Ultimi Viaggi - Samarcanda



La città di Samarcanda fu fondata fra il VII e il V secolo a.C. e si sviluppò come capitale della Satrapia Sogdiana della dinastia persiana Achemenide. Nota ai Greci con il nome di Makaranda, fu conquistata nel 329 d.C. da Alessandro Magno. La civiltà ellenistica e poi quella buddhista dell’impero Kushana influenzò arte e cultura della città, ma la prosperità venne con i traffici carovanieri fra Cina e occidente, dal II al III secolo. Nel 712 fu occupata dalle armate arabe che convertirono la popolazione all’islam e arrestarono l’espansione dell’impero cinese nella battaglia di Talas (751). Dal IX al X secolo, sotto la dinastia Samanide, furono ricostruite le mura cittadine, pavimentate le strade e potenziati i canali sotterranei che portavano l’acqua alla città che divenne un’oasi verdeggiante. Nel 1220 Gengis Khan saccheggiò e distrusse la città massacrando quasi tutta la popolazione e deportando in Mongolia gli artigiani per abbellire le sue città. Nel 1370, Tamerlano, che aveva scelto Samarcanda come capitale, cominciò ad abbellirla portandovi architetti e artigiani da tutti i paesi che andava conquistando. Il nipote Ulug Beg continuò la sua opera. Dal 1500, con il declino dalla Via della Seta cominciò la decadenza della città che nel 1868 fu annessa all’impero zarista. Cominciò la modernizzazione e l’industrializzazione che proseguirono sotto l’URSS e divenne la seconda città dell’Uzbekistan. 

La visita della città inizia, alle 8:30 del giorno 11 giugno, con il Mausoleo Gur-i-Amir, o Tomba del Re, che si trova poco a sud-ovest della piazza Registan, centro della città storica. Di dimensioni ridotte, ha una grande cupola azzurra scanalata, fra una Madrasa e una Moschea, preceduta da un grande portale e affiancata da due minareti. Questo Mausoleo è stato il modello architettonico per le tombe dei Moghul a Delhi e del celebre Taj Mahal di Agra costruiti da discendenti di Tamerlano. La costruzione fu ordinata da Tamerlano per seppellire il nipote Muammad Sultan morto in battaglia nel 1404. Vi fu sepolto anche Tamerlano, morto nel 1405, perché non fu possibile trasportare il suo corpo a Shakhrisabz, sua città natale, a causa della neve. Da questo momento, il Mausoleo divenne la tomba dei timuridi (i suoi discendenti). 

 

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Mausoleo Gur-i-Amir - Portale e minareti della
moschea Tomba di Tamerlano e dei timuridi.
Mausoleo Gur-i-Amir - Visibile parte della
moschea madrasa e la cupola del Mausoleo.
Mausoleo Gur-i-Amir - La bella cupola azzurra
scanalata del Mausoleo.

 

Vi sono sepolti due dei suoi figli, Shah Rukh (1447) e Miran Shah (1407), il nipote Ulug Beg (1449) e il maestro spirituale di Tamerlano: Mir Said Baraka (1404) che, secondo la tradizione, era un discendente di Maometto. L’area sepolcrale si trova sotto la cupola; il sarcofago di Tamerlano è un blocco di nefrite verde scura, gli altri sono bianchi. In una stanza vicina, sono un ritratto di Tamerlano e una mappa dei territori conquistati che comprendevano Delhi, in India, le terre a est del Caspio, il Caucaso meridionale, tutto l’Iran, Bagdad e la Mesopotamia e tutta l’Anatolia. 

 

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Mausoleo Gur-i-Amir - Area sepolcrale - Ritratto di
Tamerlano.
Mausoleo Gur-i-Amir - Area sepolcrale Mappa
dell'impero di Tamerlano.
Mausoleo Gur-i-Amir - Area sepolcrale: cenotafi
Quello scuro in nefrite verde è di Tamerlano.

 

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Tashkent street - Moschea Bibi-Khanum - Facciata del complesso. Mausoleo di Bibi-Khanum sul lato opposto della strada,
di fronte alla Moschea.

 

Dopo il Mausoleo, passando vicini a Piazza Registan e prendendo la Tashkent street verso nord-est, si vede a sinistra la moschea dedicata a Bibi Khanum la prima moglie di Tamerlano, principessa cinese discendente di Gengis Khan. La moschea doveva essere una delle più grandi del mondo islamico e fu costruita con le ricchezze e i materiali provenienti dall’India dopo il saccheggio di Delhi. La costruzione durò 5 anni (1399-1404) e rimase incompleta. Nel 1600 fu chiusa perché pericolante e collassò durante il terremoto del 1897. La ricostruzione è del 1900. Dal lato opposto della Tashkent street si trova il piccolo Mausoleo di Bibi Khanum, dove è stata sepolta. La moschea si presenta con un grande portale affiancato da due minareti alti 25 m. Dal portale si entra in un vasto cortile alberato, al centro del quale si trova un massiccio leggio di pietra per il Corano; dietro un’altra elegante facciata, si trova il corpo centrale della moschea con la cupola. 

 

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Leggio di pietra del Corano nel cortile alberato
della Moschea di Bibi-Khanum.
Facciata della Moschea di Bibi-Khanum nel cortile interno. Corpo centrale della Moschea con la cupola.

 

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Piazza Registan e le tre Madrase. Piazza Registan - La Madrasa centrale, Tillya Kari con
i soffitti in foglia d'oro.

 

La terza sosta è dedicata a Piazza Registan, il cuore della città storica, la più vasta piazza dell’Asia centrale. Il nome significa “luogo sabbioso” e lo prese nel XIII secolo, dopo che Gengis Khan tagliò l’acqua che vi arrivava. Al tempo di Tamerlano c’era un grande bazar. Nella nuova sistemazione architettonica, iniziata da Ulug Beg, nipote di Tamerlano e noto astronomo, ci sono tre grandi Madrase. Al centro c'è la Madrasa Tillya Kari (ricoperta d’oro), con i rivestimenti in foglia d’oro dei soffitti, costruita per ultima negli anni 1646-60. A sinistra (lato ovest), quella che porta il suo nome, è la più antica e la meglio restaurata, costruita fra il 1417 e il 1420, dove Ulug Beg invitò a studiare astronomi e matematici musulmani. A destra (lato est), la Shir Dor (dei leoni) costruita negli anni 1619-36. Il nome si riferisce alla decorazione della parte superiore del portale, in realtà due tigri con il sole alle spalle che aggrediscono due daini e vogliono raffigurare gli allievi affamati di sapienza. Questa rappresentazione di esseri viventi, vietata dall’islam, è un caso molto raro di decorazione. Le tre Madrase sono oggi monumenti storici e all’interno vi sono anche mostre e vendite di artigianato.  

 

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Piazza Registan - Madrasa di Ulug Beg, sul lato sinistro,
la più antica (1420).
Piazza Registan - Madrasa Shir Dor, sul lato destro,
finita nel 1336.
Piazza Registan - Madrasa Shir Dor, decorazione delle
due tigri e dei due daini.

 

Si entra prima nella Madrasa di Ulug Beg, che una volta ospitava 100 studenti e s’insegnavano materie religiose e scientifiche. L’interno ha un grande cortile a due piani di arcate e portali monumentali. Sotto uno degli archi a sinistra, c’è una scultura che rappresenta Ulug Beg (seduto) e quattro sapienti in una discussione scientifica. Il gruppo è stato posto in occasione del 600mo anniversario (1994) della nascita dell’astronomo. Una targa riporta i nomi dei personaggi rappresentati e la motivazione. 

 

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Piazza Registan - Madrasa di Ulug Beg - Cortile interno. Madrasa di Ulug Beg - Scultura in uno dei
portali, Ulug Beg e quattro sapienti.
Madrasa di Ulug Beg - Targa esplicativa della scultura.

 

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Tabellone sulla collina dell'Osservatorio di Ulug Beg:
I due portali, del sestante sotterraneo e del Museo.

 

Dopo Piazza Registan, circa 2 km dal centro, a nord-ovest, su una collina fuori dall’antica cerchia muraria, si raggiunge il sito dell’osservatorio astronomico costruito da Ulug Beg durante il suo regno nel decennio 1430. Da un documento ritrovato si è potuto localizzare la sua posizione e, nel 1908 l’archeologo russo V. L. Vyatkin ha scoperto parte di un grande sestante sotterraneo in due linee parallele ricoperte di marmo e affiancato da gradinate per gli osservatori. Lo scavo è in trincea nella viva roccia della collina orientato sull’asse meridiano sud-nord. La trincea è lunga 63 m e larga 2, il sestante ha un raggio di 40,2 m e la precisione di 1/600 di grado. L’osservatorio fu costruito fra il 1428 e il 1429 e nei successivi 8 anni furono compilati un catalogo stellare e delle tavole, completando il lavoro nel 1437. Il sistema cosmologico era quello dell’Almagesto di Tolomeo. Dopo la morte di Ulug Beg, ucciso da fanatici musulmani nel 1449, il suo osservatorio fu distrutto e dimenticato. Il suo catalogo stellare fu diffuso e usato nel mondo musulmano e dagli astronomi ottomani di Istanbul fino a tutto il decennio 1580. A metà del 1600 fu tradotto all’università di Oxford, ma ormai il sistema tolemaico era stato abbandonato e le sue tavole erano state superate da quelle di Copernico, Tycho Brahe, e Keplero. 
Si sale sulla collina da una gradinata e sulla sommità si vedono due portali. Da uno, aprendo la porta, si può avere una completa visione dello scavo e del sestante. Dal secondo portale si accede al museo dell’Osservatorio, dove sono raccolti documenti sulla sua storia e su Ulug Beg. 

 

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Collina dell'Osservatorio - Primo portale: Scavo
del sestante sotterraneo.
Collina dell'Osservatorio - Secondo portale: Museo,
Ricostruzione dell'Osservatorio.
Collina dell'Osservatorio - Secondo portale: Museo,
La Via della Seta.

 

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Collina di Afrosiab, Sito Archeologico - Museo storico,
Esemplare di dipinto di Afrosiab.
Collina di Afrosiab - Museo storico, Ricostruzione
di un altro dipinto.

 

Tornando indietro, ma sempre fuori città, si passa per la collina di Afroasiab, il sito archeologico dell’antica città medievale di Samarcanda, e della più antica Marakanda greca, capitale del regno di Sogdiana. Vicino si trova un Museo di Storia che raccoglie anche reperti degli scavi. L’area è di 219 ettari con strati che coprono 2000 anni. I primi scavi sono iniziati nel 1873 e, nel 1885, era stata scoperta la città greca e determinata la sua mappa. Lo studio della Samarcanda prima dei Mongoli fu iniziato nel 1958 con la topografia e stratigrafia di Afroasiab. Nel 1965-66 sono stati scoperti dipinti della sala del trono nel palazzo reale, periodo sogdiano, detti dipinti di Afroasiab. 

 

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Complesso funerario di Shah-i-Zinda, Strada
fra i Mausolei vicino l'Ingresso.
Complesso funerario di Shah-i-Zinda,
Un passaggio.

Nel 1970-80 continuò l’esplorazione della cittadella, delle moschee e dei palazzi aristocratici e fu scoperta una parte delle mura. Gli scavi proseguono ancora. In una stanza del Museo degli scavi, si possono vedere esempi dei dipinti di Afroasiab.  

Rimanendo alla periferia della città, sulle pendici meridionali della collina di Afroasiab, si può visitare un ultimo luogo spettacolare; è il complesso funerario di Shah-i-Zinda, dove sono raccolti un gran numero di Mausolei di piccole dimensioni costruiti dalle famiglie aristocratiche della città al tempo di Tamerlano e successivo, in massima parte fra il XIV e il XV secolo. Sono tutti diversi, rivestiti di ceramiche smaltate turchesi e distinti nello stile sunnita e sciita. Il significato letterale del sito è “il re vivente” un personaggio sacro, cugino del Profeta Maometto, che secondo la leggenda sarebbe venuto a Samarcanda per combattere gli infedeli e sarebbe stato decapitato. Intorno alla sua tomba si sarebbe sviluppato il complesso il cui ingresso fu sistemato da Ulug Beg nel 1434.


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