Ultimi Viaggi - Arrivo a Ulaabaatar (Ulan Bator)



  Si arriva in Mongolia all’aeroporto Gengis Khan di Ulaanbaatar alle 6:00 del mattino il 6 luglio 2011 dopo complessive 10 ore di volo, due di sosta a Mosca e +6 ore di fuso orario. La Mongolia mantiene l’ora legale tutto l’anno e quindi, nei mesi invernali, la differenza di fuso è di +7 ore. Si rimane la notte successiva all’Hotel Bayangol vicino al centro della città. 

  La capitale della Mongolia, chiamata comunemente Ulan Bator, è nata come città nomade, agglomerato di gher, le tende tradizionali dei pastori. Fino alla metà del 1700, si chiamava Urguu (palazzo in mongolo), o Urga, e si spostava per centinaia di chilometri seguendo le esigenze dei pastori e dei mercanti. Gengis Khan aveva già in mente una capitale stabile che fu costruita dal suo successore, il terzogenito Ogodei, nel 1235 e chiamata Karakorum, centro dell’impero e quindi del mondo. Si trovava nella provincia (aimag) di Uvurkhangai (South Hangay) a 420 km dall’attuale e durò fino al 1267, quando Kubilai Khan la spostò nel luogo dell’attuale Pechino, come capitale della dinastia Yuan. Karakorum rimase come centro religioso, fino a quando i manchu, tribù mongole della Mnciuria, la rasero al suolo nel 1380. La capitale della Mongolia, dopo la caduta degli Yuan, rimase nomade fino al 1779, quando si fermò nel sito attuale come un grande accampamento che si spostava solo di pochi chilometri, quando il luogo diventava invivibile. Divenne capitale della Mongolia Esterna nel 1911, con la prima proclamazione d’indipendenza dalla Cina dei manchu. Nel 1924, assunse il nome attuale in onore dell’Eroe Rosso (Ulaan Bataar) Sukhbaatar. Nel 1933 il territorio della capitale divenne autonomo da quello della aimag Tuv (Central), cui apparteneva, con una superficie di soli 4800 kmq. Sotto l’influenza dei sovietici, la città si trasformò con grandi condomini e giganteschi uffici governativi e, da allora, ha continuato a crescere fino ad avere oggi 1,3 milioni di abitanti, la metà della popolazione della nazione. Nel 2006, per i festeggiamenti degli 800 anni dalla fondazione dell’impero mongolo, è stata rifatta la piazza principale, Sukhbaatar, con il monumento a Gengis Khan e ai suoi successori. In quest’occasione, è stato celebrato in grande il festival del Naadam con i tre giochi tradizionali, la lotta, le gare degli arcieri e quella dei cavalieri. Il festival si tiene ormai ogni anno, fra l’11 e il 12 luglio, richiamando molti turisti e non solo nella capitale ma anche in molte altre località, un omaggio alle tradizioni del passato e all’orgoglio nazionale. 

 

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Ulan Bator – Una vista dal Bayangol Hotel.

 

  La città si estende da est a ovest e la via principale è l'Enkh Tivny Urgun Chuluu, o Viale della Pace, che passa a sud della Piazza Sukhbaatar. Il fiume Seilbe l'attraversa a sud del centro cittadino, da ovest a est. Le strade sono larghe ma il traffico è caotico. La giornata è dedicata a una visita generica della città sostando al Monastero Gandan, il più grande e frequentato della città, e alla piazza principale, Sukhbaatar. Una visita più completa è prevista nell’ultimo giorno del viaggio, prima della partenza. 

  Il Monastero Gandan si trova un chilometro circa a ovest della Piazza Principale, il suo nome completo significa “il grande luogo della felicità completa”, è un complesso di templi all’interno di un recinto con ingressi a forma di pagoda. La sua costruzione fu iniziata nel 1838 ed è stato sempre il più importante della città. Si entra in un piazzale ingombro di piccioni, turisti, fedeli e sacerdoti lamaisti. Intorno, vi sono altri padiglioni e incensieri di bronzo. 

 

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Monastero di Gandan – Il Tempio Principale di
Megjid janraiseg (Dio che guarda ovunque).
Il Tempio Principale
Statua di Megjid janraiseg.

 

  In fondo al viale centrale compare il Tempio Principale, un edificio bianco sormontato da una struttura a pagoda. All’interno, Bogd Khan, il primo monarca della Mongolia indipendente, aveva fatto erigere nel 1911 una grande statua in oro e bronzo, pesante 20 tonnellate, del “Dio che guarda ovunque” (Megjid janraiseg) cui il tempio era dedicato. Nel 1937, durante le epurazioni di Stalin, il tempio fu danneggiato e la statua trafugata. Il tempio fu conservato per diventare un esempio di monastero per i visitatori stranieri. 
  Dopo il 1990 ricominciarono le cerimonie religiose e oggi il Gandan ha circa 600 monaci. La statua nel tempio è stata ricostruita con il lavoro di 50 artigiani e artisti; è alta 26 m ed è stata consacrata dal Dalai Lama in persona nel 1996. Si può ammirarla entrando nel tempio. Percorrendo i viali si trovano un leone di pietra e una serie di ruote delle preghiere che i fedeli fanno girare in senso orario. All'interno del Tempio Zuu (tempio del Gioiello) si trova la statua del settimo Buddha vivente del 1869 e, ai lati, gli altri due Buddha del passato e del futuro. C’è anche la rappresentazione bidimensionale del paradiso di Buddha, il mandala, e la bandiera del Buddha con i quattro colori: blu (cielo), giallo (sole), rosso (fuoco), verde (terra), bianco (anima). 

 

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Monastero di Gandan
Leone di pietra e ruote delle preghiere.
Tempio Zuu (tempio del gioiello)
Bandiera di Buddha con i cinque colori.
Tempio Zuu (tempio del gioiello)
Il Buddha del presente (il settimo del 1869).

 

  Attraversando la città si passa per i principali musei che si visiteranno nell’ultimo giorno, il Museo di Belle Arti, il Museo Nazionale della Storia Mongola e il Museo di Storia Naturale. Si finisce a Piazza Sukhbaatar, il cuore della città, dedicata al generale eroe della rivoluzione. Al centro si trova la sua statua equestre, nel punto dove fu proclamata l’indipendenza nel 1921. Sul lato nord della piazza si trova il Parlamento, o Palazzo del Governo. Al centro, nel 2006, è stato eretto un colonnato neoclassico preceduto da una gradinata e, in fondo, il monumento a Gengis Khan di bronzo assiso su un trono e due cavalieri mongoli, in posizione avanzata, che sono i suoi successori: a destra Ogodei Khan, suo terzogenito, e a sinistra Kubilai Khan, fondatore della dinastia cinese Yuan. 

 

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Piazza Sukhbaatar
Monumento equestre del generale.
Piazza Sukhbaatar – Palazzo del Governo con il monumento a Gengis Khan.
Piazza Sukhbaatar
Palazzo del Governo - Colonnato centrale.

 

  Sul lato nord-est della piazza c’è il Palazzo della Cultura e, a sud-est, il Teatro di Stato dell’Opera e del Balletto di colore rosa. 
  Il lato sud della piazza è stato occupato in questo periodo dalle tende mongole (gher) per le manifestazioni del festival Naadam che si svolgeranno nella prossima settimana. 

 

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Piazza Sukhbaatar
Teatro di Stato dell’Opera.
Piazza Sukhbaatar
Il Teatro del Balletto di colore rosa.
Piazza Sukhbaatar (lato sud)
Le gher e il padiglione della giuria per il Naadam.

 

Si torna in albergo a riposare perché domani inizierà l’itinerario attraverso la Mongolia. 

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