I Grandi Paesi Asiatici - I Grandi Paesi Asiatici - Introduzione

L’India e la Cina sono state destinazione di diversi viaggi dal 1980 al 2005 e mi hanno permesso di scoprire il ruolo importante di civiltà e cultura dei popoli asiatici nel mondo antico e moderno sostanzialmente diverso da quello dell’occidente europeo. Fino all’inizio dell’era delle grandi scoperte e delle conquiste coloniali con l’arrivo dei portoghesi in India e Cina, nella prima metà del 1500, l’India era dominata dalla dinastia Moghul fondata da Babur, un discendente di Tamerlano, e la Cina era sotto la dinastia Ming, all’apice del suo sviluppo e costituivano l’area più ricca e avanzata del mondo. 

Nei cinque secoli successivi si assiste al progressivo dominio dell’uomo bianco sul pianeta con il colonialismo e i grandi sviluppi della scienza e della tecnica. Ora, agli inizi del nuovo millennio, la globalizzazione economica e politica favoriscono l’Asia come continente più popoloso, che potrebbe raggiungere il picco di 5 miliardi a metà del secolo e quindi declinare; India e Cina riprendono il loro ruolo guida e sono in concorrenza. 

Un fattore critico in futuro sarà il rapporto fra lavoratori e pensionati, cioè fra il numero delle persone con età da 20 e 64 anni e quelli di età non inferiore a 65 anni. 

Questo rapporto, che per India e Cina è oggi abbastanza alto, potrebbe scendere nel 2100 sotto 2 con problemi sociali ed economici che si aggiungeranno a quelli dell’inquinamento e del riscaldamento globale. La Cina nel 2014 ha sorpassato gli Stati Uniti come prima economia globale, poi ha subito un rallentamento con una crescita ferma al 7%. L’India è in corsa per un sorpasso demografico e supererà presto la popolazione della Cina, frenata dalla politica del figlio unico, e la sua crescita economica è ora al 7,5%.

Sostanziali sono le differenze fra India e Cina nella forma di governo. L’India è la più popolosa democrazia del mondo con governo federale e sistema parlamentare bicamerale, fondata su una millenaria cultura di tolleranza, con una formulazione laica e aconfessionale alla presenza di un 80% di hinduisti e 14% di musulmani, terza popolazione musulmana dopo Indonesia e Pakistan. 

La Cina è rimasta la più grande nazione a regime comunista, ma senza controllo statale dei mezzi di produzione, ed economia capitalista, con un governo accentratore e tecnocratico che nulla concede allo stato di diritto. Si vedrà cosa faranno i governi e come reagiranno le popolazioni di fronte ai gravi problemi di alimentazione, energia, inquinamento e disoccupazione e nel confronto con le altre potenze mondiali, fino al termine del secolo.


VIAGGI IN INDIA E CINA

La visita dell’India si è svolta in tre viaggi: i primi due nell’agosto 1980 e 1981 organizzati in modo autonomo da Roma, il terzo nel dicembre 2004 organizzato da un’agenzia per un gruppo di aderenti all’Associazione Culturale Itinera di Roma.  L’India del nord, con Delhi, il Rajasthan e Varanasi (Benares), è stata visitata due volte, nel 1980 e nel 2004, Kolkata (Calcutta) solo nel 1980,  e Khanjuraho solo nel 2004. L’India meridionale, con Mumbay e altre località nel raggio di 100 km a nord sono incluse nel viaggio del 1980, mentre il Tamil Nadu, regione dell’estremo sud-est dell’India, è stato visitato durante il viaggio del 1981.

L’itinerario descritto inizia con Delhi, nel cuore dell’India del Nord, sempre capitale dai primi regni rajput allo stato moderno, terza città come popolazione dopo Mumbai (Bombay) e Kolkata. Sette volte capitale imperiale, Delhi ha otto centri cittadini e l’ultimo , New Delhi, è stato capitale amministrativa del Dominio Coloniale (il British Raj) e poi capitale federale dell'India indipendente. Dopo Delhi ci si sposta nella grande regione occidentale del Rajasthan, il maggiore centro turistico, visitando le tre città, Udaipur, Jaipur e Amber. Poi si torna a est, a sud di Delhi, per visitare Agra, prima capitale moghul e il principato rajput di Orchha con i suoi palazzi-fortezza. Seguono i centri religiosi di Khajuraho e Varanasi e si finisce a Kolkata (Calcutta).

La mia visita in Cina è iniziata con il primo viaggio del 1983 a Hong Kong, mentre era ancora colonia inglese.  Oltre alla visita completa della città e il primo contatto con il mondo cinese, ho avuto l’occasione di organizzare, con l’Ufficio del Turismo Cinese di Hong Kong, un breve viaggio di tre giorni a Taiwan e, di seguito partecipare a un viaggio di gruppo di tre giorni nella Cina comunista per visitare Canton (ora Guangzhou) e Guilin. Ho appreso inoltre la possibilità di ottenere in una giornata, da un ufficio di Hong Kong, un visto individuale d’ingresso in Cina, ancora impossibile da ottenere in Italia. Con questo potevo già pensare di organizzarmi per il prossimo viaggio in Cina, nell’agosto del 1984. Con il mio agente di viaggio a Roma ho preparato l’itinerario del 1984 con i voli di andata e ritorno a Hong Kong e i voli aperti da Hong Kong, a Shanghai, Suzhou, Nanchino, Pechino, Xi’an, Luoyang e Canton per poi tornare in treno a Hong Kong. Dopo il 1984, sono tornato in Cina nel 2005, quando ormai era aperta al turismo internazionale, partecipando a un viaggio di gruppo organizzato dall’Associazione Culturale Itinera di Roma che ha sostato a Pechino, Xi'an, Guilin, Shanghai, Suzhou e ritorno da Shanghai, rivedendo luoghi che avevano subito in 20 anni sostanziali cambiamenti.

  L’itinerariodel viaggio descritto nel seguito combina le esperienze di tempi diversi, mettendo in risalto i cambiamenti subiti in 20 anni. Si parte dalla capitale Pechino, quindi ci si sposta nel nord-est a Shanghai, si visitano Suzhou e Nanchino e poi, nel centro della Cina, le antiche capitali di Xi’an e Luoyang. Le ultime due tappe sono a Guilin e Guangzhou (Canton) e il ritorno è da Shanghai prendendo il treno a levitazione magnetica MagLev dalla stazione di Pudong per l’aeroporto intercontinentale. Gli ultimi due capitoli del viaggio sono dedicati a Hong Kong del 1983, ancora colonia inglese, e all’Isola di Taiwan, la Cina separata, non più odiata, e ricca di comuni tesori e tradizioni.

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