Africa Mediterranea - Introduzione

  Egitto, Libia e Marocco sono tre destinazioni dei miei viaggi nell’Africa mediterranea accomunate dalla loro posizione geografica e da legami storici, archeologici e culturali.

  L’Egitto, una delle più antiche civiltà umane sviluppatasi nella valle del Nilo, era conosciuta da tutti gli antichi popoli mediterranei, e le piramidi erano note come una delle sette meraviglie del mondo, ma fu riscoperta alla fine del 1700 per opera degli studiosi che seguivano Napoleone nella sua spedizione in Egitto che, colla scoperta della stele di Rosetta, portarono alla decifrazione della scrittura geroglifica. L’Egitto entrò in contatto con la civiltà greca, romana, bizantina e infine entrò nell’orbita della civiltà musulmana e dell’impero ottomano, ma mantenne sempre una sua identità. Divenne stato sovrano nel 1922 entrando nel mondo moderno. Dopo la seconda guerra mondiale, con il sorgere del nazionalismo arabo, l’Egitto divenne una repubblica e nel 26 luglio 1956, Nasser nazionalizzò la Compagnia del Canale di Suez, portando l'Egitto alla piena indipendenza. Nel corso dei difficili rapporti fra paesi arabi del Medio Oriente e Israele, l’Egitto ebbe sempre un ruolo preminente con alterne vicende fino agli accordi di Camp David del 1979, quando l’Egitto riconobbe lo Stato d’Israele.

  Le coste della Libia, fra Tripolitania e Cirenaica, furono in origine occupate da basi commerciali fenice compresa l’attuale Tripoli. Dopo la fondazione di Cartagine (814 a.C.), oggi in Tunisia, Tripoli fece parte dei suoi domini e, alla distruzione di Cartagine nel 146, il suo territorio con Sabratha e Leptis Magna passò ai Romani. Con Traiano, tutta la Tripolitania era integrata nell’impero romano. Con le invasioni barbariche fu conquistata dai Vandali di Genserico. Nel 533 fu conquistata da Belisario e restò bizantina per un secolo. Poi venne l’Islam con gli Arabi che si diffusero in tutta l’Africa del nord. Nel 1500, gli Spagnoli occuparono Tripoli che affidarono ai Cavalieri di Malta, ma fu presa dai turchi nel 1551. Pochi anni dopo, Tripolitania, Tunisia e Algeria divennero province ottomane, governate dai pascià divenuti presto indipendenti. Fino agli inizi del 1800 la pirateria fu la loro attività principale, poi la Francia occupò l’Algeria e mise sotto protettorato Tunisia e Marocco. Anche l’Italia occupò Tripolitania e Cirenaica strappandole all’impero ottomano e presero il nome di Libia. Dopo la seconda guerra mondiale, la Libia acquistò l’indipendenza e salì al trono re Idris di Cirenaica, ma il colpo di stato militare del colonnello Muammar Gheddafi, nel 1969, lo rovesciò e rivoluzionò la politica del paese, nazionalizzando le risorse petrolifere e appoggiando i movimenti di liberazione di tutti i paesi africani. Ha subito un embargo per l’accusa di un attentato terroristico a un aereo americano nel 1986. Dal 1999 i contrasti sono attenuati ed è tornato il turismo.

  La storia del Marocco inizia con l’espansione araba musulmana del VII secolo d.C. nell’Africa del nord che convertì le popolazioni berbere e la fondazione della prima capitale Fès. Il Marocco estese la sua influenza nella vicina Spagna, dove assoggettò molti dei principati musulmani. Dopo la Reconquista in Spagna, il Marocco subì i tentativi di rivalsa di Spagna e Portogallo. Nel 1578, il re del Portogallo Sebastiano I invase il Marocco, ma fu sconfitto e ucciso dal Sultano a Ksar El Kebir. La morte di Sebastiano I comportò l’estinzione della sua dinastia e portò all’unione del regno del Portogallo con quello di Spagna per 60 anni. Il Marocco raggiunse l’apice con la dinastia degli Alauiti nella nuova capitale Meknès, protesse la pirateria e fu isolato nei rapporti internazionali. La Francia, dopo aver conquistato l’Algeria nel 1830, impose un protettorato anche sulle zone di confine con l’Algeria e sulle coste per la loro posizione strategica. Dopo la seconda guerra mondiale, il sultano Mohammed V fu mandato in esilio con l’appoggio di alcuni capi berberi, ma la sollevazione della popolazione portò alla piena indipendenza il paese, nel 1956.

 

  Dal tempo dei viaggi a oggi (2015), molti avvenimenti sono successi. Fra la fine del 2010 e l’inizio del 2011, una serie di proteste e agitazioni contro i regimi politici al potere, è scoppiata nel nord dell’Africa e nel vicino Oriente, in Tunisia, Egitto, Libia e Siria, denominate dai media come “primavera araba”. Il motivo è stato il malcontento popolare delle nuove generazioni per la corruzione, la disoccupazione, la povertà e la violazione dei diritti umani. Nel 2011, le proteste in Tunisia portarono alle dimissioni il presidente Ben Ali, dopo 24 anni di dittatura che si rifugiò in Arabia Saudita. Nei tre anni successivi la Tunisia ha reagito meglio degli altri paesi e con l’ultima costituzione ha rivisto i rapporti fra stato e religione. Tuttavia la violenza è dilagata nel paese con attacchi terroristici di gruppi radicali islamisti.

  In Egitto, dopo lo scoppio di violenti scontri a piazza Tahrir, nel centro del Cairo, iniziati il 25 gennaio 2011, il giorno 11 febbraio, il presidente Mubarak, dopo 30 anni di dittatura militare, si è dimesso e la giunta ha predisposto nuove elezioni presidenziali. Il primo presidente votato dal popolo, Mohamed Morsi, candidato dei Fratelli Musulmani, accrebbe la spaccatura con i manifestanti che avevano provocato la caduta di Mubarak. Dopo nuove manifestazioni, il generale Fattah al-Sisi, ministro della difesa nominato da Morsi, il 3 luglio 2013, depose Morsi dalla carica e dichiarò illegali i Fratelli Musulmani. Il governo a interim di al-Sisi represse nel sangue le nuove manifestazioni (si disse un migliaio di morti) e nel maggio 2014 divenne Presidente della Repubblica Araba d’Egitto. Si è tornati così a un governo militare che rifiuta il condizionamento religioso sulla politica. Il 6 agosto 2015 è stato inaugurato il raddoppio del Canale di Suez che aumenterà i proventi del traffico dai 5,3 miliardi di dollari ai 13,2 nel 2023. Tuttavia ci si aspetta un aumento del terrorismo islamico e la crisi del turismo, altra fonte principale di ricchezza dell’Egitto.

  In Libia, a Bengasi, le manifestazioni del 16 febbraio 2011 hanno provocato la violenta reazione delle forze di polizia con morti e feriti. Subito la rivolta si è estesa fino a Tripoli, dove furono bruciati edifici pubblici e il governo reagì con raid dell’aviazione sui manifestanti. L’ambasciatore libico all’ONU si dissociò dal leader Gheddafi accusandolo di genocidio. La rivolta si è diffusa su tutta la Libia, sostenuta dall’ONU e dalla NATO con un divieto di sorvolo e, il 20 ottobre 2011, Gheddafi è stato catturato e ucciso vicino a Sirte, sua città natale. Dopo la sua morte, si è creata una situazione di guerra civile con il paese in ostaggio di gruppi armati irregolari, padroni del territorio. Un governo transitorio, nato dalle elezioni del 2012, non è riuscito a disarmarli. L’11 settembre 2012, in un attacco al consolato degli Stati Uniti a Bengasi, è stato ucciso l’ambasciatore americano. Dal 2014, il conflitto politico è in corso fra due alleanze rivali: la prima è la Fajr Libya (Alba della Libia), che raccoglie gruppi islamici e commercianti di Misurata, occupa i territori di Tripoli ovest e di quasi tutta la Tripolitania, la seconda, con il nome di Karama (Dignità) riunisce gruppi nazionalisti e personaggi del vecchio regime con sede a Tobruk e in Cirenaica. Dall’ottobre 2014, sono entrati in azione in Libia i militanti affiliati allo Stato Islamico (IS), già affermatosi in Siria e Iraq, che hanno ora le loro roccaforti a Derna e Sirte. Nel frattempo la Libia è sempre percorsa da una massa di migranti, proveniente dagli stati dell’Africa sub-sahariana sconvolti da guerre e persecuzioni che, raggiunta la costa libica, s’imbarcano per raggiungere l’Italia, alimentando un’organizzazione di trafficanti senza scrupoli. Nel corso del 2015, l’ONU ha promosso i negoziati fra le due alleanze rivali per la creazione di un governo di unione nazionale.

  In Marocco la protesta ha assunto toni più moderati con la richiesta al re Mohammed VI di riforme più democratiche per il governo e una modifica della costituzione che dia più poteri al parlamento. Il re ha promesso una nuova costituzione da approvare con referendum nel novembre 2011. L’approvazione è avvenuta con un’affluenza del 73%.

 

 

VIAGGI NELL’AFRICA MEDITERRANEA

 

  La visita dell’Egitto si è svolta in tre viaggi. Il primo viaggio, dal 3 al 12 dicembre 1999, è stato dedicato all'Egitto Classico. Inizia dal Cairo con la rapida visita della città antica e moderna, una sosta al Museo Egizio, ai resti dell'antica Menfi e alle piramidi di Sakkara e di Gizah. La seconda tappa è ai templi di Abu Simbel in Nubia sul lago Nasser, si risale quindi a nord alle dighe di Assuan e si segue il corso del Nilo fino a Esna. Le ultime tappe sono a Karnak, Luxor (Tebe) e la Valle dei Re.

  Il secondo viaggio, dal 4 al 14 febbraio 2005, è cominciato con la visita di Alessandria, sul Mediterraneo, poi spostandosi a est fino all'oasi di Siwa e visitando le numerose oasi del Deserto Occidentale. Si torna infine nella valle del Nilo nel Medio Egitto per visitare alcune necropoli e i resti della capitale di Akhenaton: Tell el-Amarna.

  Il terzo viaggio, dal 29 dicembre 2009 al 2 gennaio 2010, è stato dedicato alla visita dell'Oasi di el-Faiyum, nella depressione del Qarun, a ovest della valle del Nilo.

  Il viaggio in Libia, nei giorni 1 – 8 dicembre 2000, comincia con la città di Tripoli, dal porto alla città vecchia (Medina) con i resti romani e il centro moderno. Seguono i siti archeologici di Sabratha e Leptis Magna. Si passa poi in Cirenaica con Bengasi e i siti di Tolemaide e Gasr Lybia e infine Cirene e Apollonia.

  Il viaggio in Marocco, nei giorni 1 – 9 dicembre 2001, inizia dalle quattro città imperiali, sosta a Volubilis, il più importante sito archeologico romano del Marocco e infine compie un percorso fra il deserto e la catena dell’Atlante, lungo le oasi e le casbah berbere.

   Tutti i viaggi sono stati organizzati da un'Agenzia per un gruppo di aderenti all'Associazione Culturale Itinera di Roma.

  L'indice generale dei viaggi inizia con il percorso che combina i primi tre viaggi: l’Egitto Classico, il Deserto Occidentale ed El-Fayum. Seguono i percorsi dei viaggi in Libia e Marocco.

***

Indice |Info | Stampa | Permalink