Ultimi Viaggi - Da Bukhara a Khiva



  Il mattino del 15 giugno, si lascia Bukhara alle 8:00 per il trasferimento a Khiva attraverso la steppa arida del Kyzylkum (delle Sabbie Rosse), un percorso di più di 500 km che ha richiesto l’intera giornata. Nel primo tratto si attraversa la steppa con i resti di trivellazioni di gas naturali, abitata da pastori con greggi di pecore e capre che sfruttano i pozzi della zona.  

 

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Steppa delle Sabbie Rosse - Trivellazioni di gas naturali.
Steppa delle Sabbie Rosse - Tracciato del condotto per il gas.
Steppa delle Sabbie Rosse
Gregge di pecore vicino a un pozzo.

 

  Alle 11:30 si fa sosta per il pranzo al sacco in una fattoria, dove ci preparano anche degli spiedini di carne. Si riparte alle 13:00 e per altre tre ore il paesaggio è più arido, quasi un deserto. Dopo, la strada avvicina l’Amu-Darya e aumentano i terreni coltivati e alberati. Alle 16:40 si attraversa l’Amu-Darya e alle 18:00 si entra nell’abitato di Khiva. 

 
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Ancora steppa ma, all'orizzonte appare l'Amu Darya.
Il panorama cambia e compaiono le coltivazioni.
Si segue il corso dell'Amu Darya.

 

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Si attraversa l'Amu Darya.
Fattorie e abitazioni.
Si entra nella periferia di Khiva.

 

  Si prende alloggio all’Asia Khiva Hotel vicino alle mura della città interna (Ichan-Qala).  

  Khiva é un’oasi e la leggenda fa risalire la sua fondazione ai tempi di Noé, quando il figlio maggiore Sem, vagando nel deserto, scoprì un pozzo, esclamò khi-va! (acqua dolce) e vi fondò una città. In realtà i primi insediamenti nel nucleo della città si sono avuti fra il VI e il V secolo a.C.. Secondo una tradizione locale, nel 1997 é stato festeggiato il 2500mo anniversario della sua fondazione. Nel IV secolo sorsero le fortificazioni dell’Ichan-Qala, il nucleo interno (dentro le mura). Fra il V e il VI secolo d.C., divenne un importante centro commerciale della Via della Seta. Entrò a far parte dell’impero samanide fra i secoli IX e XI e nel X secolo era già distinta nella cittadella Ichan-Qala e nella Dichan-Qala (fuori le mura), dove viveva la maggior parte degli abitanti ed era ormai una città islamica del Khorezm. Nel 1220-21 fu distrutta dalle orde di Gengis Khan e poi fece parte della provincia del Chatagai. Nel 1380 faceva parte dell’impero di Tamerlano, ormai ricostruita, e teneva i contatti con le maggiori città dell’Asia centrale. Assunse infine un ruolo politico all’inizio del 1500, come capitale del khanato di Khorezm (1511). Passò sotto il khanato di Bukhara nel 1533 e riacquistò l’indipendenza nel 1642. Nel 1740 Khiva fu conquistata dallo Shah Nadir di Persia, considerato ultimo grande conquistatore asiatico, e impiegò molto tempo per riprendersi dopo la sua morte (1747). Nel 1883 i Russi conquistarono Khiva e lasciarono una certa autonomia all’aristocrazia locale con un protettorato quasi indipendente. Nel 1920 il khanato fu abolito dai sovietici e la città fu assorbita nella Repubblica Socialista Sovietica dell’Uzbekistan. Nel periodo staliniano il 20% della popolazione fu deportato in Siberia con l’accusa di essere nemici del popolo.


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