Ultimi Viaggi - Ritorno alla Capitale



 

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Monastero di Amarbayasgalant
Tempio degli dei protettori - Due Guardiani.
Monastero di Amarbayasgalant
Tempio degli dei protettori - Altri due Guardiani.
 
La funzione fa parte dell’addestramento mattutino dei monaci novizi che recitano i mantra. I monaci sono seduti sulle panche ai lati del corridoio centrale del tempio, mentre un lama istruttore in piedi li dirige e controlla. La recitazione dei mantra è ripetitiva e, quando si cambia, si batte il tamburo alla sinistra.
La cerimonia dura due ore. 
 
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Monastero di Amarbayasgalant - Tempio principale
Ha inizio la funzione.
Monastero di Amarbayasgalant - Tempio principale
Giovani monaci e il Lama istruttore.
Monastero di Amarbayasgalant - Tempio principale
Il tamburo che segna le fasi della cerimonia.

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Monastero di Amarbayasgalant - Tempio principale
I monaci novizi durante la funzione.
Monastero di Amarbayasgalant - Tempio principale
Decorazioni nell'interno.
Monastero di Amarbayasgalant - Tempio principale
Decorazioni nell'interno.

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Monumento di Confine dell'aimag Bulgan.
Bulgan - Si prosegue per strade sterrate.

 

Alle 12:00, si torna al Campo per il pranzo e, alle 13:00, si parte lasciando la vallata lungo le piste sterrate. Dopo un’ora, si raggiunge la strada asfaltata e si procede in direzione ovest; alle 16:20, si attraversa il confine con l’aimag di Bulgan segnalato da un monumento e si prosegue su strade sterrate. Bulgan è un’altra delle regioni settentrionali che confina con la Siberia. Ha una superficie di 48700 kmq, 63000 abitanti e 1,4 milioni di capi di bestiame. La steppa del sud si trasforma in rigogliose foreste verso il nord, al confine con la Siberia. Lo attraversano i fiumi Orkhon e Selenge prima di riunirsi al confine russo, passando nell'aimag Selenge. Oltre alla pastorizia si coltiva grano e altri prodotti. L’aimag possiede inoltre le più ricche miniere di rame e molibdeno della Mongolia e, dal 1994, comprende il distretto autonomo di Orkhon con capitale Erdenet.
 

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Bulgan - Sosta al Parco naturale del Vulcani Spenti.
Bulgan - Ai piedi del vulcano Uran Togoo.

 

Il programma prevede di fare oggi l’ultima visita al Parco Naturale dei Vulcani Spenti, 80 km dal confine orientale dell’aimag. Si tratta di un’area naturale protetta di 1600 ettari, dove si trovano alcuni vulcani spenti, fra cui Uran Togoo, Tulga e Uul. L’area è stata considerata monumento nazionale per le sue caratteristiche geologiche e paesaggistiche ed è stata istituita nel 1965 per proteggere piante e animali della steppa e della taiga che qui ha inizio essendo ormai vicini alla Siberia. Alle 17:00, si arriva al Campo attrezzato Hutag Undur, dove si rimarrà per la notte. Si lasciano i bagagli nelle gher e alle 18:00 si riparte per salire sul più vicino dei vulcani, l’Uran Togoo, un cono isolato ricoperto di vegetazione a una decina di chilometri di distanza. Le macchine ci lasciano a metà della salita e si prosegue a piedi. Sull’ultimo tratto la pendenza diventa sempre più ripida e scivolosa. Le scarpe non fanno presa sul terreno, io rinunzio a salire e attendo gli altri che proseguono. La zona è ricca di more e fragole di bosco. 
Alle 19:40, si ritorna al Campo per la cena.
 

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Bulgan - Erdenet - Distretto minerario.
Bulgan - Erdenet - Industrie minerarie.

 

La mattina dopo, 17 luglio, si lascia Hutag Undur alle 7:00 perché oggi si devono percorrere 570 km per raggiungere la Capitale Ulaanbaatar attraversando gli aimag Bulgan, Selenge e Tuv. Dopo un primo tratto di piste sterrate si raggiunge la strada asfaltata che proseguirà fino alla capitale. Si passerà per il distretto minerario di Orkhon, dove la guida aveva tentato di avere un permesso per la visita della grande miniera di rame, ma l’agenzia ha comunicato di non averlo ottenuto. 
Alle 8:45 si passa per la periferia di Erdenet e poi per la zona industriale con le fabbriche che lavorano il minerale. La città fu costruita con gli aiuti dell’Unione Sovietica nel 1974 per sfruttare le miniere di rame, che sono le più ricche dell’Asia e al quarto posto nel mondo. Per le miniere è stato costruito anche un ramo della ferrovia che la collega a quello principale di Darkhan. Durante l’era sovietica un terzo della popolazione era costituito da russi. Oggi vi abitano ancora molti russi come tecnici nelle miniere e la lingua russa è ancora molto usata.

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Selenge - Valle dell'Orkhon.
Selenge - Pesce secco in mostra.
Alle 10:00, si attraversa il confine con l’aimag Selenge e si prosegue nella valle dell’Orkhon. Ora è evidente l’influenza dell’industria della pesca nell’economia della regione per la diffusione della lavorazione di pesce secco e affumicato, alimento prezioso per l’inverno, che è messo in mostra lungo la strada. Alle 11:35, si sosta nella città di Darkhan, seconda città della Mongolia posta lungo la ferrovia transmongolica. Fu fondata dai sovietici nel decennio 1960 per essere il centro industriale del nord con le cooperative di contadini, operai e lavoratori e le miniere di carbone a 60 km dalla città. 
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Una farfalla caratteristica della regione.
Mandrie nella prateria.
Dopo il crollo del comunismo nel1990, la chiusura degli uffici governativi e il ritorno dei russi a Mosca, l’attività industriale e l’economia entrarono in crisi. Nel 1994, è diventata distretto autonomo, e non appartiene più all’aimag di Selenge. La sua economia si basa oggi sulle miniere e sulla produzione di cereali. Dopo una breve visita della città, si pranza al Mongolian Grill, un ristorante self-service. Alle 13:00 si riparte e vi sono ancora 219 km da Ulaanbaatar. Si ripercorre una strada già fatta in senso inverso. In altre due soste si fotografano una farfalla tipica della Mongolia e ancora le mandrie nella prateria. 
Alle17:30, si scende all’Hotel Bayangol di Ulaanbaatar, dove si rimarrà per le ultime due notti. Il lungo itinerario attraverso la Mongolia è finito avendo percorso 3470 km ed è il momento di ringraziare e salutare i tre piloti dei fuoristrada che ci hanno condotto lungo il percorso, superando tutte le difficoltà.  
 

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