Ultimi Viaggi - Visita di Khiva



La visita di Khiva inizia alle 8:30 del 16 maggio ed è dedicata alla città interna, l’Ichan-Qala, rimasta integra all’interno delle sue mura e trasformata in pratica in un museo. Vi vivono forse un migliaio di persone, mentre gli abitanti della città esterna, Dichan-Qala, sono circa 40000. Dentro la cinta muraria c’è una grande concentrazione di monumenti storici.

 

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Khiva - Ichan-Qala - Porta meridionale dall'esterno delle mura.
Khiva - Ichan-Qala - Porta meridionale dall'interno delle mura.

 

Si attraversa la porta principale della Ichan-Qala, quella meridionale, fiancheggiata da due massicce torri, ricostruita nel 1930-40. Era usata dalle carovane che venivano dal Mar Caspio. Si arriva in una piazza, dove c’è il monumento all’inventore dell’algebra, al-Khorezmi (o al-Khuwarizmi), nato intorno al 780 d.C. nella vicina città di Urgench, 35 km a nord-est di Khiva. Vicino, vi sono i mosaici che riproducono le mappe della Ichan-Qala e della Via della Seta.  

 

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Khiva - Monumento ad al-Khorezmi, inventore dell'algebra.
Khiva - Mappa della Ichon-Qala, la città dentro le mura.
Khiva - Mappa della Via della Seta.

 

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Khiva - Kalta Minaret e Amin Khan Madrasa.
Khiva - Amin Khan Madrasa - Cortile.

 

Proseguendo dalla porta verso nord, si passa accanto alla facciata della Muhammed Amin Khan Madrasa e si trova il Kalta Minaret, il più largo dei minareti di Khiva. Interrotto nel 1855 per la morte di Amin Khan, doveva raggiungere i 70-80 m di altezza e aveva un diametro alla fondazione di 14,2 m, invece si è fermato a 29 m. La superficie è ricoperta completamente di mattonelle smaltate con disegno geometrico. Il colore dominante è il blu. La Madrasa di Amin Khan è una delle più grandi, costruita a due piani nel 1851-55.   Più avanti, in fondo a una piazza si vede l’Islam Khodja Minaret preceduto, a sinistra, dalla madrasa dello stesso nome con grande portale decorato da maioliche blu e una targa; queste sono le costruzioni più recenti di Khiva (1908-10). Il minareto è il più alto di Khiva (57,5 m), la sua larghezza alla fondazione è 9,5 m e all’interno c’è una scala a spirale con 120 gradini. 

 

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Khiva - Islam Khodja Minaret, in fondo,
e la madrasa a sinistra.
Khiva - Portale della Islam Khodja Madrasa.
Khiva - Targa del complesso Islam Khodja

 A sud del complesso Islam Khodja si apre una piazza, dove si tenevano le parate militari e c'è l'ingresso monumentale, fra due torri con cupole blu, della residenza fortezza usata per secoli dai Khan, la Kunya Ark, e la targa. All’interno c’è il trono placcato di argento dei Khan, tornato dal museo dell’Hermitage di San Pietroburgo, dove era stato trasferito. 

 

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Khiva - Kunya Ark - Ingresso monumentale
della Residenza dei Khan.
Khiva - Targa sulla residenza dei Khan (Kunya Ark).
Khiva - Kunya Ark - Trono dei Khan placcato di argento.

 

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Khiva - Targa della Moschea Juma.
Khiva - La Moschea Juma (del venerdì).

 

A nord-est dell’Islam Khodja Minaret si trova la Moschea Juma (del venerdì) in una vasta aula con soffitto sorretto da 218 colonne di legno e poche aperture per la luce e la ventilazione. La moschea risale al X secolo, quella attuale è stata ricostruita nel 1700. Le colonne sono alte fino a 5 m e sono datate dal 1316 al 1789, le più antiche sono originali e anche le più decorate. Il minareto che affianca la moschea è il più antico (X-XIII sec.), alto 33 m con il diametro alla fondazione di 6,5 m. Il precedente minareto era crollato nel XII secolo ed è stato ricostruito nel secolo successivo.

 

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Khiva - Moschea Juma - Interno.
Khiva - Moschea Juma - Interno.
Khiva - Minareto della
moschea Juma (X-XIII scolo).

 

Dopo il pranzo, si visita il Museo delle foto, vicino alla moschea Juma. Un fotografo tedesco vissuto a Khiva nel periodo fra il protettorato russo e la rivoluzione sovietica ha lasciato un’ampia documentazione della vita cittadina, prima e dopo la rivoluzione, ora raccolta in due stanze. 
In un’antica madrasa c’è una scuola di artigianato con fabbrica di vesti di seta e telai per suzani. 

 

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Khiva - Targa della fabbrica di vesti di seta e suzani.
Khiva - Lavoranti al telaio.
Khiva - Lavoranti al telaio.

 

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Khiva - Palazzo Tosh-Hovli - Museo Storico
Cortile principale - Accesso agli appartamenti.
Khiva - Palazzo Tosh-Hovli - Museo Storico - Letto del Governatore.

 

Sull'estremo nord della città interna si trova la residenza degli ultimi governatori, il Palazzo Tosh-Hovli (casa di pietra) fatto costruire dal Khan Allah Kuli nel 1830 che voleva abbandonare l’Ark. Ora è Museo Storico e si entra in un grande cortile da cui si passa ai diversi appartamenti con altri cortili. Costruito in fasi successive, è un vero labirinto. Nel museo c’è il ritratto dell’ultimo Khan di Khiva, Muhammad Rakhimkhan II (1864-1910) prima della conquista russa, i due successivi Khan, prima della rivoluzione sovietica, non sono ricordati perché non avevano ormai poteri reali ed erano solo dei governatori. In un ritratto sono rappresentate le donne dei khan nel 1800, cariche di gioielli e vesti di seta. In una stanza c’è il letto del governatore.  

 

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Khiva - Palazzo Tosh-Hovli
Museo Storico - Cortile principale.
Khiva - Museo Storico
Ultimo Khan di Khiva (1864-1910).
Khiva - Museo Storico
Vesti e gioielli delle donne dei Khan.

 

Fuori dal Palazzo Tosh-Hovli le ultime foto sono dedicate alla facciata di un Caravanserraglio del 1800, con la sua targa, e alla Moschea Bianca, che risale al 1600 e ora è in restauro, forse sarà trasformata in Museo dell'Arte. Sulla sua sinistra c'è un bagno turco, anche questo del 1600. 

 

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Khiva - Facciata di un caravanserraglio del 1800.
Khiva - Targa del Caravanserraglio.
Khiva - La Moschea Bianca che risale al 1600.

 

IL RITORNO

  Finita la visita a Khiva e completato il programma del viaggio, il ritorno è stato una corsa con il tempo. Dopo la cena in albergo, era previsto il trasferimento in aeroporto per il volo con destinazione Tashkent, la capitale, da dove ripartire per Roma. Tutto era programmato con coincidenze stringenti, ma sembra che non ci fossero alternative più ragionevoli. Il volo da Khiva a Tashkent faceva scalo a Bukhara ed è durato dalle 21:00 alle 23:00. Arrivati in Hotel dopo mezzanotte, inizio del nuovo giorno, 17 maggio, si avevano a disposizione solo tre ore di riposo prima di tornare in aeroporto per il volo Tashkent-Roma delle 5:55. Le procedure d'imbarco sono state problematiche perché non tutti avevano la copia bollata del modulo di arrivo per un confronto con quello di partenza. Fortunatamente il personale non ha infierito e finalmente siamo saliti a bordo. Il lungo volo ha permesso di superare lo stress. L’arrivo a Roma è stato alle ore 9:30.

 

FINE UZBEKISTAN




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