Ultimi Viaggi - Trinidad



  L’intera giornata del 30 novembre è stata dedicata alla visita di Trinidad, città della provincia di Sancti Spiritus. L’intera città è un gioiello coloniale restaurato e rimasto autentico senza essere stato rovinato dal turismo. Con l’Avana Vieja e la Cittadella di Santiago de Cuba, Trinidad è una delle tre città dichiarate Patrimonio dell’Umanità UNESCO. La città fu fondata nel 1514 da Diego Velasquez de Cuéllar con il nome di Villa de la Santisima Trinidad. Dal suo porto partì Hernan Cortés, il 10 febbraio 1519, per andare a conquistare il Messico, lasciando Cuba il 18, da Capo San Antonio, all’estremità occidentale dell’isola, dopo essersi riunito al resto della flotta proveniente dall’Avana. Con l’arrivo dei primi tesori dal Messico, iniziò la prosperità della città poi, con l’abbondanza degli schiavi, l’economia si convertì alla coltivazione della canna da zucchero e alla sua industria e il 1700 fu il periodo del massimo splendore per la sua società e la sua architettura. La città iniziò la decadenza con la crisi dello zucchero e, solo dopo la Rivoluzione, la città fu dichiarata monumento nazionale, restaurata e pedonalizzata. 
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Trinidad - Plaza Mayor.
Chiesa della Santissima Trinità.

 

  La visita inizia nel centro, dalla Plaza Mayor, dove si trova la chiesa Parrocchiale Maggiore, ricostruita nel 1892 con influenze barocche, e altri palazzi padronali dai colori pastello. L’interno della chiesa è a tre navate, le cappelle hanno altari di legni pregiati di colori diversi scolpiti da artisti locali in 15 anni, ma le statue dei santi provengono tutte dalla Spagna. A sinistra della chiesa, si trova il palazzo Brunet, tipico esempio della ricca società coloniale, trasformato in Museo Romantico con una raffinata raccolta di mobili e oggetti d’epoca. All’esterno è circondato da un porticato, il primo piano ha una lunga balconata con balaustra di ferro battuto. Dalle finestre si vede la piazza e, verso nord il campanile dell’antico Convento di San Francesco, il punto più alto della città. La piazza è occupata da aiuole con siepi di ibisco e palme reali, circondate da ringhiere di ferro battuto; sedili e lampioni sono di stile liberty.

 

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Trinidad - Plaza Mayor.
Museo Romantico.
Trinidad - Museo Romantico.
Plaza Mayor dalle finestre del Museo.
Dal Museo Romantico. Campanile del Convento di San Francesco,
il punto più alto della città.

  All’interno un patio dava aria alla casa; al primo piano le sale hanno il soffitto di legno di cedro scolpito e lampadari importati dall’Europa. Vi sono decorazioni alle pareti e, fra i mobili, un secretaire di legno e porcellana smaltata. 
 
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Plaza Mayor - Museo Romantico – Sala.
Tetto ligneo e lampadario.
Plaza Mayor - Museo Romantico.
Decorazioni alle pareti.
Museo Romantico – Sala.
Secretaire di legno e porcellana smaltata.

  Passeggiando lungo le strade e intorno alla piazza si può apprezzare la varietà dell’arte coloniale nelle sue decorazioni di fregi neoclassici, splendide grate di ferro alle finestre, dalle più semplici a quelle più elaborate, balconi di legno e grate di legno tornito e colorato. 
 
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Casa coloniale - Cafeteria, Meson del Regidor.
Grate di legno tornito e colorato.
Casa coloniale.
Balconata e finestre di legno tornito.
Casa coloniale - Altro esempio di bellissime
grate metalliche alle finestre.

  A est della piazza c’è il piccolo mercato artigianale dove, oltre agli oggetti di uso comune e di artigianato, si notano alcuni campioni di targhe automobilistiche usate a Cuba, che si distinguono per il colore: il blu e il rosso dello Stato, il giallo dei privati, il nero dei diplomatici e c’è anche il marrone per le imprese private. A ovest della Plaza Mayor c’è il luogo della fondazione della città che per tradizione, in tutte le città cubane, è contrassegnato da un albero sacro, la ceiba, ma essendo morto il vecchio, ne hanno piantato uno ancora giovane. 
 
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Trinidad - Mercato Artigianale.
Trinidad - Mercato Artigianale.
Targhe automobilistiche cubane.
Trinidad - Mercato Artigianale.

  Dietro il monastero di San Francesco ci si ferma alla Taberna della Canchànchara, luogo di ritrovo con musica e canti, dove si può gustare un cocktail tipico, chiamato appunto Canchànchara, con miele, limone, rum, acqua e ghiaccio. 
 
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Ingresso al Bar de la Canchànchara
con musica e canzoni cubane.
Manifesto pubblicitario
del cocktail la Canchànchara.
Interno del Bar de la Canchànchara.

  Dopo il pranzo a un ristorante di Plaza Mayor, si visita il Museo Historico Municipal, nell’antico palazzo di Justo Cantero, un ricco proprietario di piantagioni, dove sono raccolti documenti della storia della città dall’epoca dello schiavismo e degli zuccherifici, alle guerre d’indipendenza e alla Rivoluzione. Il palazzo ha una torretta e si può salire fino al terrazzo da dove ammirare il panorama della città e dei dintorni. Verso nord si vede la Plaza Mayor e le colline, dietro la città, verso ovest, si riconosce il campanile del monastero di San Francesco, verso sud si vede, sul fondo, il mare. 
 
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Museo Storico a Palazzo Cantero
con la torretta panoramica.
Dalla torretta, vista nord
con la plaza Mayor e le colline.
Dalla torretta, vista ovest con il campanile
di S. Francesco, il punto più alto della città.

  Tra le iniziative artigianali di Trinidad, la più importante è quella di El Alfaredo (il vasaio), una piccola fabbrica di ceramiche d’arte creata da una cooperativa familiare che lavora l’argilla e usa un forno a legna fino a 1000 °C. Il proprietario offre dimostrazioni dell’uso del tornio da vasaio. 
 
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Casa del Ceramista (Alfarero) - Una dimostrazione.
Ceramista al lavoro - Iniziato un altro modello.
Laboratorio del Ceramista - Esemplari finiti.

  Nel primo pomeriggio si torna in albergo, dove i clienti possono gustare l'incredibile varietà di cocktail, offerti in certe ore senza limiti e senza pagare. Si passano alcune ore sulla spiaggia e si assiste al tramonto del sole sul mare. Cena e seconda notte di pernottamento. 
 
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Tramonto dalla spiaggia dell'Hotel Brisas.

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