Ultimi Viaggi - Il Naadam a Karakorum



  Il mattino del giorno 8 luglio si abbandona il campo attrezzato del lago Ugii scendendo a sud. Si lascia l’Arkhantai entrando nell’aimag di Uvurkhangai (South Hangay), dove si trova il sito dell’antica capitale imperiale Karakorum e l’abitato moderno di Kharkhorin. Per la sera è stato prenotato il campo attrezzato Khan Taij che oltre alle tradizionali gher ha un edificio con camere singole e servizi e vi si depositano i bagagli. 
  Oggi iniziano le manifestazioni del Naadam e si va nel piazzale delle feste, dove è sistemato il padiglione della giuria e degli artisti e i sedili dei visitatori. Fuori del piazzale sono la pista e i traguardi delle gare di percorso a cavallo; gli arrivi sono distribuiti durante la mattinata. Vi sono alcuni guerrieri mongoli e arcieri nelle armature del 1200 e, dopo le 11:00, arriva un gruppo di cavalieri in armatura e stendardi che fanno evoluzioni nel piazzale. 
 
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Kharkhorin (Karakorum) – Festival del Naadam
Arciere mongolo del 1200.
Kharkhorin – Festival del Naadam
Arrivo di cavalieri mongoli con stendardi.
Kharkhorin – Festival del Naadam
Cavalleria mongola del 1200.

  Alle 11:45 iniziano le esibizioni di musica mongola con la strumentazione tradizionale a percussione, a fiato e a corda, fra queste ultime la cetra mongola yatga. Altre esibizioni sono quelle della danza e infine iniziano quelle di lotta in cui gli sfidanti, vestiti con pantaloncini attillati, una giacchetta che copre solo spalle e braccia e due stivali di cuoio, si affrontano per l’eliminazione diretta, controllati da un giudice di gara, e vince chi riesce a far toccare terra all’avversario, anche con un ginocchio. Alla fine il vincitore volteggia come uno sparviero a dimostrare la sua superiorità. Le gare di lotta sono seguite con passione dai mongoli, il vincitore del Naadam è considerato l’uomo più forte. Chi ha vinto due volte il Naadam è nominato Titano. 
 
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Festival del Naadam – Padiglione dei musicanti
e suonatrice di cetra mongola, la yatga.
Festival del Naadam – Danze sul piazzale.
Festival del Naadam – Gare di lotta mongola sul piazzale.

 

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Festival del Naadam – Aquila dei monti Altai
ammaestrata e usata dai kazaki nella caccia.
Festival del Naadam – Aquile dei monti Altai
usate dai kazaki per la caccia.

 

  Lasciando il piazzale s’incontrano allevatori kazaki di aquile usate per la caccia nei monti Altai con le loro magnifiche bestie. 
  Nel pomeriggio si va nel luogo, dove sorgeva l’antica capitale Karakorum, voluta da Gengis Khan, ma costruita dal suo successore Ogodei, e vissuta solo circa quaranta anni fino al trasferimento a Khanbalik (odierna Pechino) di Kubilai Khan, fondatore della dinastia Yuan. Karakorum fu rasa al suolo dai Manchu nel 1380, dopo la caduta degli Yuan e, solo nel 1583, Altan Khan, dopo la conversione al buddhismo, costruì sul luogo un grande monastero: l’Erdene Zuu (cento tesori), che alla fine del 1700 ospitava mille monaci. Il monastero fu circondato da una muraglia quadrata di 420 m di lato con 108 stupa, ancora conservata. Il numero 108 è sacro per i Buddhisti perché erano i giorni che Buddha aveva trascorso in meditazione per raggiungere l’illuminazione. Nel 1930 i sovietici, trafugarono i tesori e distrussero i templi, tranne tre, massacrando i lama, infine lo riaprirono come museo vietando ogni rito religioso. Nel 1991 il monastero è stato riaperto e ripristinato. 
  Si visita il monastero entrando da un ingresso laterale. Al centro c’è il tempio principale con la statua del Buddha bambino, a destra e a sinistra ha le due statue del Buddha della medicina e della luce (Amitabha). Di fronte all’ingresso principale del monastero c’è il tempio del Dalai Lama costruito da Altan Khan per commemorare la sua visita al Dalai Lama in Tibet nel 1675. 
 
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Karakorum – Complesso monastico Erdene Zuu
Tempio del Buddha Bambino.
Complesso monastico Erdene Zuu
Interno del Tempio Principale - Il Buddha Bambino.
Complesso monastico Erdene Zuu
Tempio dedicato al Dalai Lama da Altan Khan.

  Fuori dal recinto si trova una tartaruga di pietra, una delle quattro che si trovavano ai quattro punti cardinali della città. Si sale sulla collina alle spalle del monastero, dove si trovano gli scavi di una città precedente la capitale Karakorum e un’altra delle quattro tartarughe. Dalla collina si ha la vista completa del complesso monastico Erdene Zuu con la sua cinta quadrata e i 108 stupa. 

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Karakorum – Tartaruga di pietra
fuori dal recinto di Erdene Zuu.
Collina panoramica che domina Karakorum
Altra tartaruga di pietra.
Collina panoramica - Vista del Complesso
Monastico Erdene Zuu.

Monastero Shanklin khiid a sud di Karakorum
Tempio principale.

 

  Si prosegue ancora per 20 km a sud della capitale fino al monastero di Shanklin Khiid che è uno dei monasteri più antichi della Mongolia, costruito nel 1647 e dove si dice che Zanabazar abbia trascorso la sua infanzia. Dei 23 templi originari, sono sopravvissuti solo quello principale e tre minori. 
  Alle 17:30 si torna verso nord per Kharakhorin e si sosta ai piedi di una collina che la domina da sud-ovest. Sulla collina si trova un grande monumento, costruito nel 2004, che commemora gli imperi fondati dai popoli mongoli: quello degli Unni (300-200 a.C.), quello dei Turchi (600-800 d.C.) e quello di Gengis Khan (XIII secolo). 
  Il monumento è detto della Grande Mappa Imperiale. Vi sono le tre mappe distinte centrate sulla Mongolia con le loro aree d'influenza, al centro, fra le tre mappe vi sono il classico ovoo con la piramide di pietre e le aste colorate. 


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SKharkhorin (collina a SO) - Monumento del 2004
con mappa dell'Asia al tempo di Gengis Khan.
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Kharkhorin – Monumento del 2004
Mappa al tempo del dominio turco.
Kharkhorin – Centro del Monumento
Piramide di pietre (ovoo).

  Alle 18:30 si torna al campo Khan Taij, dove dopo cena si assiste a uno spettacolo di musica mongola e all’esibizione di una contorsionista. 

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Kharkhorin – Campo Khan Taij
Spettacolo di musica mongola con la cetra yatga.
Kharkhorin – Campo Khan Taij
Contorsionista.
Kharkhorin – Campo Khan Taij - Contorsionista.
 

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