Ultimi Viaggi - Uzbekistan: la Terra e la Storia




L’Uzbekistan è uno degli stati dell’Asia centrale senza sbocco sul mare e confina a nord e a ovest con il Kazakistan, a est con il Kirghizistan e con il Tagikistan, a sud con l’Afghanistan e a sud-ovest con il Turkmenistan; è bagnato dalla parte meridionale del lago d’Aral, comune al Kazakistan, e dai corsi superiori e affluenti dell’Amu-Darya e Syr-Darya. A parte l’Afghanistan, che ha avuto una storia separata influenzata dall’India e dall’impero Britannico, l’Uzbekistan e gli altri quattro stati confinanti, dopo la rivoluzione russa del 1917, hanno fatto parte della Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Turkestan pur trattandosi di etnie distinte: uzbeki, kazaki, kirghisi e tagiki, di origini turche o persiane. Tutti sono diventati repubbliche indipendenti dopo la dissoluzione dell’URSS, ma facenti parti della Confederazione degli Stati Indipendenti (CSI) della nuova Russia. L’Uzbekistan si è dichiarato indipendente dal 1° settembre 1991 e si è distaccato dalla CSI nel 1999.  
Il territorio dell’Uzbekistan, 447000 kmq, circa una volta e mezzo l’Italia, si estende per 1500 km da nord-ovest a sud-est con una larghezza non superiore a 300 km ed è in gran parte desertico dominato dalla steppa arida del Kyzylkum (delle Sabbie Rosse), ricco di giacimenti di gas naturali, che prosegue nel Kazakistan e Turkmenistan. A sud-est c’è la fossa tettonica di Fergana tagliata dalla frontiera del Tagikistan. L’Amu-Darya (l’Oxos greco) segna per lungo tratto il confine con il Turkmenistan, che si estende fino al Caspio. 
Il clima dell’Uzbekistan è continentale con inverni freddi e lunghe estati calde ma secche. 
Fino al VII sec. a.C. l’Asia centrale era abitata da popolazioni nomadi, ma già dal secolo VIII, a sud del Caspio si era formato il regno dei Medi, popolo iranico unificato da un re che durò dal 728 al 550. Ciro, capostipite degli Achemenidi, prima dinastia dell’impero persiano, nel 550 rovesciò quello dei Medi ed estese il dominio persiano verso l’Asia centrale portando l’agricoltura e le tecniche dell’irrigazione, rendendo le popolazioni stanziali e creandovi delle satrapie. A metà del IV sec. a.C., nel 330, durante il regno di Dario III, il re macedone Alessandro il Grande sconfisse il regno achemenide e fu riconosciuto re di Persia. Occupata la Bactriana e la città di Balkh (Bactra), in Afghanistan, Alessandro sposò Rossana, la figlia del satrapo locale per unificare vincitori e vinti. Nel 329, occupò, più a nord, la Sogdiana e la città di Makaranda, odierna Samarcanda. Arrivati all’Indo e alla città di Pattala, i Macedoni non procedettero oltre. Nel 323, Alessandro morì a Babilonia. 
Poco si sa dei regni greco-macedoni della Bactriana, Sogdiana e Gandhara dopo Alessandro e ci sono solo le testimonianze delle monete. Fra il I e il II secolo d.C. subirono l’invasione delle tribù nomadi Hsiung-nu, noti in occidente come Unni che occuparono queste regioni intorno al 160. Queste tribù basavano la loro organizzazione militare su una cavalleria protetta corazzata e armata di lance che assaliva in massa. 
Nello stesso periodo (105-250) l’impero Kushana si stendava dal Caspio alla valle del Gange e introduceva la cultura buddhista che si fondeva con quella ellenistica. Si sviluppò il commercio fra la Cina e l’impero romano che attraversò il continente asiatico con la Via della Seta, ma seguì anche le rotte commerciali marine dell’oceano Indiano. Nel 224, il re persiano Artaserse fondò la dinastia sasanide e fino al 260 tornò la supremazia persiana sull’Asia centrale. Nel IV secolo i sasanidi furono ricacciati dagli Unni, unificati dal re Attila nel 445, che estese il suo dominio fino al bacino del Danubio e in Germania. L’impero di Attila si dissolse alla sua morte, nel 453, ma agli Unni seguirono altre tribù nomadi di lingua turca, i “turchi blu” respinti dalla Mongolia, dove avevano creato, nel VI secolo, l’impero degli uiguri con una lingua e un alfabeto (il Gokturk). Furono i turchi blu a introdurre la staffa e la spada curva, la sciabola da cavalleria, che, portate in Europa, sono state adottate dai Bizantini. Gli Uiguri si convertirono ai principi del Manicheismo fondato da Mani (215-277) durante l’impero sasanide e diffuso dai suoi seguaci nell’impero romano, nell’Asia Centrale e in tutto l’oriente fino alla Cina. Nel secolo VIII, il Manicheismo fu religione di corte presso gli Uiguri che, con la loro lingua e scrittura, contribuirono alla conservazione degli scritti canonici e della cultura. Nell’anno 840 il crollo dell’impero uiguro, dovuto ai Kirghisi, provocò il declino del manicheismo. Nel X secolo i manichei trasferirono la loro sede dalla Persia a Samarcanda. 
Dal VII secolo gli arabi musulmani iniziarono l’espansione nell’Asia centrale. Con la battaglia di Nihawand del 642 crollò l’impero sasanide e la Persia entrò nel califfato islamico iniziando la sua conversione. Nel 674, le truppe arabe attraversarono l’Oxos (l’Amu-Darya), occuparono Bukhara nel 681 e in seguito Samarcanda. In poco tempo tutte le regioni a nord-est dell’Iran, con parte del Turkmenistan e dell’Uzbekistan e del nord Afghanistan, che includevano quelle già note come Bactria, Sogdiana e Transoxiana, furono sotto un califfo arabo della dinastia omayyade. 
Fra l’inizio del VII e la fine del secolo VIII, la Cina era all’apice della sua potenza, con la dinastia Tang (618-907), e aveva iniziato una fase di espansione verso occidente occupando la città di Chach (odierna Tashkent) nella Sogdiana, punto cruciale della Via della Seta. Nei pressi del fiume Talas, nel 751, si scontrarono le forze cinesi, che comprendevano 20000 mercenari turchi, e i musulmani persiani con i rinforzi del governatore di Samarcanda. La battaglia durò 5 giorni e finì con la disfatta dei Cinesi, quando i mercenari turchi passarono dalla parte dei musulmani. Molti dei prigionieri cinesi erano esperti nell’arte della seta e conoscevano le nuove tecniche della fabbricazione della carta con cascami vegetali di lino e canapa. Il governatore di Samarcanda fece costruire la prima cartiera fuori dalla Cina e altre ne furono costruite prima a Bagdad e poi nell’occidente cristiano, sostituendo la più costosa pergamena e il papiro. 
Dalla metà del IX secolo a tutto il X, nella Transoxiana dominò la dinastia Samanide (875-999) che ebbe in Bukhara uno dei centri più importanti della cultura musulmana di credo persiano sciita pur mantenendo l’alleanza con il califfo sunnita di Bagdad. I samanidi tennero a bada i turchi nomadi pagani della steppa che furono fonte di schiavi utilizzati poi come soldati. Dalle steppe kirghise vennero i Turchi Selgiuchidi che attraversarono l’Asia centrale convertendosi all’islamismo e occuparono poi un’area fra Afghanistan, Iran e Iraq e, dal X al XIV secolo, crearono l’Impero selgiuchide che andava dal Pakistan all’Anatolia. 
Il secolo XIII fu quello di Gengis Khan che unificò le tribù mongole. Nel 1206, fu nominato Sovrano Universale (Gengis Khan in mongolo) e trasformò i guerrieri nomadi in una potente macchina bellica pronta a una guerra di conquista. Nel 1211, attaccò la Cina aggirando la Grande Muraglia e conquistò le città fortificate con nuove tecniche d’assedio. Nel 1224, la Cina era nelle sue mani e i tributi arricchirono l’aristocrazia mongola e fornirono le risorse per proseguire le conquiste. Gengis Khan comprese che il dominio delle steppe avrebbe significato sicurezza e prosperità per i commerci dalla Cina all’Europa. La zona di transito era rappresentata dalla regione dell’Asia centrale con Bukhara e Samarcanda dominata dal potente regno musulmano del Khorezm. Quando, nel 1218 un gruppo di 400 mercanti musulmani fu massacrato e depredato, Gengis Khan mandò messaggeri per chiedere riparazioni, ma il governatore della regione li fece giustiziare. La reazione di Gengis Khan non si fece attendere. Nel 1220 invase i territori del regno saccheggiando le città principali, fra cui Bukhara e Samarcanda in successione, e massacrando le popolazioni. Estese il suo dominio fino al Caspio. Ormai settantenne partì per un’ultima spedizione per rafforzare il suo possesso sulla Cina settentrionale. Morì nel 1227. 
Raccolse la sua eredità il nipote Batu che fondò il Khanato dell’Orda d’Oro e si rivolse verso il nord e l’Europa con il generale Subotai, braccio destro del nonno. Il terzogenito Ogodai fu eletto Gran Khan dei Mongoli ed ebbe la Cina. Chatagai, secondo in linea di discendenza, ebbe l’Asia centrale e l’Iran. Nel 1237, Batu invase la Rus’ di Kiev. Nel 1240, Kiev fu conquistata e saccheggiata, Novgorod e la Rutenia riconobbero la supremazia del Khan e pagarono tributi per mantenere la loro indipendenza. Nel 1941, Batu e Subotai invasero l’Ungheria e la Polonia Nella battaglia di Legnica batterono le forze polacche, pochi giorni dopo, nella battaglia di Mohi quelle ungheresi e minacciarono la Germania. Le operazioni si interruppero per la morte di Ogodai nel 1241 e i Khan tornarono in Mongolia per la successione. Non ci furono più operazioni in Europa. Dopo diversi avvicendamenti, nel 1260, Kubilai fu eletto Khan della Cina e fondò la dinastia Yuan. In questo periodo Marco Polo lo incontrò e la sua esperienza fu raccontata nel Milione. Alla morte di Kubilai Khan (1294) iniziò la decadenza dell’impero mongolo. Data l’inferiorità numerica dell’elemento mongolo e la progressiva assimilazione con la cultura dei popoli soggetti, vennero meno i legami familiari di successione. Rimaneva l’interesse a proteggere il commercio carovaniero transcontinentale ma anche questo decadde nel 1500, con il prevalere delle rotte marine. 
Il khanato dell’Orda d’Oro creato dal nipote di Gengis Khan, Batu, ebbe la sua capitale a Saraj, lungo il basso corso del Volga, che raggiunse i 600000 abitanti come città terminale della Via della Seta. I commerci passavano per Saraj dal fiume Oxos al Don e da qui in Europa. Il regno dell’Orda d’Oro, al tempo di Uzbek (1313-1340), diventò uno stato islamico distinto dai Russi che li chiamarono Tatari. La Rutenia, che era ancora tributaria del khanato, aspirava all’indipendenza. La battaglia di Kulikovo del 1380 fu la prima vittoria di Ruteni e Russi sui Tatari. Due anni dopo l’Orda saccheggiò Mosca ma i Tatari furono sconvolti dalle guerre civili, frantumati in tanti khanati indipendenti che finirono annessi alla Russia, sotto lo zar Ivan IV il Terribile, intorno al 1550. 
Il khanato di Chatagai, il secondogenito di Gengis Khan, aveva sede nell’Asia centrale fra i due fiumi Amu-Darya e Syr-Darya e i suoi discendenti vi mantennero una sovranità nominale. All’inizio del XIV secolo si ebbe un periodo di anarchia fino alla nomina a sovrano di Tamerlano, deformazione di Timur-i lang o Timur lo zoppo. 
 
Tamerlano nacque nel 1336 in un villaggio vicino a Shakhrisabz (Kech), divenne rapidamente capo del suo clan (Barlas) di religione islamica sunnita e si proclamò discendente diretto di Gengis Khan. Si sbarazzò dei suoi potenziali rivali e impose il suo potere alla nobiltà del Chatagai. Scelse Samarcanda come sua capitale nel 1370, la arricchì di magnifici edifici e ne fece un centro culturale e artistico. Prese il titolo di emiro (grande) e sposò una principessa cinese della discendenza di Gengis Khan, Bibi Khanum. La sua ambizione era di ricostituire l’impero di Gengis Khan e ricreò la potenza militare delle tribù nomadi, ma rappresentò la nuova civiltà urbana irano-islamica, che s’imponeva sui popoli turco-mongoli. Negli ultimi decenni del XIV secolo iniziò le sue campagne militari. Nel 1382 diede assistenza ai Khan dell’Orda d’Oro nel saccheggio di Mosca, poi iniziò la campagna contro la Persia. Nel 1386 conquistò l’Azerbaijan e distrusse il regno di Georgia, poi attaccò l’Iran centrale ed espugnò la città di Isfahan nel 1387, dove fece strage della popolazione e infine Shiraz dove insediò un governatore. Tornò a Samarcanda e si rivolse contro il Khan dell’Orda d’Oro, il concorrente più pericoloso. Lo inseguì a lungo e infine distrusse la sua capitale Saraj. Rafforzò la sua posizione in Iran, dove sottomise la Mesopotamia e distrusse Bagdad. Nel 1398, invase l’India indebolita da una guerra civile iniziata nel 1394. Attraversò l’Indo con un ponte di barche e avanzò massacrando le popolazioni. A dicembre entrò a Delhi e la saccheggiò. Appesantito dal bottino caricato su elefanti e portando con sé i cittadini sfuggiti al massacro e ridotti in schiavitù, prese la via del ritorno e, dal gennaio 1399, giunse all’Amu-Darya in aprile. All’inizio del XV secolo i domini di Tamerlano si erano estesi dall’Aral e l’Asia centrale al Caspio e al Caucaso fino all’India con Delhi. A occidente c’era l’impero ottomano sotto il sultano Bayezid, che aveva da poco sconfitto i Serbi a Kosovo Lolje (1389) e un'alleanza franco-ungherese a Nicopoli (1396), e minacciava a oriente le popolazioni turkmene alleate di Tamerlano. Prima di attaccare il sultano ottomano, Tamerlano invase la Siria che apparteneva al sultano mamelucco dell’Egitto, saccheggiando Aleppo e Damasco da dove deportò tutti gli artigiani che potevano servire ai lavori di Samarcanda. Infine nel luglio 1402 affrontò Bayezid ad Ancyra (Ankara), lo sconfisse e lo tenne prigioniero alla sua corte, dove morì. Tamerlano era ora padrone dell’Anatolia e i Bizantini, che già pagavano un tributo agli Ottomani, proposero di pagarlo a lui se li teneva a bada. Tamerlano non voleva prendere impegni con i cristiani, anzi attaccò a Smirne gli Ospedalieri cacciandoli. Tornò a Samarcanda e decise di riconquistare la Cina, dove la dinastia mongola Yuan era stata sostituita dai Ming. Partì a dicembre del 1404 pensando di arrivare in Cina a primavera, ma il freddo era tremendo, Tamerlano si ammalò e morì a gennaio del 1405 dopo aver superato il Syr-Darya. L’erede designato era il nipote, figlio del primogenito, che si dimostrò subito incapace e folle e fu scelto l’ultimo figlio, Shah Rukh, che si trovava a Herat in una comunità religiosa e fu nominato nel 1407, ma affidò il governo al figlio Ulug Beg e tornò alla sua comunità. Ulug Beg esercitò la reggenza per 40 anni e altri due da sovrano legittimo. Fu un periodo d’oro e di tranquillità per la Transoxiana (detta dagli Arabi Mawarqnnahr), la regione fra i due fiumi Amu-Darya e Syr-Darya, e per Samarcanda e la Via della Seta. Ulug Beg fu ricordato anche per essere stato un grande astronomo e matematico. 
Ulug Beg si può considerare uno degli ultimi rappresentanti del rinascimento culturale del mondo islamico nell'Asia Centrale che ha preceduto quello europeo e si è diffuso in sette secoli dall'ottocento al 1500 della nostra era, favorito dai traffici fra Cina, India, Medio Oriente ed Europa, dei quali Samarcanda era il crocevia. Le migliori menti di una vasta schiera di eruditi hanno contribuito alla scoperta dell'algebra e della trigonometria, all'invenzione dei logaritmi, dell'astrolabio e dei fondamenti della medicina. Tra questi è nato in Uzbekistan al-Khorezmi (o al-Khuwarizmi) nella città di Urgench vicino a Khiva, inventore dell'algebra, che visse a lungo a Bagdad, e da cui è derivato, per corruzione del nome, il termine algoritmo per denotare un procedimento di calcolo. Un altro vero uomo del Rinascimento, molto prima del XV secolo, è stato anche al-Biruni, nato pure in Uzbekistan nel 973 d.C. nei sobborghi di Khiva. Conoscitore dell'astronomia greca, indiana e islamica, cinque secoli prima di Copernico, suppose che il Sole fosse al centro dell'universo. Viaggiò molto e, usando un astrolabio e la trigonometria sferica misurò con grande precisione la circonferenza della Terra, che sapeva rotonda come gli antichi Greci. Raccogliendo poi le coordinate dei luoghi visitati e di altri luoghi da altre sorgenti, scoprì che i tre quinti dalla superficie erano sconosciuti, ma rifiutò di supporre, come gli antichi, che fosse occupata dall'oceano e suppose che ci fossero altre terre anche se disabitate. Di recente qualcuno ha ritenuto che così egli abbia dedotto l'esistenza dell'America (rif. Science di AAAS, 20 June 2014, Vol. 344, pag. 1331).  

Dopo la morte di Ulug Beg, ucciso da fanatici musulmani nel 1449, l'impero conquistato da Tamerlano si dissolse, la Transoxiana passò sotto Shaibani, della dinastia uzbeka Shaibanidi, altro discendente di Gengis Khan. Dopo aver respinti i Kazaki a nord ed esteso i suoi confini a sud fino a Herat, fu sconfitto e ucciso dallo Shah di Persia Isma’il della dinastia safavide di credo sciita. Anche l’ultimo timuride, Babur, fu scacciato e si volse verso l’India, dove vinse la battaglia di Panibat nel 1526 contro i Rajput e fondò l’impero Moghul che regnò a Delhi fino al 1858. 
Nel 1500 i Khan shaibanidi continuarono a dominare la Transoxiana, ma assistettero al declino dei traffici carovanieri e la fede islamica fu influenzata dai dervisci, che i nomadi identificavano con gli sciamani dei riti atavici. Questo portò a un progressivo isolamento dal resto del mondo islamico. Fra il 1600 e il 1700 venne la dinastia degli Uzbeki gianidi che ebbe come capitale Bukhara Altri due khanati erano quelli di Khiva a nord-ovest, isolato e protetto dal deserto, e di Kokand a nord-est di quello di Bukhara, nell’area di Tashkent. 
All’inizio del 1700 vi furono i primi contatti fra i Khanati dell’Asia Centrale e l’impero russo. Nel 1714 lo zar Pietro il Grande mandò una spedizione guidata dal principe Bekovich che cercò di raggiungere Khiva, ma fu distrutta in un’imboscata. Nel 1740, lo Shah Nadir di Persia, ultimo grande conquistatore dell'Asia, dopo aver annesso l'Afghanistan, invaso l'India dei Moghul e saccheggiato Delhi (1739), estese il suo dominio sui Khan di Bukhara e di Khiva, ma con la sua morte nel 1747, anche il suo impero si dissolse. 
Dopo il Congresso di Vienna (1814), iniziò la strategia politica di Russia e Regno Unito per il controllo dell’Asia centrale e meridionale che fu detta il “Grande Gioco”. La prima fase terminò nel 1907. L’obiettivo dell’impero zarista era di raggiungere l’oceano Indiano attraverso l’Uzbekistan, l’Afghanistan e il Pakistan. L’Impero Britannico si arroccava nel Pakistan bloccando la strada. Lo Zar iniziò nel 1847 con la conquista dell’Uzbekistan. Tashkent fu annessa nel 1865, nel 1868 fu presa Samarcanda e l’emiro di Bukhara fu costretto ad accettare il protettorato. Nel 1873 e 1875 furono prese Khiva e Kokand. I nuovi territori furono chiamati dai Russi Turkestan e trasformati in un governatorato. Nel 1838, gli Inglesi, per reazione, iniziarono una prima guerra anglo-afgana e poi la seconda, ma furono sconfitti. In Uzbekistan, nel 1880, iniziarono sommosse popolari che presero la caratteristica di guerra santa contro gli infedeli. Furono soffocate ma rimase un’opposizione armata latente. Nel 1907 il Grande Gioco fu sospeso con la convenzione Anglo-Russa e si tracciò una linea d’influenza che tagliava l’Iran a metà e andava lungo l’Amu-Darya, al confine uzbeco-afgano, fino al Tibet. 
Con la rivoluzione russa del 1917 le popolazioni locali cercarono di rivendicare la loro indipendenza ma il Soviet russo di Tashkent mandò le sue truppe contro Kokand, che si era ribellata, e fu saccheggiata. Nel 1918 fu proclamata la Repubblica Autonoma Socialista Sovietica del Turkestan e per 20 anni rimase attivo un movimento armato antisovietico nella valle di Fergana. Nel 1924, quando fu costituita L’URSS, furono distinte le Repubbliche Socialiste Sovietiche (RSS) Turkmena, Uzbeka, Tagika e Kirghisa dell’Asia centrale. Al collasso dell’URSS, nel 1991, il presidente della Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka, Islam Karimov, proclamò l’Uzbekistan Repubblica indipendente, fu eletto con grande maggioranza primo presidente nel dicembre 1991 e fino a oggi è rimasto l’unico presidente sempre rieletto. Anche gli altri stati hanno ottenuto l'indipendenza con la denominazione di Turkmenistan, Tagikistan, Kirghizistan e Kazakistan.

Indice |Info | Stampa | Permalink