Ultimi Viaggi - Verso Est per il Lago Ugii



Il mattino del 7 luglio, alle ore 8:30 il gruppo è pronto per la partenza a bordo di tre fuoristrada 4x4 uno dei quali è munito di un navigatore GPS (ground position system), unico ausilio di guida per arrivare alle destinazioni prescelte, a parte la grande esperienza dei piloti nella conoscenza delle piste, non potendo affidarsi alle segnalazioni stradali completamente insufficienti. Si caricano provviste di acqua e per il pranzo al sacco. Il programma della giornata è di percorrere circa 390 km verso ovest per raggiungere il lago Ugii nella zona sud-orientale dell'aimag di Arkhantai (North Hangay). Nella zona si trovano preziosi reperti della dominazione turca fra il VI e VIII secolo in Mongolia. 
Si esce dalla capitale in direzione ovest attraversando rapidamente la periferia. 
Le strade che escono dalla capitale sono tutte asfaltate e si dirigono in tutte le direzioni. Si esce dal territorio metropolitano entrando nell’aimag Tuv (Central) di 74000 kmq con 100000 abitanti, in maggioranza nomadi, e 1,6 milioni di capi di bestiame, la capitale è Zuunmond a soli 43 km da Ulaanbaatar. Si comincia a familiarizzare con il paesaggio mongolo: strade quasi deserte, animali al pascolo, paesaggio collinare e le bianche tende mongole (gher) sparse a distanza. A volte s’incontrano cumuli di pietre con un palo verticale ricoperto di stoffe colorate, rosse, blu e verdi. Sono gli ovoo, offerte agli spiriti locali secondo antiche credenze sciamaniche assimilate nel lamaismo buddhista. 
 
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Una strada quasi deserta.
Una tenda mongola (gher)
e un moderno mezzo di trasporto.
Cumulo di pietre con palo
ricoperto di stoffe colorate (ovoo).

Oggi sono un benvenuto ai viaggiatori che girano intorno al cumulo in senso orario e depositano una pietra o anche un’offerta. Una volta, quando i guerrieri andavano in guerra, ognuno depositava una pietra e, al ritorno, ne portava via una in modo da poter contare il numero dei caduti. 

Alle 10:30, dopo circa 130 km, si arriva in prossimità di un punto di ritrovo, dove c’è una certa animazione. Si apprende che gli abitanti dell’area stanno organizzando i giochi del Naadam e in particolare le gare tradizionali a cavallo con premiazione dei primi cinque arrivati. Ci sono un gruppo di gher, una tenda per la giuria del festival con la bandiera nazionale. Si può notare come la motorizzazione è ormai diffusa fra i nomadi.   Proseguendo, alle 12:00 circa, si passa vicino al villaggio con case di legno e muratura, dai tetti colorati, e numerosi pullman, auto e autocarri. 
Si lascia la strada asfaltata e da questo momento si seguono piste sterrate. Un’ora dopo, si raggiunge la località Piccole Sabbie con formazioni rocciose vulcaniche e si fa sosta per il pranzo al sacco. 
 
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Punto di ritrovo degli abitanti del vicino villaggio.
Un gruppo di gher per l'organizzazione del festival.
La tenda del festival.

 

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Il villaggio che è l'insediamento principale dell'area.
Località Piccole Sabbie - Luogo di sosta.
Località Piccole Sabbie - Rilievi di rocce vulcaniche.

Ripreso il viaggio alle13:40, s’incontra un gruppo di gher con allevatori di cammelli. Si può notare come i pastori usano spesso la motocicletta per controllare e raccogliere le bestie. I cammelli sono della razza battriana domestica, la più grande e resistente, alcuni hanno le gobbe flosce, indice di denutrizione, perché hanno perso le loro riserve di grasso. 

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Gher di pastori nomadi che usano la motocicletta
per controllare gli animali.
Qui i pastori hanno un allevamento di cammelli.
Cammello con le gobbe flosce per aver perso
le riserve di grasso.
Alle 14:00 circa, si entra nell’Arkhangai (North Hangay), una provincia di 54300 kmq con 98000 abitanti e 1,7 milioni di capi di bestiame, e si giunge in una località che era il cuore dell’antico impero uiguro dei Khan turchi che hanno dominato la Mongolia fra VI e VIII secolo, con la loro capitale Khar Bakgas. Questa oggi sta circa 40 km a sud del lago Ugii e altrettanto a nord del sito di Karakorum, prima capitale dell’impero mongolo, oltre il confine sud con l’aimag di Uvurkhangai (South Hangay). Ci si trova all’improvviso davanti a un allineamento di stupa buddhisti eretti come ricordo nel 2006, per l’anniversario degli 800 anni dell’impero mongolo. Vicino si trova anche un gigantesco cumulo di pietre (ovoo) con le solite stoffe colorate che, per le sue dimensioni, dimostra l’antichità del luogo. 
 
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Due stupa - Monumenti della tradizione buddhista.
Allineamento di tre stupa.
Cumulo di pietre e palo con stoffe colorate
Dalle dimensioni si deduce l'importanza del luogo.

 

Nei dintorni si fanno ancora altre scoperte. C’è il sito, dove l’esploratore russo Yadrintsev scoprì nel 1889 due preziose steli turche con le iscrizioni in Gokturk che furono più tardi identificate come dedicate ai due khan turchi Bilge Tagan e il fratello Kul Tegin. Nel sito è rimasta la copia di una stele e un cartello con la storia delle iscrizioni. Nel 1890, un gruppo archeologico finlandese cominciò a studiare le iscrizioni. Nel 1891, il turcologo russo W. Radloff studiò sul posto le iscrizioni che erano in antico turco e quella di Kul Tegin anche in cinese. Il cinese fu tradotto in tedesco da George von der Gobelanti e, V. Thomson, della Royal Danish Research Association, iniziò la decifrazione, prima dell’alfabeto Gokturk, che completò il 25 novembre 1893, poi annunziò ufficialmente la decifrazione dell’iscrizione, il 15 dicembre dello stesso anno. Radloff fu così il primo scienziato a usare la decifrazione delle iscrizioni nel 1894/95. Nei pressi si visita il Museo delle steli, dove si trovano gli originali delle due steli e molti altri reperti trovati nell’area. Le steli sono ambedue del 734 (il dominio turco è durato dal 582 al 745), sono alte 3,30 m e larghe 1,30. Solo la stele di Kul Tegin è stata completamente decifrata. 
 
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Museo delle steli – Interno.
Stele originale di Bilge Khan (anno 734).
Stele originale di Kulitegin Captian (anno 734).

 

Alle 17:30 si riprende il viaggio in direzione nord per raggiungere il lago Ugii. L’aimag Arkhantai, oltre ad avere interessanti testimonianze del passato è una regione ricca di foreste, laghi e fiumi pescosi come l’Orkhon, il Tamir e il Khanui, luogo di origine degli Unni e della dinastia di Attila, vi sono numerose aree vulcaniche con sorgenti termali, ed è frequentato per l’osservazione degli uccelli e la pesca. Si scopre il lago in una vallata spoglia di alberi esteso per 25 kmq. Si raggiunge il nostro Campo attrezzato per la notte vicino alla riva del lago e si ha il primo contatto con l’ospitalità turistica mongola. Le tende mongole (gher) sono a uno o due letti, si accende la stufa a legna perché fa freddo, in compenso le coperte di lana sono pesanti. I bagni e le docce sono all’esterno e l’acqua calda è fornita da pannelli solari, ma già a sera è insufficiente. Il lago sembra un luogo di pace, ma sulla riva pullulano gli insetti. Intorno pascolano numerosi cavalli. 

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Il lago Ugii in una vallata spoglia di alberi.
Cavalli in libertà.
Cavalli in libertà.
 

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