Ultimi Viaggi - Le Province del Nord: Selenge e Bulgan



  Il mattino del 15 luglio si riparte alle 8:30 con gli equipaggi riposati e tutte le riparazioni effettuate. Si sale ora verso Selenge e Bulgan, due delle province settentrionali confinanti con la Siberia, fra le più industrializzate e ricche per le miniere di carbone, rame, molibdeno e oro, dove è stata sviluppata la coltivazione dei cereali (grano) e vi si produce un ottimo miele. Vi sono le migliori strade asfaltate e vi passa la principale ferrovia che viene da Irkutsk, in Siberia e attraversa tutta la Mongolia proseguendo fino a Pechino. Oggi si percorreranno 250 km per raggiungere il Monastero di Amarbayasgalant, uno fra i tre più importanti complessi buddhisti della Mongolia, insieme all’Erdene Zuu di Kharkhorin e al Gandan di Ulaanbaatar, già visitati. 
  Si attraversa la periferia della città passando dalla Porta Nord e i quartieri periferici e s’imbocca la strada asfaltata per Bulgan, verso il nord. 
  Siamo già nel Tuv (Central), a un passaggio a livello della ferrovia, si attende il transito di un treno merci e si prosegue verso il confine di Selenge.  
 
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Ulaanbaatar - Si esce dalla capitale dalla Porta Nord.
Ulaanbaatar - Periferia - Industrie.
Ulaanbaatar - Periferia - Ancora edifici.

 

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Tuv - La strada verso il nord per Bulgan.
Tuv - Passaggio a livello - Treno merci.
Tuv - Si prosegue verso la regione di Selenge.

  Alle 9:30 si sosta al confine con la regione di Selenge segnalato da una piramide di pietre (ovoo), omaggio agli antenati che proteggono il territorio e da un monumento con il nome della provincia in cirillico, il simbolo nazionale soyombo e le spighe del grano per ricordare l’introduzione di questa coltivazione. Il Selenge ha una superficie di 41200 kmq, 103000 abitanti e 700000 capi di bestiame. 
 
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Selenge - Confine - Una piramide di pietre (ovoo).
Selenge - Monumento di Confine.
Selenge - Panorama della zona di confine.

  Ripreso il cammino, si attraversa il villaggio di Baruunharaa e subito dopo si prende la strada che conduce a ovest. Alle 13:00 si sosta per il pranzo al sacco in una locanda che mette a disposizione i tavoli e l’acqua calda per il caffè e il tè. Ripreso il cammino, alle 14:30 si lascia la strada asfaltata per le piste sterrate negli ultimi 30 km di percorso verso nord. Alle 15:30 si entra in una vallata e s’intravede il Monastero. Si attraversa uno stagno, dove si rinfresca una mandria di cavalli e, poco dopo, si entra nel Campo attrezzato If Tour, dove si rimarrà per la notte. 

 

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Selenge - Si attraversa il villaggio di Baruunharaa.
Selenge - Mandria di cavalli in uno stagno.
Selenge - Ingresso al Campo If Tour.

  Alle 16:30 si esce per la prima visita al monastero. 
  Amarbayasgalant fu fatto costruire fra il 1726 e il 1736 dall’imperatore manchu Yongzheng in onore del grande artista mongolo e monaco buddhista Zanabazar morto a Pechino nel 1724 e sepolto prima a Urga, l’attuale Ulaabaatar, ma poi trasferito in questo monastero nel 1779. L’architettura è di stile mancese come i palazzi imperiali di Pechino con una pianta simmetrica. I sovietici, nel 1937, distrussero 10 dei 37 templi e fu restaurato fra il 1975 e il 1990 con l’aiuto dell’UNESCO, oggi vi sono circa 60 monaci. Il monastero si trova in una vallata ai piedi di una catena montuosa, ha un perimetro di 150 per 200 m e l’entrata è a sud, come nelle case dei nomadi. Normalmente si entra da un ingresso secondario a ovest che porta direttamente al Tempio Principale. L’ingresso monumentale sud ha, davanti, una spianata, dove si tengono in certe ricorrenze le danze Tsam, divenute nel tempo una tradizione tipicamente mongola, con i lama che indossano le maschere, dette appunto Tsam, e sono abbigliati secondo i personaggi della rappresentazione. La prima solenne cerimonia delle danze Tsam si è avuta nel settembre 2002, dopo un'interruzione di 65 anni.
 
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Monastero di Amarbayasgalant
Facciata con la Ruota della Vita.
Interno del tempio
Corridoio centrale delle funzioni.

 

  Dall’ingresso sud si entra in un primo cortile in cui, come nelle città cinesi, c’è a sinistra la Torre del Tamburo (che si suona la sera) e a destra quella della Campana (che si suona al mattino), poi si passa per il Tempio delle divinità Protettrici con le figure dei quattro Guardiani. Infine si passa al cortile con il Tempio Principale sormontato dalla ruota della Vita che simboleggia il ciclo della morte e della rinascita. La sala del Tempio ha un corridoio centrale, dove siedono i monaci durante le funzioni e, in fondo, la statua in grandezza naturale di Rinpoche Gurdava, il lama che, tornato in patria nel 1992 dopo essere stato in Tibet e Nepal, raccolse gran parte della somma per il restauro del monastero. Girando intorno si vedono le piccole rappresentazioni del Buddha della medicina con i testi sacri, dipinti su stoffa (thangka) e un mandala, rappresentazione del paradiso di Buddha. 
  Dietro il Tempio Principale, c’è il tempio del Buddha Sakyamuni, quello storico del V secolo a.C., con le sue statue fra cui le sue quattro reincarnazioni. Ci sono l'abitazione di Rinpoche Gurdava e la tomba di Zanabazar. Si notano anche le decorazioni dei tetti secondo lo stile mancese dei palazzi imperiali di Pechino. 
 
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Tempio Principale - Statua del Lama
Rinpoche Gurdava artefice del restauro.
Tempio Principale
Buddha della medicina e manoscritti.
Tempio Principale
Mandala: simbolo del paradiso di Buddha.

 

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Dietro il Tempio Principale
Tempio del Buddha Sakyamuni: il Buddha storico.
Tempio del Buddha Sakyamuni
Le quattro incarnazioni.
Architettura mancese dei tetti.

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Monastero di Amarbayasgalant - Vista dall'alto.
Campo attrezzato If Tour - Vista dall'alto.

 

  Sul pendio della collina, a sinistra dietro il monastero, ci sono due stupa di recente costruzione dedicati alla setta lamaista dei Berretti Gialli fondata nel XIV secolo che ha istituito il Dalai Lama come reincarnazione del Buddha. I due stupa si raggiungono tramite due lunghe gradinate. Dall'alto si può avere la vista panoramica del monastero Amarbayasgalant e del nostro Campo attrezzato If Tour con le gher. 
  Si raggiunge per primo lo stupa occidentale, a sinistra, che ha una cupola sormontata dal simbolo dei Berretti Gialli e una grande statua di Buddha. A piedi si raggiunge poi la gradinata dello stupa orientale, interrotta da grandi ruote di preghiere e in alto le statue di lama con berretti gialli. 

 

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Lo stupa occidentale sulla collina.
Lo stupa occidentale dalla gradinata.
Stupa occidentale
Simbolo dei Berretti Gialli e Statua di Buddha.

 

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Stupa orientale - Ruota delle preghiere sulla gradinata.
Stupa orientale - Ultimo tratto della gradinata.
Stupa orientale - I tre Buddha dorati sulla sommità.

  Dopo la discesa si torna al Campo. 

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