Ultimi Viaggi - La Capitale Tashkent



Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, durante il periodo sovietico è diventata la quarta città dell’URSS per dimensioni, dopo Mosca, San Pietroburgo e Kiev, ha superato i 2 milioni di abitanti e si è trasformata in una città industriale e moderna. Durante questo rapido sviluppo, sono stati demoliti monumenti, moschee, madrase e mausolei. Poi si ebbe il disastroso terremoto del 25 aprile 1966 e, con la ricostruzione, furono mandati un gran numero di volontari dalla Russia che cambiarono la fisionomia della popolazione e ci furono delle rimostranze da parte degli uzbeki. Dopo l’indipendenza, il governo ha mantenuto la sua ideologia autoritaria e repressiva, ma ha favorito la rinascita dell’identità uzbeka e della pratica religiosa islamica e sono iniziati ricostruzioni e restauri dei monumenti storici più importanti. 
Il nucleo più antico della città con il nome di Chach, si formò forse fra il I e II secolo a.C. e crebbe durante il dominio sasanide della Sogdiana con il commercio carovaniero, e fu occupata dai cinesi Ming nel secolo VIII. Ripresa dagli arabi con la battaglia di Talas (751), fra X e XI secolo divenne una città fortificata e fu chiamata Tashkent che significa “città di pietra”. I mongoli di Gengis Khan la saccheggiarono nel 1219 e rifiorì con Tamerlano e i suoi successori. Fu contesa fra uzbeki e kazaki fra XV e XVIII secolo, infine, nel 1809, fece parte del Khanato di Kokand. Nel 1865 fu annessa alla Russia zarista. Dopo la rivoluzione russa (1917), Tashkent fu scelta come capitale della Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Turkestan che comprendeva tutte le repubbliche dell’Asia centrale. Nel 1924, le repubbliche furono separate, l’Uzbekistan divenne paese autonomo e nel 1930 ebbe di nuovo Tashkent come capitale. 

Il 10 giugno 2013 (lunedì), il volo diretto da Roma a Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, è durato dalle 11:10 alle 21:00 ora locale ma, a causa delle tre ore di fuso, solo 7 ore. Superate le lente e complesse formalità doganali, il gruppo è stato trasferito al Tashkent Miran International Hotel. 
Alla visita della città si può dedicare solo la mattina. La città moderna è vasta ed è la più sovietica delle città dell’Asia centrale. Ha avuto il primo rapido sviluppo durante la guerra, quando arrivarono molti immigrati con il trasferimento d'industrie dalle zone del fronte. 

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Tashkent - Piazza dell'Indipendenza - Scultura con il volo simbolico di tre cicogne.
Museo delle Arti Applicate - Cortile con albero centenario.

La strada principale è Amir Timur, dedicata all’Emiro Tamerlano, che dal centro, dalla piazza omonima, va verso nord e, a 5 km, si trova uno dei simboli sovietici della città: la torre della Televisione, di 375 m, la più alta dell’Asia centrale, ma non è inclusa nel percorso e non si fotografa. Si passa invece per piazza dell'Indipendenza (Mustakillik), dove c'è un altro monumento simbolo della città con una scultura alla sommità che rappresenta il volo simbolico di tre cicogne. Sotto, una stele e un globo di bronzo con la mappa geografica dell’Uzbekistan. La città è ricca di musei e la guida ha scelto per noi il Museo di Arti Applicate nell’abitazione di un diplomatico del 1800 di stile tradizionale, preceduto da un cortile con albero centenario. La raccolta è del decennio 1930, in epoca sovietica, e il museo è stato aperto nel 1991. Espone opere di artigianato locale con ritratti di artisti noti, esemplari di tappeti detti suzani, una volta tessuti dalle donne nomadi, per i corredi, per appenderli alle pareti o come tappeti da preghiera, e oggetti diversi della scuola di ceramica.  

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Museo delle Arti Applicate - Quadri di noti artigiani.
Museo delle Arti Applicate - Esemplari di tappeti suzani.
Museo delle Arti Applicate - Vari oggetti di ceramica.

In una stanza si ammira una decorazione parietale con piastrelle di ceramica colorate blu e turchese. In un'altra c’è un soffitto decorato e dipinto, con palo di sostegno e capitello elaborato, in una terza, un soffitto ligneo dipinto. Infine ci sono un vaso ceramico con l'immagine di un khan, una raccolta di piatti con immagini di donne e un pesante mantello da cerimonia. 

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Museo delle Arti Applicate - Decorazione
parietale con piastrelle di ceramica colorate.

Museo delle Arti Applicate - Soffitto decorato
con palo di sostegno e capitello.

Museo delle Arti Applicate
Soffitto ligneo dipinto.

 

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Museo delle Arti Applicate - Vaso ceramico
con l'immagine di un khan.
Museo delle Arti Applicate - Piatti con immagini di donne.
Museo delle Arti Applicato
Mantello da cerimonia.

Si prosegue con la visita ai monumenti storici salvati dalle distruzioni del terremoto del 1966 e ancora in corso di restauro. A nord-ovest di piazza dell'Indipendenza e vicino al Grande Bazar, si trova la Barak Khan Madrasa, il più famoso edificio di Tashkent, scuola coranica del 1500 divenuta in tempi moderni scuola di artigianato e ricostruita dopo il terremoto. Oggi è sede del Gran Muftì, la massima autorità religiosa dell’Asia centrale e non può essere visitato senza permesso. Preceduta da un magnifico portale, ha cupole ricoperte da piastrelle di ceramica blu. 

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Barak Khan Madrasa - Monumento storico del 1500
ricostruito dopo il terremoto.
Barak Khan Madrasa
Il magnifico portale e le cupole blu.
Barak Khan Madrasa - Oggi scuola di artigianato,
sede del Gran Muftì dell'Asia Centrale

Vicino si trova la grande moschea del venerdì Hazrati Imam con due cupole preceduta da due colossali minareti alti 56 m. Si entra anche nel cortile interno. 
Attraversando i giardini vicini alla moschea si osservano alcune cicogne che ogni anno vengono a nidificare sui monumenti.

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Moschea Hazrati Imam - Moschea del venerdì
con due cupole e due colossali minareti.
Moschea Hazrati Imam - Cortile della moschea.
Giardini intorno alla moschea Hazrati
Cicogne durante la nidificazione annuale.

Poco più a sud, si trova il Bazar Chorsu (Mercato Crocevia), il più grande mercato nella parte vecchia della città costruito più di cento anni fa. Vi si può trovare di tutto. Diviso in due piani, è coperto da una grande cupola di costruzione russa. 

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Tashkent, Città vecchia - Bazar Chorsu - La cupola.
Tashkent, Bazar Chorsu - La cupola dall'interno.
Tashkent, Bazar Chorsu - Banco di frutta secca

Dopo il pranzo si lascia la città e si parte in pullman alle 14:30 per Samarcanda. Ultima foto di Tashkent è il moderno Stadio completamente ricostruito e aperto nel 2012, con una capacità di 34000 spettatori. 
Ci sono circa 450 km di autostrada da Tashkent a Samarcanda e, alle 19:00, si arriva al confine della provincia contrassegnato da monumenti di benvenuto. 

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Tashkent - Il moderno Stadio di 34000
spettatori.
Ingresso alla provincia di Samarcanda
Monumento di benvenuto.
Ingresso alla provincia di
Samarcanda
Simboli della provincia.

Dopo ancora un’ora di strada, si scende all’Hotel Registan Plaza di Samarcanda.  

 


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