Ultimi Viaggi - Bayamo e Manzanillo



 

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Da Camagüay a Las Tunas - Pascoli
per allevamento del bestiame.
Las Tunas, capitale della provincia omonima -
Mercato

Si fa una breve sosta in città per la visita del mercato di frutta e verdure e, poco dopo le 11:00, si riparte per Bayamo, 70 km a sud-est. San Salvador de Bayamo (nome originale) fu la seconda città fondata da Diego Velasquez a Cuba nel 1513. Città ricca per la sua florida agricoltura e l’allevamento del bestiame, entrò nella storia con la prima guerra d’indipendenza, quando, dopo il Proclama di Yara, Carlos Manuel de Céspedes, il 20 ottobre 1868 entrò a Bayamo e la proclamò capitale della Repubblica indipendente. Qui, per la prima volta, fu cantata la Bayamesa che divenne l’inno nazionale cubano, come la Marsigliese francese. Il 12 gennaio 1869, circondati dall’esercito spagnolo, i rivoltosi preferirono bruciare la città che perse interamente il suo patrimonio architettonico coloniale. La nuova città fu ricostruita dagli Spagnoli e il centro, ricostruito dopo l’indipendenza, è diventato Monumento Nazionale. Dopo la vittoria della rivoluzione castrista del 1959, la provincia di cui è capitale ha preso il nome di Granma, dal nome del battello con cui i ribelli del Movimento 26 Luglio sbarcarono a Cuba il 2 dicembre 1956 per iniziare la guerriglia dalla Sierra Maestra e liberare Cuba dalla dittatura di Batista. 

La visita inizia dal centro cittadino, Plaza de la Revolution o Parque Céspedes, vasta piazza alberata, dove si fronteggiano i due monumenti a Carlos Manuel de Céspedes, il Padre della Patria, e Perucho (Pedro) Figueredo, autore dell’inno nazionale. Il primo mostra Céspedes in piedi su un piedistallo con due bassorilievi: davanti sono rappresentati i morti della rivoluzione, sul lato destro la fucilazione di uno dei figli di Céspedes da parte degli Spagnoli, il padre si era rifiutato di cessare la lotta per liberarlo, disse che egli non era il suo unico figlio perché lo erano tutti i morti per la rivoluzione, per questo fu chiamato Padre della Patria. Anche Céspedes morì nel 1874, in un’imboscata degli Spagnoli. Il secondo monumento è un busto di Figueredo con il suo nome davanti e, ai lati, due pannelli: quello di sinistra riporta le note dell’inno del musicista Manuel Muñoz Cedeño, quello di destra le parole dell'inno scritte dallo stesso Figueredo.

 

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Bayamo - Piazza della Rivoluzione. Dove sono i
monumenti a Céspedes e Figueredo.
Bayamo - Piazza della Rivoluzione.
Monumento a Carlos de Céspedes, Padre della Patria.
Bayamo - Piazza della Rivoluzione - Monumento
a Perucho Figueredo, autore dell'Inno Nazionale.

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Casa Natale di Manuel de Céspedes (quella gialla)
e Casa Natale del musicista Cedeño (quella rosa).
Abitazione di Manuel Muñoz Cedeño, autore
della musica dell’Inno Nazionale.

 

Sul lato sud della piazza si affacciano i due principali musei La Casa Natale di Manuel de Céspedes, a due piani di colore giallo, risparmiata dall’incendio e restaurata, che raccoglie i suoi ricordi, e la Casa Natale del musicista Manuel Muñoz Cedeño (1813-1895) con una targa, divenuto ora Museo Provinciale e, in un'altra strada, la sua abitazione, anche questa ricostruita nello stile coloniale del 1800. A ovest della piazza c’è il palazzo dei Figueredo con la targa che ricorda la nascita dell’autore dell’inno nazionale che fu fatto Maggior Generale e si distinse nella guerra. Fatto prigioniero dagli Spagnoli nel 1870 fu fucilato a Santiago de Cuba. 
L’ultimo importante edificio è la Cattedrale detta di San Salvador De Bayamo, il Patrono della città, con la facciata sul lato ovest. Questa è stata la seconda chiesa costruita a Cuba nel 1613, ma l’originale è stato distrutto nell’incendio della città e fu ricostruita solo nel 1919 con un campanile a cupola. In questa chiesa, nel giugno del 1868, nel giorno del Corpus Domini, fu suonato ufficialmente per la prima volta l’Inno Nazionale. 
 
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Bayamo - Casa natale di Perucho Figueredo, autore
dell'Inno Nazionale.
Plaza del Himno National - Cattedrale di San
Salvador de Bayamo.
Plaza del Himno National - Cattedrale di San
Salvador de Bayamo - Interno.

A sera si pernotta all’Hotel Sierra Nevada di Bayamo.

MANZANILLO E LO SBARCO DEL GRANMA

Il mattino del 3 dicembre, si lascia Bayamo rimanendo sempre nella provincia di Granma, verso la costa sud-occidentale di Cuba, con diversi luoghi storici fra cui, la Demajagua, la tenuta di Carlos Manuel Manuel de Céspedes, dove questi liberò i suoi schiavi, il 10 ottobre 1868 e diede inizio alla rivolta contro gli Spagnoli e alla guerra dei dieci anni. Sulla costa si trova il luogo dello sbarco del Granma con gli 82 membri del Movimento del 26 luglio, guidati da Fidel Castro che diedero inizio alla guerriglia della Sierra Maestra, ultima fase della Rivoluzione cubana contro Batista. 
A ovest di Bayamo, dopo 65 km circa, si raggiunge la cittadina di Manzanillo, una volta importante città portuale per il commercio dello zucchero sul golfo di Guacanayabo, oggi città di pescatori, nota per aragoste e gamberi, ma poco frequentata dai turisti. La costa fino a Cabo Cruz è dominata dalle mangrovie e dalla barriera corallina nei fondali. Il centro cittadino ha mantenuto il suo aspetto coloniale con la piazza principale, Parque Maximo Gomez, ben alberata con palme reali e al centro il Palco per l’orchestra di stile moresco-andaluso (Glorieta Moresca). Intorno si trovano eleganti palazzi come la Casa de la Cultura, un edificio costruito dopo l’indipendenza, nel 1935, decorato con azulejos di Valencia. Le strade pedonali, che si dipartono dalla piazza, completano la visione del centro. 
 
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Manzanillo - Parque Maximo Gomez - Palco
per l’orchestra di stile arabo.
Manzanillo - Strada pedonale. Manzanillo - A destra, Casa della Cultura.

Nei dintorni della città, 13 km a sud, nella Demajagua, la tenuta di Manuel de Céspedes ci sono i resti della Campana della Libertà suonata quando furono liberati gli schiavi. La tenuta fu bombardata dal mare dagli Spagnoli, subito dopo l’inizio della guerra. 
Lasciata Manzanillo, si scende seguendo la costa, verso sud-ovest e si passa vicino alla cittadina di Media Luna, dove nel 1920 è nata Celia Sanchez Mandulay che incontrò Castro nel 1957 ed entrò nel Movimento 26 Luglio. La Sanchez divenne il braccio destro di Castro, gestì la rete dei rifornimenti per i ribelli della Sierra Nevada durante la rivoluzione e fu considerata un’eroina della rivoluzione. Morì di cancro nel 1980 e Castro, che le era molto affezionato, ne rimase molto scosso. 
Dopo Niquero, la cittadina più vicina allo sbarco, si entra nel Parque Nacional del Desembarco del Granma, a circa 100 km da Manzanillo, che è anche una Riserva Naturale ben preservata e paradiso degli uccelli, importante per le colline carsiche, la costa paludosa, ricca di lagune coperte da mangrovie, e i fondali corallini. Poco dopo si vede, sotto una tettoia, una copia del battello Granma (Grande Madre), a ricordo dello sbarco. All’estremità di un grande spiazzo, c’è poi un basso edificio in cemento con un piccolo museo che mostra fotografie e documenti sull’impresa, una mappa della Sierra Maestra e le frasi pronunziate da Fidel in occasione dello sbarco: “Si salimos, llegamos, si llegamos, entramos, y si entramos, triunfamos” e “La Rivoluzione è figlia della cultura e delle idee”. Vicino al museo è stata conservata una capanna, dove abitava un contadino, Angel Pérez Rosabal, che fu il primo ad accogliere Fidel e i suoi compagni appena sbarcati e fece loro da guida. Fu considerato il primo collaboratore. 
 
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Parco Nazionale dello Sbarco. Riproduzione
del battello Granma.
Parco Nazionale dello Sbarco. Museo del
Desembarco.
Capanna di Angel Pérez Rosabal, il contadino
che accolse i ribelli.
 
Da qui inizia una pista in cemento fra le mangrovie, lunga 1,5 km che porta alla Playa las Coloradas, punto dello sbarco. L’acqua delle lagune è resa rossastra dalle Mangrovie e da questo ha preso il nome della Playa. Naturalmente la pista non esisteva al momento dello sbarco e si possono comprendere le difficoltà per attraversare la zona acquitrinosa nella fitta vegetazione. All’estremità della pista si trovava un monumento che è stato spazzato recentemente da una mareggiata, durante uno dei tifoni che colpiscono il sud dell’isola. 
 
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Parco Nazionale dello Sbarco. La pista di cemento,
fra le mangrovie, che porta al punto dello sbarco.
Parco Nazionale dello Sbarco.
Una parte della laguna lungo la pista.
Parco Nazionale dello Sbarco - All’estremità di
una pista, dove sorgeva un monumento
portato via da una mareggiata.

Si torna indietro e si riprende il pullman tornando verso Niquero, dove si pranza. Nel percorso si osservano le case dei contadini e le fattorie con le piantagioni di mango. 
Alle 16:30 il pullman riparte per Santiago de Cuba, dove si arriva alle 21:00 circa all’Hotel Casagranda. Qui si rimarrà due notti. 

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