la Porta di Sion, la più meridionale delle mura di Solimano, da dove si entra nella Città Vecchia nel Quartiere Ebraico. La Porta conserva ancora, con i fori dei proiettili sulla facciata, le tracce dei duri scontri durante la guerra dei Sei Giorni (1967), quando gli Israeliani entrarono da questa porta nella città tenuta dai Giordani. Il Quartiere Ebraico è oggi il più moderno della Città Vecchia perché fu raso al suolo, durante i combattimenti casa per casa del 1948 contro le truppe giordane, che costrinsero gli israeliani a ritirarsi. Dopo la riconquista della città nel 1967 il quartiere fu completamente ricostruito ed ha assunto un carattere residenziale. Il centro del quartiere è piazza Hurva, vicino alla ricostruita Sinagoga Hurva che dalla fine del 1800 era la principale di Gerusalemme. Trasformata in bunker dai soldati israeliani nel 1948, fu fatta saltare con la dinamite dai Giordani. 
Il quartiere ebraico si trova a est del quartiere armeno dal quale lo divide la principale strada romana dell’Aelia Capitolina di Adriano, il Cardo Maximus, il cui tracciato da sud, vicino alla porta di Sion, arrivava a nord alla Porta di Damasco e, a metà, incrociava il Decumano che veniva dalla porta di Giaffa. 
Gli scavi eseguiti nel quartiere dopo il 1967 hanno fatto scoprire un tratto del muro del Primo Tempio con le case addossate visibili attraverso un vetro sul pavimento. Altri scavi lungo il Cardo Maximus hanno liberato antiche strutture romane e permesso la ricostruzione di una parte della strada che era larga 22,5 m e fiancheggiata da colonne. Un dipinto sul muro ricostruisce l’aspetto del Cardo al tempo dei Romani. La più antica pianta topografica di Gerusalemme è quella riprodotta in un mosaico di Madaca, in Giordania, all’interno della chiesa ortodossa di S. Giorgio (fine del VI secolo) dove sono evidenziati i tracciati del Cardo Maximus con la Porta di Damasco, la Basilica del Santo Sepolcro e la Porta di Santo Stefano (Porta dei Leoni).

Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire
Quartiere Ebraico dalla Porta di Sion. Cupola della Sinagoga ebraica.
Quartiere Ebraico. Scavi del Cardo Maximus e strutture romane. Dipinto con la ricostruzione del Cardo Maximus al tempo dei Romani.
 
Seguendo il Cardo fino all’incrocio con il Decumano e girando a destra si può arrivare in prossimità del Muro Occidentale della Spianata delle Moschee. Il muro circondava e serviva a contenere il rilievo del Monte Moriah dove, 2000 anni fa, sorgeva ancora il Secondo Tempio. Dopo la distruzione del Tempio nel 70 d.C. e l’esilio degli ebrei, si perse ogni cognizione sulla posizione esatta del Tempio e, anche quando gli ebrei tornarono a Gerusalemme nel periodo bizantino, non osarono salire sulla spianata per timore di calpestare il punto dove si trovava l’Arca dell’Alleanza che poteva essere avvicinata solo dai grandi sacerdoti. Gli ebrei ortodossi si fermavano quindi in raccoglimento davanti al Muro, diventato il luogo più sacro. Nel periodo ottomano continuarono a venire qua a piangere la perdita del Tempio e fu chiamato Muro del Pianto. Quando, nel 1967, gli Israeliani ripresero possesso della Città Vecchia, distrussero le case del quartiere arabo addossate al muro e crearono la piazza attuale. 
C’è un punto di osservazione più elevato da cui avere una visione completa della piazza e del Muro del Pianto, prima di avvicinarsi e si può meglio fotografare anche la Cupola della Roccia.  
Avvicinandosi al Muro, che è diviso in due sezioni separate per gli uomini e le donne, si possono osservare gli ebrei ultraortodossi (i chassidim) che indossano cappelli neri a larghe falde, lunghi cappotti neri, camicie bianche a collo rotondo ed hanno barbe folte e lunghi riccioli laterali (peyot). Formano una casta i cui membri osservano rigorosamente i precetti, sono esonerati dal servizio militare ed hanno delle famiglie numerose. Le donne hanno un portamento modesto e vestiti che coprono tutto il corpo e i capelli, tranne le mani e il volto. 
  Nel piazzale antistante, oggi c’è il giuramento per le nuove reclute dell’esercito israeliano e si assiste a una parte della cerimonia. 

Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire
Piazza del Muro del Pianto. Cupola della Roccia da un punto di
osservazione.
Ebrei ortodossi nel loro tradizionale
abbigliamento.

LE GALLERIE SOTTO IL MURO OCCIDENTALE

Alle 19:00 circa, si lascia il piazzale del Muro del Pianto per partecipare a una visita guidata, già prenotata dall’organizzazione del viaggio, alla Galleria sotto il Muro Occidentale. 

Gli archeologi israeliani hanno eseguito degli scavi sotto il lato nord del muro occidentale dal 1968 al 1978 e, in una seconda fase, nel decennio 1990. Si è aperto un corridoio lungo 488 m e lo scavo scende di 2,5 m circa fino al livello di un’antica strada precedente alla distruzione della città del 70 d.C.; si pensa fosse una strada commerciale, chiamata per questo “strada del mercato”. 

Clicca per ingrandire
Galleria del Muro Occidentale. Sistema di
trasporto delle pietre.
Galleria del Muro Occidentale. Posizionamento
delle pietre.

Le pietre di arenaria alla base del muro sono del tempo di Erode il Grande e di dimensioni gigantesche, una delle pietre è lunga 5 m e pesa 400 tonnellate; non si sa come sia stata trasportata qui e ci sono solo delle ipotesi. All’estremità nord del tunnel è stato trovato il percorso di un acquedotto del tempo degli asmonei la cui origine non è stata identificata. Nel 1996 fu creata un’uscita all’estremità nord del muro verso la Via Dolorosa, e questo provocò una sanguinosa rivolta nel periodo della seconda intifada con riflessi internazionali. Questa è diventata l’uscita dei turisti alla fine del percorso. 
Il percorso guidato inizia dal lato nord del Muro del Pianto. In una prima sala si mostra una ricostruzione del Secondo Tempio al tempo dei Romani con una movimentazione che fa vedere l’evoluzione nel tempo. Un filmato illustra i metodi usati per il trasporto dei massi e il loro posizionamento. 
Finita la visita, si percorre quindi il corridoio dello scavo fino all’uscita. Si esce dalla Città vecchia dalla Porta dei Leoni, dove si era entrati il mattino, e si trova il pullman che ci riporta all'Hotel Prima Royal. 


Indice |Info | Stampa | Permalink